Tutti in classe, tranne alcuni: mancano a Nardò le insegnanti di sostegno. Lettera di un padre

Nardò – «I tuoi compagni sono entrati in classe in trenino, si son potuti abbracciare di nuovo e giocare… tu no, tesoro mio. Perché questa “magnifica scuola dell’inclusione” non ha il tempo per pensare a te». È un passaggio della lettera aperta che il genitore neretino di uno scolaro diversamente abile ha scritto il 13 settembre scorso, primo giorno del nuovo anno scolastico. In quell’occasione al piccolo è stato impedito l’inizio delle lezioni. Motivo: mancano gli insegnanti di sostegno.

Una situazione imbarazzante e mortificante che sembra accomuni numerosi ragazzi diversamente abili in tutta la provincia. L’assessore comunale alle Pari opportunità Stefania Albano, in una nota congiunta firmata con la Commissione Po (presidentessa Federica Ruggeri), punta l’indice contro la Regione: «La Regione non ha i soldi per i nostri ragazzi “speciali” e la stessa Regione ha pensato bene di sostituire, da quest’anno, gli assistenti con gli educatori. Figure, entrambe, sicuramente importanti per i nostri ragazzi, ma una non può e non deve sostituire l’altra. Quando si tratta di iscrivere i ragazzi a scuola – prosegue la nota in un altro passaggio – viene chiesto di farlo a gennaio e di presentare tutta la documentazione medica necessaria. Oggi siamo a settembre, le lezioni sono iniziate e solo ora ci si accorge che non vi sono fondi sufficienti. E fu così che ci imbattemmo nel famoso “scaricabarile”: dalla Regione alla Provincia, fino ad arrivare ai Comuni. Chi ha responsabilità deve provvedere immediatamente!».

Anche Andare Oltre, movimento del sindaco Giuseppe Mellone, attacca la Regione: «Non è possibile che a settembre inoltrato si venga a conoscenza che gli operatori che garantivano fino allo scorso anno scolastico i servizi essenziali ai nostri bambini siano stati così fortemente ridimensionati dalle nuove disposizioni in materia diramate dalla Regione. Non possono essere sufficienti le già poche risorse messe a disposizione dalle varie Asl. Gli ambiti sociali di zona – proseguono da Andare Oltre – non possono tamponare queste problematiche in tempi rapidi, visto che nei mesi di luglio e agosto non si è riusciti a individuare risorse aggiuntive. Per questo sarebbe auspicabile un intervento da parte dell’assessorato al Welfare della Regione Puglia anche facendo leva sul governo centrale, se necessario».

“Queste carenze si conoscono già a giugno” Sotto accusa finiscono quindi Regione e Asl, ma sui social il padre del bambino interviene nuovamente e precisa: «Mio figlio non ha né insegnante né assistente. L’Asl ha terminato le risorse ed è compito dei Servizi sociali di coprire le carenze assegnando tramite cooperativa altri operatori. Queste carenze si conoscono già a giugno…».

Condanna dello scaricabarile in atto Dall’opposizione interviene “Liberi e Uguali” con una nota firmata dal consigliere comunale Roberto My e dalla coordinatrice cittadina Alessandra Boccardo: «Situazione inaccettabile – scrivono – quella che riguarda il mancato avvio dell’integrazione scolastica per gli studenti diversamente abili. Un vero e proprio scaricabarile fra Comune, Provincia e Regione che vede in questi giorni i responsabili comunali (Assessore alle Pari opportunità e relativa Commissione) accusare senza mezzi termini la Regione perché non avrebbe assegnato fondi sufficienti a coprire l’intero arco dell’anno scolastico. Un’amministrazione comunale, come quella di Nardò che, sindaco in testa, va in Regione a prendere ordini (vedi reflui fognari) e a farsi finanziare progetti forse non sempre strettamente indispensabili, dovrebbe rompere ogni indugio e pretendere dagli amici che vanta in Regione tutti gli atti necessari per l’avvio immediato dell’integrazione scolastica».

“Il Comune provveda in attesa di interventi altrui” Stessi toni quelli di Lorenzo Siciliano, consigliere comunale del Pd. «Credevo che almeno su un tema così delicato – dichiara Siciliano – l’Amministrazione comunale avesse adempiuto nell’immediato ai propri doveri, quanto meno morali ed etici, in attesa che Provincia e Regione, colpevolmente ritardatarie, facciano la loro parte. E invece cosa fa? Dribbla, per bocca della commissione pari opportunità (composta da figure nominate dal Sindaco e dalla sua maggioranza, molte delle quali candidate alle amministrative 2016 per l’attuale coalizione di governo) che gioca allo scaricabarile, puntando il dito contro la Regione Puglia. Ma come? Non era Michele Emiliano l’impeccabile governatore con ‘un occhio di riguardo per Nardò’? Al netto di queste barzellette – conclude Siciliano – Assessorato comunale ai Servizi sociali e Ambito di zona, di cui Nardò è Comune capofila, hanno il dovere di mettere in campo le risorse necessarie per ristabilire la piena agibilità scolastica per questi bambini e bambine. Inoltre si dovrebbe esigere la convocazione ad horas di una conferenza di servizi con Comune, Provincia, Regione e Asl».

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