Chi può, chi spera, chi ci proverà

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Casarano. La prossima primavera i cittadini di Casarano saranno chiamati alle urne per trovare un sindaco e 16 consiglieri comunali. L’ultima Consiliatura ha avuto un epilogo traumatico con la caduta dell’amministrazione di Ivan De Masi, sfiduciato anche da sei eletti della sua stessa parte che lo aveva sostenuto nel 2009.

De Masi è durato quindi soltanto 21 mesi, ma non è stato il più breve, come ha scritto qualcuno, da quando vige il sistema dell’elezione diretta del sindaco (dal 1994). La più breve Amministrazione, infatti, è stata la seconda di William Ingrosso durata appena 74 giorni (dal 20 novembre 1998 al 2 febbraio 1999) a causa della tragica morte del sindaco.

La prossima Consiliatura sarà la sesta con il sistema dell’elezione diretta, ma sarà la prima con la riduzione dei seggi (da 20 a 16). Sarà quindi più difficile conquistare un posto a palazzo dei Domenicani. Come stanno oggi le cose, tra voci, mosse e contromosse? Proviano a dare una percentuale alle candidature dei porbabili protagonisti, anche se bisogna tener presente che c’è ancora molto tempo per la presentazione delle liste. Tra le recentissime candidature annunciate quella di Fernando Rizzello, con i movimenti “Io Amo l’Italia” e “Aria Nuova”.  

Ivan De Masi 30%

Ivan De Masi 30%: il suo appeal è ancora alto, rafforzato da ruoli primari in campo sportivo, come l’organizzazione della partita della Nazionale under 21 allo stadio “Capozza”, un evento che ha registrato un grande successo. Da quando, però, è stato sfiduciato il 5 aprile scorso, ha deciso di rimanere in disparte, dando almeno questa impressione. Così non è, perché quantomeno sta riorganizzando la sua associazione.

Potrebbe perciò “giocare” una seconda volta. L’obiettivo del suo gruppo (“Casarano Sempre”, Sdi, “Casarano città di valori”) è anche quello di lasciare fuori uomini e partiti che lo hanno fatto fallire (Pd, Udc e Verdi); nonostante le smentite, ha cercato di dialogare con i “nemici” del Pdl. In caso diverso, potrebbe sostenere l’ex assessore al Bilancio, Massimo Toma (35%), persona di fiducia dell’ex sindaco e gran diplomatico, per cui riesce a mantenere rapporti cordiali con tutti. L’eventuale alternativa potrebbe essere Paolo Zompì (25%),  leader di “Casarano Sempre”, campione di preferenze persona

Venuti 1%

Remigio Venuti (sopra a sinistra) 1%: dopo i flop personali alle Comunali 2009 e alle Regionali 2010, arrivati alla fine di dieci ininterrotti anni da capo dell’Amministrazione comunale, l’ex sindaco ha capito che forse sarebbe meglio fermarsi un giro e lasciare spazio agli altri. Rimane l’uomo forte del partito e in questo periodo sta lavorando alacremente affinché la coalizione di centrosinistra rimanga coesa intorno a un candidato sindaco credibile. Le possibilità di una sua candidatura sono quasi nulle, ma in politica nulla è scontato.

Il tavolo delle trattative del centrosinistra, dove partecipano Pd, Udc, Api, Sel, Idv e Pdci, non ha ancora affrontato il nodo cruciale della candidatura a sindaco; probabile che se ne parli all’ultimo momento. Intanto, come è “tradizione” in quest’area, alcune sigle della coalizione litigano pubblicamente sui social network.  Il confronto è sull’eventualità di organizzare le primarie di coalizione oppure no: Sel è favorevole; l’Udc contraria. L’Udc ha lanciato la candidatura di Attilio De Marco (47%, foto in alto a destra), ex assessore alle Politiche energetiche con De Masi. Il suo partito spera in un placet da parte del tavolo del centrosinistra provinciale che metterebbe fine alla disputa sulle primarie. Sel, però, ha proposto agli alleati di escludere dalle candidature ex amministratori delle ultime due Consiliature. Non sembra una condizione irrinunciabile. Stesso discorso vale anche per il Pd (o parte di esso) che propone il consigliere provinciale Gabriele Caputo (42%), anch’egli ex assessore. A Caputo brucia ancora il passo indietro del 2009, quando lasciò spazio a De Masi, ma oggi sembra più determinato a resistere fino all’ultimo. Per sindaco Sel ha proposto l’ing. Franco De Matteis (10%).

Stefano 80%

Gianni Stefano (80%, nella foto a sinistra): è il candidato “naturale” del Pdl e della coalizione di centrodestra per la carica di sindaco. L’assessore provinciale alle Politiche energetiche è diventato l’uomo di punta del Pdl casaranese dopo l’exploit delle elezioni per la Provincia di due anni fa quando riuscì a battere i numerosi candidati locali, ottenendo 2.822 voti personali, pari al 24,65 %.

Un risultato che il principale partito del centrodestra non ha mai raggiunto alle elezioni comunali, tanto per avere un elemento di raffronto. Infatti, nelle ultime quattro consultazioni amministrative il Pdl (in passato Forza Italia e anche Cdl) non ha mai superato il 20% dei consensi: nel 1998 le liste del Cdl e di Forza Italia ottennero 1.832 voti (14,64%); l’anno seguente, sempre le stesse liste raggiunsero 1.685 voti (15,85%); nel 2004 Forza Italia totalizzò 2.199 voti, pari al 17,41% (il suo miglior risultato); infine, nel 2009 il Pdl ottenne 1.714 voti (13,23%). Da quando è stato introdotto il nuovo sistema elettorale, il centrodestra non ha ancora amministrato il Comune di Casarano.

E’ la volta buona? Tra le ragioni a fovre, la principale è sicuramente la delusione dei cittadini per le ultime gestioni del centrosinistra. Ma il vero problema del Pdl sono le alleanze e si sa che per vincere elezioni comunali è importante fare ottimi accordi. Il Pdl ha già respinto (nonostante le smentite) una proposta di accordo da parte del movimento dell’ex sindaco Ivan De Masi. Ha respinto anche la proposta di primarie, quindi un’istanza di alleanza, da parte della coalizione Verdi-Cdc. Allo stato, non ci sarebbero altre alternative. A meno che la base del Cdc, il movimento di Claudio Casciaro (a destra), non spinga il suo leader a rompere con i Verdi e appoggiare il centrodestra.

F. Fersino 99%

Francesca Fersino (99%): “Liberacittà”, il movimento che coordina ha anticipato tutti. Il suo candidato sindaco sarà ancora una volta Francesca Fersino, vicesindaco uscente, artefice nel 2009 di un vero exploit: con tre piccole liste ha sfiorato l’accesso al ballottaggio. La bancaria potrebbe sarà sicuramente appoggiata dall’associazione “Uniti per Casarano” e, forse, anche dal movimento di Paolo Pagliaro, “Regione Salento”, con il quale “Liberacittà” ha cominciato un dialogo che potrebbe sfociare in un accordo. Rimane solo un piccolo dubbio sulla candidatura Fersino: se Ivan De Masi dovesse decidere di ricandidarsi, Fersino farebbe un passo indietro (ecco spiegata quella percentuale). Anche se nell’associazione non c’è unanimità nell’appoggiare una seconda candidatura De Masi.

M.Torsello 25%

Marcello Torsello (25%): la sua voglia di correre per la seconda volta per la poltrona più importante (la prima nel 2004) è grande. I Verdi, di cui Torsello è responsabile politico provinciale, hanno costituito un primo nucleo con il Cdc di Claudio Casciaro con l’obiettivo di allargarlo il più possibile. Nelle scorse settimane, l’alleanza Cdc-Verdi aveva proposto al Pdl le primarie di coalizione del centrodestra. Tra i candidati proposti c’era anche l’ex assessore ai Lavori pubblici, ma il direttivo del Pdl ha detto di no. La base del Cdc, tra l’altro, è favorevole a un accordo con il Pdl e ad appoggiare il suo candidato sindaco piuttosto che affrontare con i Verdi la tornata elettorale. A quel punto, al movimento ambientalista non rimarrebbe che affrontare le elezioni in solitudine.

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