Tumori al top: il duro prezzo degli oltraggi

ospedale gallipoli2Mettono i brividi le rilevazioni sull’incidenza dei tumori nel Salento. Da anni gli ambientalisti e la Lega italiana contro i tumoti (Lilt) col suo presidente-oncologo Giuseppe Serravezza in testa, lanciano l’allarme sui disastri ambientali e sulle conseguenze che procurano alla salute.

Questi allarmi, per molto tempo etichettati come “esasperazioni”, dimostrano la loro concretezza dopo che l’Istituto superiore di Sanità, lo scorso ottobre, ha certificato una stretta correlazione tra inquinamento e aumento dell’incidenza dei tumori; una intera giornata di studi ha avuto ad argomento la “problematica della diffusione del tumore del polmone a Lecce in relazione alle esposizioni ambientali”. Il Salento – purtroppo – è al vertice della triste classifica riguardante le morti per tumore al polmone. E non basta. Perché anche il tumore al fegato ci vede al primo posto della classifica nazionale: uno dei rari casi in cui essere primi è proprio da evitare.

Secondo il monitoraggio fatto da Repol (Rete per la prevenzione oncologica leccese) – ente che vede coinvolte tutte le competenze locali in materia di ambiente e salute (Asl, Arpa, Provincia, Cnr, Università) – il distretto sanitario di Galatina che comprende i Comuni di Sogliano Cavour, Soleto, Cutrofiano, Aradeo e Neviano è quello che presenta una fortissima criticità. L’incidenza di tumore al polmone, nei maschi è più elevata, e di parecchio, rispetto ai dati dell’intera provincia. Secondo per incidenza di neoplasie è il distretto sanitario di Poggiardo, che si posiziona ben distante da Galatina, ma comunque al limite della soglia di criticità. Seguono il distretto sanitario di Casarano e quello di Maglie. Gallipoli (nella foto) è ultimo per incidenza tumorale, ma i livelli sono di un tasso a due cifre.

L’ultimo rapporto, pubblicato a ottobre 2013, elaborato da Airtum e Aiom (Associazione italiana di Oncologia medica), racconta che il confronto tra aree geografiche vede penalizzato il Sud: più basso il tasso di sopravvivenza alla malattia, più alto l’incremento dei tumori tra le donne.

I dati  locali risalgono, invece, a un rapporto elaborato dalla sezione leccese della Lilt, sulla base dei dati dell’Osservatorio epidemiologico pugliese integrato dai dati Istat, riguardanti il quinquennio che va dal 2000 al 2005. La mortalità è cresciuta, su base provinciale, del 13%. Per numero di decessi e incremento della mortalità, Lecce è al primo posto. Gallipoli è stabile con i suoi 52 decessi l’anno. Casarano è in triste crescita: dai 48 decessi del 2000 è passata ai 55 del 2005, anche se in diminuzione rispetto all’anno precedente quando ha raggiunto il picco di 59 decessi. Presicce è in lieve calo con 13 decessi contro i 16 del 2000. Questi i numeri.

L’altra faccia della medaglia? Il dolore, la sofferenza, i costi sociali, che il territorio si sarebbe risparmiato con una più attenta gestione dell’ambiente.

Maddalena Mongiò

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