«Troppi furti, però adesso basta»

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Casarano. C’è rabbia e preoccupazione a Casarano per i continui furti nella zona industriale della città.

Il crescendo delle ultime settimane ha scatenato la protesta di quanti lavorano ed operano nell’area. In alcune centinaia hanno invaso la sede comunale il giorno dell’ultimo colpo, quello messo a segno ai danni dello storico opificio della Filanto, non nuovo a simili esperienze.

Quello dello scorso 25 febbraio, però, rappresenta l’ultimo di una serie di quattro colpi consecutivi messi a segno in appena 18 giorni, con le stesse modalità, ai danni di quattro aziende diverse. «Ora basta, vogliamo che il nostro lavoro e i nostri investimenti vengano tutelati», hanno gridato ad una sola voce i lavoratori e gli imprenditori riuniti in un’assemblea spontanea guidata dal commendator Antonio Filograna, fondatore del Gruppo Filanto, e svoltasi simbolicamente in Comune. «Come sindaco della città non posso che chiamare intorno ad un tavolo tutte le istituzioni coinvolte, dalle forze dell’ordine al Prefetto sino ai parlamentari salentini perché il problema della sicurezza dell’area industriale deve essere affrontato e risolto congiuntamente» ha affermato Ivan De Masi.

Giusto in tema, lo scorso sabato 5 marzo, in Prefettura a Lecce, lo stesso primo cittadino ha sottoscritto, insieme ai sindaci di altri 6 comuni salentini, tra i quali anche Gallipoli, l’accordo per il progetto sicurezza “Mille occhi sulla città” grazie al quale la collaborazione tra istituti di vigilanza privati e forze dell’ordine sarà più stretto ed efficace. E’ riposta grande fiducia in questa iniziativa sia dalle istituzioni sia dai semplici cittadini.
Questa sembra anche la strategia sposata dagli stessi imprenditori di Casarano che nel corso di un’altra assemblea, svoltasi sempre il 5 marzo, hanno sostenuto tutti insieme la necessità di coordinare e finalizzare la vigilanza privata per un pattugliamento costante della zona nelle ore notturne. Sempre valide, tuttavia, le ipotesi già avanzate tra le quali la chiusura al transito dei viali la notte ed i giorni festivi con accesso riservato ai soli possessori di badge identificativi. Ciò dovrebbe comportare la chiusura dell’intera area con delle barriere elettriche e la contemporanea attivazione di telecamere a circuito chiuso. Altra misura necessaria sarebbe la chiusura delle due stradine interpoderali che, oltre ai due viali principali, conducono all’area. Minoritaria l’ipotesi di affidarsi a delle ronde notturne. Coordinando i sistemi di vigilanza si potranno, invece collegare i sistemi d’allarme delle aziende, regolarmente sabotati negli ultimi colpi, ai numeri di pronto intervento di Polizia e Carabinieri.

Alla luce di quanto successo nelle scorse settimane, fa una certa impressione quanto affermato da Martino Nicolazzo, 73enne responsabile del calzaturifico Elata srl. «Ormai ho paura a restare da solo in azienda fuori dall’orario di lavoro: si respira un’aria strana anche per certe auto e certi tipi che, nel buio della notte, percorrono con sospetto i viali. Un amico mi ha anche confidato di aver rinunciato alla solita corsetta serale proprio per questi problemi» ha concluso Nicolazzo. 

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