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volontari ospedalieri

Gallipoli. Convegno sabato 7 ottobre a Gallipoli per i volontari ospedalieri pugliesi aderenti all’associazione Avulss (associazione per il volontariato socio-sanitario) e Oari (Opera assistenza religiosa agli infermi), nella cappella del Sacro Cuore dalle 9,30 alle 12,30. “Si prese cura di lui” (tratto dalla parabola del buon samaritano) il tema dell’incontro, promosso al fine “di riscoprire le finalità del nostro servizio”, come affermano Giusy Occhineri (presidente locale dell’Avulss) ed il cappellano ospedaliero don Marcello Spada nell’invito indirizzato ai 46 iscritti. Dopo la preghiera iniziale, introdurrà i lavori il presidente regionale “Oari Avulss”, Cosimo De Rinaldis: concluderà, tirando le somme, il consigliere spirituale dell’associazione don Giuliano Veronese, nominato recentemente dalla Conferenza episcopale italiana. Seguirà la visita al museo di storia delle medicina del Salento inaugurato a maggio scorso. “Talvolta incompresi – confida un volontario – e persino considerati come degli intrusi da qualche operatore sanitario (per fortuna non tutti sono così)”, nell’occasione si sottolinea il percorso da fare prima di essere pronti al compito da svolgere: si diventa volontari ospedalieri dopo un percorso formativo coordinato dall’Università cattolica del Sacro Cuore, e solo dopo aver superato l’esame finale: li si vede in giro per reparti a portare conforto (e di buon mattino anche la Comunione) ai ricoverati, che spesso e volentieri vengono pure aiutati a mangiare quando ne sono impediti. Sono varie le motivazioni che portano uno a diventare volontario in campo ospedaliero, spesse volte dopo un’esperienza luttuosa in famiglia, come ad esempio racconta Mina Felline, che, dopo aver visto accanto al letto di suo padre morente la presenza costante di alcuni volontari, ne è rimasta talmente “affascinata” (così dice), che ora è lei, da 10 anni ormai, a svolgere lo stesso loro servizio. Diversa l’esperienza di Giovanna Di Coste, che, sin da piccola, voleva rendersi utile aiutando persone in difficoltà: poi, negli anni lunghi quanto una vita, sono arrivati il matrimonio, i figli e anche i nipoti, e con i nipoti, la svolta. “Restare chiusa in casa a fare la vecchietta non mi andava proprio – confida Giovanna – ne avevo sentito parlare in parrocchia di questo corso per volontari ospedalieri, ed ora eccomi qua, anch’io in camice bianco, da qualche mese pure a portare la Comunione ai malati dei vari reparti”.

AMGELA E MARIOGALLIPOLI. Aria di festa, ma anche tanta commozione, nella sala convegni dell’ospedale “Sacro Cuore”: i volontari ospedalieri dell’Oari (opera assistenza religiosa infermi), Avulss (associazione volontari unità sanitarie locali) hanno salutato  due dei loro, che tra qualche giorno torneranno in Sicilia, loro terra di origine. Quella di Mario Gulizia e Angela Margarone, originari di Mineo (CT),  è una storia, per certi versi a “lieto fine”,  che merita di essere raccontata: sposi freschi, lui giovane sottufficiale, approdarono  a Gallipoli, lui presso la locale Stazione dei carabinieri. Tanti anni di intenso lavoro: sono quelli in cui nel Salento si fa sentire prepotente la criminalità organizzata che Mario, assieme ai colleghi, combatte, sino a che non gli viene diagnosticata una grave malattia. Cure dolorose e prolungate degenze ospedaliere a  Gallipoli, ma soprattutto a S.Giovanni Rotondo, dove Mario e Angela scoprono la fede, e con essa, il mondo, per loro sino ad allora sconosciuto, del volontariato tra  i malati. Poi, la guarigione e la promessa (sino ad allora nascosta) di dedicarsi ai malati, allo stesso modo con cui altri hanno fatto prima per loro.

E’ da vent’anni, quasi, che si dedicano al volontariato,ed a Gallipoli sono stati tra i soci fondatori dell’Avulss: sono anche ministri straordinari della Comunione, che distribuiscono ai degenti dell’ospedale.

Nel frattempo Mario si è congedato dall’Arma con il grado di “maresciallo” e ora torna tra la sua gente nella terra d’origine. Quando Angela e Mario  iniziarono ad accostarsi al mondo del volontariato, c’era uno  sparuto drappello di  volontari: cappellano era don Giorgio Ghezza, di Matino, attualmente consigliere diplomatico della Santa sede. Oggi i volontari dell’ospedale sono  50, ma sono trascorsi 20 anni, appunto.

Angela e Mario sono stati salutati dal cappellano ospedaliero, don Marcello Spada, dal presidente regionale Cosimo De Rinaldis, dalla presidente locale Avulss, Giusy Occhineri, e da tutti i volontari, con loro al centro, nella foto ricordo.

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