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VILLA PICCIOTTI

Elio PindinelliALEZIO. C’è una data ben precisa che segna l’inizio di quella comunità che nel 1854 fu dichiarata indipendente dai Borboni col nome di Villa Picciotti e che nel 1873 con il regio decreto di Vittorio Emanuele II riprese l’antico nome messapico di Alezio. Risale a trecento anni, esattamente al primo settembre del 1715, l’atto stipulato di fronte al notaio Carlo Mega con cui il nobile gallipolino Gabriele Carlo Antonio Coppola (sopra in un dipinto) concedeva alcuni terreni in enfiteusi a 10 coloni che costituirono il primo nucleo di quella zona di cui in vari documenti si legge della salubrità dell’aria, della bellezza dei villini che la rendevano appetibile e ricercata. Il percorso dell’annucleamento rurale di quelle zone viene riportato all’attenzione da una piccola pubblicazione dello storico Elio Pindinelli di Gallipoli “Dalle concessioni enfiteutiche al ripopolamento di Alezio” , saggio estratto parzialmente da un lavoro del medesimo autore “Ville e casini dell’entroterra gallipolino” in “Paesaggi e sistemi di ville nel Salento” a cura di Vincenzo Cazzato, Congedo editore 2006. Il lavoro è stato pubblicato, a gennaio scorso, con il patrocinio del Comune di Alezio e del Gruppo di interesse culturale dell’Oratorio S.Maria della Lizza.
L’iter tracciato da Pindinelli è già nel sottotitolo: “le dinamiche del ripopolamento del territorio gallipolino: dalle ville della borghesia nobiliare ai primi aggregati abitativi”. Nobili e ricchi commercianti, diventati tali con il commercio dell’olio che veniva esportato in tutta Europa, da maggio a ottobre lasciavano, infatti, il mare e si spostavano all’interno a villeggiare in “comodi casini”.

Già nel 1640 il gallipolino Antonello Roccio in “Memorabili antichità di Gallipoli” scriveva così del territorio gallipolino: “La maggior parte pieno di bellissime giardine e luoghi fruttiferi et ameni con le loro abitazioni sontuose e comode secondo il grado dei loro Padroni, dove vi vanno l’estate per l’ordinario a diporto con le loro famiglie, che pare sia un’altra città abitata e abbondantissima di pozzi d’acque dolci e fresche e salsi ancora”.
Dalle ville patrizie ai primi agglomerati abitativi: i terreni concessi in enfiteusi dal patrizio Carlo Coppola (nel lavoro di Pindinelli è pubblicato interamente l’atto notarile) costituiscono un riferimento importante per capire non solo lo sviluppo demografico di un paese, ma la cultura ispiratrice dell’atto liberale.

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