Una “carezza” ma da mangiare

Le tradizionali “carezze”

Parabita. C’è un prodotto tipico dell’arte pasticcera parabitana che rievoca il “romanticismo” dei mitici anni ‘60. Anni del boom economico, del ballo della mattonella, delle feste, dei compleanni e dei battesimi in famiglia che si consumavano con l’immancabile scorpacciata finale di carezze.

La carezza è un gelato che da oltre mezzo secolo delizia il palato dei parabitani (e di tantissimi golosi di mezza provincia), nato dalla fantasia di un “garzone” di bar che nel 1955, appena quindicenne, inventò un nuovo “semifreddo”. Querino Vitartali, oggi barista in pensione che per anni insieme al fratello Uccio ha gestito il bar Central “te ssutta a porta”, all’epoca lavorava alle dipendenze di un altro storico barista parabitano, Pippi Gatto e, tra una prova e l’altra, realizzò una ricetta originale che diede vita al gelato dei parabitani, la carezza, appunto.

In vena di esperimenti, Querino prese una cialda a forma di coppetta (in quegli anni appena uscite sul mercato), la riempì di crema di nocciola e ci inserì pan di Spagna imbevuto di liquore. Il tocco finale fu l’aggiunta di una ciliegina candita e dalla glassatura della crema con del cioccolato al latte. Un piccolo gioiello del gusto che sin da subito catturò le simpatie dei parabitani, i quali soprattutto nei giorni della festa patronale per la Madonna della Coltura, ai primi caldi dell’incipiente estate, divorarono un’infinità di questo nuovo modo di intendere il gelato. Il lancio attirò le attenzioni degli altri baristi del posto, i quali un po’ alla volta, apportando piccole variazioni nella ricetta base, cominciarono a produrre in autonomia le “loro” carezze.

Oggi, passati gli anni del boom, il “gelato dei parabitani” è diventato un prodotto di nicchia, venduto spesso su ordinazione specifica, quasi mai al banco. Ma resta pur sempre un prodotto tipico locale che va tutelato e valorizzato.

Di questo compito si è fatta carico Filomena Mandorino, impegnata con salentiamoci.it nella promozione turistica e valorizzazione dei prodotti enogastronomici del territorio. «Tre anni fa organizzammo una Serata della Carezza – racconta – per far conoscere il nostro gelato ai turisti e ai giovani parabitani che non lo conoscevano. l’iniziativa negli anni a seguire ha portato buoni risultati in termini di vendita e diffusione del prodotto anche oltre i confini regionali. Stiamo pensando di ripetere già quest’anno quell’evento in modo da promuovere ancor di più un prodotto che per quanto riguarda l’artigianato gastronomico è fortemente identitario della nostra città».

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