Ulivi e Xylella, in ottobre summit mondiale a Gallipoli

ulivi malati sp gallipoli sud-matino li sauli (9)GALLIPOLI. A ottobre in città arriveranno 200 ricercatori che sono sulle tracce della Xylella fastidiosa in diversi Paesi del mondo in cui il batterio è vivo e purtroppo vegeto. È il mondo della scienza che si ritrova in quello che appare oggi un nuovo ed importante focolaio divampato in pieno bacino del Mediterraneo. Dovrebbero esserci, dalle prime  conferme, Steve Lindow, studioso dei meccanismi genetici in grado di bloccare il movimento della Xylella nelle piante colpite; Alexander Purcell della Berkeley University, il decano dei ricercatori in questo delicatissimo fronte, già stato qui sul finire della scorsa primavera; Donald Hopkins, che recentemente ha selezionato un ceppo di Xylella non patogenico ma utilizzabile in programmi di protezione incrociata; Helvecio Coletta Fihio, conosciuto nella comunità scientifica come il massimo esperto della sottospecie “Pauca”, che sarebbe il batterio che sta facendo strage di ulivi qui da noi.

“Tutti gli studiosi stranieri con cui siamo in contatto – ha scritto sulla “Gazzetta del Mezzogiorno il dottor Donato Boscia, responsabile dell’Unità operativa di Baridel Cnr, Istituto per la protezione sostenibile delle piante – ci ripetono che non ci sono terapie certe ed efficacvi, non ne sono state trovate in 130 anni di Xylella. Non ci sono bacchette magiche, purtroppo. Ma bisogna anche ricordarsi che non è la prima volta che un patogeno devastante attacca l’Europa: vi ricordate della fillossera e della peronospora? Tutto sembrava perduto ma noi europei alla fine trovammo la soluzione”.

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