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Vostok 100k

Gagliano del Capo – C’è stato anche un visitatore-osservatore particolare quest’estate lungo il Salento, a caccia di storie e di progetti di rilancio, trovandoli. Protagonisti Lorenzo Scaraggi, videomaker di “Repubblica”, ma anche un fotografo, un reporter, uno che ama viaggiare e raccontare storie. Cinque anni fa ha comprato un vecchio camper dell’82 con cui ha iniziato a viaggiare per il mondo dando vita al progetto Vostok 100k. Nelle scorse settimane il Vostok 100k di Lorenzo è arrivato in Salento, nell’ambito dell’iniziativa “South Cultural Routes”, promossa da Puglia, Basilicata, Campania, Calabria e Molise, in collaborazione con il Ministero dei beni ambientali, culturali e turistici.

Da Felline (Alliste) a Cutrofiano, da Galatina a Gallipoli, da Tricase a Patù, fino a Gagliano del Capo, nell’ultima stazione del tacco d’Italia, Lorenzo ha raccontato gli itinerari culturali del Sud, dandone una sua personale interpretazione: “Mi sento un giornalista viaggiatore cantastorie. Per questo, nel mio viaggio al Sud e qui in Salento ho cercato non tanto di raccontare le chiese, i monumenti, i centri storici, quanto di trovare un fil rouge tra le storie raccolte, spostando l’obiettivo dai luoghi alle persone. Credo molto nell’antropologia e nel marketing della geografia umana: quando visito un posto m’interessa capire com’è la gente che lo abita, qual è l’anima del territorio”.

Nel Salento l’anima sta cambiando: “Le persone che ho incontrato, con le loro storie, testimoniano l’inversione di tendenza che sta vivendo il Salento negli ultimi anni. In questo periodo storico – sostiene Scaraggi – c’è una generazione di ventenni, trentenni, quarantenni che non vanno via e anzi spesso tornano qui dal Nord, per investire non solo soldi, ma soprattutto tempo e passione nel territorio, nella campagna e nell’arte. Quello che volevo far capire a chi guarda il Salento dall’esterno è che qui si sta facendo qualcosa, qualcosa che non è necessariamente legato alla pizzica, al turismo, alla retorica del folclore. Le esperienze con cui sono venuto in contatto durante questo viaggio me l’hanno confermato”.
Fra le tappe del “South Cultural Routes” in Salento c’è LaStation, un centro di sperimentazione artistica nato nel 2015 grazie al bando “Mente locale” della Regione Puglia, che ha consentito di recuperare in una veste nuova il primo piano della stazione Gagliano-Leuca e quella che era la casa del capostazione. In questo luogo di confine, Paolo Mele e i ragazzi di LaStation hanno creato una residenza per artisti provenienti da tutt’Europa, impegnati in un’indagine sulle terre estreme, per studiare il paesaggio – soprattutto quello umano – del Capo di Leuca e restituirne una nuova mappa narrativa, costruita attraverso i linguaggi dell’arte contemporanea. “L’incontro a LaStation”, continua Lorenzo “è stato illuminante, una grandissima sorpresa. Qui l’handicap di essere periferia viene trasformato in forza, creando un contenitore che intercetta energie creative e talenti a livello internazionale”.

Ma LaStation non è l’unico esempio di un Salento che vuol rilanciarsi: “Di realtà con questo spirito ce ne sono tante, come quella di Karadrà (a Cutrofiano), cooperativa agricola che si finanzia attraverso la Banca del tempo e lavora al recupero delle biodiversità locali, fra cui il pisello secco di Vitigliano; oppure StaiTerraTerra a Felline, coworking agricolo che promuove il ritorno alla terra attraverso la realizzazione di un orto sinergico e il recupero di uno spirito di comunità; o il centro di mobilità lenta del Salento Bike Café a Lido Conchiglie”. Lorenzo ne è certo: “Sono esperienze importanti, che resteranno nella memoria storica del territorio, indipendentemente da quelli che saranno i loro sviluppi”.

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