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La partenza nel parco di Portoselvaggio

NARDÒ. Di corsa a maggio in 700; di corsa, appena conclusi tutti i conti, in ospedale per versare il contributo annunciato. Dirigenti e iscritti del Rotary club distretto 2120 hanno concluso e messo in archivio la loro manifestazione sportiva “Portoselvaggio Natural trail” consegnando 5.500 euro nel pomeriggio di venerdì al “Vito Fazzi” al reparto ed all’associazione di genitori che combattono contro i tumori infantili. La gara amatoriale si è svolta nei sentieri del Parco  lo scorso 14 maggio. “Inizia nel segno di quella che, negli anni, è diventata una delle più significative conferme della grande solidarietà promossa da Rotary Club di Nardò, l’anno di carica del suo nuovo presidente, Giancarlo Schiavone”, si legge in una nota del Rotary di Nardò. L’ assegno che il neo presidente Schiavone, accompagnato da Marcello De Simone, past presidente del sodalizio neretino e dalla dott.ssa Maria Rosaria Filograna, ha consegnato nelle mani della dottoressa Titti Tornesello , primario  dirigente del reparto di Oncoematolgia pediatrica, servirà a sostenere i progetti di ricerca in atto. I promotori della iniziativa ringraziano per il  patrocinio il Comune di Nardò, la Fidal, lo sponsor “Nardò Tecnical Service”   e la “determinante e fattiva collaborazione a fianco dei soci rotariani, delle associazioni sportive “Sport Running Portoselvaggio” presieduta da Antonio Trifoglio, della “Salento in corsa Veglie”, presieduta da Giuseppe De Maglie  e dell’associazione genitori oncoematologia pediatrica “ Per un sorriso in più”, presieduta da Antonio Giammarruto.

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ospedaleTAURISANO. Giuseppe Orlando non ce l’ha fatta, ma dalla sua morte qualcuno potrà riavere la vita. I genitori del ragazzo di 16 anni che la scorsa settimana ha perso la vita in un letto dell’ospedale di Lecce hanno autorizzato la donazione degli organi. Ma allo stesso tempo hanno chiesto di verificare le cause della morte, denunciando l’accaduto e facendo scattare l’apertura di un’inchiesta. Proprio per questo nei giorni scorsi la Procura di Lecce ha disposto il sequestro della documentazione relativa ai ricoveri del ragazzo nell’ospedale di Casarano e poi in quello di Lecce.
Il caso è in mano al pubblico ministero Roberta Licci, che dopo l’analisi dei documenti deciderà se formalizzare, e a carico di chi, l’accusa di omicidio colposo. Intanto si attendono gli esiti dell’autopsia, eseguita dal medico legale Roberto Vaglio.
Secondo quanto hanno denunciato i genitori, al 118 era stato chiesto il ricovero immediato del ragazzo al “Vito Fazzi” di Lecce. Probabilmente erano consapevoli delle sue condizioni e delle cure di cui avrebbe avuto bisogno. Giuseppe Orlando, infatti, soffriva di una patologia sin dalla nascita e, anche se conduceva una vita normale, era comunque sotto stretto controllo medico. Nonostante le richieste dei genitori, il ragazzo è stato invece portato prima a Casarano, e solo successivamente a Lecce. La Procura ha acquisito la registrazione della telefonata al 118. Ma i genitori lamentano anche che la prima ambulanza arrivata per soccorrere il figlio era senza medico. Solo successivamente ne sarebbe arrivata una con un medico a bordo.

La notizia della morte del ragazzo si è subito diffusa in paese, tra la commozione generale. E domenica scorsa gli amici hanno organizzato in sua memoria una fiaccolata per le strade del paese. In tanti hanno così voluto ricordarlo e si sono stretti attorno ai genitori e ai fratelli. La fiaccolata si è svolta tra la commozione generale, fermandosi in silenzio e in preghiera davanti alla casa del ragazzo sulla strada per Casarano. Così gli amici e i cittadini di Taurisano hanno voluto dimostrare la loro solidarietà e vicinanza  ad una famiglia così duramente colpita.
Giuseppe era il primogenito di tre figli di una famiglia molto conosciuta e stimata in paese. Madre casalinga, padre titolare di un colorifico che si trova sulla strada per Casarano. Dopo la scuola dell’obbligo, si era iscritto alle Superiori e attualmente frequentava l’Istituto industriale “Meucci” di Casarano.

Ass. Piccoli Angeli - Da sin. Elvira Fedele, dott.ssa M.Antonnietta Pulito (V. Fazzi - Lecce) Marco AggioliARADEO. Il 5 gennaio l’associazione “Piccoli angeli” guidata da Elvira Fedele (nella foto a sinistra) ha festeggiato il primo anno di vita presso l’oratorio “Giovanni Paolo I” di San Rocco.

L’obiettivo è stato quello di raccogliere fondi con gli spettacoli del coro dei “Piccoli angeli” per poter donare  una “cardiolina” (che permette di fare un elettrocardiogramma in 30 secondi) da donare all’Unità di terapia intensiva neonatale del “Fazzi” e chiedere alimenti e vestiario da distribuire con le suore del Sacro Cenacolo di Casarano.

 

 

Matino

MATINO. È in prognosi riservata, presso l’ospedale “Fazzi” di Lecce, il 32enne di Matino, V.S., che intorno alle 11 di stamattina ha subito un violento impatto contro un’auto. Il giovane era alla guida di uno scooter al momento dell’incidente avvenuto sulla strada provinciale 223 (quella che collega Matino a Gallipoli), ma le dinamiche sono ancora da chiarire.

 

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Assunta Tornesello

Alezio. «Pentirmi di aver scelto oncologia pediatrica? Tante volte, ogni volta che perdo un bambino, mi chiedo: “Perché ho scelto questo lavoro?”» Chi parla è Assunta Tornesello, primario di Oncoematologia pediatrica e dal dicembre scorso (ad interim) anche di Oncologia al “Fazzi” di Lecce. «Questa riflessione – aggiunge ‘Titti’ (così è conosciuta ad Alezio) – viene però compensata dai successi, dal vedere che i bambini tornano alle loro attività, che gli ricrescono i capelli, diventano

grandi, tornano a pensare al loro futuro, si sposano e ti portano i loro figli».

La scelta di Medicina arrivò da ragazzina, guardando lo sceneggiato televisivo “La cittadella” con Alberto Lupo; così sognava “di diventare il dottore che salva le persone, specialmente i bambini”. Poi, lavorando al “Gemelli” di Roma, rimase colpita nel vedere “questi bambini passeggiare senza capelli, ma sempre allegri, positivi”. La stessa emozione la notò sul viso di Papa Giovanni Paolo II che, ricoverato in un appartamento adiacente ad Oncoematologia pediatrica, volle incontrare i piccoli. «Quando entrò nella  sala del day hospital – ricorda la dottoressa – il Papa barcollò per un attimo nel vedere tanti bambini sofferenti: tra di loro c’era anche un suo miracolato».

Al “Fazzi”, grazie anche all’eccezionale supporto dell’associazione genitori “Per un sorriso in più”, il suo reparto ha raggiunto uno standard qualitativo di prim’ordine, confermato dalle testimonianze dirette, che parlano di “un gruppo di lavoro eccezionale, ma anche di grande sensibilità umana”. E la sua sensibilità Titti Tornesello, che è anche una “fredda” ricercatrice, la manifesta di nuovo nel ricordo di una bambina di sette anni. «Nella fase finale della malattia, la leucemia, diceva a sua madre: “non piangere, sennò chi mi consola se piango io?”. Nonostante avesse bisogno dell’ossigeno, mi chiese di andare alle giostre. Ci andò tutti i giorni, con la sua bomboletta:  non volle uscire solo l’ultimo giorno, quando poi è mancata. Sono insegnamenti di vita. Questa bambina la porto sempre nel cuore».

Rocco Merenda

Da destra Silvio Laterza,Massimo Federico e Vito Aprile nel corso della cerimonia della consegna dell’assegno.

Parabita. Giunge dall’Emilia un importante contributo per il miglioramento della rete oncologica salentina. La “Coop Estense” ha contribuito con un finanziamanto di 50mila euro alle attività dell’associazione onlus “Angela Serra” creata in memoria di una giovane dottoressa galatinese deceduta a soli 29 anni a causa di un tumore.

La sezione di Parabita dell’associazione  sorge nel 2005 e viene intitolata alla nobildonna Italia Memmi Ferrari. L’obiettivo perseguito è sempre stato quello di contribuire alla realizzazione di un centro oncologico pubblico, così come accaduto nella sede centrale di Modena.

L’importante contributo è stato consegnato nei giorni scorsi al presidente dell’associazione, il parabitano Silvio Laterza, nel corso di un incontro svoltosi nella sala conferenze del Rettorato di Lecce. Il cospicuo assegno finanzierà i progetti di miglioramento ed efficientamento del polo oncologico “Giovanni Paolo II” dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce  già portati avanti dall’associazione parabitana. Si tratta della conferma dell’ottimo lavoro svolto ed un segno tangibile della fiducia e della stima riscosse che si va ad aggiungere alle tante soddisfazioni raccolte nei diversi anni di attività.

«Abbiamo cercato di fare qualcosa per il Salento, anche per porre fine ai drammatici viaggi della speranza di chi, per poter accedere a cure specialistiche e salvavita, era costretto a rivolgersi a centri oncologici fuori regione» afferma il presidente Laterza.

Grazie alla consolidata amicizia con il professor Massimo Federico, luminare del settore originario di Taviano ma operante a Modena, l’associaizone trova sede in via Vittorio Emanuele III. Una marea di firme, circa 30mila, raccolte dal giugno 2003 ad agosto 2004, salutarono favorevolmente l’iniziativa di creare un Centro oncologico jonico salentino. Oggi, nemmeno 10 anni dopo, tanto è già stato fatto, grazie all’intensa attività di sottoscrizioni, donazioni, manifestazioni e iniziative benefiche.

Con il progetto “Accoglienza” sono state allestite, in modo confortevole e funzionale, una sala d’attesa e due sale di infusione chemioterapiche nel reparto oncologico del policlinico leccese, dove gli operatori dell’associazione curano anche il servizio di assistenza psicologica ai pazienti.

Daniela Palma    

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La partenza della gara a Parabita

Parabita. Si è corsa domenica 17 luglio la seconda edizione della “Scalata delle Veneri” corsa su strada di dieci chilometri e “in salita”, organizzata dall’associazione podistica Parabita con la collaborazione della Podistica Tuglie.

Quasi duecento gli atleti giunti sul traguardo fissato sulla collina di Sant’Eleuterio, 200 metri sul livello del mare e punto massimo di dislivello del Salento e della gara avviata a 62 metri sul livello del mare presso il centro sportivo-ricreativo “Heffort Sport Village”.

La corsa, che presenta particolari difficoltà oltre al caldo, è stata vinta da Ivan Musardo, atleta salentino tesserato con il Gruppo sportivo dell’Esercito di Bari che ha coperto i dieci chilometri in poco più di mezz’ora.
Nella categoria maschile, alle spalle dell’atleta-militare, si è piazzato il taurisanese Gianluca Scarcia della A13 Alba di Taurisano, al quale è andato il titolo di campione provinciale maschile per il 2011 nella specialità di corsa in montagna; terzo piazzamento ad Elio Settembrini dell’Atletica Capo di Leuca.
Completano la classifica maschile per le prime posizioni il quarto posto di Giuseppe Palumbo del Club Correre di Galatina ed il quinto piazzato Andrea Conte dell’Atletica Surbo.

Sara Grasso, vincitrice per la categoria femminile

Tra le donne dominatrice della gara è stata la parabitana neocampionessa provinciale per la corsa in Montagna, Sara Grasso (atleta tesserata per la società organizzatrice dell’evento, la Podistica Parabita), che sul traguardo ha preceduto la taurisanese Silvana Serie (dell’A13 Alba Taurisano) e la compagna di squadra, parabitana anche lei, Monica Camisa.
Quarta piazza tra le donne per Livia Torre della Top Running di Brindisi e quinta per Alessandra Camassa del Cus Lecce.

Nobile la finalità “sociale” della manifestazione, il cui ricavato è stato interamente devoluto al progetto “Bimbulanza” che il cappellano dell’ospedale di Lecce “Vito Fazzi”, don Gianni Matti, ha avviato per rendere meno doloroso il trasporto in ospedale dei piccoli pazienti.

La manifestazione anche quest’anno è stata molto seguita da appassionati e non, in particolare alla partenza ed all’arrivo, dove gli applausi hanno fatto dimenticare a tutti gli atleti la fatica.

DG

Voce al Direttore

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Ora che è passata la festa – giusta: logistica adeguata a compiti delicati e decisivi per il grado di vivibilità – possiamo tentare...