Home Infezione da Xylella fastidiosa degli ulivi nel Salento
Speciale Xylella fastidiosa nel Salento, tutti gli aggiornamenti sull'infezione da Xylella fastidiosa nel Salento. Gli ulivi malati: evoluzione della situazione, proposte, possibili cure, lo spettro dell'eradicazione delle piante d'ulivo nel Salento.

TAVIANO. Quale futuro per l’agricoltura nella fascia costiera jonica dopo la perdita dell’olivicoltura? Se ne è parlato in un convegno a Taviano, organizzato dall’associazione “Cambia-Menti”, che ha visto la presenza di alcuni ricercatori dell’Università del Salento. L’agronomo Fabio Ippolito ha esposto un progetto elaborato tra Università del Salento, Antonio Longo dello Studio Project in collaborazione con il comune di Gallipoli, che riguarda la possibilità di utilizzare le acque reflue affinate provenienti dal depuratore di Gallipoli ed attualmente sversate in mare per il 95%, per favorire la coltivazione irrigua di alcune specie alternative all’olivo, come fico, pero, cotogno, melograno, pistacchio e avocado. In sostanza il futuro dell’agricoltura dei nostri paesi potrebbe puntare su altre varietà colturali per diversificare.

Si è pure parlato di estirpazione e reimpianto: normativa, varietà consigliate, tecniche colturali, aree geografiche votate e risorse finanziarie disponibili nel Psr (Piano sistema Rurale) 2014-2020. L’ha fatto Pierpaolo Luca del Consorzio “Oro di Puglia” che ha cercato di fare chiarezza sui possibili reimpianti attingendo a misure di finanziamento all’interno del Piano Sistema Rurale. Infine Antonio Longo dello Studio Proiect ha dato conto di alcuni risultati ottenuti da prove sperimentali in un campo pilota di Neviano, messe in atto per il contenimento del batterio Xylella fastidiosa. “Nello specifico – ha sottolineato il professore Longo – l’utilizzo del rame chelato, iniettato nei vasi xillematici consente alla pianta di assorbire lo stesso elemento e di abbassare notevolmente la carica batterica con una ripresa vegetativa notevole della pianta stessa”.

TAVIANO. Riflettori puntati su agricoltura e Xylella nell’incontro di venerdì 17 novembre alle ore 18,30 presso il Palazzo Marchesale, promosso dall’associazione culturale “Cambia-menti”. A distanza di quasi tre anni dal primo convegno realizzato dal gruppo tavianese, si torna a discutere di territorio ed economia, segnate entrambe dal flagello della Xylella fastidiosa sugli ulivi. “Fascia costiera ionica: quale futuro per l’agricoltura?” è il titolo dell’incontro realizzato in collaborazione con il collettivo fotografico Xima (che ha anche allestito una mostra nella sala Miggiano) e con il patrocinio del Comune di Taviano. Dopo i saluti del presidente e del Sindaco di Taviano Giuseppe Tanisi, interverrà l’assessore all’agricoltura e mercato ortofrutticolo, promozione e valorizzazione risorse Marco Stefàno. La parola andrà poi agli esperti Fabio Ippolito (Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche e Ambientali – Università del Salento), Antonio Longo e Pierpaolo Luca (Sud-Project), i quali illustreranno il frutto del loro lavoro sul tema oggetto di dibattito: prove sperimentali messe in atto per il contenimento del batterio Xylella fastidiosa con interventi endoterapici associati ad induttori di resistenza; sperimentazione di colture arboree alternative all’olivo mediante l’utilizzo di acque reflue affinate; estirpazione e reimpianto: normativa, varietà consigliate, tecniche colturali, aree geografiche vocate e risorse finanziarie disponibili nel Programma di Sviluppo Rurale Puglia 2014-2020.

 

Michele Emiliano

Bari – Appello della Regione ai Comuni interessati all’istruttoria delle richiestre di risarcimento per i danni causati dal batterio Xylella: “Fate presto, siete in ritardo”. Lo ha firmato l’assessore alle Risorse agroalimentari: “Non tutti i Comuni interessati hanno terminato la procedura di inserimento dei dati delle istanze presentate dagli agricoltori colpiti da Xylella fastidiosa, al fine di quantificare il danno e consentire agli stessi di accedere finalmente ai risarcimenti previsti dal decreto legislativo 102 del 2004. E’ per questo motivo – prosegue Di Gioia – che ho ritenuto opportuno scrivere al presidente Anci Puglia, Domenico Vitto, sì da sollecitare le amministrazioni comunali nel portare a termine le richieste”. SEmpre dalla Regione si apprende che “dai dati raccolti da portale telematico, messo a punto da Innovapuglia, su 1.627 istanze protocollate e relativi fascicoli aziendali validati, risultano oggi 807 le domande, ricadenti in 72 Comuni salentini, per le quali non è possibile ancora determinare il danno”. Il motivo che blocca le procedure sta in “diverse anomalie cui è necessario provvedano con rapidità le Amministrazioni comunali”. “Sono certo – conclude -, nella piena responsabilità e collaborazione dei Comuni, cui per legge è affidata la chiusura di tale procedura, si possa in tempi strettissimi risolvere e superare tali disfunzioni, che purtroppo gravano ogni giorno di più sugli agricoltori e le loro attività produttive. E, al contempo, allungano l’attesa di quanti hanno, invece, già terminato la propria richiesta”.

UGGIANO LA CHIESA – “Emergenza Xylella: olivicoltura e rinascita del settore” è l’incontro promosso dal Comune di Uggiano la Chiesa, in collaborazione con Aprol Lecce, venerdì 3 novembre, alle ore 18, presso l’auditorium Santi Medici. In primo piano il recente via libera al reimpianto degli ulivi nel Salento arrivato dal Comitato fitosanitario permanente di Bruxelles (entro gennaio è attesa la ratifica della decisione da parte dell’Unione Europea). Saranno presenti, oltre al sindaco Salvatore Piconese, il presidente di Aprol Lecce Pantaleo Greco e il vice presidente della Commissione agricoltura della Regione Puglia Ernesto Abaterusso.

«Si tratta di un’iniziativa pubblica sul tema del “reimpianto” degli ulivi e sulla possibilità che i nostri coltivatori possano ridefinire una nuova prospettiva per il settore olivicolo. Inoltre, il Comune di Uggiano la Chiesa, in collaborazione con Aprol, metterà a disposizione dei cittadini uno sportello pubblico per informare e assistere i produttori agricoli», afferma il sindaco Piconese.

Gallipoli – Arrivano 42 milioni ai produttori olivicoli colpiti dalla Xylella fastidiosa, all’indomani del “via libera” del Comitato fitosanitario europeo al reimpianto ed alla commercializzazione di barbatelle di vigna anche se solo di tre cultivar. E, per una volta, i finanziamenti provenienti dal Piano regionale di sviluppo rurale mettono d’accordo tutti, viste i distinguo e i rimproveri per i “ritardi” piovuti da dentro e da fuori la maggioranza del presidente Michele Emiliano dopo la positiva risposta di Bruxelles. “I fondi stanziati dalla Regione Puglia attraverso il Piano di sviluppo rurale sono un primo decisivo passo per il rilancio dell’indotto economico di olivicoltori e vivaisti salentini, in attesa che l’Ue e tutti gli stati membri recepiscano le direttive del Comitato fitosanitario sul reimpianto degli ulivi. Finanziamenti importanti anche perché arrivano con la tempistica giusta, è bene sottolinearlo, rispetto al lavoro svolto a Bruxelles”. Ma tutto questo, seppur fondamentale, non è sufficiente; si può e si deve fare di più”: è la valutazione del consigliere Sergio Blasi di Melpignano, che enumera i successivi passi. Il governo nazionale dovrebbe aggiungere ai 42 milioni una sua quota di co-finanziamento; poi vanno trovati i modi di tutelare anche i piccoli proprietari terrieri salentini, che poi sono la gran parte degli olivicoltori, “ad oggi tagliati fuori da qualsiasi forma di aiuto economico”. A riprova, si sottolinea il dato che delle circa 1.650 domande di ristoro presentate alla Regione, “la maggior parte arrivano proprio da proprietari di piccoli e piccolissimi appezzamenti olivetati, da uno a tre ettari, fuori di fatto dal comparto economico, che però costituiscono la spina dorsale del paesaggio olivicolo salentino”, secondo Blasi. Servono qui di per loro “interventi specifici, diversificati da quelli previsti per il comparto oleario”. “Proporrò uno specifico provvedimento per la tutela dei piccoli e piccolissimi proprietari di appezzamenti olivetati da inserire in sede di approvazione della legge di Bilancio 2018, la cui discussione avverrà in Consiglio regionale il prossimo dicembre”, conclude Blasi.

 

Gallipoli – Il “via libera” tanto atteso è finalmente arrivato: si possono ripiantare ulivi nella zona infettata dal batterio Xylella fastidiosa. Il divieto – imposto con una decisione comunitaria di luglio del 2015 – viene tolto anche per tutte lee specie ospiti, come i mandorli. Non solo: il Comitato fitosanitario europeo stamattina ha “raccomandato” di mettere a dimora ulivi delle due varietà risultate resistenti all’attacco del batterio da quarantena cioè Leccino e Favolosa, ma se un agricoltore vorrà reimpiantare l’Ogliarola, specie che invece risente pesantemente le conseguenze dell’attacco, lo potrà fare senza incorrere in sanzioni; importante e tassativo è che si trovi a 20 km dal limite sud della zona cuscinetto. In altre parole lo potrà fare a Taviano, non a Surbo.

Oltre a “liberare” gli ulivi, la decisione del comitato tecnico europeo affranca anche le barbatelle della zona di Otranto relativamente a tre cultivar (Negramaro, Primitivo e Cabernet Sauvignon), che la ricerca scientifica ha dimostrato essere fuori dal raggio di azione della Xylella. I vivaisti di quella zona del Salento possono tirare un sospiro di sollievo e tornare a commercializzare il loro prodotto dopo uno stallo che ha messo in ginocchio numerose aziende agricole. A conti fatti, dei 4.500 km quadrati col disco rosso, per 3.500 è scattato il semaforo verde. Per il capitolo degli alberi monumentali inoltre è stato escluso l’espianto in caso di ulivi secolari anche se nel raggio dei 100 metri da una pianta infetta “a patto che vengano protetti dal vettore tramite reti e ispezionati periodicamente”.

Spetta ora ai livelli nazionale e regionale calare nella pratica e gestire questa nuova situazione. Come indirizzare gli olivicoltori verso la ripresa di un settore stremato in questi quattro anni di calvario; come premiare chi sceglierà di privilegiare le cultivar scientificamente testate dai ricercatori: queste ed altre questioni saranno a breve affrontate a Roma e a Bari.

CASARANO – Una foto “emblematica” del periodo, dal punta di vista ambientale e meteorologico, quella scattata e inviata a piazzasalento.it da un lettore di Casarano. Dal “nebbione” che sta caratterizzando da giorni le prime ore del mattino (complice l’alta pressione e l’escursione termica tra il giorno e la notte), spunta ciò che rimane di alcuni alberi d’ulivo fortemente rimondati per la Xylella. In un terreno in stato d’abbandono, dal tronco in primo piano un paio di ramoscelli si ostino, tuttavia, a voler vegetare, in un contesto a dir poco compromesso. Siamo in contrada Palla, in una campagna non lontana dalla strada provinciale per  Supersano.

Continuate ad inviare le vostro foto e segnalazioni all’indirizzo email redazione@piazzasalento.it.

Gallipoli –  “Non è stato un negoziato agevole ma possiamo dire di aver raggiunto gli obiettivi prefissati”: questa la valutazione congiunta del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e dell’assessore Leo di Gioia al “via libera” del Comitato fitosanitario europeo al testo che modifica la Decisione comunitaria n. 789 del 2015 e che attualmente disciplina le misure di contrasto alla Xylella fastidiosa.

La Regione: tutelati anche i Monumentali. In arrivo bando per ripristinare il potenziale produttivo. La più rilevante delle modifiche – per la Regione – è l’autorizzazione al reimpianto di oliveti nelle aree infette. Approvate altre due proposte avanzate dalla Regione Puglia in questi anni di negoziato con Bruxelles: la prima interessa l’importante distretto vivaistico salentino; la seconda riconosce il valore degli ulivi secolari e monumentali i quali, se non infetti, non saranno abbattuti anche nel caso ricadessero nel raggio di 100 metri attorno ad una pianta infetta per essere, invece, isolati con reti e protetti dal contagio esterno”. Per Emiliano e Di Gioia si tratta di “un primo significativo risultato per risarcire il territorio e garantire un futuro al settore olivicolo salentino”, precisano il presidente Emiliano e l’assessore di Gioia. “Abbiamo ora reali opportunità di rilanciare il territorio e guardare con maggior ottimismo al futuro – proseguono i due amministratori regionali – grazie anche alle risorse del Piano sviluppo regionale Puglia 2014-2020: a breve, difatti, pubblicheremo il bando della misura 5.2 per il ripristino del potenziale produttivo. E attiveremo una misura per gli investimenti aziendali specifica per le aziende olivicole salentine colpite da Xylella fastidiosa.  La ricerca ha in questo percorso di rilancio un ruolo imprescindibile: servono nuove cultivar resistenti in grado di convivere con la fitopatia senza intaccare l’economia del territorio. Abbiamo – concludono Emiliano e Di Gioia – pieno supporto da Bruxelles, sia di sostenibilità finanziaria sia operativa.  Come anche, lo auspichiamo, in sede nazionale avendo chiesto al Ministero un intervento anche attraverso un capitolo della legge di bilancio”

Stefàno: merito del Governo per questo primo importante passo. Ma restiamo prudenti. “Un’ottima notizia peri l mondo agricolo pugliese: finalmente arriva l’aggiornamento che tutti aspettavamo con impazienza e che riaccende almeno in parte le speranze degli olivicoltori”: questo il commento del sen. Dario Stefàno, capogruppo in Commissione Agricoltura del Senato ed ex assessore regionale all’Agricoltura. Va riconosciuto il merito al governo italiano, nella persona del Ministro Martina, che ha guidato in questi mesi in sede europea un importante e costante lavoro di squadra, tecnico e diplomatico, per arrivare a questo esito. Il reimpianto rappresenta una scommessa di cui non conosciamo con certezza i risultati a lungo periodo, sicché prudenza vuole che sia considerato come un successo iniziale che libera in parte anche il sistema vitivinicolo da vincoli insopportabili e che ci deve spronare ad accelerare nello sviluppo di soluzioni, supportate sul piano scientifico, per risolvere presto questa drammatica situazione”.
Abaterusso: molte delle risorse del piano di sviluppo siano destinate al contrasto della batteriosi. Tra le prime reazioni c’è quella di Ernesto Abaterusso, capogruppo regionale di Articolo 1, di Patù, soddisfatto ma critico con la Regione: “è una  risposta adeguata alle nostre sollecitazioni e alle esigenze di un intero territorio e di un comparto che rischiano di pagare un prezzo troppo alto per l’inefficienza di una Regione oltremisura distratta” Per Abaterusso la decisione Ue “chiama le istituzioni preposte, in primo luogo la Regione, a una sempre maggiore presa di responsabilità. È quello che Art1-Mdp chiede da tempo al Presidente Emiliano e alla sua Giunta, fino ad oggi rimasto lettera morta: la programmazione di una seria ed efficace strategia di contenimento del fenomeno oltre alla revisione del Psr 2017-2020 per far sì che molte delle risorse a disposizione siano destinate al contrasto della batteriosi”.

Caroppo: Una buona notizia ma la Regione non si azzardi a vantarsene. “Che sia caduto il divieto di reimpianto in parte della zona infetta (quella più a sud della Puglia) è una buona notizia, ma dal Governo regionale nessuno si azzardi a vantarlo come merito – rimarca il consigliere regionale Andrea Caroppo, di recente passato da Fi a Salvini premier – se alla scoperta del batterio si fosse fatto quanto chiesto dalla Ue (il piano straordinario del commissario Silletti, ndr) il divieto non ci sarebbe nemmeno stato. La responsabilità della morte di milioni di alberi e della messa in crisi di un intero settore e del relativo comparto è, infatti, solo di Emiliano che ha prima boicottato e poi omesso di adottare qualunque misura di contrasto al batterio. In ogni caso la Xylella continua ad avanzare: dobbiamo mettere in ginocchio anche il Barese e il Foggiano?».

Blasi: recuperiamo il tempo perduto. E contrastiamo i focolai d’ignoranza anti ricerca. Anche per il consigliere regionale Sergio Blasi “la Regione Puglia è ora chiamata a recuperare il tempo perduto; dovrà altresì porsi il compito di tutelare la ricerca scientifica, di favorire le buone pratiche e di contrastare il diffondersi di focolai d’ignoranza, una epidemia questa più pericolosa della Xylella stessa”. Per Blasi il camino è lungo e in salita; positiva la decisione del Comitato fitosanitario europeo di rafforzare le ispezioni in tutti quei Paesi in cui ci sono specie esposte all’attacco.

Donato Boscia, Cnr Bari

Gallipoli – Si è parlato – e tanto – di Xylella e di Puglia al quarto convegno nazionale sull’olio e l’olivo oggi a Pisa. Grande l’attenzione verso la malattia che ha colpito buona parte del Salento e sui pericoli di una diffusione in altri territori italiani ma anche dei finanziamenti europei che stanno sostenendo i programmi di ricerca che coinvolgono Università e centri di studiosi di mezzo mondo. “L’identificazione nel 2013 di un focolaio di Xylella fastidiosa in uliveti nella penisola salentina ha determinato un’emergenza fitosanitaria di proporzioni senza precedenti per l’Unione europea, per la perdita completa della produttività di gran parte delle piante colpite e l’abbondante presenza di un efficace insetto vettore del batterio”: ha detto tra l’altro Donato Boscia, dell’Istituto per la protezione sostenibile del Consiglio nazionale delle ricerche di Bari al convegno promosso dalla Scuola Superiore Sant’Anna e dall’Università di Pisa. Per combattere questa “epidemia” sono stati finanziati anche due progetti di ricerca europei, come ha relazionato il dottor Boscia: “Tra le attività di particolare rilievo – ha detto ancora lo studioso – ci sono quella della ricerca nel germoplasma di olivo e di fonti di resistenza alla Xylella fastidiosa”. Del resto il ruolo della ricerca scientifica è utile anche su altri versanti, ha aggiunto Luca Sebastiani della Scuola Sant’Anna, perché sta “cercando di prevedere gli effetti dei cambiamenti climatici in atto per riuscire a offrire agli agricoltori un panorama di varietà dell’olivo più ampio e in grado di mitigarne gli effetti negativi degli eventi climatici estremi che sempre più frequentemente affliggono la coltivazione di questa specie”.

Gallipoli – Una operazione in due mosse, una a livello regionale e l’altra a livello nazionale, con un unico scopo: portare sollievo e iniezioni di ripresa ad una agricoltura stremata dall’attacco del patogeno Xylella fastidiosa. Lo propone con una lettera al ministro delle Risorse agricole Maurizio Martina il senatore Dario Stefàno, già assessore regionale all’Agricoltura. Nelle ore in cui si attende da Bruxelles il definitivo via libera al reimpianto di ulivi delle varietà Leccino e Favolosa, riconosciuti dai ricercatori come resistenti al batterio da quarantena venuto dalle Americhe (via Rotterdam, secondo una ricostruzione tra le più plausibili), il senatore salentino lancia la proposta di una “riconversione produttiva” che, accanto ai “nuovi” ulivi, possa vedere sorgere zone coltivate a vite. Stefàno chiede “un tavolo per definire una nuova strategia, condivisa e concordata con il territorio, per la lotta alla Xyella, con cui poter valutare la possibilità di affiancare la riconversione produttiva alle attività di reimpianto di specie resistenti, quali strumenti di rilancio dell’agricoltura nelle zone afflitte dal patogeno”. Il tavolo di lavoro servirebbe a concertare un percorso legislativo fattibile e piuttosto rapido a Bari come a Roma con la legge di bilancio in arrivo. Poiché si tratta di modificare sia l’assegnazione della quota di superficie vitata divisa per regioni, sia quella regionale ripartita per province. Com’è noto, l’Italia ha a disposizione l’aumento dell’1% di impianti di vite pari a 65mila ettari; di questi 800 sono nella disponibilità della Regione pugliese. Ciò che chiede Stefàno è un lieve aumento della quota nazionale a favore della Puglia (da 800 a 850, per esempio) e poi il passo successivo di una più sostanziosa fetta di autorizzazioni di nuovi vigneti, nell’ambito regionale, per il Salento, notoriamente la zona che ha pagato il conto più salato per l’arrivo del morbo micidiale. Una scelta, questa, che lo scorso anno purtroppo non è stata effettuata. Se operata, di concerto col Mipaaf – rileva il parlamentare – entro gennaio prossimo, potrebbe portare benefici già dal prossimo anno”.

LEUCA. Un particolare tipo di compost potrebbe contribuire a salvare gli ulivi salentini dall’attacco della Xylella fastidiosa? Ancora non è scientificamente provato, ma uno dei progetti di sperimentazione in corso ci sta provando. Teatro è il Parco naturale regionale “Otranto – Santa Maria di Leuca”; su alcuni terreni si sta sperimentando un intervento di agricoltura biologica che, qualora desse i risultati sperati, potrebbe essere esteso a tutti e 12 i Comuni che si affacciano sulla costa adriatica meridionale. Il progetto finanziato dalla Regione si chiama “Mabis” e punta alla diffusione e all’applicazione dei metodi di agricoltura biologica integrata e sostenibile, finalizzata al contenimento del complesso di disseccamento rapido dell’olivo (codiro) nelle aree agricole. I partner dell’Ente parco, presieduto dall’ingegnere Nicola Panico, sono l’Università degli studi della Basilicata (rappresentata dal rettore Aurelia Sole), attraverso il Dipartimento delle culture europee e del Mediterraneo: architettura, ambiente, patrimoni culturali (Dicem), e lo spin-off universitario Agrenement di Matera (amministrato da Giuseppe Carlucci). Nella pratica l’esperimento consiste nello spandimento sui terreni di un compost con un contenuto specifico di nutrienti e proprietà organiche ritenute adatte, che unito a un’adeguata irrigazione dovrebbe portare l’olivo a rafforzare le sue difese immunitarie fino a debellare il batterio. La prima fase è iniziata con lo spandimento del compost su tre terreni ubicati a San Dana (frazione di Gagliano del Capo), Alessano e Tricase, con una dose di 160 tonnellate ogni mezzo ettaro. Ora si attende l’analisi degli esperti di UniBas per capire se effettivamente la Xylella stia scomparendo da quegli oliveti. «Secondo noi, le misure biologiche sono la migliore soluzione per intervenire – ha spiegato il presidente Panico – il territorio salentino potrà rinascere se torniamo al modo antico di fare agricoltura unendovi la pratica dell’allevamento».

Gallipoli – Se non cambiano le davvero sudate carte in tavola e se il Comitato fitosanitario europeo il 18 e 19 ottobre modifica la precedente Decisione comunitaria del 2015, sotto l’albero di Natale o giù di lì gli olivicoltori pugliesi troveranno tre novità da tempo invocate. Dopo quella data e a risultato acquisito su possibilità di reimpianto di varietà di ulivo resistenti alla Xylella, tutela dei Monumentali non infetti nel raggio di cento metri da pianta già attaccata e liberalizzazione di tre varietà di vite immuni dal batterio, ci vorranno due mesi circa perché la nuova Decisione sia pubblicata e diventi efficace. Salvo imprevisti che a questo punto non dovrebbero più esserci, il traguardo che consente un minimo di respiro – non immediato ai fini della capacità di produrre da parte dei giovani alberi – sarà tagliato.

“Dobbiamo dire grazie al mondo scientifico – afferma Giovani Melcarne, a capo di una società che produce olio Dop a Gagliano del Capo e dintorni – questo risultato è merito loro, del loro lavoro”. Un altro grazie allo stesso indirizzo lo manda per un altro motivo: “Intorno a questo grave problema – aggiunge Melcarne – si è creato un solido rapporto di collaborazione e fiducia tra i ricercatori e gli agricoltori di base, che hanno suggerito o seguito indicazioni che hanno poi portato a risultati come la varietà Favolosa e il Leccino in grado di convivere senza danni col batterio; adesso è la volta dei semenzali, gli ulivi selvatici. Ora però non dobbiamo perdere tempo: ne va dell’entusiasmo e dell’interesse che tanti di noi ancora nutrono verso questo comparto, mentre alcuni hanno già deposto le armi, scoraggiati”.

Non si poteva fare prima? Mentre gli amministratori pubblici ed i politici si dividono tra accusatori pessimisti e prudentemente ottimisti, chi ha seguito con occhio tecnico la vicenda non si straccia le vesti, avendo peraltro detto per tempo – in veste di ricercatore – che i tempi di sperimentazioni e verifiche non potevano essere inferiori ai due anni. L’Unione europea deve, di conseguenza e prima di cambiare decisioni già ufficializzate, aspettare l’ultima parola dalla loro bocca. “Dicono che si poteva fare già a giugno ciò che si farà ad ottobre – dice il dottor Donato Boscia, direttore dell’Istituto per la protezione sostenibile delle piante del Consiglio nazionale delle ricerche, sede di Bari – ma quella riunione di fine giugno tra la direzione generale della Commissione europea e gli uomini-chiave dei diversi progetti, con due giorni di domande su tutti gli aspetti, ha aperto la strada alle conclusioni che si andranno a tirare, nel contempo giustificando agli occhi dell’Europa la bontà degli investimenti fatti nella ricerca”.   Sempre in veste di coordinatore dei maggiori progetti europei con partecipanti internazionali – X factor e Ponte – Boscia parteciperà il 13 e 14 novembre alla Conferenza europea sulla Xylella che si terrà a Palma di Maiorca, isole baleari.  Non è un caso: adesso è la Spagna sotto tiro, nelle isole in questione appunto per gli ulivi e per il mandorlo nella zona di Siviglia ed Alicante e anche da lì hanno invitato il Cnr di Bari, in vista della Conferenza europea che sarà curata dall’Efsa (ente dell’Ue) e dai coordinatori dei maggiori progetti finalizzati proprio alla ricerca delle cultivar resistenti all’epidemia.

Nuovi focolai, in questa fase in cui i controlli sono ripresi a ritmi serrati, sono stati riscontrati nelle campagne di Ceglie messapica, Cisternino e Ostuni. Con un focolaio vero e proprio: alcuni alberi infetti che i proprietari non volevano espiantare per evitare la propagazione del contagio, sono stati incendiati due notti fa da ignoti. Ma c’è chi pensa che la tensione (o disperazione) è arrivata ormai a livelli tali che qualcuno sta cominciando illusoriamente a pensare di poter fare da sé.

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GALLIPOLI. Non è stato abolito il divieto di piantare alberi di ulivo al posto di quelli uccisi dalla Xylella fastidiosa, batterio da quarantena. La decisione n. 789 del 2015 resta in piedi, a conclusione della “due giorni” di lavori del Comitato fitosanitario europeo, che si tenuta il 21 e 22 settembre a Bruxelles.

Tutti d’accordo a Bruxelles ma non sui rimedi. La deludente notizia viene giustificata col fatto che “non è stato possibile mettere ai voti la proposta di modifica della decisione n. 789/2015 sulla Xylella fastidiosa, atto lungamente atteso e su cui la Regione Puglia da tempo si sta spendendo in ogni sede”, come si legge nella nota della Regione, nonostante che, nel corso della discussione tenutasi a Bruxelles, si sia registrato consenso pressoché unanime da parte di tutte le delegazioni sulle tre modifiche che sono di estremo rilievo per il nostro territorio: autorizzazione al reimpianto dell’ulivo, tutela degli alberi monumentali non infetti nei 100 metri da pianta infetta, liberalizzazione della movimentazione delle tre varietà di vite resistenti alla Xylella (Negroamaro, Primitivo, Cabernet Sauvignon). Le divisioni sono emerse sul “che fare”: l’assenza di soluzioni condivise ha bloccato ogni cosa, senza che si completasse l’analisi di tutti gli articoli del testo e senza quindi poterlo votare.

“Delusione grande, dopo tanto ritardo accumulato. “La delusione è grande – affermano il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e l’assessore Leo di Gioia – per una notizia che, ancora una volta, priva gli agricoltori e tutto il territorio salentino della possibilità di immaginare un futuro economicamente sostenibile e di restaurare il paesaggio agrario gravemente compromesso dalla Xylella. Questo stop si aggiunge al ritardo accumulato negli scorsi mesi, in cui avevamo già assistito a diversi rinvii pur in presenza di una bozza di decisione utile alla causa del territorio pugliese. Già prima dell’estate, infatti, avevamo denunciato questa situazione che – nei fatti – penalizza esclusivamente il territorio pugliese, poiché negli altri Stati membri il problema non ha questa vastità e portata, anzi in alcuni di essi è del tutto assente. Per questo, già in occasione del primo rinvio avevamo indirizzato al Ministero una nota per segnalare la necessità di giungere con urgenza al voto e di innescare, grazie all’eliminazione del divieto di impianto dell’ulivo in zona infetta, un meccanismo virtuoso di estirpazione delle piante e di riconversione colturale supportata dai finanziamenti del PSR Puglia misure 5.2 e 4.1, che avrebbe comportato anche una riduzione della pressione di inoculo cioè la riduzione del rischio di espansione della malattia”,

Due giorni di Comitato fitosanitario europeo “utili ma non sufficienti”. E’ ritenuto positivo ma non sufficiente dai governanti pugliesi, il fatto che “gli Stati membri abbiano raggiunto il consenso sulle modifiche di interesse per il territorio pugliese, ma ciò non basta: occorre arrivare all’adozione della decisione formale, per poter attuare in concreto queste previsioni”.

Lunedì Regione dal ministro per preparare nuove mosse. “Nel frattempo non staremo con le mani in mano e già da lunedì avvieremo un confronto col Ministero – assicurano Emiliano e Di Gioia – per iniziare a preparare gli atti nazionali che sono necessari per rendere operativo il diritto di impianto di ulivi in zona infetta, affinché esso possa divenire realtà appena la decisione europea entrerà in vigore. Chiederemo inoltre a Roma di far presente alla Commissione europea che qualora le divergenze di vedute tra gli stati membri sui punti contestati della decisione dovessero protrarsi, sarebbe saggio dividere il testo in due parti, portando così al voto in Ottobre gli articoli su cui vi è unanime consenso”.

GALLIPOLI. “Denuncio ed invito alla denuncia. Molto probabilmente per filiazione da un ormai insopportabile clima antiscientifico, oscurantista e credulone, questa notte a Presicce sono stati distrutti quattro innesti su ulivi nell’ambito di un progetto di ricerca Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche, ndr) finalizzato a rendere le piante resistenti alla Xylella”: la denuncia è del presidente della Commissione regionale bilancio, Fabiano Amati e arriva proprio nelle ore in cui a Bruxelles si decide se concedere il permesso di reimpianto nella zona colpita dal batterio da quarantena. Entro domani infatti il Comitato fitosanitario permanente europeo si pronuncerà in merito, sotto la pressione degli olivicoltori salentini delle loro associazioni e dei parlamentari pugliesi, in prima fila con Raffaele Fitto e Paolo De Castro, e la Regione Puglia col presidente Emiliano e l’assessore Di Gioia.
“Ritengo che tale danneggiamento – prosegue nella sua nota Amati – sia frutto di un piano preordinato perché conosco il movimentismo antiscientifico che ruota intorno all’epidemia Xylella; all’inizio attestato sulla contrarietà alle eradicazioni e alla formazione delle fasce di contenimento ed oggi evolutosi nella contrarietà alle prove di innesto per preservare, a loro dire, le specie autoctone. Senza accorgersi, purtroppo, che così facendo potrebbero al più concorrere alla creazione del nuovo paesaggio lunare pugliese. Esprimo solidarietà al proprietario degli ulivi Giovanni Melcarne (produttore di una Dop del Capo di Leuca, ndr) che ha sporto formale denuncia, e ai ricercatori del Cnr”.
“Qualora venisse ritirato il divieto di impiantare ulivi – ha dichiarato il portavoce del comitato degli olivicoltori salentini, Cosimo Primiceri di Casarano– non ci sarà da festeggiare perché si comincerà soltanto un nuovo lungo percorso”. Il comitato è animato da quanti contestano anche le proprie associazioni di categoria, giudicate poco incisive e determinate in questa battaglia. Il 12 scorso si è tenuta su loro iniziativa una manifestazione di protesta a Lecce.

Gallipoli – “E’ finito il tempo dei proclami e delle promesse, bene le rassicurazioni dell’assessore Di Gioia ma è tempo di agire con i fatti: a due anni e mezzo dai proclami del presidente Emiliano in campagna elettorale, in cui prometteva e garantiva il suo impegno a risolvere la questione Xylella, è giunto il momento di ascoltare le richieste del territorio e mettere in atto provvedimenti di carattere ordinario e straordinario”: nel giorno della protesta a Lecce con trattori cartelli e slogan contro la Regione, il consigliere Erio Congedo (Fratelli d’Italia) apre una linea di credito per l’assessore Leonardo Di Gioia, di cui i manifestati anche chiesto con una lettera aperta e col corteo di stamattina le dimissioni. “Nell’immediato – chiede il consigliere Congedo – occorrono modifiche al Psr (piano sviluppo regionale)  2014-2020 per calibrarne le misure alla situazione venutasi a creare; ristoro immediato agli operatori agricoli, olivicoli e vivaisti; azione incisiva per ottenere dall’UE la possibilità di reimpianto; sostegno alla ricerca. A questo è necessario affiancare azioni di carattere straordinario e emergenziale, come una legge nazionale che riconosca lo stato di disastro ambientale e possa fungere da ‘piano Marshall’ che ridisegni e rilanci l’agricoltura salentina e l’economia del territorio”.

“Individuare le risorse necessarie ad avviare monitoraggi, coinvolgendo sia gli operatori agricoli locali che tutte le università e gli enti di ricerca, a partire dall’Università del Salento, al fine di studiare il germoplasma delle piante di ulivo che pur trovandosi nelle zone definite infette, non presentano alcun sintomo della malattia”: questo l’obiettivo di una mozione depositata dal consigliere regionale M5S Cristian Casili, di Nardò e vice presidente della V Commissione Ambiente. “Sono frequenti le segnalazioni – continua il consigliere regionale – provenienti anche dai produttori olivicoli leccesi, di piante di ulivo afferenti a varietà sia spontanee che coltivate che non presentano alcun sintomo di infezione. Viceversa pervengono segnalazioni di piante della varietà Leccino, finora considerata resistente, che manifestano i sintomi del disseccamento. Il germoplasma locale rappresenta una risorsa genetica fondamentale costituita da una serie successiva di incroci avvenuti in natura che hanno arricchito la biodiversità olivicola locale, a partire da varietà da sempre esistenti sul nostro territorio, tanto da fornire soluzioni concrete per la gestione della malattia, alternative all’introduzione di cultivar alloctone che essendo estranee ai nostri ambienti richiederebbero tecniche colturali e condizioni pedoclimatiche non coincidenti con quelle del territorio salentino”. Casili ribadisce poi il suo “no” al piano che prevede gli espianti degli ulivi infetti e delle piante anche non malate in un raggio di 200 metri da quelle contagiate e ricorda come “negli Stati Uniti la strategia di gestione della malattia di Pierce che colpisce la vite, abbia escluso da anni la possibilità di eradicazione puntando piuttosto ad una più concreta strategia di convivenza”. E’ dunque più che mai “indispensabile” per Casili “avviare un’attività di monitoraggio e censimento georeferenziato delle piante coltivate e/o semenzali che si trovano nella zona infetta, per ottenere informazioni volte ad individuare le piante che, dalla comparsa dei primi sintomi ad oggi, non manifestano alcun disseccamento”.

Gallipoli – Il monitoraggio nella zona a nord di quella infetta ripresi a ritmo intenso (prima della sosta ferragostana, in quattro mesi e mezzo ne erano stati effettuati 190mila); la Regione Puglia che vara una nuova legge per il contrasto del batterio da quarantena noto come “Xylella fastidiosa”, chiarendo il senso di tre articoli – 5, 6 e 8 – della precedente legge del 29 marzo ’17; alle cultivar di ulivo Leccino e Fantastica, che hanno superato già alcuni test di resistenza al contagio, si potrebbero presto aggiungere altre varietà come il Frantoio ed alcuni ulivi selvatici della zona a sud di Gallipoli, dieci dei quali (su 19)  hanno superato cinque prove di verifica: le principali  novità concrete – ben tenendo presente i tempi della ricerca che per dire la parola finale necessità di anni, non di mesi –  si possono riassumere così e riguardano la provincia di Lecce definita “zona rossa”, e quella cuscinetto che la delimita verso il Brindisino e il Tarantino dove sono ripresi i controlli massicci, da Ostuni a Crispiano, da Brindisi a Fasano, Grottaglie, Martina Franca e Taranto.

Le legge regionale è stata approvata dal Consiglio regionale della Puglia ha approvato il 7 scorso a maggioranza – no del M5S, astensioni da Fi, Ap e Direzione Italia. La Puglia si adegua alle ben note norme europee  per la gestione della batteriosi come quella da Xylella fastidiosa. Si è provato in questi ultimi anni – l’infezione è stata individuata nel 2013 – a svicolare ma alla fine i risultati sono stati deprimenti, basta guardarsi intorno, e i rischi in aumento anche per via di una procedura d’infrazione aperta nei confronti dell’Italia per non aver affrontato in sostanza il grave problema della diffusione della epidemia in tutto il continente.

Per quanto riguarda le misure di eradicazione del patogeno, ecco la nota testuale della Regione: “Si prevede la rimozione immediata della pianta infetta, di tutte le piante notoriamente infette e delle piante che presentano sintomi della possibile infezione o sospettate di essere infette nel raggio di 100 metri, oltre all’abbattimento delle piante ospiti presenti, a prescindere dal loro stato di salute. Vengono inoltre specificati i siti, nel cui raggio di 200 metri il servizio fitosanitario regionale ha disposto la rimozione immediata di tutte le piante risultate infette. In riferimento all’accesso al fondo di solidarietà nazionale per la compensazione del mancato reddito a causa della batteriosi, la legge prevede che si applichi anche alle aziende vivaistiche non agricole, che producono cioè in substrati diversi dal suolo agrario. Per quanto riguarda invece la tutela degli ulivi monumentali, che secondo la legge non vanno rimossi ma isolati, si specifica che la norma vale per le piante non infette ricadenti nel raggio di 100 metri di distanza dalla pianta infetta nella zona delimitata soggetta a misure di eradicazione. Al fine di sostenere la vitalità degli ulivi monumentali infetti, la sperimentazione scientifica è consentita nella zona infetta ad esclusione della zona di 20 km nella quale si applicano le misure di contenimento”.

Sono le stesse regole che aveva recepito il commissario straordinario tanto invocato ed alla fine arrivato nel febbraio 2015, il comandante della Forestale Giuseppe Silletti; solo che a queste severe  misure la Puglia e il governo si allineano dopo quasi due anni, con il commissario andato via; con la Regione che ha avocato a sé la gestione dell’affaire Xylella; con una ininfluente task force di tecnici e scienziati nominata dal presidente Emiliano, che ha rappresentato solo la frantumazione dei saperi davanti ad un nemico mai conosciuto prima.

Si vedrà se adesso ci sarà la forza di procedere nella direzione indicata e sostenuta dai ricercatori dei Pasi che col batterio hanno dovuto fare i conti, dagli Usa al Brasile, a Taiwan. Alternative non pare ce ne siano o almeno non sono emerse né sono state sperimentate e certificate con un qualche successo dal fronte degli oppositori agli eradicamenti.

Il 12 intanto il comitato olivicolo salentino batte un colpo a Lecce con una nuova manifestazioni con trattori e agricoltori di tutto il Leccese; raduno al Foro Boario e poi il corteo fino all’ufficio provinciale dell’Agricoltura. Niente bandiere e niente sigle di associazioni e di sindacati, hanno deciso gli organizzatori, che hanno eletto come propria sede quella di “Primolio” sulla Casarano-Supersano, portavoce Cosimo  Primiceri di Casarano.  Ed anche questo è un segnale tangibile delle rotture e della crisi di rappresentanza che questo attacco agli ulivi ha prodotto nel mondo agricolo.  Il comitato mette sul banco degli imputati la Regione e l’assessore Leonardo Di Gioia, giudicato senza mezzi termini “inadeguato”. Il tempo perso per decidere oggi ciò che era già chiaro ieri è l’accusa principale, rivolta sia a coloro che non hanno difeso quelle misure contenute nel piano Silletti, sia a quanti lo hanno contrastato in tutti i modi, comprese le denunce alla Procura di Lecce. Lunga comunque la lista delle cose che si dovrebbero fare “con urgenza”, dallo sblocci dei fondi fin qui annunciati e decisi, alla nomina di un commissario al posto dell’assessore Di Gioia; dall’estensione dello stato di calamità anche per il 2018 all’autorizzazione a reimpiantare da subito le varietà risultate fin qui capaci di convivere con la Xylella senza morire.

Dall’associazione  “Agrinsieme”, che riunisce le organizzazioni tradizionali di agricoltori, ed olivicoltori, oltre al rammarico per non essere stata coinvolta nella manifestazione di martedì prossimo, viene la proposta di una assemblea dei Sindaci convocata dalla Provincia, a cui invitare i massimi esponenti di Regione, Governo, Commissione europea.

BARI. Istituito un fondo di 100mila euro per andare incontro alle aziende agricole danneggiate dalla Xylella. Il contributo è utilizzabile per allungare la durata dei piani di ammortamento per la riduzione degli interessi passivi entro i 15mila euro nell’arco di tre esercizi finanziari. La misura era stata annunciata alcuni mesi fa dal presidente della Giunta regionale Michele Emiliano ed oggi è stata approvata dal Consiglio regionale a maggioranza. Tra gli oppositori ecco la nota molto critica di Andrea Caroppo, capogruppo di Fi: “Uno schiaffo che grida vendetta: sei mesi fa, Emiliano promise agli agricoltori interessati dalla Xylella di accordare subito l’azione di accompagnamento degli olivicoltori per la moratoria di mutui e crediti. Ed oggi si propone in aula del Consiglio di votare un emendamento vergognoso che destina 100 mila euro, una cifra da barzelletta, per far fronte ad un impegno del genere e bocciando la mia proposta di stanziare 5milioni di euro”.

 

GAGLIANO DEL CAPO. Il 28 luglio, alla scadenza naturale, il ConsorzioDop Terra d’Otranto ha rinnovato i suoi vertici durante l’assemblea dei soci, ad oggi oltre trenta aziende olearie della provincia di Lecce ma anche del Brindisino e del Tarantino. Costituito nel 2002 e riconosciuto ufficialmente dal Ministero competente un anno dopo, il Consorzio ha rieletto alla presidenza l’imprenditore Giovanni Melcarne di Gagliano del Capo; la vicepresidenza è andata a Francesco Barba di Monteroni. Il nuovo consiglio è composto da: Daniela Anna Specolizzi di Ugento, Realina Cucugliato di Vernole, Elisa Petrucci di Lecce, Donato Taurino di Squinzano, Matteo Congedi di Ugento, Pantaleo Piccinno di Caprarica, oltre ovviamente a Melcarne e Barba.
“Questo cda guiderà il Consorzio per altri tre anni, in piena crisi del dramma Xylella, e avrà il principale compito di contribuire a dare un futuro all’olio di pregio a marchio Dop Terra D’Otranto”, si legge nella nota emessa alla fine dei lavori. “Questo è un direttivo per gran parte rinnovato, con l’ingresso in consiglio di una nuova figura maschile e ben tre nuove figure femminili. Cda uesto che sarà sicuramente all’altezza della situazione che oggi il Salento sta vivendo  afferma il presidente Melcarne – nei prossimi tre anni avremo il compito, difficile ma non impossibile, di dare un futuro alle nostre aziende che in questi anni hanno investito molto per migliorare la qualità del prodotto olio da olive e che oggi viene venduto a marchio Dop Terra D’Otranto. Infatti l’olio extra vergine Dop negli anni è diventato sempre di più il simbolo del ‘buon Salento’ e ambasciatore del nostro territorio nel mondo”.
Nei programmi del nuovo direttivo c’è l’avvio delle procedure  per la modifica del disciplinare di produzione, “introducendo dei parametri ancora più restrittivi riguardanti la qualità dell’olio, ma soprattutto introducendo nuove cultivar che ormai fanno parte del nostro territorio da circa un secolo”. Infine, si seguirà con estrema attenzione la sperimentazione riguardante “la selezione di semenzali resistenti a Xylella aventi una parte del patrimonio genetico delle nostre cultivar, vero futuro dell’olivicoltura salentina”.

 

La “Regine” dell’ultrapremiato film in soccorso della “Regina” di Vernole, l’ulivo millenario sotto attacco del morbo che porta al disseccamento causato dal batterio Xylella fastidiosa. Non sarà solo una testimonianza di amore quella di Helen Mirren, l’attrice premio Oscar, verso questa parte dell’Italia in cui ha anche investito in piantagioni di melograni nella cinquecentesca masseria Matine di Tiggiano assieme al marito, il regista americano Taylor Hackford. Con la sua presenza di sicuro si accenderanno i riflettori, dei media internazionali sulla terribile fitopatia in atto nel Salento. L’appuntamento clou ai piedi dell’ulivo simbolo di una antica convivenza è per il 5 agosto  alle 11 a Strudà (frazione di Vernole) in località Masseria Visciglito. La contadina salentina”, come ama autodefinirsi la famosa attrice britannica, sarà accompagnata dai dirigenti di Coldiretti Lecce e vedrà “in diretta” la buona riuscita degli innesti di varietà resistenti effettuati a giugno su uno degli ulivi monumentali più antichi del mondo, la “Regina”, dedicato all’ex First Lady Michelle Obama; l’ulivo è stato infettato dal batterio da quarantena che ne ha imbrunito la straordinaria chioma e lo sta condannando a morte. Proprio dinanzi alla “Regina” vegetale, la stella di Hollywood lancerà un appello ai colleghi e alla comunità internazionale affinché si faccia di tutto per salvare gli ulivi monumentali della Puglia meridionale, patrimonio non solo italiano ma dell’intero Mediterraneo e del mondo. Coldiretti chiederà in particolare che il premio Oscar si faccia promotore di un piano di “adozione a distanza”, da parte dei colleghi di Hollywood, di altri ulivi monuntali dello straordinario uliveto di Vernole.

xylella - foto 10.6.2015  (1)GALLIPOLI. L’Unione europea è vicina a perdere la pazienza, mentre l’Italia ha perso già milioni di ulivi qui in Puglia e alcuni milioni di euro qualora venisse condannata dall’Alta Corte europea. Se entro due mesi – sessanta giorni – non verranno tolte di mezzo le piante ormai scheletriche ammalate di Xylella, l’Italia verrà deferita alla Magistratura di Bruxelles. Non si sa se questa volta si troverà la strada adatta per fare quanto era stato programmato già nel 2015 col commissario straordinario, il comandante del Corpo forestale di Puglia Giuseppe Silletti. Nominato a febbraio, il comandante Silletti si era dimesso a fine dicembre dello stesso anno, non essendo riuscito praticamente a fare nulla di quanto chiedeva sia l’Unione europea sia il governo nazionale. In quel periodo Silletti aveva visto comparire, oltre a proteste di gruppi ambientalisti strenui difensori dell’intoccabilità degli alberi sia pur malati, anche la magistratura amministrativa: il Tar del Lazio aveva bloccato le eradicazioni delle piante sane ma esistenti nel raggio dei 100 metri da quella infetta), poi anche di quella penale (la Procura di Lecce, che ha riscritto nell’ordinanza di sequestro di tutti gli ulivi di Lecce e Brindisi, poi tolto). La decisione della commissione europea, peraltro tiepida sul monitoraggio in corso da qualche tempo sulle zone al limite di quelle infette, mette in primo piano adesso questo scoglio. In soffitta tornano le ricerche che in questi due ultimi anni hanno dato più di una speranza circa le varietà di ulivo (due al momento) in grado di resistere al batterio ed al disseccamento rapido. “E’ il batterio a far seccare gli ulivi – ha ribadito l’Accademia dei Lincei di recente in una nota sul tema che preoccupa tutti gli Stati europei – disconoscerlo favorisce l’epidemia”. Sembra un messaggio indirizzato agli “irriducibili” sostenitori di un complotto speculativo o di pratiche in grado di salvare le piante senza alcun espianto. Tesi tutte da dimostrare, ancor. Ma è purtroppo sotto gli occhi di tutti l’allargamento dell’epidemia e i vasti campi una volta ulivetati ed oggi brulicanti di tronchi e rami grigio scuri che destano oscure inquietudini in quanti erano abituati, fino a quattro.cinque anni fa, a spettacoli ben più affascinanti.

frantoio-macinaIN EVIDENZA. Con la loro azienda di famiglia, i fratelli Primiceri di Casarano hanno da tempo anticipato quella che ormai rischia di diventare una via obbligata. «Già da anni non facciamo più produzione conto terzi pur mantenendo il tratto distintivo dell’“artigianalità industriale” che da sempre ci caratterizza», afferma Rocco Primiceri, responsabile del settore trasformazione, che insieme a Fernando (commerciale) e Cosimo (produzione) ha rilanciato l’eredità raccolta dal padre Marco, riuscendo a fare della “Primoljo” una delle aziende leader nel settore a forte vocazione internazionale.

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IN EVIDENZA. «Bei tempi gli anni ’60 e ’70 quando i frantoi lavoravano giorno e notte, senza discontinuità, da inizio ottobre ad aprile inoltrato»: davanti al deprimente “spettacolo” odierno non si può non rifugiarsi nei periodi molto più faticosi ma anche gratificanti della olivicoltura salentina. Anche qui a Taviano, oggi tristemente con Gallipoli come “il cuore della zona rossa”, da dove sembra essere partita l’infezione che devesta tanta parte del Salento e oltre. A parlare è un anziano e storico frantoiano, con gli occhi lucidi e la voce rotta dall’emozione, Bruno Calzolaro (foto nel suo frantoio), frantoiano 79enne di Taviano che ancora oggi lavora nel frantoio ereditato dal padre Giambattista e messo su nel 1919, dopo il reimpatrio dalla carneficina della prima guerra mondiale.

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Da sinistra, Paolo De Castro e Raffaele Fitto

Da sinistra, Paolo De Castro e Raffaele Fitto

IN EVIDENZA. Un altro passo, forse quello decisivo, per aprire al reimpianto di alberi d’ulivo – resistenti o tolleranti alla Xylella – nelle aree colpite da questa pesta venuta da lontano. Ne hanno dato notizia martedì pomeriggio, 16 maggio, gli europarlamentari Paolo De Castro e Raffaele Fitto (foto). Questa la nota ufficiale: “La Commissione Ue permetterà nelle zone infette della Xylella il reimpianto delle due varietà di olivo, leccino e favolosa, risultate tolleranti al batterio”. I due parlamentari l’estate scorsa avevano presentato una interrogazione su questo decisivo terreno, come dimostrano le aspettative prioritarie di tutti gli operatori. «L’ufficialità – dichiarano De Castro e Fitto – arriverà il 19 giugno ma la decisione presa dal comitato fitosanitario, sostenuta da tutti gli Stati membri ad eccezione solo della Francia, permetterà di creare le condizioni per rilanciare le attività imprenditoriali degli olivicoltori.

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L’area degli ultimi esperimenti in piena “zona rossa”

L’area degli ultimi esperimenti in piena “zona rossa”

IN EVIDENZA. Verificare in maniera definitiva l’immunità della vite. Quella che può sembrare una stravaganza è invece uno dei principali segmenti in cui la ricerca sta producendo i maggiori sforzi nella battaglia per contenere l’attacco della Xylella fastidiosa, individuata per la prima volta in Europa proprio qui nel Salento dagli studiosi del Consiglio nazionale delle ricerche di Bari. Al momento, sono i due progetti finanziati con 14 milioni dall’Unione europea – Xfactors e Ponte” – a dispiegare un’azione a tutto campo, ovviamente con i tempi che la ricerca richiede tra intuizioni, verifiche, protocolli e conclusioni ufficiali. Regione, Università di Bari, Centro di ricerche Basile Caramia, col coordinamento del Cnr barese hanno raggiunto dei risultati “preliminari” già noti (due cultivar risultate resistenti al batterio che provoca il disseccamento rapido degli ulivi) “anche se non ci sono ancora – mettono le mani avanti i ricercatori – le osservazioni di lungo periodo e dati di comparazione”. «Ma gli elementi individuati sono incoraggianti», si lascia sfuggire il sempre prudente dottor Donato Boscia (Cnr Bari), in prima linea fin dagli inizi di questa drammatica scoperta. Gli aggiornamenti sulle attività in atto parlano di 300 cultivar (specie di ulivi) sotto osservazione in particolare nei campi di Parabita e Presicce-Acquarica del Capo.

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