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WEB MARKETING

Lecce – Ai tempi dei social network, l’informazione rischia di capovolgersi nel suo contrario e nel flusso massiccio di notizie in cui siamo immersi verità e fake news spesso finiscono per confondersi. Ma come e perché le fake news sono diventate un fenomeno di cui tutti parlano? E cosa può spiegare il successo delle “bufale” rimbalzate ovunque sui social? Se ne parlerà durante il Web Marketing Festival (www.webmarketingfestival.it) in programma a Rimini dal 21 al 23 giugno, manifestazione di cui Piazzasalento è media partner: in particolare, il festival dedica al tema il “Fake News Hackathon” del 23 giugno, una gara in cui team di professionisti esperti di giornalismo e digitale sono chiamati a mettere a punto soluzioni innovative per contrastare il fenomeno della disinformazione online.

Su questi aspetti abbiamo ascoltato il punto di vista di Luigi Spedicato, docente di sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università del Salento e fra i relatori delle scorse edizioni di Figilo, il festival del giornalismo locale che si tiene a Gallipoli. Il primo punto da mettere a fuoco è che le fake news non nascono oggi: “Sorprende un po’ – afferma Spedicato – che chi si occupa di storia della comunicazione parli delle fake news come di un fenomeno nuovo. In realtà, le fake sono sempre esistite e sono utilizzate da governi e soggetti pubblici per manipolare l’opinione pubblica, solo che in passato si chiamavano ‘propaganda e disinformazione’. Ad esempio, tutte le potenze impegnate nella Seconda guerra mondiale avevano apparati cui spettava il compito di ‘terrorizzare’ le popolazioni di zone che potevano essere invase dal nemico, in modo da sollecitare la resistenza. Così, quando gli americani occuparono l’isola di Guam nel Pacifico, ci furono centinaia e centinaia di suicidi perché agli abitanti era stato fatto credere che gli americani li avrebbero ridotti in schiavitù e costretti a lavorare nei campi di cotone. Dunque, attenzione a non scambiare per novità quello che è solo un elemento quantitativo: le fake news non nascono sui social, è solo che i social ne aumentano la diffusione”.

“Le fake news in passato si chiamavano ‘propaganda e disinformazione’”

Riguardo il successo delle fake news e la loro popolarità, secondo Spedicato il fenomeno si può spiegare riflettendo sulle caratteristiche del luogo in cui le fake news oggi si diffondono, cioè i social: “Qualcuno pensa che i social network siano un luogo di dialogo e scambio di informazioni: niente di più sbagliato. Sui social non ci si informa, si cercano solo conferme a idee già possedute, ecco perché crediamo alle fake news. Un esempio è la vicenda del giornalista ucraino che aveva finto la propria uccisione in collaborazione con i servizi segreti dell’Ucraina: l’obiettivo era chiaramente quello di screditare l’Unione Sovietica, confermando l’idea – diffusa in molti settori dell’opinione pubblica occidentale – che Putin opera una sistematica eliminazione dei suoi oppositori. Un altro esempio, più drammatico, viene dalla cronaca italiana recente, e riguarda l’uccisione di Pamela, la ragazzina per la cui morte è stato arrestato uno spacciatore nigeriano. In quel caso, sui social impazzava la notizia –rivelatasi falsa dopo l’autopsia – che il cuore della ragazza sarebbe stato strappato e poi mangiato in un rito di cannibalismo. Perché molti hanno creduto a questa fake news? Perché serviva a confermare l’idea che siamo invasi da stranieri feroci, dediti addirittura al cannibalismo tribale. La dinamica è sempre la stessa: le fake news attecchiscono sui social perché questi sono luoghi di creazione di comunità chiuse in cui vengono ribaditi gli elementi identitari che tengono insieme tali comunità (odio razziale, sospetto, antisemitismo, ecc.)”.

“Sui social non ci si informa, si cercano solo conferme a idee già possedute, ecco perché crediamo alle fake news”

Se questo è il quadro, come ci si difende dalle fake news? “L’unico antidoto possibile – spiega Spedicato – ha un nome antico e si chiama pazienza. La pazienza di aspettare di avere riscontri e conferme, anziché fermarsi alla prima notizia, per quanto eclatante e magari accompagnata da una foto d’impatto. Quanto ai giornalisti, per loro l’antidoto alle fake news si chiama professionalità. Per capire cosa si intende per professionalità, si può pensare a un aneddoto che riguarda la carriera del grande giornalista americano Walter Cronkite, colui che per primo mandò in onda servizi sulla sconfitta americana in Vietnam, quando invece la propaganda del Pentagono raccontava un’altra storia. Bene, Cronkite iniziò a lavorare come garzone in redazione, il suo compito era controllare che i numeri civici indicati negli annunci mortuari fossero corretti: questo perché se scrivo che il defunto X viveva al civico 24 e invece il suo vicino di casa sa che viveva al 34 io ho demolito la fiducia di quel lettore nell’accuratezza delle notizie. Ecco, questa è una grande lezione di giornalismo”.

FRANCESCO PACELLARACALE. Inizia oggi alle 16 il primo incontro organizzato dallo “Sportello Giovani e Donne” del GAL “Serre Salentine, presieduto da Francesco Pacella e diretto da Alessia Ferreri, all’interno di un ciclo dedicato al “Web marketing e social media: nuovi strumenti per promuovere l’azienda” con l’obiettivo di fornire competenze utili per attuare azioni di promo-commercializzazione dei propri prodotti sul web e sui canali social.
Destinatari degli incontri – tenuti da esperti provenienti dal settore del marketing e della promozione, dall’università, referenti d’azienda – giovani, donne, imprenditori/trici, operatori economici che intendono implementare le loro conoscenze e/o realizzare attività di promo-commercializzazione nell’ambito del web marketing e del social networking.
Al termine del ciclo di seminari ad ogni partecipante, che ha regolarmente frequentato almeno l’80% degli incontri, sarà rilasciato dal GAL “Serre Salentine” un attestato di partecipazione.

Queste le date e le tematiche degli incontri:
11 maggio 2015 – dalle ore 16.00 alle ore 19.00
DIGITAL MARKETING: World Wide…What? Lo scenario di riferimento; L’analisi SWOT del World Wide Web; Social Media e Social Consumer; Social Media Strategy: case history di promozione,relazione e reputazione; Web communication analysis: i fattori di successo e gli errori da evitare.

18 maggio 2015 – dalle ore 16.00 alle ore 19.00
BRAND MONITORING E-COMMERCE – Gli strumenti per monitorare le performance della propria strategia online; L’analisi degli user generated content: ascolto, profi¬lazione e retargeting; La diffusione delle vendite online e le tendenze evolutive; Internet Everywhere: l’interazione multicanale del nuovo consumatore; Le piattaforme e-commerce e le app di successo.

25 maggio 2015 – dalle ore 16.00 alle ore 19.00
PROMUOVERE L’AZIENDA SUI SOCIAL NETWORK – I social network: principali tipologie (facebook, twitter, instagram, pinterest, youtube, linkedin, ickr, -foursquare, slideshare, about me); Nozioni di web marketing: strategie di posizionamento e scelta del target; La condivisione dei contenuti sui social: testi, video, audio, foto.

8 giugno 2015 – dalle ore 16.00 alle ore 19.00
PROMUOVERE L’AZIENDA SUI SOCIAL NETWORK – Gestire i contenuti sul sito e sui social media: la progettazione delle pagine aziendali e personali; Focus sulla gestione delle campagne promozionali on line: le brand pages di twitter, il timeline di Facebook; Il QR code: modalità di funzionamento; Attività di promozione attraverso il blog: blog aziendali e personali.

15 giugno 2015 – dalle ore 16.00 alle ore 19.00
CASE HISTORY – Analisi di casi aziendali e di buone pratiche.

Per maggiori informazioni: SPORTELLO GIOVANI E DONNE – Via Zara 1, 73055 – RACALE (LE) – Tel./Fax: 0833 558786 – www.galserresalentine.it – info@galserresalentine.it.

Voce al Direttore

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