Ugento, pescatori contro le trivelle

porto Torre S.Giovanni 2UGENTO. La pesca professionale del Salento si ribella alle trivelle che minacciano il mar Ionio. A prendere la parola, nei giorni scorsi, è stata la “Cooperativa pescatori salentini”, che con i suoi 140 soci abbraccia i “lavoratori del mare” di Ugento, Gallipoli, Porto Cesareo e Otranto. «Le problematiche ambientali legate alla ricerca estrattiva in mare – sostiene il presidente Leonardo Bagnato – costituiscono una gravissima minaccia per l’habitat marino e per gli interessi di quei settori, tra cui la pesca, che si basano sul buono stato di salute del mare. Il mare è ricchezza e fonte di sviluppo e da un mare sano dipende il futuro non solo della pesca e del turismo, ma anche della nostra alimentazione».

La cooperativa sostiene con forza che le ricadute ambientali di interventi come quelli che si ha intenzione di realizzare nel mare del Salento spesso hanno effetti irreversibili: «Petrolio e altri idrocarburi sono assorbiti dal plancton e da altre specie che li immettono nella catena alimentare acquatica». E non sarebbero da meno le attività di ricerca che precedono le trivellazioni: anche queste, infatti, causerebbero danni agli equilibri dell’ecosistema. «Siamo di fronte a un settore che rappresenta una valenza strategica per la tenuta del tessuto socio-economico dell’intera fascia costiera pugliese. È anche grazie all’attività della pesca professionale che vengono fronteggiate le difficoltà occupazionali e imprenditoriali».

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