Tempo di tessere, i politici si studiano

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Gallipoli. Fase di stallo nel mondo politico cittadino. Un po’ perchè i maggiori partiti sono impegnati nei tesseramenti (Pdl e Pd), un po’ perchè nessuno sembra in grado di imporre la propria agenda.

Ha cominciato la “Puglia prima di tutto” ad agitare le acque, con una iniziativa pubblica centrata sul richiamo alle regole “prima di tutto”.  Anche Giuseppe Coppola, di “Grande Gallipoli” ed esponente dell’associazione politica di Stefania Craxi “Giovane Italia”, ha rotto gli indugi indicando invece i temi su cui occorre mettersi d’accordo preliminarmente ad ogni tipo di coalizione.

La direzione cittadina del Pd, dal canto suo, ha dapprima fissato paletti intorno alla irrinunciabile questione morale e avviato una serie di incontri con le altre forze del centrosinistra e dalla settimana prossima che i gruppi dell’ultima amministrazione guidata da Giuseppe Venneri  (Udc, Grande Gallipoli, lista del sindaco). Cosa ne verrà fuori è presto per dirlo, anche perchè pezzi del partito che non hanno mai accettato la scelta dell’inverno scorso di comvergere sul sindaco eletto dal centrodestra, ancora scalpitano.

Sul terreno, a rendere ancora più incerto lo scenario, c’è il caso Udc: il partito di Casini ha due anime, una pro Venneri con Francesco Errico (vicesindaco), una fieramente contraria col consigliere provinciale Sandro Quintana. «Andiamo da soli», ha sostenuto di recente Quintana, come via d’uscita da una situazione imbarazzante e che nessun leader provinciale riesce a risanare. Intanto l’ex presidente del Consiglio comunale, Enzo Benvenga, annuncia di stare lavorando per una lista della Dc e di voler essere della partita.

Infine la presenza, ufficiosa finora, del magistrato Aldo Petrucci, su cui starebbe convergendo un consistente pezzo della società civile; si parla  di tre liste pronte a sostenerlo.

A questo proposito l’unico commento che si raccoglie è quello di Coppola: «Se alla base c’è la volontà di rinnovamento va accolta con favore, partendo dalla condivisione di una idea di città però. E’ da 20 anni che ci si unisce per vincere e poi, il giorno dopo, iniziano divisioni e spaccature. Come per il porto turistico: lo vogliono tutti, però poi manca il coraggio di scegliere. Otranto 15 anni fa lo fece: tenne il commerciale e il turistico e quella ventina di pescherecci li mandò a Castro. Noi dobbiamo avere il coraggio di dire che il porto commerciale non ci interessa, perchè è cambiata la città; la qualità turistica, oltre a regole certe e rispettate, richiede ben altro. E quando dico porto penso anche all’industria nautica. Per cui se il dottor Petrucci ha questa spinta, parta, si proponga, costringa gli altri a confrontarsi; anche perchè non credo che saranno i partiti ad andare da lui».

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