Cani randagi avvelenati: fenomeno in aumento

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Taviano è alle prese con il problema del randagismo. In questi giorni, tutti possono notare, in giro per le strade, gruppi o singoli randagi aggirarsi in cerca di un riparo, di cibo o di acqua e, purtroppo, in tanti sono quelli che anziché aiutare queste creature, le scacciano o peggio ancora tentano di sopprimerle in ogni modo.

M.C. è un volontario dell’ Antea Onlus,  e nel corso degli anni ha assistito a tanti maltrattamenti dei cani: «La pratica più atroce ancora troppo radicata – dice – è quella dell’avvelenamento». Questa assurda è disumana violenza verso gli animali d’affezione oltre ad essere un grave reato punito dalla legge anche con la reclusione, è soprattutto causa di sofferenze atroci e prolungate per chi incappa.

«Mi occupo di diversi randagi tra Taviano e Mancaversa – continua – e negli ultimi mesi la pratica degli avvelenamenti è divenuta una vera e propria piaga, anche se silenziosa. Sono diversi i ritrovamenti che io stesso ho denunciato presso gli organi competenti e purtroppo tanti sono i cani e i gatti che hanno perso la vita. Il primo ritrovamento di esche avvelenate risale al 2009 e da allora lo spargimento di sostanze velenose per eliminare i randagi è continuato pericolosamente, costituendo un rischio sia per la salute degli stessi animali, sia per la salute dei cittadini».

Alcuni casi di avvelenamento si sono avuti nei pressi di una scuola materna dove il transito di adulti e, particolarmente bambini è continuo. Alto è il rischio che questi ultimi possano venire a contatto con sostanze pericolose. «Mi auguro – dice il volontario Antea – che al più presto i tavianesi possano prendere a cuore anche questo problema, affinché il nostro paese possa essere da esempio anche per gli altri».

Un fatto è certo al di là dei casi di avvelenamento segnalati: il randagismo sembra in  aumento in questi ultimi mesi e, a volte, diventa motivo di preoccupazione. Non sono rare, infatti le lotte tra cani che spaventano per la possibile aggressività.

                                        CAP

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