Un ugentino al servizio della popolazione povera del Rwanda

UGENTO. «L’Africa è ormai la mia seconda casa. E voglio ritornarci quando terminerò gli studi». Ha le idee chiare, Dario Basile, quando parla della sua esperienza in Rwanda: da sette mesi questo ragazzo ugentino vive in un villaggio non molto lontano da Kigali, la capitale dello Stato dell’Africa orientale. Ha partecipato al bando per il Servizio civile all’estero “Speranza e futuro in Rwanda” e fino al prossimo 4 marzo sarà al servizio della popolazione povera del posto.
Dario è arrivato in Africa grazie all’associazione “Amahoro”, diretta da don Rocco Maglie e legata all’Ufficio missionario diocesano. In Rwanda la chiesa ugentina ha aperto il centro “Domus Pacis”, fondato dal sacerdote di Taurisano don Tito Oggioni Macagnino (al quale, proprio nei giorni scorsi, è stato intitolato l’oratorio di Acquarica del Capo).

«Ero arrivato – racconta Dario –  in un punto in cui mi chiedevo: “Cosa ho ottenuto dalla mia vita?”. Mi sentivo vuoto dentro. Invece questa esperienza mi ha dato la possibilità di essere soddisfatto di me stesso a fine giornata. Volevo dare un senso alla mia vita aiutando qualcuno». Dario era stato in Africa già lo scorso anno, per un mese. E si era ripromesso di ritornarci per vivere con la popolazione del posto per un periodo più lungo. Ora si occupa di affiancare le persone che tengono i corsi di formazione e di monitorare i progetti di microcredito e le adozioni a distanza. «I bambini sono i primi a regalare sorrisi: non sono mai tristi, nonostante le condizioni in cui vivono. Trovano sempre la forza di essere allegri».

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