I vandali hanno distrutto le difese della Duna grande

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duna recintata

GALLIPOLI. Ci vogliono risorse umane, prima ancora che finanziarie, per tenere un po’ di più sotto tutela il parco naturale che arriva fino a punta Pizzo, senza dimenticare l’isola di Sant’Andrea che, con un binocolo, si può controllare anche da terra. Questa la considerazione dopo che ignoti vandali hanno divelto le palificazioni che i volontari di Legambiente avevano realizzato la scorsa estate intorno alla Duna grande, poco dopo la zona dei grandi alberghi, per difenderla da passaggi, incursioni con mezzi a due ruote e conseguenti smottamenti.

Niente di nuovo, purtroppo, nel lungo elenco delle violazioni più o meno sistematiche dell’integrità dell’oasi naturalistica, vero fiore all’occhiello dell’intero Salento e per l’assessore regionale al Turismo, Angela Barbanente, che lo richiama con un buon esempio. Ma ciò che fa un po’ rabbia è anche il fatto che vigilanti e personale potrebbero pure arrivare a costi zero per il Comune gallipolino. Basterebbe ad esempio sottoscrivere una convenzione tra l’Ente Parco, presieduto da Fabio Vincenti, e l’Arif, l’agenzia regionale per le foreste, per vedere arrivare quattro forestali e fondi per la gestione della vigilanza, per ripiantare  ginepri e rimuovere la massa secca. Bisogna però passare dalla firma di un accordo in calce ad una convenzione praticamente già pronta. «Potremmo farecela entro l’anno», auspica Maurizio Manna di Legambiente.

Così come si potrebbe ricorrere alle Guardie ecologiche volontarie, sempre tramite una convenzione in questo caso con la Provincia. Sono già 5 i gallipolini che hanno prestato giuramento a Palazzo dei Celestini a Lecce. Anche loro potrebbero contribuire a controllare il territorio sotto protezione (circa 650 ettari), a “sconsigliare” di andare a raccoglierci i funghi o a scorrazzare con le moto in zone marginali.  

 

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