C’è chi distrugge e chi ricostruisce

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La marcia a difesa della legalità e della civiltà

Taurisano. Devono avere grossi problemi i ragazzi di Taurisano nella scelta di come impiegare il tempo vuoto se non trovano di meglio che andare in giro a spaccare fioriere, a rompere lampioni, a imbrattare i muri, a danneggiare auto. Oppure devono aver perso completamente il senso di appartenenza ad una comunità, che è poi la molla che spinge non solo al rispetto, ma anche al potenziamento di tutto quello che connota la città e la rende più vivibile.

Gli atti di questi novelli terminator non si contano più. A fare le spese della loro voglia di lasciare “segni” (ma davvero inutili)del loro passaggio, le fioriere di piazza Fontana. Qualche giorno prima era toccato ai lampioni della villetta comunale, ai cestini portarifiuti. Tutto questo quando nella zona sono in corso lavori di riqualificazione che hanno l’obiettivo di rendere più bello e godibile tutto il centro.  E che dire dei graffiti sulle pareti del palazzo comunale che danno su piazzetta Anfiteatro e delle auto prese di mira in piazza Castello? E del vetro della cupola della chiesa Madre? Ce n’è abbastanza per creare allarme nella popolazione e per invocare misure di sicurezza, prima di tutto un sistema di videosorveglianza, un occhio vigile che funzioni da deterrente verso gesti sconsiderati e irrazionali.

Non mancano, però segnali positivi, che vengono proprio dal mondo giovanile. Ne è un esempio la massiccia partecipazione alla marcia silenziosa dopo i fatti di Brindisi. Lo sottolinea il vicesindaco e assessore alle Politiche giovanili, turismo e tempo libero, Claudio Scordella: «È il risultato della stretta e proficua collaborazione tra Amministrazione comunale, istituzione scolastiche e associazioni con cui stiamo affrontando anche il problema del vandalismo»

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