Maria Grazia Manco e il figlio Ruben

Taurisano – Ruben ha quasi 5 anni, è affetto da autismo e non può salire sullo scuolabus perché manca un’assistente che si occupi di lui: la sua storia ha conquistato in queste ore la ribalta a seguito delle proteste della madre del piccolo, la signora Maria Grazia Manco, che da Taurisano ha portato il caso all’attenzione del programma tv “Le iene”.

Ruben discriminato perché autistico? Davanti alle telecamere, la signora Manco lamenta una situazione che va avanti da due anni e chiede: “Per Ruben il posto sul pulmino non si trova, forse perché è disabile?”. Da quest’anno il problema per la signora – madre separata e lavoratrice – è ancora più sentito perché la sorellina di Ruben ha iniziato le elementari, mentre il piccolo è alle materne: per la madre, quindi, l’impegno di accompagnare e riprendere i figli in due scuole diverse diventa doppio, in aggiunta alla difficoltà di coordinare il tutto con i propri orari lavorativi (“All’ora dell’entrata a scuola io lavoro e non ho nessuno che possa accompagnare i miei figli”, afferma).

L’assessore Katia Seclì

La replica del Comune. Mancanza di risposte concrete è quanto lamenta la signora Manco all’Amministrazione comunale di Taurisano: “Mi dicono che mancano i soldi per pagare un assistente”, sostiene. Dal Comune, però, replicano con una smentita affidata a un comunicato stampa in cui si legge: “Alla Sign.ra Manco, sin dal primo contatto avuto con l’apparato comunale, è stato garantito l’inserimento del minore nell’elenco degli aventi diritto al trasporto; in alternativa, la stessa avrebbe potuto richiedere un contributo al Comune, laddove il trasporto del minore fosse stato svolto rivolgendosi ad un vettore privato”. E ancora: “Da parte del Comune nessuno si è mai permesso di enunciare e neanche pensare che ‘il servizio trasporto del minore non è possibile perché non ci sono soldi’, come asserito dalla Sign.ra Manco”.

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L’assessore Seclì: “Mai negato il nostro aiuto”. Raggiunta da Piazzasalento, l’assessore con delega alla Pubblica istruzione Katia Seclì spiega: “Con la signora Manco i rapporti sono sempre stati distesi e di stima reciproca. Abbiamo sempre cercato di aiutarla, conoscendo la sua difficile situazione familiare. Proprio per questo, l’altra figlia della signora ha usufruito e continua a usufruire del servizio scuolabus pur senza averne tutti i requisiti, fra cui quello secondo cui la distanza casa-scuola dev’essere superiore a 500 metri (mentre la signora abita a pochi passi da scuola)”. Il video delle “Iene”, quindi, parrebbe arrivare come un fulmine a ciel sereno: “Stavamo lavorando alla soluzione del problema, e avevamo garantito alla signora che in un modo o nell’altro l’ostacolo sarebbe stato superato. A cominciare dal mettere a disposizione un contributo economico per permettere il trasporto del bambino con un servizio privato o con il pulmino di un’associazione che si occupa di bambini con disabilità”. Una soluzione, questa, che però la signora Manco avrebbe respinto, prosegue l’assessore Seclì: “Lei rifiuta qualsiasi altro servizio alternativo alla scuolabus, vuole che Ruben stia con tutti gli altri bambini. Purtroppo al momento non abbiamo una figura che possa occuparsi di Ruben sul pulmino, ma avevamo chiesto alla signora Manco del tempo per trovare una soluzione (magari attingendo al personale del servizio civile, che partirà a breve)”.

La conclusione è all’insegna dell’apertura: “Prima che scoppiasse la polemica, avevo rassicurato la signora Manco sul fatto che stavamo cercando una soluzione e lei stessa mi disse di non preoccuparmi per questo ritardo, perché il problema per lei si sarebbe presentato soprattutto con l’avvio del servizio mensa, che partirà il 14 novembre. Forse alla signora sono arrivate informazioni distorte sul nostro operato, per questo la contatteremo per parlarne con calma e trovare insieme la soluzione migliore per il bambino”.

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