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Gli inerti scaricati in contrada "Moneta"; in basso il consigliere Iasi

Gli inerti scaricati in contrada “Moneta”, in basso il consigliere Iasi

NEVIANO. Sigilli, denunce e polemiche al veleno. E in paese è duro lo scontro tra Amministrazione comunale e comitato “La radice”. Dopo il sequestro da parte della Polizia provinciale di un terreno comunale in zona “Moneta”, su cui la ditta che sta curando i lavori in piazza Concordia avrebbe scaricato materiale inerte (rifiuti non pericolosi) proveniente proprio dal cantiere nel centro, altri scarti dei lavori in piazza sarebbero stati depositati accanto alla scuola media cittadina, sembrerebbe, come sostenuto dagli uffici comunali, “senza nessuna autorizzazione da parte dell’Amministrazione”.
Poi l’intervento dei carabinieri e la denuncia contro ignoti a firma dei membri del comitato ambientalista, dei consiglieri d’opposizione Antonluca Iasi (fuori dalla maggioranza da maggio scorso), Cosimo Pellegrino e Sandro Cuppone, e di Daniele Stifanelli del “Movimento cinque stelle”. Sulla questione è intervenuto anche il sindaco Silvana Cafaro che ha inteso evidenziare “una superficialità  della ditta appaltatrice dei lavori nel rispettare quanto disposto dall’ente comunale vista la presenza di spezzoni di asfalto in entrambe i siti”. La ditta sarebbe stata, comunque, autorizzata, “nell’ottica di economizzare”, a depositare terreno e roccia da scavo che, come infatti annunciato dalla stessa Cafaro, “verranno riutilizzati nei progetti per la costruzione di un campetto da calcio nei pressi della scuola media ed in quello per il canile sul terreno comunale in contrada “Moneta”.
«Sembrano, tuttavia, strane le eccessive attenzioni dai comitati in questo periodo preelettorale finalizzate, a nostro avviso, all’ostruzionismo sui tempi di esecuzione dei lavori», conclude la Cafaro che, per lo stesso motivo, chiama in causa pure il suo ex assessore Iasi.  «Mi chiedo – replica quest’ultimo- quale sia la ragione per cui il Sindaco, dopo la denuncia, risponda attaccando ferocemente il sottoscritto e il comitato “La radice” con l’accusa che si tratti di pura propaganda politica».
Sulla vicenda, comunque, indagano i carabinieri, ai quali l’Ufficio tecnico avrebbe consegnato una relazione.

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