Il ping pong di Taviano secondo posto in classifica

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La squadra Lu Ping Pong Supermercati Sisa - Gaetani

Taviano sugli scudi nel campionato di B1 maschile di Tennis tavolo. Alla seconda giornata del girone di ritorno nel raggruppamento D del torneo nazionale, “Lu Ping Pong Supermercati Sisa – Gaetani di Taviano” si attesta al secondo posto della classifica (unitamente al “ Mep C.N. Mugnano Stet di Napoli”) nonostante la sconfitta, inevitabile, della 9° giornata (21 gennaio) rimediata contro i primi della classe, il “Pontinia Tiemme Sistemi di Latina”.

Così dopo due vittorie il Team salentino ha dovuto cedere i  due punti alla squadra romana che adesso ne ha +6 in classifica e dunque è imprendibile.  «Non era impresa facile vincere sul campo del Pontinia –afferma Sandro Lezzi, presidente del club salentino –che ha giocatori fortissimi e di categoria superiore. Ce l’abbiamo messa tutta ma alla fine abbiamo ceduto per 5 a 1. È la legge dello sport».

La squadra del Taviano ha giocato nella sua formazione tipo: con lo sloveno, naturalizzato italiano, Zoran Gasic, 44 anni, capitano e allenatore del team; con Giovanni Delli Carri, 30 anni, di Benevento, campione italiano di 4° catg. in carica e, infine, con il 28enne Giuseppe Alemanno, di Spongano, cresciuto nel settore giovanile della Federazione  Tennis a Fiuggi. Le partite delle prossime settimane saranno, comunque, decisive per il prosieguo della stagione in ottica play off promozione.

La società del Tennis tavolo di Taviano, nata nel 2006, ha un settore giovanile che Zoran Gasic cura con attenzione. Si tratta di un gruppo di oltre una decina provenienti da Taviano ma anche da Racale, Alliste e Ugento. Il settore giovanile ha una squadra che milita in D1 con buone prospettive.

«Per mancanza di strutture a Taviano siamo costretti ad allenarci e, soprattutto a disputare le nostre gare interne, nella  palestra delle scuole elementari di Racale –lamenta l’allenatore- e questo  è un motivo di disagio non soltanto perché dobbiamo accompagnare i nostri giocatori ma anche perché ci manca quel minimo di tifo locale che serve ad aumentare il nostro entusiasmo».

RP

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