Uma, Nicole e Martino il mago

by -
0 1026

Casarano. «L’attuale crisi delle grandi imprese calzaturiere? Era prevedibile almeno 40 anni fa». A parlare, con la franchezza di sempre, è Martino Nicolazzo, titolare della storica fabbrica di scarpe Elata fondata nel 1923 dal padre Salvatore. Lui la crisi non la avverte, almeno non come gli ex colossi del settore che gli stanno accanto: loro smobilitano mentre Elata fa indossare le sue creazioni ad artisti come Uma Thurman, Nicole Kidman, Richard Gere, Massimo Ranieri e altri ancora. I suoi 40 dipendenti sono, infatti, da sempre impegnati nella produzione di scarpe di qualità e per questo le commesse arrivano anche dalle grandi produzioni teatrale e cinematografiche internazionali.

«Ma le scarpe camminano, come affermava un mio cliente intendendo dire che le fabbriche si “muovono” dove la manodopera costa di meno: è stato sempre stato così basti pensare che in Inghilterra, patria della scarpe, di calzaturifici non c’è ne più. Ma quando si parla di riconvertire un’azienda occorre fare attenzione: un conto sono 50 operai, un altro 3500», afferma Nicolazzo.

La salvezza del settore però  c’è ed è nella scuola. «A livello nazionale la crisi del Tac non c’è: è solo da noi perché le aziende sono andate all’estero. Al nord – continua l’imprenditore – si lavora e per noi la strada porta alla Riviera del Brenta: hanno problemi di manodopera e sono disposti a formarla da noi. A Strà una scuola c’è da 80 anni, un esempio che stiamo cercando di riproporre».

Ma crisi è dietro l’angolo, anche per chi da sempre lavora con la qualità. «Abbiamo i nostri concorrenti e bisogna sapersi difendere. I tempi cambiano: basti pensare che una volta la primavera era d’inverno, quando si lavorava per la bella stagione con scarpe di tutti i colori. Oggi si vedono solo toni neri, marroni o laminato: chi ordina ha paura dell’invenduto», conclude Nicolazzo.

Commenta la notizia!