Ugento, truffati in casa. Non è bene fidarsi, specialmente se anziani

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chiesa S. GiuseppeUGENTO. Ci si può non fidare di persone che dicono di essere mandate dalla parrocchia per aiutare gli anziani nel disbrigo di piccole incombenze quotidiane? L’esperienza di due coniugi, truffati da furbi malviventi vestiti di solidarietà, dimostra che anche dietro la profferta di aiuto si può nascondere un tranello. Quindi se si è anziani e si è soli in casa, resta valido il detto saggio che recita che “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”.
Si sono presentati nell’abitazione di due anziani in tre e per farsi aprire la porta hanno tirato in ballo il parroco: «Ci manda il parroco: avete bisogno di qualcosa?». Superato il primo ostacolo, farsi aprire la porta, il resto si è svolto come da copione ormai collaudato: mentre in due si occupavano di intrattenere amabilmente in conversazione i due anziani,  il terzo arraffava velocemente quello che c’era da rubare, soldi e gioielli. C’è da immaginare la reazione dei due malcapitati che hanno subito fatto denuncia ai carabinieri che stanno svolgendo le indagini. Al di là del danno subito, per chi è vittima di truffe, specialmente anziani, rimane un senso di amarezza, di inadeguatezza e di frustrazione.

Furto nei giorni scorsi nella piccola chiesa di S. Giuseppe (foto) a pochi passi dall’ufficio del giudice di pace. I ladri hanno rubato un calice e gli spiccioli che erano contenuti nella cassetta davanti alla statua della Madonna Immacolata. La notizia del furto è stata data dal parroco, don Antonio Turi, dopo la celebrazione della messa. I ladri sono entrati nella chiesa durante il giorno quando la chiesa è aperta al pubblico.Sconcerto tra i fedeli che si augurano che i ladri si ravvedano e restituiscano il bottino.

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