Vigili urbani a Racale: non solo multe

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Il sottotenente Antonio Cimino

Racale. «Cari giovani di Racale, voi siete il futuro della nostra cittadina: non vi abbiamo insegnato a distruggere ma a conservare».
Con questo messaggio, dettato con la stessa scrupolosità con cui un padre si rivolge ai suoi figli, il sottotenente Antonio Cimino, responsabile del IV settore del corpo di polizia municipale di Racale, ha rivolto il suo saluto ai concittadini, al sindaco e all’Amministrazione comunale, in occasione della festività patronale di S. Sebastiano martire, che è anche protettore dei vigili urbani.

Come da tradizione, è stata diffusa la relazione sulle attività svolte nel corso dell’anno appena trascorso. Nel 2011 – si legge nella nota –  sono state rilevate 60 infrazioni al codice della strada, 40 incidenti stradali dei quali due mortali. Ben 1.155 le pratiche amministrative evase, cento quelle inerenti al settore anagrafico, a cui si aggiungono i canonici controlli sull’attività edilizia e la continua collaborazione con Procura, Prefettura, Questura, Compagnie di Carabinieri e Commissariati di P.S.

Oltre all’attività di controllo della viabilità, il corpo di polizia municipale (composto da quattro unità) è stato impegnato nell’ordinario servizio prestato durante processioni e cortei funebri e, nel periodo compreso tra il 15 giugno e il 15 settembre, nella sorveglianza della marina di Torre Suda.

Cimino, successore dell’ex comandante Giuliano Inguscio, da poco in pensione, si sofferma su due importanti punti: «Vorrei sensibilizzare i miei concittadini sul randagismo e sulla tutela dell’ambiente. Non abbandonate gli animali – ammonisce – ma interpellateci perché sapremo consigliarvi. I costi del randagismo, purtroppo, ricadono sulle tasche di tutti i contribuenti ed il fenomeno è in netta crescita come quello delle discariche a cielo aperto nelle periferie».

E continua precisando: «Chi ha bisogno di smaltire dei rifiuti speciali, ci contatti allo 0833-553316: una ditta specializzata verrà a ritirarli direttamente a casa vostra. È inammissibile – conclude – utilizzare in questo modo i campi che i nostri antenati hanno lavorato duramente per noi. Ci stiamo uccidendo da soli».
Quanto mai attuale risulta quest’ultima raccomandazione  del sottotenente considerate le ultime discariche a cielo aperto trovate e denunciate nel territorio del paese.

Marco Montagna

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