Tributi in forse evasori premiati Comune nei guai

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Casarano. Imposte versate dai contribuenti, incassate dalla società di riscossione ma mai girate al Comune. Ora il rischio è che chi ha fatto il furbo non pagando l’Ici dal 2004 al 2007 l’abbia vinta. In conseguenza di ciò un ammanco da paura per un Comune già ampiamente indebitato. Il buco sarebbe di 2,7 milioni di euro “già accertati e non riscossi”, come affermato dal sindaco Stefàno.

Il Comune di Casarano

«Dopo la liquidazione di Tributi Italia, la società di riscossione che aveva cercato di subentrare ad Ipe nella gestione del servizio, le Amministrazioni che si sono succedute, comprese quelle commissariali, non sono riuscite a recuperare né le somme né i fascicoli che per due anni sono rimasti a 100 metri dal Comune. Solo poche settimane fa abbiamo chiesto la documentazione per non perdere il gettito dal 2004 al 2007», ha affermato il Sindaco.

L’accusa di “immobilismo” è stata, comunque, rigettata da Francesca Fersino, già vicesindaco con la precedente amministrazione De Masi. «Con Tributi Italia c’è un contenzioso perché non si accettò la cessione fatta da Ipe. All’epoca si invitò anche la società a restituire tutta la documentazione», ha affermato l’esponente di Liber@città.

Stessa linea difensiva adottata anche da Gabriele Caputo (Pd), a sua volta vicesindaco con l’amministrazione Venuti. «Il vero problema dell’ente è la mancanza di liquidità legata alla vicenda Tributi Italia. Inoltre  – ha affermato il consigliere provinciale – è del febbraio scorso la tardiva emissione dei ruoli relativi alla Tarsu del 2010 sul 25 per cento dei contribuenti per1,5 milioni di euro».

Il fallimento di Tributi Italia ha, comunque, avuto rilevanza a carattere nazionale per i tanti Comuni (circa 400) “beffati” dalla società di riscossione. Proprio lo scorso mese l’amministratore delegato della spa è stato arrestato dalla Guardia di finanza con l’accusa di peculato.

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