Su e giù per le scale dei grattacieli

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Daniele De Marinis al traguardo, sul tetto di un grattacielo

Tuglie. «Guardavo il palazzo di 39 piani, alto 161 metri, da sotto, prima della gara e avevo le vertigini, mi sembrava che mi cadesse addosso» – racconta Daniele De Martinis di Galatone che corre con la podistica Tuglie, unico atleta pugliese a partecipare  alla gara agonistica “vertical sprint” lo scorso 25 settembre a Milano nel nuovo grattacielo “Lombardia”.

L’evento fa pare del “vertical word circuit”, il campionato mondiale di corsa sulle scale, che si svolge nei più importanti grattacieli internazionali. Soddisfazione esprime il presidente della podistica Tuglie, Claudio Calò: «Lo chiamiamo “podista d’esportazione” – dice – perché ama viaggiare e gareggiare fuori regione e fuori nazione, ci lega un’amicizia sincera e un forte spirito sportivo e amore per le sfide».

Cosa spinge un atleta a fare una gara del genere e come si affronta, economicamente, questa avventura?

«La mia motivazione  – prosegue De Martinis – è il desiderio di novità e le mie innate caparbietà e determinazione. Appena qualcuno mi dice che di certo non posso superare una sfida, è quello il momento preciso in cui decido di affrontarla. I miei parenti e amici, quando ho detto loro che mi allenavo a Santa Caterina e sulla scalinata di Leuca per sostenere questa gara, mi hanno apostrofato con un “tu sei pazzo! Non ce la puoi fare!” e questo mi ha dato la carica per continuare». La fatica si è fatta sentire ma lui è andato avanti.

«Al ventesimo piano i miei polmoni stavano per cedere, ma il mio spirito combattivo e i muscoli delle mie gambe mi hanno portato fino alla fine. Dal punto di vista economico, io faccio parte dell’esercito, ma la partecipazione a queste gare è a spese proprie – confessa l’atleta, con un po’ di rammarico -. Prenoto l’aereo molto in anticipo, trovo alberghi economici. Le gare si svolgono a New York, Basilea, Londra, Taipei, Berlino, Singapore, San Paolo del Brasile, Chicago, Vienna, Ho Chi Minh City e Bogotà. Se trovassi uno sponsor, potrei partecipare anche a quelle più lontane. Chissà».

                                                                     MCT

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