«Commercio? Parliamone»

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Parabita. Il centro storico

Parabita. Un confronto costruttivo e delle misure concrete che diano realmente una mano alla città. Questo quello che si aspettano i negozianti dall’impegno assunto dall’Amministrazione con la proposta di un piano per il rilancio del commercio.

«Ben vengano iniziative e novità, noi siamo sempre disponibili» – ha commentato Gianfranco Coi, presidente dell’associazione Commercianti e titolare di un negozio del centro storico. Proprio quest’ultimo, la cui valorizzazione è uno degli obiettivi menzionati dal progetto, è uno dei punti più discussi. Il decentramento della città, che ne ha spostato anche il fulcro commerciale, lo ha reso particolarmente vulnerabile e bisognoso di tutele.

Pochi i negozi rimasti, complice la crisi e l’esigenza di locali e spazi ampi di cui esso è carente. Ma il piano di riqualificazione ripropone anche gli annosi problemi urbanistici sofferti dal centro storico, soprattutto dopo la chiusura al traffico di Piazza Umberto I.

L’impossibilità di sostarvi, la scarsità di parcheggi, sette quelli di via Padre Serafino, di cui due riservati ai disabili, ed altrettanti quelli di via Lucia La Greca, tutti assegnati ai residenti, il divieto di sosta della medesima strada nel tratto che sale verso il castello e i parcheggi a pagamento presenti nelle vicinanze, non sono fattori incoraggianti né per commercianti né per acquirenti.

«C’è stato in effetti un calo di vendite» – ha spiegato GianCosimo Lissa, titolare di un’osteria in via Immacolata -. Il periodo economico non è facile, ma i clienti mi confermano che se non trovano posteggio, dopo qualche tentativo desistono e vanno via».

E se come soluzione in passato era stato caldeggiato il ritorno a salutari camminate a piedi, la questione commerciale pone il problema di una clientela forestiera che non sempre sa districarsi tra i nostri vicoli. Occorrerebbe un’adeguata segnaletica, una migliore illuminazione nelle ore serali, un rifacimento del manto stradale, sconnesso e pieno di buche, soprattutto più visibilità e più sicurezza.

Una riqualificazione commerciale, dunque, che doveva essere preceduta da un apposito piano urbanistico, per evitare di isolare il centro storico. «E’ proprio questo l’intendimento del progetto – ha commentato l’assessore allo Sviluppo economico e attività produttive, Tiziano Laterza –. Stiamo discutendo di un mercatino, forse quindicinale, da tenersi nelle stradine adiacenti. Ma non si può pensare sempre ai propri interessi quando si deve salvaguardare una comunità intera, e piazza Umberto I andava tutelata. La riqualificazione passi prima di tutto dal senso civico di ciascuno».

Daniela Palma

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