«Tutto molto bello, i furbi no»

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Un tratto della scogliera di Torre Suda

Racale. Tante luci ma ancora troppe ombre. È questo il profilo del Salento sintetizzato dai pareri dei turisti che stanno affollando coste ed entroterra. Promossi, quindi, ma con riserva. Paesaggi mozzafiato, buona cucina e cordialità delle persone non bastano, però, ad eclissare i tanti disservizi, frutto, spesso, di superficialità e avidità.

Claudio, ad esempio, è un imprenditore partito dalla lontana Brescia per passare qualche giorno di vacanza nella terra del sole, del mare e del vento: «Non è il primo anno che vengo qui – spiega – i posti sono belli e la gente è molto ospitale. Di solito vado a Santa Cesarea, ma anche quest’anno, purtroppo, ho trovato tanta sporcizia sulle spiagge». Stilettata anche ai ristoratori: «Non esporre i prezzi al pubblico disincentiva il turismo. Forse una classe politica del Nord riuscirebbe a valorizzare questi posti che comunque consiglio a tutti i miei amici. Nel Salento – conclude –  si respira un’atmosfera davvero magica».

Mare, tradizione e buona tavola hanno spinto Elisa, 27enne giornalista bolognese, a scegliere il Salento per l’ennesima volta: «Certo che i prezzi sono comunque molto alti – sottolinea – e due settimane qui mi costano più di un viaggio all’estero, motivo per cui molti dei miei amici preferiscono posti come la Croazia». Solita piaga: incapacità di gestire l’enorme afflusso turistico: «Vengo qui perché sono affezionata al posto, non perché ci sia qualche novità da un anno all’altro. È incomprensibile sia vedere scempi edilizi che danneggiano il paesaggio, sia non ricevere, spesso e volentieri, ricevute e scontrini dagli esercizi pubblici. Visitate il Salento, ma occhio ai profittatori – è il monito di Elisa – purtroppo ce ne sono troppi in giro».

«Si possono pagare 50 euro per un piatto di frutta servito in spiaggia?» si chiede ironicamente Laura, impiegata milanese e villeggiante a Torre Suda, che racconta la sua esperienza in un lido di Porto Cesareo. «Sono innamorata di questi posti – aggiunge -, mi ricordano molto l’Andalusia. Siete una terra meravigliosa, ma spesso i servizi per i turisti, specie il trasporto locale, sono carenti e l’abusivismo sfregia pezzi di costa meravigliosi».

E c’è anche chi, come Davide, ingegnere di Matera, preferisce la nostra terra alla tanto rinomata Sardegna: «Adoro l’ospitalità dei salentini – commenta – il mare e la varietà di eventi interessanti che offrite». Anche in questo caso, non mancano le note dolenti: «Servizi improvvisati in alcuni stabilimenti balneari, strutture sanitarie e pronto soccorso disorganizzati e poche aree riservate alla sosta dei camper. Tuttavia – chiosa Davide – ne vale davvero la pena, il Salento è alla portata di tutte le tasche».

Salento “terra d’Amare”  quindi. Ma, a detta (anche) dei turisti, c’è ancora tanto da fare. A cominciare dall’amore e dal rispetto vero verso questi posti.

Marco Montagna

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