Taviano Ventri ‘nchiati

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Simu Salentini. Nel soprannome con cui sono definiti i tavianesi, “ventri gonfi”, c’è un chiaro riferimento alla malattia che causava questa manifestazione, la malaria, provocata dalle paludi che circondavano il paese.

In particolare “Li Foggi”, la più estesa di tutte. Il canale dei Samari, infatti, a causa delle dune che ostruivano il suo deflusso in mare, produceva numerose zone paludose un tempo malsane, oggi fertili.

Se l’ambiente era malsano, le donne invece venivano chiamate beddhe fatte, molto belle, appellativo che provocò la reazione delle ragazze dei paesi vicini che definivano le tavianesi carcagni toste perché per mettersi in mostra si sollevavano sui talloni.

Il passaggio successivo e la convinzione popolare che le donne belle sono poco di buono trovano posto in una malevola strofetta popolare: «Gaddipuli fanescie-fanescie, Picciotti tutte mescie, Parabita cuti cuti, Matinu tutti curnuti, Casaranu campane campane, Tavianu tutte puttane» (a Gallipoli le case hanno molte finestre, ad Alezio ci sono molte sarte, a Matino i cornuti a Casarano molte chiese e quindi molte campane, a Taviano le puttane).

Naturalmente “absit iniuria verbis”.

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