Farmacia comunale «Tutto in regola»

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MelissanoLa delibera della Giunta Municipale n. 85 dell’otto settembre scorso, rigurdante la vendita di parte delle quote di proprietà comunale nella Farmacia Comunale Srl, è “legittima”.

Lo ha ribadito a chiare lettere, nell’ultimo Consiglio comunale, il sindaco Roberto Falconieri in risposta all’interrogazione formulata da “Progetto Melissano”: «la Giunta riprendeva solo la reale volontà del Consiglio comunale quale parte integrante del deliberato, precisando come stessero le cose.

In ogni caso, la delibera è legittima e regolare poiché nell’atto di Consiglio si è semplicemente stabilito il tetto minimo dell’asta non quello massimo rimandando alla Giunta gli atti conseguenti. Con l’atto di indirizzo si è voluto solo confermare che l’importo di partenza dell’asta era 400mila euro e non si intendeva scendere al di sotto dei 350mila».

Di parere opposto erano i consiglieri di minoranza Ferruccio Caputo, Michele Parata, Luca Cortese e Matilde Surano che chiedevano invece “la revoca in autotutela”. Si trattava di un atto di indirizzo che andava, in pratica, secondo le intenzioni della maggioranza, ad integrare l’atto approvato in Consiglio comunale il 4 agosto scorso.

In particolare, modifica l’importo a base d’asta indicato di 319mila euro e lo aumenta fino a 400mila con l’ìmpegno di non scendere al di sotto dei 350 mila, “uniformando” le cifre a quanto aveva dichiarato verbalmente, proprio in Consiglio comunale, il sindaco Roberto Falconieri.

L’opposizione, da parte sua, facendo seguito ad una precedente interrogazione in cui si riteneva la prima delibera consiliare già viziata, aveva rincarato la dose: «la delibera di Giunta risulta essere completamente illegittima, in quanto viene scelto dagli amministratori un rimedio peggiore del male cagionato.

Infatti, a prescindere dal contenuto della deliberazione, la Giunta ha deliberato su una questione che è prerogativa esclusiva del Consiglio comunale. Come può la Giunta arrogarsi il diritto di interpretare la volontà espressa in vario e diverso modo dai  consiglieri comunali mediante una deliberazione di Consiglio comunale viziata nel contenuto?»

E ancora, si chiedono: «Come ha potuto il Segretario Comunale non rilevare la manifesta illegittimità? Cosa accadrà nella malaugurata ipotesi si dovesse dare esecuzione alla deliberazione di Giunta comunale con la predisposizione da parte dei responsabili di settore di tutti gli atti relativi alla gara e, successivamente, tra uno, cinque o dieci anni, in sede giurisdizionale si dovesse ritenere nulla la gara espletata sulla base di una deliberazione di Consiglio viziata nel contenuto e sulla base di una deliberazione di Giunta illegittima? Chi pagherebbe a quel punto i danni erariali provocati?»

AP

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