Tuglie: interrogazione in Regione sul caso “Villa Luisa”

TUGLIE. Una villa storica “svenduta” e per giunta “sempre in stato di completo abbandono”. A chiedere “chiarezza” sul futuro di Villa Luisa, a Tuglie, e l’accertamento delle responsabilità è il consigliere regionale Mino Borracino, presidente della commissione “affari generali e personale” che ha indirizzato un’interrogazione all’assessore al Turismo e alla Cultura, Loredana Capone.

«La vicenda appare a tutti gli effetti un ennesimo esempio di cattiva amministrazione, di incuria del patrimonio culturale e architettonico e di coinvolgimento di interessi privati non proprio trasparenti», afferma il consigliere di Sinistra italiana.   La villa, situata sulla parte alta di Tuglie, dopo anni di abbandono venne affidata in concessione dalla Provincia di Lecce, tra il 2004 e il 2005, alla società Villa Luisa srl (società partecipata al 100% da Italgest Immobiliare, oggi dichiarata fallita) per il suo recupero e la sua valorizzazione con un  project financing (con capitale pubblico – privato) trentennale. Il progetto da oltre 11 milioni di euro prevedeva  la ristrutturazione e l’ampliamento, nonché la gestione del complesso per la “realizzazione di una struttura di tipo alberghiero anche per lo sport e tempo libero, centro benessere e di rieducazione alimentare, parcheggio multipiano interrato”.  Nel luglio del 2010 i lavori furono sospesi e, nel 2011, il presidente della Provincia Gabellone dichiarò decaduta la concessione per inadempienze contrattuali (a quel momento gli investimenti sarebbero stati pari a tre milioni di euro).

«Ma nel 2012 – spiega Borraccino – Villa Luisa Srl, concessionaria inadempiente e quindi dichiarata decaduta dalla concessione, si rendeva disponibile ad una definizione transattiva della vicenda, anche mediante l’acquisto dell’immobile. Sicché, nel 2013, il Consiglio provinciale di Lecce, su proposta della Giunta, inseriva “Villa Luisa” nel piano delle alienazioni per il triennio 2013/15 e in data 4 agosto dello stesso anno la società Villa Luisa S.r.l. si dichiarava disponibile ad acquisire il bene previo pagamento di un importo pari ad € 2.500.000». Non poche furono le polemiche su tale prezzo anche alla luce della relazione di stima dell’11 maggio 2012 dell’Agenzia del Territorio di Lecce che aveva fissato il valore in € 7.300.000. Sulla vicenda si sono aperti anche i fascicoli della Corte dei Conti per verificare eventuali “irregolarità contabili e finanziarie”.

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