Vetture piene, calde e sporche

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Una delle vecchie vetture sulla Casarano-Gallipoli

Casarano. Sabato 6 agosto 2011 (e non 1901), ore 17,25 sul treno Gallipoli Lecce. Caldo infernale fuori, ma ancora di più dentro. Il treno, una sola carrozza, è stato preso d’assalto da un gruppo numerosissimo di giovani.

Due turisti francesi, qualche tedesco. La carrozza è strapiena, non ci sono posti a sedere. I ragazzi, non ci fanno caso, si fermano nel corridoio, vicino alla porta della toilette (si fa per dire). Niente aria condizionata, tutti i finestrini aperti, il vento solleva le tende arancione e i capelli delle donne. Caldo asfissiante, corpi sudati e immobili, qualcuno si appisola. Caldo e vento, ma non c’è soluzione, un girone infernale, se si chiudono i finestrini, si soffoca. Ad ogni stazione salita e discesa ad ostacoli perché bisogna fare slalom tra le valigie.

Per fortuna il treno arriva a Lecce, non si è fermato come qualche volta succede. Per il caldo? Perché sono vetture vecchie? Viaggiare in questo modo non è né romantico né igienico, in tutti i sensi. L’atavica sopportazione della gente del Sud impedisce le legittime contestazioni giornaliere.

Ora c’è la prospettiva del prossimo ammodernamento e delle agili vetture rosse che sostituiranno tutte le attuali.
Ma nell’attesa si potrebbe fare qualcosa come prevedere più vetture nei giorni di maggiore traffico, far circolare carrozze solo con l’aria condizionata, rispettare gli orari e le coincidenze. Piccole cose consolatorie.

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