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Vittorio Bodini

Nardò – Il Premio letterario internazionale “Vittorio Bodini”  è giunto alla quarta edizione. Sabato 14 ottobre ci sarà la cerimonia di premiazione al teatro Apollo di Lecce fresco di un restauro durato dieci anni, dopo una chiusura di oltre trenta.  Il premio dedicato a Vittorio Bodini (1914-1970), poeta e traduttore tra i più significativi del secolo scorso, “riscoperto” negli ultimi anni grazie all’impegno dei professori Donato Valli e Lucio Giannone dell’Unisalento e dell’editore  Livio Muci di Besa,  è promosso dal Centro Studi Vittorio Bodini con il patrocinio dell’assessorato all’Industria turistica e culturale della Regione Puglia, della Città di Lecce, della Città di Nardò, dell’UniSalento e di Besa editrice. Il Premio è assegnato a opere edite in lingua italiana e si articola in due sezioni: poesia e  traduzione; tre premi speciali sono assegnati a personalità che si sono adoperate in favore della divulgazione del nome di Bodini e della sua opera: “La Luna dei Borboni”, “Le mani del Sud” e “Omaggio alla Memoria”. Le precedenti edizioni hanno visto tra i premiati Valerio Magrelli e Fabio Pusterla, Matteo Colombo e Nicola Crocetti, Vivian Lamarque e Massimo Bacigalupo. La serata della premiazione sarà condotta dal giornalista Antonio Caprarica, affiancato da Daniela Poggi, attrice, conduttrice e regista.

Vittorio Bodini, nato a Bari ma di origini salentine, non è solo un poeta tra i più significativi del secolo scorso, ma anche critico, narratore, interprete e traduttore dei grandi della letteratura spagnola, Lorca e Cervantes. Si può dire, anzi, che la fama di ispanista per anni ha oscurato quella di poeta e narratore. Si deve alla collana “Bodiniana”, diretta dal prof. Lucio Giannone ed edita da Besa, la riscoperta e la pubblicazione di opere inedite (prose e carteggi con Sereni e Sciascia), donate dalla vedova Bodini all’UniSalento. Alla conoscenza e alla divulgazione dell’opera bodiniana ha contribuito in maniera determinante l’istituzione, ad agosto del 2013, del Centro Studi Vittorio Bodini che si propone la promozione e la valorizzazione del poeta, per anni assente dalle antologie scolastiche e dai percorsi di studi. Presieduto dall’unica figlia di Bodini, Valentina, si avvale della collaborazione di eminenti critici docenti nelle università.  Nel 2014, in occasione del centenario della nascita si è tenuto a Bari e a Lecce un convegno internazionale “Vittorio Bodini tra Sud ed Europa” i cui atti sono raccolti in un volume. Il convegno, attraverso l’apporto di eminenti studiosi, ha acceso un faro non solo sul poeta  Bodini, ma anche sul critico e saggista, sull’ispanista e sul fondatore della rivista “L’esperienza poetica”.

Dall’agosto scorso, infine, il Centro Studi, ospitato precedentemente a Minervino,  ha una  sede stabile a Nardò nel palazzo Acquaviva dove è stata allestita la mostra permanente multimediale dell’uomo e del letterato dal titolo “Viviamo in un incantesimo. Vittorio Bodini tra letteratura e vita” a cura di Antonio Minelli (nella foto un momento dell’inaugurazione).

Valentina Bodini con Lucio Giannone

Valentina Bodini con Lucio Giannone

NARDÒ. Una mostra permanente dedicata a Vittorio Bodini: ci siamo. Verrà inaugurata a marzo in un contenitore culturale cittadino che sarà comunicato nelle prossime settimane. Nella stessa sede, un Centro Studi bodiniano ospiterà iniziative artistiche ed editoriali. La scelta dei tempi non è casuale: il 6 marzo ricorre l’anniversario della nascita di Ninetta Minelli, compagna di vita dell’intellettuale e sua musa ispiratrice. Scritti, immagini e filmati legati troveranno posto in una versione più ampia rispetto a precedenti esposizioni. Soddisfatti gli amministratori comunali, sindaco e assessore alla cultura in testa. «Da subito – afferma il primo cittadino Giuseppe Mellone – abbiamo individuato la cultura come asset strategico del territorio. L’istituzione del Museo Bodini e del relativo Centro Studi è una tessera preziosa di un mosaico che stiamo realizzando». «Grazie anche al supporto dell’editore Livio Muci – sono invece le parole dell’Assessore alla cultura Francesco Plantera – abbiamo colto un’idea che era nell’aria da tempo ma che non aveva mai avuto un seguito concreto, dedicandoci a un intellettuale che ha saputo interpretare contraddizioni del territorio e fermenti culturali e internazionali».

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