Tutto ok: la “Sagra delle Cose Noscie” fa centro

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In uno stand della sagra, gli organizzatori attendono con preoccupazione l’esito dei controlli del Nas.

Sannicola. Che differenza c’è tra un’associazione che organizza una sagra per promuovere il territorio di Gardone Val Trompia in provincia di Brescia e un’associazione che organizza una sagra un uno qualsiasi dei paesi in Provincia di Lecce?

Certo, è diverso il territorio e diversi sono i prodotti. Saranno diversi i piatti presentati, saranno diversi gli artisti che si esibiranno. Ma c’è una differenza che più di tutte incide, mai come quest’anno, sullo spirito di chi, con tanto sacrificio e tanto amore per la sua terra, organizza la manifestazione: i bresciani delle montagne della Val Trompia non devono temere nè la Asl, né i Nas. Per il semplice fatto che le istituzioni lì in montagna, tra una capra e un muflone, invece che lasciar fare nell’anarchìa per anni, per poi intervenire con salatissime multe e sanzioni, lasciando tutti a bocca aperta, e vuota, preventivamente hanno promosso incontri, seminari informativi, hanno istituito numeri telefonici di contatto diretto e sportelli aperti al pubblico. La Asl, la Provincia, i singoli Comuni, si sono mossi dalla primavera.

Nel rapporto del 2010 si evidenzia che i 49 controlli effettuati non hanno portato ad alcuna sanzione. Perché i bresciani sono più onesti, più bravi o più qualcosa? Forse perché sono semplicemente più informati, viene detto loro con chiarezza cosa fare e come. Decidono, ovviamente, se rispettare o no la legge, ma lo fanno a ragion veduta, sanno esattamente a cosa vanno incontro, senza farsi venire un infarto o farsi prendere dallo sconforto alla vista dei camici bianchi.

E il fiato sospeso è rimasto tale per tutto il pomeriggio a San Simone per la “Sagra delle cose noscie”. Il timore che si leggeva negli occhi di tutti era legato al “non sapere”. Non sapere cosa i medici scrivevano sui loro appunti, non sapere se ciò che si era fatto con tanta cura era fatto nel migliore dei modi, non sapere se si sarebbe potuta avviare la festa o se sarebbe stato necessario tornare tutti a casa.

Alle 21 la situazione si è sboccata, la festa ha potuto avere inizio ed è andato tutto bene, oltre le aspettative. La serata è stata entusiasmante con le musiche di Antonio Amato. Gli ospiti hanno danzato e assaporato le delizie della cucina sannicolese. Dovunque sorrisi, brindisi, persino trenini. «E’ ovvio – precisa l’assessore al Marketing territoriale Cosimo Cataldi – che la situazione va regolamentata, ma in questo modo si rischia di uccidere tutte le sagre. Riconosco che in alcuni paesi, ma non il nostro, le sagre sono diventate dei ristoranti a cielo aperto ed esentasse, ma mi rifiuto di accettare che paghiamo tutti il comportamento disonesto di alcuni. Auspico la creazione di un coordinamento tra tutte e tre le sagre di Sannicola, che sono strumento essenziale per la promozione del territorio».

 

Maria Cristina Talà

 

 

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