Ulivi, bloccare la diffusione del morbo

ulivi malatiRACALE. Obiettivo numero uno: fare terra bruciata per gli insetti che trasportano altrove l’infestante Xylella fastidiosa. Si punta così a contenere la diffusione del morbo che si espande a vista d’occhio, non solo nella “zona rossa” originaria del Gallipolino e della fascia jonica, ma anche in altre parti della provincia leccese che ne sembravano fino a poche settimane fa indenni. Ne ha parlato il direttore dell’Osservatorio fitosanitario della Regione, Antonio Guario, nella riunione di mercoledì mattina 9 luglio (come anticipato dal sito Piazzasalento.it giorni fa) con l’aiuto di slide dimostrative ai rappresentanti delle associazioni di olivicoltori, presente l’assessore regionale Fabrizio Nardoni, l’assessore provinciale Francesco Pacella di Ugento, alcuni consiglieri della Regione Puglia, il capo area di Sviluppo rurale della Regione, Gabriele Papa Pagliardini, alcuni funzionari dell’Ufficio Agricoltura di Lecce presso cui si è svolto l’incontro più volte richiesto da Acli, Cia, Coldiretti e Confagricoltura.

Manutenzione e cura dei terreni, irrigazione, potatura (la bruciatura in loco delle ramaglie alla fine è stato autorizzato dal governo nazionale), controllo delle erbe infestanti, concimazioni: queste le indicazioni operative che dovrebbero giungere a tutti i contadini che hanno alberi di ulivi e che dovrebbero quindi provvedere. Dovrebbe esserci una azione corale e conforme, ma sarà mai possibile? Rispondono i tecnici della Regione: «Tutto ciò che si chiede per fermare la diffusione tramite insetti vettori non è altro che quanto previsto dalle norme sulla condizionalità stabilte dall’Unione europea».

Si tratta delle regole che ogni olivicoltore deve rispetare per avere il diritto ad incassare la cosiddetta “integrazione” dall’Ue, come le due lavorazioni l’anno degli uliveti. Ai contadini andrà anche spiegato come riconoscere la comparsa dell’essiccamento dovuto alla Xylella. Intanto non è stata ancora pubblicata la direttiva di Bruxelles scaturita in aprile dai confronti con Regione, Governo e Commissione Ue, contenente nel dettaglio i provvedimenti da prendere nell’area cuscinetto intorno alle zone contagiate e in quarantena e larga due chilometri. In conclusione, c’è da convivere ancora con la malattia, comparsa più di un anno fa. Nel frattempo che si trovino rimedi risolutivi, che almeno non si espanda ulteriormente.

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