Le Torri costiere che nessuno oggi “difende”: intanto inquadramento e diagnosi per le prime cinque

Salve – Le torri costiere simbolo del territorio salentino, le tecnologie e gli strumenti digitali per la valorizzazione del patrimonio culturale: un convegno a Salve e un progetto, lo “SToneS – South Towers on Salento”, che nel luglio 2016 ha ottenuto un finanziamento di 29.600 euro, di cui la quota principale (20mila euro) è erogata dal Cuis (Consorzio universitario interprovinciale salentino) e la restante parte dal raggruppamento di enti partner del progetto, con il Comune di Salve ente capofila, ora entra nel vivo. L’obiettivo è sensibilizzare istituzioni e comunità locali sul valore delle torri, farne degli attrattori per un turismo di qualità, anche sfruttando il digitale e le nuove tecnologie. Le torri oggetto dell’intervento saranno Torre Suda (Racale), Torre Sinfonò (Alliste), Torre Mozza e Torre San Giovanni (Ugento), Torre Pali (Salve), beni che al di là delle caratteristiche comuni presentano anche differenze strutturali e di conservazione (integre Torre Suda e Torre San Giovanni, conservate solo in parte le altre). Nel corso del convegno i docenti Marco Mancarella e Marco Giannotta del Mediterranean Observatory on Digital Culture and Tourism di UniSalento si sono soffermati sulla prima parte della ricerca, che prevede uno studio giuridico-costituzionale sulle torri costiere. Come si legge nel progetto, a oggi questi beni non sono adeguatamente inquadrati nella normativa vigente, tutelati solo indirettamente dal Piano paesaggistico regionale o sottoposti a vincolo storico culturale in virtù del fatto di essere stati edificati da più di 70 anni: si procederà dunque allo studio della normativa internazionale, nazionale e regionale e verranno individuati strumenti o “buone pratiche” per la concreta valorizzazione degli stessi beni. Il prof. Gianluca Quarta del Dipartimento di Matematica e Fisica dell’UniSalento ha parlato invece della fase di analisi diagnostica sulle torri, che si affiancherà allo studio giuridico e sarà eseguita usando la tecnica della datazione con radiocarbonio e la strumentazione Xrf – Raman, Pixe e Pige. In questa fase, verranno fatti dei sopralluoghi all’interno e all’esterno delle torri per campionare materiali quali travi in legno, malta o componenti organiche risalenti all’epoca di edificazione, analizzare le sostanze presenti nel particolato atmosferico a diretto contatto con le torri e studiare i principali agenti di degrado delle strutture. I dati raccolti serviranno a mettere a punto interventi di conservazione e recupero di questi beni. Altro punto di forza: fare rete, condividere dati e strategie fra i diversi attori locali, privati e pubblici.

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