Una bombola non si negava a nessuno

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Presunta truffa all'Asl da 6 milioni di euro

Casarano. Le indagini sono state lunghe e hanno interessato sette province tra cui le pugliesi Bari e Lecce.

Bombole d’ossigeno ai pazienti che venivano dimessi dagli ospedali, fossero necessarie o no. Non era questo il punto. Il sistema, perché di vero sistema si tratta, funzionava così. Medici e infermieri compiacenti segnalavano alle ditte del settore gas farmaceutici i pazienti che erano sul punto di essere dimessi dagli ospedali  e che avrebbero avuto bisogno d’ossigeno. A volte succedeva che questo bisogno non c’era.

La segnalazione, chiaramente, non era gratuita: in cambio ricevevano denaro o viaggi premio. Non finisce qui, perché a questo punto intervenivano gli addetti alla consegna delle bombole  che facevano in modo di ritirarle ancora piene a metà, trasferendole ad altri pazienti come se fossero piene.

Come premiare i medici compiacenti? Con soldi ricavati da fatture gonfiate da alcuni ristoratori (si tratta di ben  150mila euro).

Una truffa ben articolata di complessivamente sei milioni di euro in due anni tra il 2007 e il 2009.

il Dott. Valdo Mellone, direttore generale della Asl di Lecce

Nella rete, dopo le indagini del Nucleo antisofisticazioni e sanità di Bari, che ha notificato gli avvisi a conclusione delle indagini su disposizione della Procura del capoluogo, sono incappati 19 medici, 28 tra imprenditori, infermieri, ristoratori e informatori farmaceutici (12 i salentini tra gli ospedali di S.Cesareo, Casarano, Gallipoli e Poggiardo). Dovranno rispondere di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, alla corruzione e alle false fatturazioni.

Il direttore generale della Asl Lecce, Valdo Mellone (foto), ha già annunciato un’indagina interna, controlli e ispezioni nei reparti degli ospedali interessati   per verificare le responsabilità.

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