I venditori di imbrogli

Alliste. Una vita di paese che si svolge “a porte chiuse”. Nessun cambio di regime politico, no. La colpa è di due truffatori che, da qualche settimana, girano porta a porta spacciandosi per dipendenti Enel, ed invece tentano di estorcere contratti per altre compagnie elettriche.

Inevitabile che i cittadini di Alliste, ora, ci pensino due volte prima di aprire la porta delle loro abitazioni, e fanno anche bene, se non fosse che la loro diffidenza va a scapito di chi bussa, invece, in buona fede. Si lamentano, infatti, i rilevatori del censimento Istat che stanno svolgendo la loro attività a rilento a causa di questo diffuso “clima di terrore”.

Come smascherare i due imbroglioni? Scorazzano per le vie del paese a bordo di una Volkswagen Golf nera, fanno tappa nelle varie abitazioni e si presentano privi di divisa e cartellino, ripetendo a tutti sempre la stessa frase: «Signora, ci hanno segnalato un guasto. Dobbiamo eseguire la lettura del contatore».

Peccato, però, che la lettura del contatore, già da un pezzo, sia effettuata a distanza telematicamente dalle varie compagnie. Qualcuno, però, poco informato, abbocca e apre ai due imbroglioni che, una volta dentro, non riparano nessun guasto, ma si appropriano del numero identificativo della linea elettrica. Se ne servono, poi, per “rubare” clienti all’Enel ed eseguire il passaggio automatico degli stessi alla compagnia che rappresentano. Così, nel giro di pochi minuti, ci si ritrova a cambiare gestore di luce e gas senza saperlo, ed il passaggio avviene più in fretta se l’individuo è così bravo da far firmare il contratto. Fatto. Compiuta la loro missione, i due venditori tolgono il disturbo.

Per chi è già stato raggirato, la segnalazione va fatta tramite raccomandata alla nuova compagnia, se si dispone degli estremi del nuovo gestore, per chiedere l’immediato annullamento del contratto.

Chi si è rivolto ai Carabinieri, giura di aver avuto questa risposta: «Non sono cattivi ragazzi, “solo” disoccupati».  Non saranno cattivi e saranno pure senza lavoro ma il tipo di “attività” che hanno scelto non è certamente frutto di creatività e di spirito imprenditoriale, se mai di faccia tosta.

Roberta Rahinò

SIMILAR ARTICLES

Commenta la notizia!