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violenza sulle donne

TAVIANO – Due denunce per “maltrattamenti in famiglia e lesioni personali” nelle ultime ore a Taviano. I carabinieri della locale Stazione sono intervenuti nei confronti del 50enne pensionato C.M. il quale, in seguito ad un diverbio, ha colpito con calci e pugni la convivente. La donna, soccorsa dagli stessi militari e dai sanitari del 118, è stata poi ricoverata presso l’ospedale “Sacro Cuore” di Gallipoli dove le è stato riscontrato un trauma cranico. L’altra denucia è scattata, invece, sempre a Taviano per il 35enne A.C.. L’uomo, un artigiano incensurato, in seguito ad un diverbio, avrebbe minacciato ed aggredito la moglie 34enne provocandole un trauma facciale e uno stato d’ansia reattivo.

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Marilena De StasioSANNICOLA. Si terrà il 28 novembre alle 18, presso Villa Stajano (in via Regina Elena), il convegno “Adamo contro Eva: la situazione della violenza di genere nel Salento” organizzato dall’associazione Ionia in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. L’evento è organizzato in collaborazione con il centro antiviolenza “Il Melograno”, la cooperativa Comunità San Francesco di Ugento e l’Istituto di Cultura Salentina. L’ufficio dei Servizi sociali di Sannicola darà il suo apporto con una relazione sullo stato della situazione a livello locale. Interverranno: Marilena De Stasio (foto), presidente Ionia, Antonia Cairo, amministratrice unica di Comunità San Francesco, Moira Fusco, coordinatrice del centro antiviolenza Il Melograno, Annalaura Giannelli, avvocato e presidente dell’Istituto di Cultura Salentina.

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violenza-donneNARDÒ. Nonostante l’impegno del’Ambito sociale 3 in appoggio a cooperative che gestiscono centri anti- violenza e case rifugio; nonostante la Commissione pari opportunità con il suo “Pari e non più dispari” rivolto a far crescere i concetti di uguaglianza fra uomo e donna a cominciare dagli studenti delle scuole superiori della provincia; nonostante l’alta attenzione di polizia e carabinieri intorno a segnalazioni, indizi, casi sospetti, la troppo lunga sfilza di episodi di aggressioni ed altro ai danni delle donne non cessa nè perde d’intensità. E torna alla ribalta nella vita cittadina con cadenze preoccupanti. Come nel caso della coppia di origini rumene – badante lei di 42 anni, operaio lui di dieci anni più giovane – la cui brutta vicenda è emersa tre mesi fa. Sevizie e umiliazioni (come il taglio dei capelli), violenze e vere e proprie torture infliggeva Alexei Florea che ha ammesso davanti ai giudici anche il sequestro della donna con cui conviveva per quattro giorni, in una abitazione nei pressi di via Duca degli Abruzzi. La donna era riuscita comunque a scappare e seminuda si era presentata agli uomini del Commissariato.

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895_001Nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne pubblichiamo la lettera presente sul numero 17 del nostro giornale.

Caro direttore,
ti prego di pubblicare la mia lettera, per non dimenticare. Era il giorno di Ferragosto del 1942 e io avevo 8 anni. Vivevo a Gallipoli Vecchia con solo mia madre, perché il mio papà era in guerra. Quasi tutti i padri delle mie amiche erano in guerra e c’era molto poco da mangiare. Quel giorno a tavola c’era un po’ di pane e la scapece. Io, bambina, odiavo la scapece che sapeva di aceto e stavo facendo i capricci per non mangiarla. A pomeriggio saremmo andate, io e la mamma, a piedi ad Alezio, dove si festeggiava la Lizza e avremmo venduto dei cappellini fatti all’uncinetto da lei, così avremmo avuto qualche soldo. Mi prometteva la mamma che lì avremmo comprato qualcosa di più buono da mangiare. All’improvviso quattro uomini sfondarono la porta ed entrarono in casa. Urlavano, la mamma piangeva, io pure. La nostra vicina entrò e, anche lei piangendo, li tirava per la camicia e chiamava aiuto. Ma nessuno veniva. Si sapeva di loro. Entravano nelle case dove sapevano che non c’erano uomini e aggredivano le donne. Erano camicie nere. Gente potente, sapevano di essere intoccabili e così era. Ci spogliarono entrambe e mi costrinsero a guardare mentre approfittavano della mia mamma e la picchiavano. Poi si gettarono addosso a me. Ci dicevano che nessun uomo c’era a difenderci, nessuna legge, neanche Dio. Ricordo benissimo le loro voci, i loro volti, la loro puzza. All’improvviso, come erano venuti, se ne andarono ed entrarono nella casa accanto alla nostra. Lì i bambini erano sei, maschietti e femminucce. Li sentivo piangere, li sentivo urlare. Mia madre mi chiese di non raccontare niente a nessuno.

Non ci fu mai nessun Ferragosto nella mia vita. In quel giorno andavo via da Gallipoli. E non andai mai più neanche ad Alezio. Tornarono ancora. E andarono in altre case. La guerra finì, papà tornò, non gli dicemmo mai nulla, ma quei mostri restarono a vivere le loro vite come se niente fosse. Chi lavorava come impiegato pubblico, chi aveva l’impresa, chi affittava appartamenti.
Quando mi sposai avevo paura di mio marito e non sono mai stata veramente felice con lui, anche se è sempre stato un brav’uomo. Hanno approfittato di tante altre bambine della città vecchia. Non sono mai stati puniti. Alcune, da grandi, hanno provato a denunciarli ma sono state prese per pazze o trattate come prostitute in cerca di denaro. Io non ho mai svelato il segreto a mio marito, né ai miei figli. Temevo facessero una pazzia. Sono morti tutti quei quattro, da vecchi. Sono andata a ciascun funerale, perché volevo vederli morti. Tante volte ho sognato che li stavo uccidendo io… Pochi anni fa è morto l’ultimo, vecchio vecchio, non lasciava l’anima a Dio. Al suo funerale ho raccontato tutto alla figlia, quasi della mia età. Bastardo, aveva una figlia della mia età. All’inizio ha finto di non credermi, ma poi è venuta a cercarmi per offrirmi dei soldi. Le ho fatto una scenata e l’ho cacciata fuori di casa, quella stessa casa in cui suo padre era entrato e non una volta sola.
Prima di morire, voglio lasciare questo ricordo, perché qualcuno non finga e continui a dire che i fascisti non sono mai esistiti o che erano tutti brave persone.

Lettera firmata, Gallipoli

violenza contro le donne«La Commissione cittadina per le Pari opportunità del Comune di Nardò ritiene necessario affrontare la gravità del fenomeno mediante la proposta di un progetto che possa contribuire ad un cambiamento possibile, fondato sulla riflessione culturale e sulla messa in discussione delle relazioni tra generi, per la piena realizzazione di una democrazia compiuta»: con questa premessa la Commissione ha bandito un concorso di idee – scadenza termine ultimo per partecipare il 29 aprile prossimo –  rivolto agli studenti delle Scuole medie superiori di secondo grado della provincia di Lecce.
Il tema è “Pari e non più dispari – Contro la violenza sulle donne”, che vuol dire anche rispetto della dignità umana e “le conseguenze psico-fisiche e relazionali che ogni forma di violenza contro le donne comporta”.  Da qui lo stimolo agli studenti ad esaminare il fenomeno in profondità, nella ricerca dei fattori culturali e sociali e contro il muro del silenzio e di solitudine che isola le vittime.

violenza contro le donneNEVIANO. Una rete di protezione per le donne vittime di violenza è quella tesa dall’Ambito territoriale sociale di Galatina presso il centro antiviolenza “Malala Yusafzay”. Si tratta di uno sportello appena avviato ed al servizio dei sei Comuni dell’Ambito, ovvero Neviano, Aradeo, Soleto, Sogliano Cavour e Cutrofiano  con Galatina capofila.
«Il Centro nasce con l’obiettivo di creare una rete di sostegno per la donna vittima di violenza sulla base dei bisogni individuati durante i colloqui», fanno sapere gli operatori. Nei giorni scorsi, a Galatina, si è tenuto il primo evento formativo con la partecipazione degli operatori del Consultorio interdistrettuale specializzato della Asl di Lecce sul tema “Dall’ascolto dell’abuso all’abuso dell’ascolto”.

I soggetti presenti (servizi sociali, consultori, Csm, Sert, scuole, associazioni e forze dell’ordine) hanno preso parte alla stesura partecipata del Protocollo d’intesa per la costruzione della “rete antiviolenza”.
«Si è trattato di un valido momento di confronto, formazione a qualificazione per tutti i soggetti a vario titolo coinvolti in azioni di assistenza-aiuto e prevenzione su un fenomeno in aumento, nei confronti delle donne e dei minori».
Il Centro è accessibile telefonicamente ai numeri 0836/633454, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 23, ed al numero 338/6772676 del Pronto intervento sociale dal lunedì al sabato dalle 16 alle 23 tranne il martedì ed il giovedì dalle 18,30 alle 23.

NEVIANO. La “Misericordia Neviano”, con le donne del progetto “Io arrossisco. Di rosso si muore”, il 28 dicembre organizza una serata sul tema della violenza sulle donne presso l’aula polifunzionale del Comune. Sulla scena attrici-lettrici che, come spiega l’ideatrice del progetto, Angelica Costantini “con asprezza, dolore, sarcasmo e tenerezza, daranno voce ad inquietanti episodi di cronaca”.

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TAURISANO. Calato il sipario, domenica 30, con tanti applausi sulla seconda edizione  del festival “Perduto amore” contro la violenza sulle donne. Nella sala consiliare, infatti, è stato rappresentato lo spettacolo teatrale “Cherchez la femme” a cui ha assistito un folto ed entusiasta pubblico.
La serata si è aperta con un breve intervento di Marialoreta De Paola, presidente dell’associazione “Donne insieme” che ha ribadito le motivazioni dell’iniziativa e ha sottolineato i dati dei femminicidi nell’anno corrente. «In Italia – ha detto – non abbiamo ancora un Osservatorio sulla violenza alle donne che svolga una sistematica ed omogenea raccolta dei dati forniti da Centri antiviolenza, forze dell’ordine e il 1522, il numero nazionale per denunciare la violenza subita» Per questo diventa importante il contributo delle associazioni che si impegnano da anni su questo fronte: «L’associazione per le Pari opportunità “Donne Insieme”, che fa parte del comitato che ha organizzato il Festival “Perduto Amore”insieme alle associazioni “Nuvole”, “Lavori in corso”, “Flauto Magico” e “Lucia Sabato”, è presente con le sue attività di supporto alle donne da 10 anni» ha sottolineato De Paola  Il consenso ottenuto dalla manifestazione ha “caricato” le associazioni che l’hanno promossa tanto, ha concluso Marialoreta De Paola “che stiamo pensando già a quella del prossimo anno che sarà la terza edizione”.
Sempre a Taurisano, in occasione della giornata contro la  violenza sulle donne è stata tenuta una interessante assemblea all’Istituto “Bottazzi”.

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OLYMPUS DIGITAL CAMERANEVIANO. Sulla scia dell’affermata realtà trevigiana “Gruppo Donne Preganziol”, sta nascendo a Neviano un gruppo, apolitico e areligioso, ideato “dalle donne per le donne”. Nella serata di venerdì 28 novembre, presso l’aula polifunzionale di Neviano (foto), le promotrici dell’associazione (al momento in via di formazione) hanno organizzato un incontro dal titolo “La fortuna di essere donne”, per discutere del ruolo della donna nella società.
«Lo scopo – Mimma Manco, una delle promotrici – è stato quello di rendere consapevole la donna della propria importanza e del proprio ruolo nella società, in modo da darle così la capacità di potersi affermare e difendersi in caso di eventuale disagio». Di particolare rilievo l’intervento di Sabrina Metrangola (di Nardò), figlia della vittima di mafia Renata Fonte, e quello della psicologa Marta Cesa, parte attiva in prima persona del nascente gruppo d’ascolto, insieme ad Antonella Latino, Lucia Spedicato e Mimma Pizzuto. Durante la serata sono stati inoltre letti brani e poesie a tema, con la partecipazione anche di alcuni alunni della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo di Neviano. «Speriamo – conclude un’altra della promotrici, Mina Pizzuto – che il nostro gruppo possa diventare un punto di ascolto e di ritrovo per le donne, all’interno del quale tutte riescano a sentirsi accolte, tutelate e capite».

GALLIPOLI. Un dibattito contro la violenza sulle donne è stato organizzato nei giorni scorsi dalla sezione Anfi di Gallipoli (Associazione nazionale finanzieri d’Italia) con presidente Antonio Scorrano che, tra le sue innumerevoli attività sociali, quest’anno ha previsto un incontro di sensibilizzazione territoriale. Hanno relazionato sull’argomento la dottoressa Anna De Matteis, giornalista di Piazzasalento, e la scrittrice Nadia Marra, socia della sezione, nonché scrittrice, che porta avanti da anni tale tematica nelle scuole di Gallipoli e ha affrontato tale tema nel suo ebook “Lettere dal cuore”. “È importante partire dal basso insegnando il rispetto per le persone e le donne – afferma Marra – si deve andare tra la gente entrando nelle scuole e nelle associazioni o creando eventi volti a sensibilizzare e porre l’attenzione su tale tematica”.

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Taurisano manifestazione 2013 donneTAURISANO. Dal 23 al 30 novembre si svolgerà la seconda edizione del Festival contro la violenza sulle donne, “Perduto amore”, promossa dalle associazioni “Lavori in corso”, “Nuvole”,”Donne insieme” e “Flauto magico”. La manifestazione, patrocinata dai Comuni  di Taurisano, Ruffano, Casarano, Miggiano e Ugento,  si aprirà il 23 con un incontro su “Percorsi formativi e informativi contro la violenza” a cura del Centro antiviolenza  “Il melograno”di Parabita  e dell’associazione “Dna Donna”. Saranno allestite due mostre fotografiche; “Omada” a cura di Lucia Sabato, e “101 scatti” curata dalla cooperativa sociale Sanfra. Il 30 novembre presso la sala consiliare ci sarà lo spettacolo “Cherchez la femme”.
Marialoreta De Paola, presidente dell’associazione “Donne Insieme” di Taurisano sottolinea: «Quest’evento nasce dalla necessità  di fornire alle donne vittime di qualsiasi violenza i mezzi necessari per prevenire e difendersi. Siamo alla seconda edizione (nella foto le protagoniste della prima) e quest’anno in linea con l’evoluzione della normativa regionale, vogliamo dare un nuovo messaggio alle donne: di non essere e sentirsi più “oggetto” da tutelare, ma “soggetti” che trovano la forza in se stesse per auto tutelarsi e per determinare la propria vita».

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posto-occupatoSANNICOLA. L’associazione Metoxè di Sannicola aderisce a “Posto occupato”, la campagna di sensibilizzazione nazionale contro la violenza sulle donne. Domenica 16, a partire dalle 9 in piazza della Repubblica, una panchina resterà vuota, riservata in memoria di tutte le donne uccise dalla violenza di un uomo. Anche per loro suonerà il quartetto d’archi “Vyrrtuosound” composto da Ylenia Giaffreda, Rebecca Bove, Roberta Viva e Valentina Bove.
La campagna, partita a giugno dello scorso anno da Rometta Marea, in provincia di Messina, è divenuta “contagiosa” in ogni parte d’Italia. Un gesto concreto per riservare un posto alla memoria e al dolore, e far in modo che non vengano cancellati dalla quotidianità.

Voce al Direttore

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Ora che è passata la festa – giusta: logistica adeguata a compiti delicati e decisivi per il grado di vivibilità – possiamo tentare...