Una cintura di cera protegge la città

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Taurisano. Intorno all’anno Mille  Taurisano non esisteva ancora: c’erano solo boschi e vegetazione selvaggia che incutevano paura. Ma da lì, chi doveva arrivare in fondo al Capo, doveva per forza passare, pellegrini e mercanti soprattutto, a rischio e pericolo della merce che portavano o della loro vita. Gente di malaffare, infatti, aveva buon gioco perché trovava facile nascondiglio nei boschi.

Passava di lì un giorno un mercante di ori  che fu assalito all’improvviso. Ebbe paura non solo di perdere l’oro, ma soprattutto la vita. Essendo credente, si rivolse alla Madonna chiedendo aiuto. Apparve una luce abbagliante, i briganti si spaventarono e il mercante ebbe salvi l’oro e la vita. In quello splendore di luce aveva visto la Vergine seduta sul trono. Riconoscente, il mercante promise che avrebbe costruito proprio lì una chiesa e che avrebbe fatto fondere l’oro per fare una catena con cui avrebbe cinto il tempio. Così fece il mercante e così è stato tramandato nei secoli.

Della cintura d’oro non c’è traccia perché per finire i lavori della chiesa, fu venduta e sostituita con una d’argento che per i medesimi motivi fu sostituita da una di cera. Che ancora oggi c’è e cinge il giono della festa la chiesa, simbolo della protezione della Madonna.

Ognuno è libero di credere o no alla nascita del culto della Madonna della Strada. Una cosa è certa: non si può resistere al fascino di quella che è la più bella chiesa di Taurisano, che conserva  ancora uno dei rarissimi esempi di scultura bizantina, sulla porta  il bassorilievo dell’Annunciazione, in cui la formula del saluto è in caratteri greci.

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