Canile a rischio, il Comune ci aiuti

Tuglie. «L’amministrazione comunale ci aiuti ad arginare il fenomeno del randagismo». Il grido d’allarme giunge da parte di tre i volontari da tempo impegnati nell’accudire, personalmente ed a titolo gratuito, gli animali abbandonati.

Da soli, però, Pina Cataldi, Rosanna Sanches e Giuseppe Felline, quest’ultimo associato del gruppo “Antea Onlus”, dicono di non riuscire più ad assolvere questo compito. Per questo chiedono aiuto alle istituzioni e più direttamente al sindaco di Tuglie Daniele Ria.

Attualmente i tre curano una cinquantina di animali, ma chiedono un sostegno economico per la microchippatura dei cuccioli e per la sterilizzazione delle femmine. Domandano,  inoltre, che venga concessa loro la possibilità di utilizzare il canile consortile, ultimato da tredici anni circa, ma mai utilizzato.

«A quanto pare, questa struttura – afferma Giuseppe Felline – è stata posta in vendita, per 135mila euro, dai comuni di Alezio, Parabita, Sannicola e Tuglie ma a noi non sembra giusto perché in quella sede potrebbero essere accolti i tantissimi animali che stiamo curando a nostre spese».

In loro soccorso anche l’aiuto che giunge da Facebook. «Ogni settimana vado a Milano – afferma ancora Felline – per portare i cuccioli che riesco a far adottare dopo aver pubblicato le foto in rete mentre sul sito web del Comune di Tuglie c’è scritto che l’ente si preoccupa di arginare il fenomeno del randagismo ignorando, però, l’esistenza di un canile che potrebbe essere utilizzato»

Da parte sua il sindaco Ria si dice pronto ad accogliere le istanze dei tre volontari «a patto che lo si faccia in maniera ufficiale e nei modi consentiti dalla legge. Non si può dare in gestione una struttura consortile, e quindi anche di proprietà del comune, a semplici cittadini senza espletare gare d’appalto o adottare  provvedimenti specifici. Comunque – conclude Ria – sono disponibile a parlare con loro per analizzare e debellare il problema del randagismo nel nostro paese».

Federica Sabato

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