Gallipoli – Un altro risultato sempre più preoccupante, da una iniziativa della associazione Paolo Pinto di Gallipoli,. Durante una loro operazione di pulizia dei fondali marini della città da programmare per domenica 7 ottobre, hanno “scoperto” una distesa di materiale di polistirolo, noto per essere un rifiuto praticamente indistruttibile. Il giacimento, riveniente dalle cassette utilizzate dai pescatori per il pesce, è stato trovato in prossimità delle Scale nuove, la zona adiacente al vecchio  Mercato coperto nel centro storico.

Le immagini postate sui social network hanno suscitato decine e decine di commenti. Si è passati dal sarcasmo sulle colpe sempre degli altri (“Sono i turisti che quando non sanno cosa fare…”) alle amare accuse ai gallipolini che non amano la propria città. Si è aperta anche una discussione sulle cassette di polistirolo da sostituire con altri materiali. Ha detto Giovanni Legari: “Il problema non sono le cassette di polistirolo o di plastica ma la mentalità del singolo individuo perché è normale dire tanto ci penserà qualcun altro… grande errore, si comincia con piccoli gesti individuali ed il resto viene da sè”. “Questo senza ombra di dubbio – ha replicato Nicola Rizzello – ma visto che periodicamente, o da anni, si ripresenta lo stesso problema, tagliamo la testa al toro e vietiamo questo materiale”.

Aida Mega su facebook testimonia: “Allo scalo del Canneto solo qualche settimana fa avevano ripulito tutto (ovviamente volontari) ora è di nuovo strapieno di ogni cosa dai copertoni d’auto alle cassette di polistirolo dalle plastiche alle reti in disuso!”. Giovanni Gallo parla di alternative: “Con la farina di mais e la canapa si possono creare cose che nn inquinano e che sono biodegradabili .. il problema sta che la farina costa il triplo del polistirolo… a parte questo, vige il Ci me nde futtu”. Unica via controlli e multe: “Direi multe salate a quelli che sporcano così – scrive Lucia Picciolo – dico telecamere e dove non arrivano vigilare notte e giorno e multe a iosa! Vigili e personale che vigili in mare e a terra finché gli imbecilli non diventano persone civili! Ma bisogna cambiare sopratutto mentalità! Rispetto sempre per tutti gli ambienti!”.

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Anche o a maggior ragione nel parco naturale di Punta Pizzo Isola di Sant’Andrea, da dove hanno inviato a piazzasalento una immagine dei resti del soggiorno di persone, locali e non, che dicono molto del rispetto invocato giustamente dalle persone civili. Il luogo è seminascosto trovandosi coperto da dune e vegetazione con pini.

 

 

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