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Vigili del fuoco (foto d’archivio)

MAGLIE. Incendio questa mattina in un’officina di via Salvatore Toma a Maglie. Dopo l’intervento dei vigili del fuoco e dei carabinieri, i locali in questione, adibiti anche a deposito di materiale elettrico, sono stati dichiarati inagibili. Secondo una prima ricostruzione, l’incendio, che ha poi interessato altre strutture del locale, è stato provocato dall’incauto utilizzo di una saldatrice elettrica da parte dell’elettricista titolare dell’omonima ditta, un 61enne del posto. Per fortuna l’episodio non ha provocato conseguenze a persone. I danni materiali, non coperti da assicurazione, sono invece in corso di accertamento.

GALATONE – Un’autovettura rubata nel brindisino è stata ritrovata, carbonizzata, sulla Galatone – Santa Maria al Bagno. La scoperta è avvenuta intorno alle 7 del mattino di domenica 8 ottobre da un automobilista di passaggio che ha provveduto a chiamare i Vigili del fuoco al 115. Il pronto intervento dei caschi rossi non ha, tuttavia, impedito che le fiamme distruggessero completamente la Hyndai i10. Da quanto appurato dai  carabinieri è stato poi appurato che l’auto era stata rubata lo scorso 25 settembre a San Pancrazio Salentino. Indagini sono in corso per risalire ad eventuali colpi messi a segno in queste due settimane proprio con la Hyndai rubata.

Tiziano-EspositoLa protezione civile di Ugento si prepara ad affrontare la stagione degli incendi. Di recente 14 volontari hanno superato un corso riconosciuto dalla Regione come essenziale per la qualifica di operatori “aibˮ (antincendio boschivo). Sono state organizzate anche diverse simulazioni, durante le quali i volontari si sono esercitati per lo spegnimento, la guida dei mezzi, la gestione del soccorso e il lavoro di squadra. Prima del 15 giugno, inoltre, si svolgerà un’esercitazione itinerante sul vasto territorio comunale. Per l’estate saranno 25 i volontari impegnati, divisi in due turni per coprire tutto l’arco della giornata. «Il mio ringraziamento – afferma il presidente dell’associazione, Tiziano Esposito (foto) – va a tutti i volontari, perché nonostante i loro impegni personali si mettono a disposizione rischiando anche la loro incolumità. Quest’anno siamo attrezzati a dovere con un pick-up da 400 litri e un’aps da 2500 litri. Insieme ai Vigili del fuoco volontari di Ugento garantiamo un presidio di tutto rispetto per la salvaguardia del nostro territorio. Invitiamo i cittadini a segnalare le situazioni di pericolo e, in caso di incendio, a chiamare subito il 115».

ecocentro  (1)GALATONE. In fiamme due mezzi del cantiere (foto) per la costruzione dell’ecocentro nella zona industriale, proprio al confine col territorio di Nardò. Nella notte tra venerdì e sabato scorsi i vigili del fuoco, allertati da una segnalazione, sono dovuti intervenire per domare l’incendio di un’escavatrice cingolata (completamente danneggiata) e di un altro mezzo da lavoro, soltanto sfiorato dal fuoco.
I lavori per l’edificazione della struttura erano cominciati poche settimane prima: l’ecocentro intercomunale (350mila euro di finanziamento, con Galatone capofila) accoglierà i rifiuti ingombranti e pericolosi provenienti anche dai comuni di Aradeo, Galatina, Nardò, Scorrano, Soleto, Zollino e Tuglie. La polizia di Nardò è intervenuta sul luogo per i necessari accertamenti insieme alla Scientifica, constatando (a quanto pare) che il cantiere non è provvisto di telecamere di sorveglianza. Anche i vigili del fuoco non hanno trovato tracce di dolo, ma nessuna pista è esclusa, e probabilmente verranno esaminati anche i filmati di altre videocamere presenti nella zona industriale. I mezzi colpiti dall’incendio appartengono al titolare di una ditta individuale di Castrì, che sta lavorando ad una delle prime fasi della costruzione del cantiere. L’uomo ha fatto però sapere di non aver ricevuto minacce o segnali di pericolo. Intanto, i lavori sul cantiere non si sono fermati, mentre la polizia sta continuando ad indagare sull’accaduto.

UGENTO. Botta e risposta tra il sindaco Massimo Lecci  e il sindacato dei vigili del fuoco Conapo sul ridimensionamento della zona di competenza del distaccamento dei volontari di Ugento. Nelle scorse settimane il comando provinciale ha stabilito che i “caschi rossi” del distaccamento cittadino avranno competenza sui territori di Ugento, Acquarica del Capo e Salve, facendo quindi passare sotto la competenza di Gallipoli i territori di Melissano, Racale e Alliste e sotto quella di Tricase i territori di Taurisano e Presicce.
La decisione non è stata accolta positivamente da Lecci, che ha scritto al comandante provinciale e ai sindaci degli altri comuni. La Giunta di Melissano ha già deliberato la sua contrarietà alla decisione. «È una scelta anacronistica – sostiene Lecci – che cancella anni di lavoro e di impegno per far crescere il distaccamento. Ministero e il Comune hanno investito grandi risorse: non possiamo accettare un simile ridimensionamento».

Il segretario provinciale del Conapo, Giancarlo Capoccia, replica affermando che “le dichiarazioni del sindaco sono prive di un’analisi tecnicamente competente dei fatti” e spiegando che la nuova strutturazione privilegia, nell’interesse dei cittadini, l’intervento professionale rispetto a quello volontario, pur prevedendo che i volontari possano intervenire anche negli altri paesi “ove ne ricorrano la necessità e le condizioni”. Il loro intervento, però, sarà “subordinato a quello professionale”. Capoccia sottolinea anche che “la capacità operativa di una squadra composta da personale volontario è molto diversa da quella di una squadra professionale”. Affermazioni che non sono piaciute a Lecci: «Ci aspettiamo una risposta dai nostri interlocutori ufficiali, non dal Conapo. Tanto più se il sindacato si eleva a interlocutore affermando che i volontari sono di serie B».
La sede dei vigili del fuoco volontari di Ugento è stata istituita il 10 luglio 1998 e nel 2014 ha registrato 104 interventi ad Alliste, 122 a Casarano, 68 a Melissano, 50 a Presicce e 49 a Taurisano.

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MATINO. Evacuazione per 13 famiglie nel centro storico di Matino dopo il temporale di due giorni fa. È di ieri notte l’ordinanza urgente del sindaco Tiziano Cataldi, disposta su segnalazione della Prefettura e dei Vigili del fuoco di Lecce, resasi necessaria a causa del pericolo rappresentato da una crepa, e conseguente caduta di materiale, sulla parte alta del focolare dell’ex distilleria De Luca. A causare il danno è stato un fulmine durante il temporale che nella notte tra martedì e mercoledì ha colpito la cittadina. A scopo precauzionale, le famiglie coinvolte sono state trasferite presso l’albergo “Silver hotel” tra Matino e Casarano e nella struttura “Mirabilia Dei” di via Bolzano. L’operazione di sgombero, durata tutta la notte, è stata gestita dalle autorità locali con l’intervento del Comandante dei vigili Cosimo Giuri e dei volontari della Protezione civile di via Bolzano. Ad essere interessate dal provvedimento sono state tutte le abitazioni prospicienti la ciminiera con chiusura delle strade limitrofe per un raggio di 42 metri dalla ciminiera (la zona “rossa” considerata a rischio dai Vigili del fuoco): 20 in tutto, ma solo 13 di queste sono state raggiunte dal provvedimento in quanto le altre sette case risulterebbero non abitate. In queste ore i tecnici del Comune, un esperto esterno e la Sovraintendenza stanno valutando il reale pericolo di crollo esistente verificando se il danno è esteso all’intera struttura o solo al punto in cui si è verificato il distacco delle pietre. Il provvedimento ha provocato la chiusura al traffico di un tratto della centralissima via Roma e delle vie San Michele e Santa Cecilia, con conseguente deviazione del traffico da e verso Casarano.
La ciminiera è di proprietà della famiglia Ettore De Luca, ma in comodato d’uso al Comune, ed è iscritta nell’elenco dei beni nazionali d’Italia, sottoposta dunque a vincolo dalla Soprintendenza dei beni culturali. In realtà il focolare è stato già in passato sottoposto a controlli e verifiche (l’ultimo nel 2006) che hanno evidenziato la presenza di una lesione, ma non il pericolo strutturale di crollo: quello che si cerca di scongiurare in questa circostanza.

 

TAVIANO. È andata a fuoco la notte scorsa l’auto dell’avvocato Biagio Palamà, parcheggiata in centro, a quattro passi dalla chiesa di piazza S. Martino. L’incendio ha provocato la semidistruzione anche della cabina di un furgone in sosta lì vicino. Le alte fiamme hanno danneggiato anche la facciata e gli infissi di un albergo e le insegne di alcuni negozi nelle vicinanze. Provvidenziale l’arrivo dei Vigili del fuoco del distaccamento di Gallipoli che hanno spento l’incendio. Sul posto anche i carabinieri della Compagnia di Casarano e della locale stazione che hanno avviato le prime indagini. Allo stato dei fatti non vi sono elementi per stabilire se si sia trattato di un atto doloso. Tutto sarebbe avvenuto intorno all’1 quando il titolare dell’albergo “Vittoria”, accortosi delle fiamme, avrebbe avvertito alcuni clienti alloggiati e giunti con il furgone da Bari; poi sono arrivati i vigili del fuoco chiamati anche da alcuni residenti. Al vaglio degli inquirenti anche le telecamere di privati e di alcuni negozi della zona. Sembra che in un filmato si possa osservare il transito veloce di un’auto. L’incendio si sarebbe sviluppato almeno dieci minuti dopo.

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TAVIANO. Non esiste alcun problema di staticità alla struttura dell’Istituto Scuole Medie di via Casarano. Lo hanno accertato i Vigili del Fuoco di Lecce e Gallipoli intervenuti nei giorni scorsi. Da domani giovedì 16 ottobre, gli alunni potranno frequentare le lezioni nell’ordinario orario mattutino per tutte le classi, fermo restando la validità dell’Ordinanza 46 del 6 ottobre – emessa subito dopo le forti piogge – relativamente a tre aule del corso C, il laboratorio e l’atrio del 1° piano in cui l’accesso resta  vietato. Lo ha deciso il Consiglio d’Istituto, riunitosi il 14 ottobre con la presenza del sindaco, Carlo Portaccio e del responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune, Cosimo Mosticchio. Come si ricorderà, la scuola, a seguito della rimozione della pavimentazione del lastricato solare per dei lavori in corso, aveva subito l’allagamento al tetto di copertura e infiltrazioni di acqua in parte dell’edificio scolastico. Con successiva Ordinanza, la 47 del 7 ottobre, l’ufficio aveva prorogato la chiusura totale dell’edificio scolastico sino al 9 ottobre e la chiusura sino all’11 ottobre dell’intera struttura posta al 1° piano. Infine l’Ufficio tecnico ha emanato l’ordinanza 48 del 9 ottobre,  che disponeva la chiusura del primo piano solo “ai fini della salubrità dei muri perimetrali e del solaio e non anche per la staticità della struttura, fino a tre mesi a far data dalla presente”. Di inagibilità del solaio dunque, come erroneamente riportato in precendenza, non si è mai parlato. Erano intanto stati annunciati dal Consiglio d’istituto i doppi turni, contestati dai genitori. La situazione si è poi evoluta positivamente tanto che le lezioni possono riprendere normalmente.

L’autunno è arrivato nella notte tra domenica 6 e lunedì con un maltempo caratterizzato da forte vento di scirocco e intensa pioggia. Le precipitazioni sono durate diverse ore, sia pure inframmezzate da brevi pause, ed hanno subito messo in evidenza i problemi idrogeologici del territorio, in alcuni casi già ben noti. Gran lavoro per i vigili del fuoco intervenuti anche nel centro storico di Gallipoli sin dalle prime ore dell’alba. Alcune imbarcazioni del seno del Rivellino sono state affondate mentre allagamenti si sono registrati anche nella zona del cimitero. La stazione ferroviaria di Alezio è rimasta bloccata per alcune ore a causa dell’acqua che aveva sommerso i binari interrompendo, così, i collegamenti sulla linea Nardò-Gallipoli. L’acqua è penetrata anche nel seminterrato del municipio, sgomberato con l’intervento della Protezione civile. Una voragine di 30 metri, profonda due, si è aperta lungo la strada Ugento-Gemini. Ha ceduto in maniera piuttosto preoccupante anche il manto stradale di recente rifatto nella zona industriale di Tuglie. Numerosissimi gli allagamenti di locali seminterrati e interrati, nei paesi e nelle marine di Taviano e Ugento. Altrettanto numerose le auto bloccate per strada dal deflusso delle acque, come nel caso di Alliste dove in piazza Indipendenza una vettura è andata in panne ed è stata rimossa solo dopo l’intervento dei volontari della Protezione civile. Disagi anche a Parabita. Ma il gran lavoro di vigili del fuoco, vigili urbani e Protezione civile non termina qui, perché si prevedono le stesse condizioni meteo anche per domani.

UGENTO. Come un sipario calato di colpo sull’estate, ieri mattina una pioggia violenta è scesa sul Salento, causando non pochi disagi e problemi di viabilità. A Ugento, in via Goldoni (nei pressi del palazzetto dello sport e del supermercato Lidl), due auto, semi sommerse dall’acqua, sono andate in panne, ma l’intervento tempestivo dei vigili del fuoco ha evitato il peggio.

Alle 11 circa, una famiglia di Felline (Alliste) viaggiava a bordo di una Panda, quando all’improvviso l’auto si è fermata, non essendo più in grado d’opporre resistenza alla valanga d’acqua che è cominciata a penetrare nell’abitacolo fino all’altezza dei sedili. Ci hanno pensato i vigili del fuoco, coordinati dal caposquadra Massimiliano Negro, a mettere in salvo la giovane conducente e i due anziani genitori che erano con lei: «Siamo arrivati sul posto – riferisce Negro – ma l’acqua era troppo alta anche per il nostro camion che rischiava a sua volta di restare in panne. A piedi, perciò, con l’acqua alla vita, abbiamo raggiunto l’auto, e sollevandola l’abbiamo portata fuori dal pericolo».

Ma non è stata l’unica operazione che ha visto impegnati i vigili del fuoco di Ugento: nella stessa zona, sempre intorno alle 11, hanno portato in salvo anche due ragazze di Racale la cui auto, una Clio, era andata in panne. Gli altri interventi del corpo di pompieri hanno riguardato, infine, numerose cantine e abitazioni allagate.

Pubblichiamo le foto delle zone interessate dall’allagamento a Ugento.

roberto rimo guardiafuochi

MELISSANO. L’amore per l’ambiente e la passione per il proprio lavoro sono elementi imprescindibili per chi vuole entrare a far parte del Corpo nazionale dei Guardiafuochi che a Melissano è rappresentato da Roberto Rimo, direttore regionale del dipartimento Puglia.

Sposato, 52enne padre di un figlio, perito industriale, Rimo è un guardiafuochi a tutti gli effetti sin dal 2002, anno in cui a Trieste fu fondato il corpo. Le attività poste in essere dai guardiafuochi sono essenzialmente tre: soccorso pubblico (con esclusione di quello tecnico urgente, di esclusiva pertinenza dei Vigili del fuoco di cui il gruppo è supporto), prevenzione antincendio e formazione nelle scuole e nelle aziende.

Diventare guardiafuochi non è semplice, né per tutti. Occorrono, come testimonia lo stesso Rimo, diverse qualità: «Innanzitutto la passione – spiega – perché se manca quella non si va da nessuna parte. Serve soprattutto preparazione, competenza ma anche voglia di fare e di aggiornarsi di continuo».

Nel corso della sua carriera, il guardiafuochi di Melissano ha conseguito diverse specializzazioni tra cui quella nucleare, biologica, chimica e radiologica, da operatore di soccorso in acqua e di speleo-sub, per gli interventi nelle grotte marine.

«Certo – prosegue Rimo – quest’attività mi toglie il tempo che dovrei dedicare alla mia famiglia, ma quando s’interviene per salvare delle vite o delle cose, la sensazione che si prova ti ripaga dalla fatica e dallo stress che si accumula in questo campo. Negli ultimi tempi – racconta – mi è capitato di salvare una famiglia d’istrici, dei leprotti un fagiano: tutti minacciati da incendi spesso appiccati per mano dell’uomo o nati da un’imperizia o un’imprudenza. L’ambiente e la natura sono beni inestimabili che vanno salvaguardati con ogni mezzo».

Tra gli interventi più difficili in carriera il primato va al pauroso incendio che nel 2007 devastò Peschici, provocando morti, feriti e distruzione.

La stagione estiva, quella più faticosa, prosegue a ritmo serrato, con già oltre venti interventi sul campo. La media è in aumento rispetto allo scorso anno, a testimonianza che la piaga degli incendi, soprattutto dolosi, è ancora tutt’altro che risolta.

Competenza, preparazione e  disponibilità come quelle che possiede Rimo non devono esimere dall’obbligo che interessa tutti: quello di vigilare perché non si dia la minima occasione a scatenare gli “inferni di fuoco” che in estate sono comuni e diffusi.

Gallipoli. Ore 18,00: sul lungomare Galilei si incendia un lampione dell’illuminazione pubblica. Pronto l’intervento dei Vigili del fuoco, qualche disagio al traffico.

Lo stesso lampione è andato in fiamme anche un paio di anni fa.

Il lampione incendiato e l’intervento dei Vigili del fuoco. Foto di Emiliano Picciolo

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Vigili del fuoco in via Montale

Casarano. Lo hanno chiamato “effetto- Barletta”, ovvero la (particolare) attenzione per le condizioni di stabili ed immobili che in altri tempi (forse) non ci sarebbe stata.

«Abbiamo sollevato più volte negli ultimi anni il problema della precarietà dei nostri appartamenti senza avere, però, risposte» affermano, infatti, i residenti negli immobili di edilizia popolare di via Montale, a Casarano. «Siamo certi che senza la tragedia e le vittime di Barletta nessuno avrebbe accolto il nostro grido» affermano ancora quanti sono stati, addirittura, fatti evacuare per il rischio crollo delle loro palazzine.

A lanciare l’allarme una squadra dei Vigili del Fuoco di Gallipoli chiamata a verificare delle infiltrazioni in un appartamento. Ma a preoccupare di più erano le condizioni dei pilastri che reggevano i ventuno appartamenti di via Montale, disposti a schiera su tre piani. L’umido era anche lì e la muratura scrostata che metteva in evidenza il ferro al suo interno non faceva presagire nulla di buono.

Se quella del quartiere Inps è una costruzione degli anni ’80, già in precarie condizioni, non stanno meglio le altre palazzine Iacp di via Marx, appena qualche centinaia di metri più giù, verso via Alto Adige, sicuramente più risalenti nel tempo e con i soliti problemi di manutenzione.

Almeno in via Montale, però, questa volta qualcosa è accaduto anche perché l’evacuazione disposta dai Vigili del Fuoco non poteva rimanere senza conseguenze.

Un consulto di tecnici ha portato all’immediato puntellamento dei pilastri ed all’avvio di un serio intervento di bonifica. «In tanti anni abbiamo visto soltanto degli imbianchi per una rinfrescata alle pareti mentre qui cadono i cornicioni e le soffitte dei nostri balconi rappresentano ogni giorno un pericolo per chi passa di sotto» lamentano ancora i residenti di via Montale.

Al di là dei problemi di manutenzione, in questo caso a provocare le infiltrazioni negli appartamenti pare sia stato un pozzetto per lo smaltimento delle acque reflue che viene più volte ad intasarsi. «In molte circostanze lo abbiamo ripulito a spese nostre, pur pagando regolarmente il canone d’affitto» affermano sempre i residenti i quali si augurano che non debba attendersi un’altra emergenza per avere altri lavori di manutenzione.

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L’ultimo incendio: stesso spettacolo in questo periodo negli ultimi tre anni

Casarano. Con sospetta precisione è ritornato anche quest’anno l’incendio alla Vora di Casarano. Sono ormai tre anni che le fiamme tornano a divorare la vegetazione dei bacini di lagunaggio del depuratore comunale per cause che difficilmente possono definirsi accidentali.

L’incendio del giovedì pre-ferragostano ha ricalcato quanto accaduto nello stesso giorno di un anno fa quando però la direzione del vento avvolse la città di una densa coltre di fumo nero ed in molti furono costretti a recarsi in ospedale per principi di intossicazione. In quell’occasione si lottò contro fuoco e fiamme per sei giorni.

Nulla di tutto ciò è accaduto questa volta, ma solo grazie al vento di tramontana che ha dirottato il fumo verso le vicine Taviano, Melissano e Racale, spingendosi sino ad Ugento e poi Matino. Per il resto è stato necessario l’intervento dei Fire-Bass della Protezione civile, che hanno lanciato dall’alto l’acqua prelevata dall’Adriatico, così come dei Vigili del Fuoco di Gallipoli e della Protezione civile di Casarano e Matino. Per due giorni è rimasta chiusa al traffico anche la Provinciale per Taviano all’altezza del primo rondò della nuova tangenziale.

L’incendio, durato quattro giorni, ha riproposto per l’ennesima volta l’esigenza di avere in città un distaccamento dei Vigili del Fuoco. Nessun risultato ha, infatti, prodotto l’intesa firmata a Bari lo scorso novembre tra Regione e Comune per l’avvio dei corsi di formazione per un distaccamento di volontari da più parti ritenuto, comunque, insufficiente. Un distaccamento di effettivi è stato presente fino al 1981 per poi ritornare (ma su base volontaria) nel 2004 con sede presso la zona industriale.

Da segnalare come l’incendio di Ferragosto stia diventando un pericoloso cliché per Casarano. Oltre alla Vora, nello stesso periodo ma nel 2008, le fiamme arrivarono a lambire le case in contrada Petrose, nella zona del Canalone.

Voce al Direttore

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Ora che è passata la festa – giusta: logistica adeguata a compiti delicati e decisivi per il grado di vivibilità – possiamo tentare...