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I DUE UGENTINI DEL MOMENTO. In festa non solo il volley e il mondo sportivo, ma tutta la città. Anche l’Amministrazione comunale ha salutato la notizia con un manifesto. Da sinistra Corsano e Colaci

UGENTO. Un’altra bellissima pagina è stata appena scritta nel già ponderoso libro della pallavolo ugentina. Nell’Italia del volley attesa alle Olimpiadi di Rio del 2016 ci saranno due ugentini: in campo il libero Max Colaci, in panchina il veterano Mirko Corsano.  Chissà cosa si saranno detti durante le lunghe pause e i momenti liberi, i due compaesani, chissà se e quante volte avranno usato il dialetto per scherzare tra di loro: se una partecipazione a una competizione così importante è già un’impresa per ogni sportivo, poter vantare addirittura due rappresentanti della propria comunità nello stesso team è qualcosa di storico. Non si tratta di una prima volta per Corsano, che ha già partecipato a Sidney 2000 portandosi a casa la medaglia di bronzo. Titolare fisso di quella nazionale, Corsano è poi entrato a far parte del team degli allenatori che tenteranno l’impresa, capitanati da Gianlorenzo Blengini che ha raccolto la difficile eredità di Mauro Berruto. Debutto olimpico assoluto per Colaci: già più volte votato come Mvp (miglior giocatore) all’interno dei match della recente World Cup, che, con il secondo posto conquistato battendo la Polonia per 3-1, ha dato il via libera all’Italia dietro agli Usa verso le Olimpiadi.  Colaci ha dalla sua una tecnica straordinaria, unita a una grande umiltà e voglia di migliorare.

La passerella del torneo, antipasto della prossima competizione a cinque cerchi sempre in terra verdeoro, è servito a rafforzare la sua presenza nello starting five, ponendolo come titolare quasi indiscusso.
Ricomincia ora il campionato italiano, dove Colaci è chiamato a difendere lo scudetto conquistato con la Diatec Trentino. Da campione in carica, ci si aspetta un’altra grande stagione in attesa dell’appuntamento con le Olimpiadi, dove Massimo e Mirko hanno già il biglietto di prima fila. Comprensibile, quindi, il grande entusiasmo  con cui Ugento ha accolto la notizia della qualificazione. L’Amministrazione comunale, intanto, ha già salutato la notizia con un manifesto.

maurizio e max  a destraUGENTO. È una mancanza che pesa, quella del Memorial di volley dedicato a Tiziano Manni, il giovane pallavolista ugentino scomparso all’età di 21 anni nel 1987. Per il secondo anno consecutivo il Memorial è assente dal calendario degli eventi estivi di Ugento. Un posto che ha occupato per 26 anni, fino al 2013, e che nelle molteplici modalità in cui è stato declinato ha sempre rappresentato un punto fermo di una certa rilevanza per gli amanti dello sport, per i grandi nomi che richiamava e lo spettacolo che garantiva. Ma dal 2013, appunto, il torneo è in stand by. Chiediamo a Maurizio Amante (a sinistra con Massimo Colaci), la principale “mente” e promotore del progetto, le ragioni di questa assenza: «Sono molto addolorato di non poter portare di nuovo in scena il Memorial Manni a Ugento – esordisce – . Era una tradizione a cui io e la famiglia di Tiziano tenevamo tantissimo. Purtroppo però, combatto da ormai un anno con un grave infortunio al ginocchio che ha richiesto lunghe cure e riabilitazioni e questo ha inevitabilmente sottratto tempo all’organizzazione. Inoltre, devo dire, l’Amministrazione comunale quest’anno si è dimostrata sorda a qualsiasi nostra richiesta di contributo economico».

Maurizio Amante non nasconde il suo rammarico: «Avremmo allestito il torneo nel PalaOzan per contenere i costi – continua -, ma avremmo comunque avuto bisogno di un minimo per mettere su almeno il montepremi senza il quale l’evento avrebbe perso di spettacolarità. Ci sono state date garanzie e fatte promesse, ma la concretezza è venuta meno e quindi anche quest’anno abbiamo dovuto rinunciare. Voglio però dire che il ricordo di Tiziano è ancora vivo e presente in tutti noi e nella famiglia: a loro voglio promettere che il Memorial tornerà». Nel corso delle sue edizioni il Memorial Tiziano Manni ha ospitato grandi nomi della pallavolo: tra i tanti, ricordiamo Camillo Placì, in panchina per la nazionale bulgara durante l’ulti ma World League e Massimo Colaci, campione d’Italia con la Diatec Trento.

UGENTO. Avversari in campo e amici nella vita, accomunati, oltre che dalla grande professionalità e indiscusso talento sportivo, anche dalle origini. Ormai campioni di serie A1 Marco Rizzo (sinistra) e Massimo Colaci (destra) hanno spiccato il volo verso il volley che conta, ma senza mai dimenticare da dove provengono. Sia Rizzo che Colaci, infatti, hanno militato nei Falchi Ugento e sono nati pallavolisticamente in quel settore giovanile che ogni giorno si impegna a creare i campioni di domani. Nel loro caso, ci sono riusciti e anche più che bene perché di veri campioni qui si tratta e, ironia della sorte, proprio domenica 9 novembre Marco e Massimo si sono ritrovati per la prima volta faccia a faccia in campo. La Diatec Trentino (squadra di Colaci) ha affrontato la Revivre Milano (dove milita il nuovo acquisto Rizzo) e i due ugentini sono stati schierati come titolari, entrambi nel ruolo che a Ugento sembra esprimersi meglio che in qualunque altro posto, quello del libero.

Per la cronaca, il match è stato portato a casa da Trento con un secco 3 a 0 ma sicuramente negli spogliatoi il veterano Massimo avrà consolato l’amico ed esordiente nella massima serie. I due Falchi sono sicuramente campioni in campo, ma anche nella vita: per il terzo anno consecutivo, infatti, Massimo Colaci è testimonial gratuito della Fidas, l’associazione dei donatori di sangue, che a Ugento conta un gran numero di associati e volontari.

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Ugento. Dai vertici delle squadre nessun commento ufficiale, solo un asciutto comunicato stampa a confermare una notizia che era già più o meno nell’aria: a partire dalla prossima stagione agonistica, le squadre dei Falchi Ugento, Gap Volley Acquarica/Presicce e Virtus Taviano correranno insieme, anzi daranno vita, per dirla con le parole del comunicato, ad“un rapporto di collaborazione finalizzato a rafforzare il movimento pallavolistico dell’area jonico salentina.”. Tradotto, uniranno le forze e le risorse economiche (soprattutto) per non scivolare nel baratro dei conti in rosso che rischiavano di compromettere le iscrizioni ai campionati. Soprattutto nel caso dei Falchi, la situazione stava per diventare esplosiva: solo lo scorso maggio avevamo raccolto il malcontento dei tifosi, delusi dall’atteggiamento della società che si ostinava a negare di avere grosse difficoltà e anzi, prometteva grandi acquisti e forte competitività per il futuro, non riuscendo nemmeno a garantire l’ingaggio per l’organico presente. Voci provenienti dall’ambiente ultrà, lo ricordiamo, che mai hanno trovato riscontro ufficiale, ma che ora questa decisione sembra in qualche modo suffragare. Lo stesso comunicato, infatti, recita che Ugento dovrà rinunciare alla serie B1 conquistata sul campo, ripartendo dall’iscrizione in serie D. Ad ogni modo, la fusione prevederà la condivisione dei titoli conquistati dalle tre squadre, per cui la Gap militerà in serie C e la Virtus calcherà i parquet della B2. Per non svilire la grande tradizione pallavolistica ugentina, però, è già stato deciso che il palazzetto di casa della Virtus sarà il Manni di Ugento, come a dare un colpo al cerchio e uno alla botte, per non far sentire il sempre folto pubblico ugentino improvvisamente “orfano” del palcoscenico più prestigioso per uno sport una passione che contano ormai anni di solida e luminosa tradizione. Resta solo da capire se in pubblico sarà animato dallo stesso fervore che accompagnava le discese in campo dei Falchi, ma questo è un aspetto che solo l’effettivo inizio dei campionati potrà rivelare. Le squadre comunicano ancora che questo è solo il primo passo di una collaborazione destinata a durare nel tempo, di cui queste sono solo le basi e che si rafforzerà nella stagione 2013/2014. Impossibile saperne di più: i nodi da sciogliere sono ancora molti, a partire dalla definizione degli organici tecnici e atletici, che però non possono essere sbloccati senza che vengano messi sul tavolo gli ingaggi. Nessuno è ancora sicuro del proprio posto in una stagione che è già imminente.

Laura Primiceri

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La rosa delle Mods Ugento della scorsa stagione con al centro il coach melissanese Luciano Nassisi

MelissanoC’è un bella fetta di Melissano sportiva nella Mods London 1959 Ugento, squadra di pallavolo femminile che si appresta a disputare il campionato di 1ª Divisione. In panchina, infatti, siederà il riconfermato coach Luciano Nassisi (già responsabile tecnico dell’As Volley Melissano), fresco di promozione nella serie superiore dopo il trionfante campionato di vertice dell’anno scorso in 2ª Divisione.

Ma anche in campo ci sarà una corposa rappresentanza di giocatrici melissanesi. A cominciare dalla veterana del gruppo, il libero Margherita Raheli (al suo 29° campionato agonistico in carriera) e continuando con Sofia Conte, Elena Conte, Martina Caputo e Martina Nassisi, alle quali, da quest’anno, si aggiungeranno Vanessa Margarito e Francesca Manco. La colonia melissanese in casa Mods Ugento annovera, infine, i dirigenti Stefano Cortese (addetto stampa) e Massimo Marsano (accompagnatore).

A Melissano, quindi, non ci saranno rappresentative di pallavolo femminile. Le migliori atlete locali hanno preferito imboccare la strada per Ugento, alla corte del loro mentore Luciano Nassisi.

L’As Volley Melissano, che l’anno scorso si ritirò a tre quarti del torneo di 1ª Divisione, per via delle divergenze tra società e guida tecnica, non si iscriverà, infatti, al prossimo campionato.

Il torneo di 1ª Divisione della Mods Ugento prenderà il via il prossimo 15 ottobre.

Le ragazze di coach Nassisi giocheranno presso il Pala “Tiziano Manni” di via D’Azeglio.

L’obiettivo stagionale, come ogni neo-promossa che si rispetti, è quello di difendere la categoria strenuamente conquistata sul campo al termine della scorsa stagione agonistica.

I tifosi non possono che augurare buona fortuna.

MM

Voce al Direttore

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Ora che è passata la festa – giusta: logistica adeguata a compiti delicati e decisivi per il grado di vivibilità – possiamo tentare...