Ugento: scontri e rissa durante la partita. De Nuzzo: «Forse lascio»

Massimo De Nuzzo - Presidente Asd UgentoUGENTO. «Sto meditando di lasciare, ma deciderò nei prossimi giorni». È ancora rammaricato, il presidente dell’Asd Ugento Massimo De Nuzzo (foto a lato), per i fatti accaduti domenica 18 gennaio nel bel mezzo della partita tra la sua squadra e lo Scorrano. A caldo, subito dopo gli scontri che hanno portato a due arresti e che sfoceranno sicuramente nell’emissione di più di qualche Daspo, il patron aveva affermato di voler lasciare la presidenza della squadra per protesta. Qualche giorno dopo conferma che il suo pensiero è ancora quello: «Sono molto dispiaciuto per quello che è successo e per questo sto seriamente meditando di abbandonare tutto. Questo non è calcio. Sono in fase di decisione e sto aspettando l’evolversi degli eventi e delle indagini per fare la mia scelta».
Quello che è accaduto nel campo di calcio comunale di via Taurisano è storia nota. Al 23esimo minuto del secondo tempo un giocatore dell’Ugento, Paolo Galante, è stato colpito al viso. Un tifoso, poi, armato di una chiave a croce per auto ha scavalcato la recinzione e si è scagliato contro un altro giocatore. Ne è nata una rissa tra tifoserie, durante la quale due carabinieri della stazione di Ugento sono rimasti lievemente feriti.

Al termine dei disordini lo stadio e lo spogliatoio degli ospiti erano devastati: la conta dei danni da parte dell’Ufficio tecnico comunale è ancora in corso.
Due i tifosi dello Scorrano arrestati ai domiciliari: Danilo Negro ed Andrea Rausa, di 23 e 18 anni, poi rimessi in libertà. Per loro le accuse sono di violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
Le indagini dei carabinieri stanno continuando per individuare sia gli altri tifosi responsabili della rissa, sia l’individuo che per primo ha oltrepassato la rete invadendo il campo.
Intanto, l’Asd Ugento ha espresso nei confronti del giocatore Paolo Galante solidarietà e «stima incondizionata per un calciatore che si è sempre distinto per generosità e attaccamento alla maglia, respingendo fermamente al mittente offese e denigrazioni di ogni genere».
La società, inoltre, ha annunciato di voler tutelare in ogni sede la propria immagine. Anche il Comune ha affermato di volersi costituire parte civile nell’eventuale processo a carico dei tifosi violenti.

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