Un territorio ben più vasto interessato a queste scelte

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Sarebbe riduttivo pensare che il piano costiero sia cosa che riguarda solo Gallipoli e i gallipolini. L’obiettivo, la scommessa se si vuole, è ben più ambiziosa. Ecco cosa dicono i progettisti – di Taviano e Racale – selezionati tramite un concorso nazionale di idee bandito nel 2009, nella loro corposa relazione (157 pagine più e nove tavole): «Gallipoli, considerando le sue particolari condizioni climatiche, ambientali e storiche può coniugare sul suo territorio, diversi sistemi d’attrazione potenzialmente qualitativi, privilegiando un modello che supporti un’elevata qualità paesaggistica delle sue aree litoranee al fine di integrare e distribuire i vantaggi competitivi del sistema turismo all’interno di un più ampio sistema locale e territoriale».

Il riferimento è alla costa, alla controcosta ed all’entroterra: dai paesi che naturalmente fanno da corona a Gallipoli (Alezio, Sannicola, Matino, Taviano) alla cosiddetta “piana di Gallipoli (Alezio, Parabita, Matino, Taviano e Casarano); dagli eccezionali punti paesaggistici della Torre dell’Alto Lido (Reggia-Galatone) a San Mauro di Sannicola, Sant’Eleuterio di Parabita e collina di Casarano); dalle bellezze e particolarità della litoranea jonica e dalle zone umide del parco alle campagne, alle masserie, i monumenti, le zone acheologiche. Una per tutte: la Specchia degli specchi, sopra Torre Mozza, costruzione  megalitica da cui è possibile osservare tutta la costa da Ugento a Gallipoli. Insomma, quando si parla di “territorio di Gallipoli” il riferimento deve essere ben più ampio; per cui ben più ampia dell’ambito cittadino dovrebbe essere anche la partecipazione  al percorso ed allo sbocco di questo progetto.

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