Si riapre l’omicidio di Marcella Rizzello

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Taurisano. Lo scorso anno, il 3  febbraio, veniva uccisa Marcella Rizzello di Taurisano ma abitante a Civita Castellana in provincia di Viterbo, durante un tentativo di rapina. Per un bottino di appena 100 euro, una vecchia macchina fotografica, qualche oggetto di poco conto. Alla rapina era presente anche la piccola Giada di 14 mesi.

A colpirla sarebbero stati Mariola Henrycka Mictha  e Giorgio De Vito, napoletano, all’epoca suo compagno che è ritenuto l’esecutore materiale, topo d’appartamento con alle spalle diverse condanne per furto.

La donna polacca con rito abbreviato è stata condannata a 18 anni di reclusione per concorso a omicidio aggravato. Ora i suoi avvocati difensori hanno presentato ai giudici una certificazione che documenta che la Mictha quel giorno era nell’ambulatorio di ortopedia dell’ospedale della Garbatella di Roma  per un controllo. Quindi non poteva essere a Civita Catellana.

Il caso così si riapre anche per un altro elemento venuto fuori nel corso di una delle ultime udienze. La madre di Marcella, Lucia Prastaro ha testimoniato che il cane della figlia, un pastore tedesco, “aggressivo ma non pericoloso” abbaiva proprio a tutti, anche a lei. Il giorno della rapina non aveva abbaiato.

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