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Gallipoli – Un San Valentino per far festa ma anche per riflettere sulla violenza di genere. Proprio mercoledì  14 febbraio, nel giorno dedicato agli innamorati, il camper della Polizia di Stato fa tappa a Gallipoli nel solco delle iniziative di prevenzione e contrasto della violenza contro le donne. “Questo non è amore” è il tema della campagna di sensibilizzazione promossa dal febbraio 2017 e dallo scorso novembre   divenuta a carattere permanente alla luce dei tanti fatti di cronaca che vedono troppo spesso le donne nel ruolo di vittime. Dallo scorso luglio ad oggi, quasi 19 mila persone si sono avvicinate ai camper della Polizia per informazioni, suggerimenti e denunce. Il progetto, oltre a voler informare, ha l’obiettivo preciso di “favorire l’emersione del fenomeno della violenza di genere offrendo alle vittime il supporto di un’equipe di operatori specializzati presenti all’interno del camper, prevalentemente di sesso femminile”. «Il fenomeno della violenza contro le donne – afferma la Polizia – scatena un sempre maggiore allarme sociale a causa dell’elevato numero di  episodi registrati, commessi anche in ambito familiare, che possono essere sintomatici di perduranti situazioni di maltrattamento tra le mura domestiche. Proprio in virtù dell’ambiente in cui si verificano tali situazioni, le vittime, nella maggior parte dei casi, si trovano in una posizione di forte fragilità psicologica, tanto che faticano a riconoscere la stessa violenza subita, e pertanto spesso non formalizzano una denuncia agli organi di polizia. Il fenomeno è tanto più insidioso proprio perché rimane nascosto nel contesto domestico, ed emerge solo quando gli atti violenti e/o persecutori raggiungono livelli estremi che, in alcuni casi, portano alla morte della vittima».

I numeri della violenza – Nel corso dell’anno appena trascorso, proprio grazie a tale attività informativa e di sensibilizzazione svolta dalla Polizia, è stato possibile intervenire, spesso anche in chiave preventiva, in varie situazioni di disagio o di violenza vera e propria. I dati diffusi dalla Direzione anticrimine della Polizia di Stato, relativi anche alla provincia di Lecce, parlano di sette arresti per violenza sessuale (e altrettante denunce), tre arresti per stolking (con 21 denunce) ben 75 richieste di ammonimento (con 17 provvedimenti emessi), 14 richieste trasmesse all’Autorità giudiziaria per intervenuta querela o procedimento penale e quattro esposti presentati.

La giornata a Gallipoli – Nella mattinata di San Valentino, mercoledì 14 febbraio, il camper della Polizia sarà in piazza Carducci con personale specializzato ed un rappresentante della locale Rete antiviolenza. Per l’occasione gli agenti andranno pure nell’Istituto comprensivo Polo 2 “Borgo” ed al Liceo Quinto Ennio, sempre per sensibilizzare gli studenti su di una tematica che li coinvolge direttamente.

GALLIPOLI. Storie d’amore, storie familiari andate a male e finite in drammatici comunicati stampa. La Questura di Lecce ne ha rese note due, concluse entrambe con l’allontanamento forzato del compagno dalle vittime e dalla sua casa. I luoghi sono ovviamente rimasti sconosciuti, a tutela di coloro che hanno dovuto subire violenze, minacce e angherie. Una vicenda ha preso le tonalità della paura e dello spavento al termine di una relazione in cui l’uomo non si è rassegnato. Ha così cominciato a pedinare la sua ex donna, inviandole anche messaggi denigratori e preannunciando rappresaglie sui suoi familiari se non fosse tornata da lui. Le pesanti richieste sono giunte fino a chiedere indietro dei soldi che le avrebbe dato. Le intenzioni chiaramente persecutorie, giunte fino ad inseguimenti su strada con l’auto e gli altri elementi raccolti con perizia dagli agenti della squadra mobile e dalla sezione speciale per i reati commessi contro la persona, hanno fornito al sostituto procuratore di turno ed al giudice per le indagini preliminari materiale sufficiente ad intimare all’indagato il divieto di avvicinamento alla ex compagna e ai suoi familiari. L’uomo aveva attuato simili comportamenti anche in un precedente rapporto,

Più complessa la vicenda svoltasi tra le mura domestiche e con la vittima in evidente soggezione nei confronti del marito, non solo violento, ma anche spesso in preda agli effetti di alcol e di droga. L’, saputo di una prima denuncia della donna nei suoi confronti, era riuscito a fargliela ritirare. In questo caso le indagini, durate un paio di anni, aveva registrato – tramite registrazioni di conversazioni per via di una microspia inserita nel suo abbigliamento – anche minacce a mano armata: la pistola brandita dall’uomo era stata subito dopo l’episodio, ritirata in via cautelare dai poliziotti. Molte di queste drammatiche scene si verificavano sotto gli occhi dei figli ancora di minore età. Le prove messe insieme e affidate alla magistratura, hanno portato anche qui al provvedimento a carico dell’uomo di divieto di avvicinamento all’abitazione familiare ed ai luoghi frequentati dalla vittima.

 

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