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Casarano – Novità in vista, e anche di rilievo, per gli istituti scolastici per l’offerta formativa 2018-2019. Sono quelle previste dal  Piano regionale di dimensionamento adottato di recente dalla Giunta regionale. A Casarano gli Istituti comprensivi saranno soltanto due, con il Polo 3 di piazza San Domenico (foto) che assorbirà il Polo 1 di via Ruffano. Per garantire negli anni l’equilibro tra i due Istituti, però, la Regione ha autorizzato lo scorporo della  scuola dell’Infanzia di via Agnesi (in contrada Pigne) dal Polo 1 al Polo 2 di via Messina. La riduzione  viene giustificata dall’andamento (negativo) dei nuovi nati residenti in città che nel 2016 sono stati appena 157 contro i 181 dell’anno precedente. Considerato il limite di 600 alunni quale “soglia minima” per l’autonomia, fatto salvo il Polo 2 di via Messina, con un totale di 965 iscritti per l’anno corrente, il problema è da sempre legato al Polo 1, che infatti conta solo 553 iscritti, mentre il Polo 3 conta 618 alunni.

Una vera e propria rivoluzione è in vista tra Galatone, Seclì, Aradeo e Neviano: cesserà di esistere l’attuale istituto Comprensivo di Neviano e Seclì con la sede di Neviano accorpata al Comprensivo di Aradeo e quella la di Seclì che convergerà verso il Polo 2 di Galatone. Tale  decisione è scaturita dal mancato raggiungimento del numero minimo di alunni (600) nel Comprensivo di Neviano e Seclì, situazione che negli ultimi due anni aveva già portato alla perdita della dirigenza dell’istituto. In un primo momento il Consiglio d’istituto di Neviano aveva proposto l’accorpamento il Comprensivo di CollepassoTuglie, la Regione ha però considerando l’accorpamento ad Aradeo più proficuo per la distanza tra i due comuni e per il fatto che entrambi appartengono all’Ambito territoriale sociale di Galatina e allo stesso Distretto sanitario. Quanto alla sede di Seclì, si è deciso di accorparla al Polo 2 di Galatone su proposta dei Comuni interessati. Anche il Polo 1 di Galatone aveva avanzato la proposta di accorpamento, ma la Regione ha scelto il Polo 2 in quanto ciò assicura a quest’ultimo un aumento della popolazione scolastica e di conseguenza una maggiore stabilità nel tempo.

Altre novità per le scuole superiori con la soppressione della sede di Ruffano dell’Istituto “Bottazzi” (con sede centrale a Casarano) visto che l’indirizzo “servizi commerciali” registra ad oggi una sola classe quinta con appena 10 studenti. Per il “Salvemini” di Alessano, invece, viene autorizzata la riattivazione del corso serale ad indirizzo “elettronica ed elettrotecnica” e di “meccanica e meccatronica” con l’attivazione del primo anno di corso. Il “Medi” di Galatone acquista, invece, l’indirizzo “Industria e artigianato per il made in Italy”. Novità anche al “Vanoni” di Nardò, con l’istituzione dell’indirizzo “arti figurative”, ed al “Giannelli” di Parabita con l’indirizzo “industria e artigianato per il made in Italy” ed il corso antimeridiano “servizi culturali e dello spettacolo”.

(ha collaborato Silvia Resta)

 

Supersano – Ruffano – Uccide la moglie e poi si toglie la vita. La tragedia che si è consumata intorno alle 14.30 di venerdì 23 febbraio nel pieno centro di Zurigo ha avuto per protagonisti e vittime due salentini: il 38enne Danilo Nuzzo di Supersano e la 35enne Irene Rizzo di Ruffano. I due erano sposati da tempo e con le due  figlie piccole vivevano in Svizzera da diversi anni.

Non sono ancora chiari i motivi della tragedia che si è consumata in pochi attimi sotto gli occhi dei passanti terrorizzati. L’uomo è andato a trovare la moglie, impiegata in una filiale della banca Ubs, proprio davanti al suo posto di lavoro, nei pressi della stazione, e dopo averle sparato a morte ha rivolto la pistola contro di se togliendosi la vita. Stando a quanto riportato da un comunicato dello stesso istituto bancario, la tragedia sarebbe maturata al culmine di dissidi di “carattere privato”.

Su quanto accaduto indagano la procura e la polizia elvetica. Secondo quanto accertato, l’uomo avrebbe trascorso nel suo paese d’origine gli ultimi giorni e sarebbe ripartito per la Svizzera appena lo scorso giovedì. Sul posto sono subito intervenute una decina di pattuglie della polizia locale temendo un attentato terroristico. Anche per questo, allo scoppio delle pistolettate, nella zona chiamata Europaallee si è registrato un “fuggi fuggi” generale.

Il tragico evento ha lasciato sconcertate le due comunità salentine di Ruffano e Supersano, distanti pochi chilometri l’una dall’altra. Molti i messaggi di cordoglio e di vicinanza che sono giunti in queste ore alle famiglie mentre su facebook i profili dei due giovani  sono stati trasformati “in memoria di…” e raccolgono messaggi di incredulità e stupore per quanto accaduto.

Casarano – Otto arresti e nove indagati per quella che i carabinieri hanno chiamato una vera e propria “holding delinquenziale”. Ovvero un’associazione  a delinquere specializzata  nel saccheggiare negozi e abitazioni (soprattutto estive) tra Taviano, Racale e Ugento e le marine di Mancaversa, Torre Suda e quelle limitrofe, sino a Torre Mozza e alle altre località sino al Capo di Leuca ed in alcuni casi anche in paesi vicino a Lecce. Oltre 250 sono gli episodi riconducibili alla banda. La tecnica estorsiva spesso usata quella del cosiddetto “cavallo di ritorno”, ovvero con la proposta rivolta agli stessi derubati di riacquistare le loro cose. L’attività d’indagine dei carabinieri ha preso le mosse verso la fine del 2015 in seguito ai numerosissimi furti ai danni di abitazioni, spesso estive, nel corso dei quali i ladri dimostravano interesse soprattutto per condizionatori d’aria, elettrodomestici vari, giare in terracotta (antiche o di nuova fattezza), ma anche biciclette, televisori e persino posate: in genere ogni oggetto utile da poter piazzare con facilità sul mercato della ricettazione.

La tecnica d’azione: amici evitati e amici contattati – I carabinieri hanno pure appurato l’accortezza della banda nell’evitare di colpire le abitazioni di amici e parenti: i colpi venivano programmati soprattutto nelle ore serali e notturne, utilizzando auto di proprietà degli stessi componenti in sodalizio criminale. Spesso e volentieri, quand’era possibile risalire ai proprietari derubati, questi ultimi venivano contattati direttamente con la proposta di riavere indietro le loro cose dietro il corrispettivo di un pagamento. Il più delle volte, invece, la banda si rivolgeva ad acquirenti compiacenti, ben consapevoli del loro ruolo di ricettatori, attraverso vere e proprie indagini di mercato al fine di stabilire il possibile prezzo.

Otto arrestati e nove denunciati – Una volta individuato il gruppo d’azione, i carabinieri sono riusciti tramite le intercettazioni telefoniche ed ambientali ad intrecciare le posizioni dei diversi soggetti coivolti. Questa mattina, all’alba, i carabinieri della Compagnia di Casarano sono entrati in azione procedendo ad otto arresti nel corso dell’operazione  denominata “Alì Babà”, ai carabinieri del sesto Elinucleo di Bari e ad unità cinofile al fine di verificare la presenza di armi e droga. In carcere sono finiti Gianfranco Schito, custode del depuratore comunale di Taviano, Fabio Nobile, autotrasportatore di Taviano, ed il marocchino Zakaria Kadim. Gli arresti domiciliari sono stati disposti per Mattia Schito (figlio di Gianfranco) e Andrea Giannelli mentre al momento sono irreperibili altri tre destinatari dei provvedimenti cautelari, ovvero Nicolas Lezzi, Marco Danilo e Mattia Greco. A vario titolo, le accuse loro rivolte sono quelle di associazione delinquere finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio. Nello specifico il custode del depuratore comunale di Taviano avrebbe utilizzato un rudere nei pressi dello stesso impianto per il deposito degli oggetti rubati. Altre nove persone risultano denunciate con le accuse di minacce e tentato furto.

Parabita – I ragazzi dell’Istituto comprensivo di Parabita nel brindisino sulle orme di Angelica. Lo scorso 19 febbraio i ragazzi delle quinte classi della elementare della scuola diretta da Antonia Perrone hanno  visitato Masseria Canali di Mesagne, un tempo appartenuta alla sacra corona unita. Insieme a loro anche un gruppo di studenti della media per riflettere sulla storia di questo bene e sulla sua fruizione.  Quest’ultimi, inoltre, nella stesa mattinata hanno pure visitato la biblioteca pubblica dell’Archidiocesi di Brindisi dove è stato creato  un fondo librario sulla mafia intitolato ad Angelica Pirtoli, la piccola parabitana vittima della mafia. L’iniziativa si inserisce nell’ambito del laboratorio di legalità promosso dal comitato “Piazza delle idee”, guidato da Marco Cataldo, con la collaborazione dell’Istituto comprensivo, dell’equipe “Swap Museum” e dello studio “Aut fotografia” di Parabita. Obiettivo del progetto quello di far riflettere i ragazzi e stimolarmi ad immaginare possibili attività di riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità, come Parco Angelica di Parabita. Saranno gli stessi alunni, attraverso la guida di un esperto, a realizzare un video racconto incentrato sulla storia di Angelica Pirtoli e a proporre dei “micro video” in cui sarà rappresentato  quello che secondo loro potrebbe  diventare  Parco Angelica.

 

Gallipoli – Prima la Corte costituzionale, chiamati in ballo dai magistrati del Tar Lecce su un presunto conflitto tra leggi regionali e statali, aveva dato ragione ai Comuni neklkl’aprile del 2017; ieri lo stesso Tribunale amministrativo ha confermato: la Regione non può applicare l’ecotassa prevista e decisa per ogni tonnellata di rifiuto conferito in discarica per euro 25,82, neanche se richiama la sua legge, la 38 del 2011.

Il braccio di ferro iniziato nel 2014. La questione risale al 2014 quando 74 Comuni, tra il capoluogo, si sono opposti alla decisione di Bari che colpiva quegli Enti locali che non avevano raggiunto le quote percentuali stabilite di raccolta differenziata. Nel ricorso, a cura dell’avvocato Luigi Quinto, sono stati censurati gli atti regionali per violazione della legge statale risalente al 1995, che ha istituito l’ecotassa. I Comuni hanno rivendicato, con il loro legale, la riduzione dell’80% del tributo prevista per l’ipotesi in cui è conferito in discarica solo lo scarto di uno dei trattamenti previsti dalla legge. Richiesta cui la Regione si è opposta, invocando la 38 del 2011, che prevede la premialità solo per il raggiungimento di elevate percentuali di raccolta differenziata, di fatto disapplicando la legge statale che invece valorizza il trattamento dei rifiuti prima dello smaltimento.

I conferimenti in discarica di rifiuti salentini tra i più bassi della Puglia. Davanti ai giudici è stato dimostrato che il sistema impiantistico della provincia di Lecce, in funzione dal 2009, determina lo smaltimento in discarica di una percentuale contenuta nella misura del 30%, la più bassa della Puglia e tra le più basse del Paese. Inoltre, è stato rilevato che “non si possa dare rilievo esclusivamente al momento iniziale della raccolta, ma occorra valorizzare anche la successiva fase di trattamento, poiché quello che conta è il quantitativo finale che viene conferito in discarica”. Nonostante la decisione della Corte costituzionale, la Regione peraltro aveva continuato a richiedere l’ecotassa maggiorata, non solo per il 2014, ma anche per le annualità successive, obbligando i Comuni a proporre altrettante impugnazioni. Ad avvalorare il carattere definitivo della decisione del Tar c’è anche l’orientamento del Consiglio di Stato, richiamato in sentenza, secondo cui “il trattamento svolto presso gli impianti siti in provincia di Lecce appare rispondente alle finalità del sistema premiale in termini sia di recupero energetico che di riduzione della frazione di rifiuto smaltito”. Il tributo a carico dei Comuni non potrà quindi superare l’importo di € 5,16 per tonnellata di rifiuto in discarica.

Le conseguenze: per il passato vanno restituiti agli Enti i soldi incassati e non dovuti. Ma sugli sviluppi nell’immediato lo stesso avvocato Quinto precisa: “Bisogna distinguere due periodi temporali, quello precedente alla sentenza e quello successivo. Per il passato, della decisione potranno beneficiare i soli Comuni ricorrenti, in quanto gli atti regionali impugnati sono a contenuto plurimo. Stabiliscono infatti una tariffa per ogni singolo ente locale. L’annullamento disposto dal Giudice non riguarda l’intero provvedimento, bensì le singole determinazioni tariffarie. Solo chi ha proposto ricorso ha quindi diritto ad ottenere dalla Regione la differenza tra quanto versato e la minor somma di € 5,16. A meno che l’Ente regionale non decida di estendere gli effetti della decisione del Tar a tutti i Comuni per evitare disparità di trattamento. Si tratta di cifre  enormi, che ad oggi superano i 10 milioni di euro, che dovranno essere restituite dalla Regione e che potranno contribuire a diminuire la pressione fiscale a carico dei cittadini. Per il futuro – continua il legale di Lecce – c’è da augurarsi che la Regione Puglia prenda finalmente atto dei principi sanciti dal Tar, dal Consiglio di Stato e dalla Corte costituzionale ed adotti in senso conforme i futuri provvedimenti sull’ecotassa, riconoscendo al territorio il merito di aver raggiunto eccellenti risultati in termini di riduzione dei conferimenti in discarica, che è poi l’obiettivo perseguito dal legislatore con  l’istituzione del tributo”.

 

 

Alessano – Adesso è certo. Noemi fu sepolta viva. Nuovi, raccapriccianti, particolari sono quelli che emergono dai risultati della perizia medico legale disposta sul corpo di Noemi Durini. La morte della sedicenne di Alessano, all’alba dello scorso 3 settembre, è avvenuta “per insufficienza respiratoria acuta conseguente ad asfissia da seppellimento mediante compressione del torace e dell’addome”. L’agghiacciante conferma è messa nero su bianco dalla consulenza a firma del medico legale Roberto Vaglio di Nardò, nominato dalla Procura dei minori per fare luce sulle cause del decesso e poter aggiungere elementi di certezza nella ricerca del responsabile di un delitto quanto mai efferato. Noemi è stata dunque “seppellita” viva dal suo aguzzino. Nella giornata di martedì 20 febbraio la relazione del perito è stata notificata ai legali delle parti coinvolte nelle indagini.

L’assassino ha quindi condotto Noemi sul posto del delitto, in una campagna sulla strada che da Castrignano del Capo conduce a Leuca, dove l’avrebbe picchiata e ferita trascinando il corpo della ragazza, ormai priva di forze, per circa cinque metri prima di “finirla” sotterrandola con le pietre. Questa la (verosimile) ricostruzione delle ultime ore della ragazza scomparsa dalla sua abitazione all’alba del 3 settembre scorso e ritrovata il 13 settembre dai carabinieri, condotti sul posto dall’allora 17enne fidanzato L.M. (di Montesardo di Alessano) accusatosi in un primo momento dell’omicidio salvo ritrattare (fornendo diverse versioni dell’accaduto) ed indicare (lo scorso 3 gennaio) un altro responsabile.

Che Noemi fosse viva quando il fidanzato ha lasciato il luogo del delitto lo avrebbe confermato lo stesso ragazzo nel corso degli incontri avuti con gli psichiatri, in carcere, per accertare la sua capacità di intendere e di volere. Dalla perizia si ha anche la conferma che le altre ferite, provocate da un coltello da cucina e dai pugni, non sarebbero state quelle letali. In vista del processo, ci sarà spazio per le controperizie disposte dei legali della madre e della sorella di Noemi, da L. M. e dal padre di quest’ultimo.

Vito Primiceri e Mauro Buscicchio

Matino – Fondi socialmente responsabili: Banca popolare pugliese ed Etica Sgr (Società di gestione del risparmio) del Gruppo Banca Etica, hanno siglato un accordo di partnership commerciale: l’istituto salentino distribuirà attraverso le sue 106 filiali i prodotti di Etica Sgr, attualmente l’unica società italiana a istituire e gestire esclusivamente “fondi comuni socialmente responsabili”. “L’accordo con Etica Sgr – afferma Mauro Buscicchio, direttore generale di Banca popolare pugliese (nella foto col presidente Vito Primiceri) – consente alla nostra banca di completare l’offerta nel settore del risparmio gestito, con fondi comuni d’investimento di società che nella loro attività privilegiano la salvaguardia dell’ambiente e il rispetto dei rapporti sociali e culturali, valori sempre più all’attenzione degli investitori”.

«Siamo molto contenti di aver sottoscritto un accordo di partnership con una delle realtà più importanti del Mezzogiorno d’Italia. Etica Sgr intende ampliare la sua offerta in questo territorio, dove riscontriamo un interesse crescente per gli investimenti responsabili» sostiene Luca Mattiazzi, direttore generale di Etica Sgr. «Apprezziamo molto anche – prosegue il dg – l’attenzione che Banca Popolare Pugliese ripone ai valori sociali, ambientali, della correttezza negoziale e della cultura, così come emerge dal bilancio sociale dell’istituto. Strumento a cui Etica Sgr presta da sempre particolare attenzione».

I fondi Valori responsabili gestiti da Etica Sgr sono fondi comuni di investimento che mirano a creare valore per l’investitore e per la società nel suo complesso attraverso una strategia di investimento orientata al medio-lungo periodo. L’elemento distintivo risiede nella valutazione di imprese e istituzioni, che integra l’analisi finanziaria con quella ambientale, sociale e di buon governo. Alla base dell’investimento c’è un rigoroso processo di selezione dei titoli, volto inizialmente ad escludere Stati e imprese coinvolti in attività controverse (come per esempio la produzione di armi, di tabacco o il gioco d’azzardo) e successivamente indirizzato a individuare le esperienze più virtuose in base all’analisi degli aspetti sociali, ambientali e di governance degli emittenti. Chi sottoscrive i fondi Valori responsabili di Etica Sgr può, inoltre, scegliere di devolvere lo 0,1% del capitale sottoscritto (1 euro ogni mille) a favore di un fondo che fa da garanzia a progetti di microfinanza e di crowdfunding ad alto impatto sociale e ambientale in Italia.

 

Gallipoli – Già tre ore prima piazza Tellini ha i segni di quello che sarà, per precisa volontà dei ragazzi coetanei dello scomparso e già con un dolorosa memoria alle spalle. “Davide e Marco per sempre nei nostri cuori” ha scritto una mano anonima su di una tela bianca. “Fratelli da sempre, per sempre, per la vita! Ciao Davide”, ha continuato in un altro striscione e poi ancora “fratelli” in un altro messaggio. Sarà che hanno voluto per forza una chiave a tutto quanto accaduto, sarà che così ci si rincuora non poco, ma gli amici di Davide Mauro – morto domenica mattina a 22 anni, dopo essersi sposato con la sua Deborah, 23enne, compagna per nove anni e sposa per sei giorni (qui l’articolo) – hanno trovato questa strada per sentirsi meno soli e far sentire meno solo anche Davide.

La lettera degli amici ai due “fratelli”.  Come se il suo amico fraterno Marco Barone – deceduto per uno stesso male nell’aprile del 2015 – lo avesse solo preceduto ed ora accolto, come hanno scritto in una lettera i loro amici: “Il tuo Marco ti aspettava (aveva tatuato il suo nome Davide, ndr) , ti mancava quel tuo amico d’infanzia che hai sentito sempre accanto a te. Ora sorridete insieme. Ciao Marco, buon viaggio Davide. Vi vogliamo bene”. Ben oltre la morte, quasi uno sberleffo. Come quello ad opera di san Paolo ai Corinzi, richiamato da padre Ignazio Miccolis: “Dov’è, o morte, la tua vittoria? Dov’è il tuo pungiglione?”.

Teste chine e sguardi attoniti. Un sorriso solo quando padre Ignazio sbaglia squadra…. La chiesa del “Sacro Cuore” è gremita. Moltissimi i giovani e tutti con gli occhi lucidi. C’è chi non trattiene i singhiozzi, si alza e va via; chi non nasconde piccoli gesti d’insofferenza davanti ai perché che non hanno risposta, se non si ha una forte fede o si è troppo disperati. I riferimenti al loro caro commuovono i familiari di Marco; piangono e si consolano per un ricordo ancora così vivo e genuino. Scappa anche un sorriso quando l’officiante sbaglia la fede calcistica dei due: juventino Davide (all’uscita lo aspettano palloncini bianchi e neri), interista Marco. Ma va bene anche questo, pur di allentare un poco la cappa che grava su tutti, anche sconosciuti e passanti che si fermano a guardare tanti adolescenti con la testa china per nascondere lo sguardo attonito.

Proprio oggi sarebbe stata la data del matrimonio, in tempi normali. In prima fila Deborah Solidoro è fra i genitori di entrambi e il nonno di Davide. Da quel 23 settembre in cui partirono con tante speranze per Roma, non lo ha abbandonato mai il suo sposo. In tutti i sensi. «Gli ha regalato sorrisi anche quando era proprio difficile sorridere», dice una parente. Anche durante la festa del matrimonio di lunedì scorso, con festicciola finale a cura della Lilt. «Ai due fidanzati riconoscono una dedizione reciproca assoluta, una vita in comune, che non poteva finire che con un patto tra marito e moglie. Prima di quel settembre in cui il tempo è impazzito; prima delle viste al “Sacro Cuore” e poi a San Giovanni Rotondo, per quella gamba dolorante e gonfia, i due avevano fissato la data: ci sarebbe stato oggi il matrimonio “normale”», come rivela Carla Solidoro, zia di Deborah: «Dopo l’intervento chirurgico a Roma, al Policlinico – aggiunge la parente – Davide era tornato a casa. Avevamo tutti la sensazione che il peggio fosse passato. Abbiamo fatto anche festa. E invece…». Invece poco dopo, si sono messi a squillare altri allarmi: una tosse frequente, ancora esami, una macchia scura nei polmoni. E l’impossibilità di provare con la chemio per le condizioni fisiche ormai deteriorate.

“Deborah, posso andare?”. A sua moglie Davide ha chiesto l’ultimo permesso. «Domenica mattina – ricorda malinconicamente un testimone – intorno alle 9 ha detto a Deborah: “Me ne posso andare?” “Perché, dove devi andare…”, ha detto lei. Dopo pochi minuti ha ripetuto la domanda: “Me ne posso andare?” Alla risposta di sua moglie (“Va bene, vai…”), è spirato». Un gruppo di giovanissimi è radunato intorno ad una panchina, in attesa del feretro. Amici di Davide? «Sì, ci salutavamo ma niente di più», dicono al cronista. E cosa vi ha portato qui? Si guardano imbarazzati. «Quello che è successo», risponde uno. Devono ancora capire cos’è la vita, figuriamoci quando fa capriole incomprensibili fino a tramutarsi nel suo contrario.

“Vivere, e sperare di star meglio”. “Vivere, vivere/E sperare di star meglio/Vivere, vivere/E non essere mai contento/Vivere, vivere/E restare sempre al vento a/Vivere e sorridere dei guai/Proprio come non hai fatto mai/E pensare che domani sarà sempre meglio…”. Hanno citato il loro Vasco nel loro saluto a Davide e Marco e letta in chiesa. Parole e note sono riecheggiate in piazza prima del percorso verso il cimitero. Solo quelle parole e quelle note, nient’altro. Se non la voglia matta di aggrapparsi a qualcosa o a qualcuno. Che li metta magari al riparo e li incoraggi: “Domani sarà sempre meglio…”. Di oggi.

Ha collaborato Amleto Abbate

Gallipoli – Quella parte della litoranea sud interessata dal cantiere da 2 milioni di euro, quando sarà pronta? Se n’è parlato più di una settimana fa in commissione consiliare Lavori pubblici (e prima ancora in un incontro amministratori-imprenditori a inizi gennaio)  con molti uditori attenti e preoccupati. Amministratori e il dirigente responsabile hanno provato a rassicurare operatori e commercianti circa l’avanzamento dei lavori giunti – secondo le dichiarazioni in quella sede ufficiale – alla fase di pavimentazione e piantumazione del verde.  Allo stato dei fatti, che si evince dalle foto allegate, salgono però le preoccupazioni e i dubbi circa le sorti della stagione balneare per gli stabilimenti che insistono nel segmento che va dalla Baia verde al canale dei Samari.

Il tratto di strada interessato appare per tutta la sua lunghezza un cantiere quasi fermo o che progredisce a rilento: un percorso completamente sterrato; assenza di strumenti e mezzi di lavoro; nessuna traccia di illuminazione, sulla quale peraltro vi è divergenza di opinione tra Comune e Soprintendenza; tutto quasi sovrapponibile alle immagini di due mesi  fa,  ad eccezione dei tracciati degli impianti idrici, predisposti in prossimità dei lidi , per permettere alle autopompe dei vigili del fuoco di allacciarsi alla condotta in caso di incendi della pineta. In alcuni punti inoltre sembrano essere state puntellate le aree di sosta.

Durante l’incontro, sia l’opposizione che gli operatori avevano sollevato forti perplessità circa la viabilità di soccorso e il poco spazio a disposizione per far defluire le centinaia di turisti che a piedi raggiungono i lidi e permettere, al contempo, un eventuale passaggio di biciclette e mezzi di soccorso. In base ai puntelli posizionati, tra piazzole e manto vegetale, in effetti lo spazio per la corsia pedonale e, all’occorrenza, carrozzabile, risulta ridotto secondi i più. Al momento la costa è irraggiungibile in auto a partire dal primo ingresso di Baia Verde dove sono state apposte le transenne per evitare di trovarsi di fronte allo sbarramento del cantiere e al senso vietato di rientro in Baia Verde e fino allo svincolo in prossimità del canale dei Samari. Mentre restano da risolvere i problemi relativi a operazioni di carico e scarico e al conferimento dei rifiuti.

Va ricordato che la prima consegna dei lavori all’associazione temporanea d’imprese (la Fea srl di Castelfranco Emilia e la Macchia di Genga, Ancona) è avvenuta nel marzo 2017 (problemi di scadenza dei termini entro cui avviare l’intervento finanziato da Ue e Regione); poi vi è stata l’interruzione estiva e la riconsegna dei lavori lo scorso ottobre, con inizio effettivo nei primi di novembre e con conseguenti frequenti interruzioni tanto che l’assessore Cosimo Alemanno ha dovuto fare pressioni sulle imprese per sollecitare una maggiore produttività.

Gallipoli – Smontare tutto? Ci vogliono tre-quattro settimane per rimuovere un lido; poi per rimontare tutto quanto ne occorrono di più perchè c’è da rifare prima permessi, autorizzazioni, sopralluoghi, collaudi. Per non parlare dei lidi (“Zeus” e “Zen”, quest’ultimo per un provvedimento precedente) che si trovano proprio nella parte della litoranea sud coinvolta direttamente dai lavori di riqualificazione ed attualmente impraticabile.

Impossibile rimuovere le strutture, rifare le procedure e rimontarle in tempi utili. Per non far saltare l’avvio della stagione balneare fissato per l’1 di aprile, il giorno dopo le ordinanze comunale di smantellamento di cinque lidi, in base a sentenze del Consiglio di Stato del 2012 e del 2017 si affacciano già richieste di soluzioni-tampone, prima fra tutte una deroga allo sgombero, tesi sostenuta da Cna balneatori e Federbalneari. Anche se c’è chi fa notare che, nelle determinazioni a firma del tecnico comunale responsabile, non ci sono termini perentori entro cui lasciare libero l’arenile, una volta concesso (nel 2010) e poi ritrovatosi senza una autorizzazione paesaggistica valida. Cosa diversa insomma, insomma, dalle ordinanze che hanno colpito “Samsara” e “Zen” in cui si stabilisce chiaramente che la rimozione delle strutture deve essere fatta entro 60 giorni dalla notifica del provvedimento.

Si profilano altre battaglie legali. Non bisogna essere indovini per prevedere altre battaglie legali da parte dei titolari di “Punta della Suina” (Li Foggi), “Zues” (Baia verde), “Spiaggia club (zona stadio), “Rivabella” e “La Bussola” (Rivabella). Toti Di Mattina, per esempio, interessato alla gestione di “Punta della Suina”, per esempio, si dice certo della sua situazione: ci sarebbe una sentenza a suo favore del Tar di Lecce, non appellata e quindi efficace, che però il Comune non avrebbe in alcun modo considerato ma che certamente sarà fatta valere nelle sedi adeguate. “Abbiamo appreso di ennesime revoche della licenza stagionale per cinque lidi di Gallipoli, a circa un mese dall’apertura. Pretendere che in 30 giorni i titolari possano smontare e, dopo aver ottenuto i permessi necessari, rimontare le proprie strutture, è una sfida al buon senso”, afferma Ernesto Abaterusso, capogruppo in Regione di Articolo 1. “Riteniamo ragionevole la loro richiesta di una deroga che permetta di posticipare di qualche mese le operazioni imposte dalla sentenza. È questione che non riguarda solo l’interesse di alcuni imprenditori – conclude il consigliere regionale – attiene alla crescita e alla credibilità di una comunità che dal turismo trae lavoro, sviluppo, e persino servizi. La volontà di collaborare con le istituzioni è stata infatti in più occasioni dimostrata dagli imprenditori turistici”.

Il Consiglio di Stato ha finora sempre ribaltato le sentenze del Tar. Anche se in realtà, non si tratta di un caso ma di una verifica chiesta da più parti dello stato delle concessioni demaniali, al centro anche di appetiti criminali come più volte richiamato da magistrati antimafia. Con numerose sentenze a favore, sul piano della salvaguardia ambientale, la Soprintendenza si sente forte di ribaditi pareri e conclusioni: su 24 ricorsi in Appello contro sentenze del Tar, l’ha spuntata finora in 13 circostanze; le altre undici sono in arrivo e assai probabilmente seguiranno lo stesso indirizzo delle precedenti.

Soprintendenza: “I controlli richiesti da noi non ancora completati in nessun Comune”. A “Nuovo Quotidiano di Puglia” la soprintendente Maria Piccarreta ha chiarito: “I provvedimenti del Comune di Gallipoli non hanno nulla a che vedere con la ricognizione chiesta da noi (risalgono cioè a sentenze del CdS, ndr); sono i Comuni a rispondere eventualmente di mancato controllo”. Le verifiche chieste dalla Soprintendenza, invece, non sono state completate da nessun Ente locale per cui “dati i tempi, non ci sarà nell’immediato lo smontaggio di lidi” per effetto di questi controlli ancora in corso.

Gallipoli – Non poteva durare ancora il silenzio dell’Amministrazione Minerva dopo le cinque determinazioni del dirigente comunale di tre giorni fa, che ordina di smontare altrettanti lidi senza più autorizzazione paesaggistica, pur senza citare i termini temporali entro qui tale operazione va compiuta da parte dei concessionari di demanio marittimo.  Il primo cittadino Stefano Minerva e l’assessore al Turismo, Emanuele Piccinno, prendono la parola per svolgere le loro considerazioni e per concludere con questa proposta operativa: “Per esprimere ancora di più il nostro sentimento di vicinanza, intendiamo passare all’azione concreta invitando imprenditori, portatori di interesse, rappresentanti di categoria ad aprirsi in un ragionamento complessivo in un Tavolo tecnico sul turismo, pubblico e allargato, che ora deve divenire un coro a più voci, in cui chiederemo a tutte le Istituzioni del territorio di aiutare questa Amministrazione e il territorio in questo cammino. Il nostro dovere è garantire il diritto di tutti a vivere un futuro migliore”.

Patto per la sicurezza, legalità e attenzioni particolari. Dopo il clamore suscitato dai citati provvedimenti, Minerva e Piccinno premettono che “poco vi è da dire sul rispetto di prassi e regolari procedimenti burocratici rispetto ai quali la politica poco ha a che fare e che a volte basta poco per condannare: a tal proposito, l’attuale Amministrazione conferma la volontà ad agire per garantire il bene comune nel pieno rispetto della legalità e trasparenza”. Si richiama per questo subito il “Patto sulla Sicurezza” che ha portato l’Amministrazione “a rivolgere la propria attenzione capillarmente su vari settori per garantire un ordine generale che vada dal suolo pubblico al commercio. Uno sforzo non da sottovalutare, ma che poco varrà se in esso non confluiscono volontà ed interesse di tutte le Istituzioni che ora hanno il dovere di compiere questo percorso di crescita insieme alla città”.”

Sostegno alla rete imprenditoriale che ha investito nello sviluppo. In un momento di difficoltà come questo, non è in alcun modo accettabile l’indifferenza da parte di chi deve fungere da stampella in questo cammino. La nostra rete imprenditoriale – sottolineano Minerva e Piccinno – è costituita da persone perbene e lungimiranti che hanno saputo investire nello sviluppo del territorio con professionalità e ragionevolezza. Per tal motivo, intendiamo esprimere la più sincera vicinanza e il reale sostegno  particolarmente a coloro i quali sono stati coinvolti nella ‘vicenda smontaggio’ a cui chiediamo pazienza, appellandoci al contempo alla Regione per accelerare i tempi del Tavolo costituito sull’argomento. L’occhio vigile sulla tutela dell’ambiente e la salvaguardia del territorio deve sposare però la vision imprenditoriale:
avere le strutture turistiche aperte tutto l’anno vuol dire rispettare il piano di destagionalizzazione che da due anni stiamo attuando e su cui sono incentrati i nostri sforzi”. E proprio per mettere insieme esigenze ed aspettative diverse ma non divergenti, ecco l’idea del “Tavolo” pubblico sul turismo a cui l’intera città è chiamata adesso a partecipare. “A questa sfida noi rispondiamo che ci siamo, e manifestiamo la nostra concreta presenza a tutti gli imprenditori che stanno subendo le conseguenze di una burocrazia talvolta poco chiara”, concludono Sindaco ed assessore.

 

 

Aradeo – Torna la pioggia e il canale dell’Asso torna a far parlare di se. Nel pomeriggio di giovedì 15 febbraio il fiume d’acqua che ha cancellato la strada ha ingoiato una Fiat Punto con a bordo due signore di Galatina che se la sono vista davvero brutta. La loro disavventura è finita bene ma la paura è stata davvero tanta. Pensando di evitare gli allagamenti della strada provinciale 50 che da Noha porta ad Aradeo (chiusa al traffico fin dalle prime ore del mattino per lo straripamento del Canale dell’Asso), le due si sono dirette ad Aradeo utilizzando strade secondarie che attraversano campagne prossime allo spartifeudo tra i due paesi. Ma anche qui hanno trovato campagne e strade attraversate dall’Asso completamente allagate. In zona Roncella le due donne hanno perso il controllo della vettura sulla quale viaggiavano, ben presto trasportata dalla corrente fino ai bordi del canale. La situazione è divenuta ben presto molto critica, con l’acqua sin quasi all’altezza dei finestrini, ma le due non si sono perse d’animo e sono riuscite a trovare riparo dapprima sul tetto dell’auto e poi, a fatica, sulla terra ferma in attesa dei soccorsi. Allertati carabinieri e vigili urbani di Aradeo, è stata chiamata ad intervenire anche la Protezione civile di Aradeo. I volontari Francesco Mighali, Alessandro Mighali e Chevin Pallara, con il supporto dei vigili urbani e della Protezione civile di Galatina, indossando le tute di soccorso fluviale sono riusciti innanzitutto a mettere in sicurezza le due donne recuperando dall’auto quel che si poteva, documenti e beni personali. La stessa autovettura è stata poi trainata fuori dall’acqutrino venutosi a creare sulla strada soltanto con l’aiuto di un trattore.

La nota di protesta inviata a Regione, Provincia e Consorzi di bonifica – Purtroppo non è una novità lo straripamento dell’Asso. Succede ogni volta che piove con maggiore intensità, come nei giorni scorsi. La situazione è stata denunciata con un esposto denuncia che i responsabili del Partito democratico di Aradeo, Noha e Cutrofiano ed il responsabile “ambiente” del Pd provinciale, Andrea Russo, hanno inviato ai presidenti di Provincia e Regione, al consigliere regionale Sergio Blasi ed ai Consorsi di Bonifica dell’Arneo e Ugento Li Foggi denunciando la periodica emergenza ambientale “con disagi nella viabilità, danni strutturali, distruzione delle produzioni agricole e serio rischio per la sicurezza e incolumità delle persone”.

Gallipoli – Un sorriso, un vademecum ed uno scambio di battute per ricordare che dire “no” è possibile. Nel giorno di San Valentino, insieme agli auguri per gli innamorati, il “Progetto camper” della Polizia di Stato ha fatto tappa a Gallipoli, in piazza Carducci e poi nelle scuole (Polo 2 e liceo “Quinto Ennio”), per informare e far riflettere sulla violenza di genere anche quanti credono di essere lontani da tali situazioni. “Questo non è amore” è il tema della campagna di sensibilizzazione che, soltanto dallo scorso luglio, ha permesso a quasi 19mila persone di avvicinarsi ai camper della Polizia non solo per curiosare e chiedere informazioni, ma spesso anche per denunciare situazioni insostenibili. «Insieme alle richieste di aiuto aumenta anche la consapevolezza nelle vittime che c’è chi lavora al loro fianco. Non occorre avere paura nel denunciare. Sperata questa’ansia le istituzioni sono vicine a chi vive situazioni di sofferenza, fisica o psicologica, e crede di non poterne uscire. La Polizia, i centri antiviolenza e i servizi sociali hanno personale specializzato, sale d’ascolto protette e quanto occorre per fornire un supporto concreto alle vittime», ha affermato Marta De Bellis, dirigente del commissariato di Pubblica sicurezza di Gallipoli, in piazza accanto agli agenti ed ai rappresentati delle associazioni impegnate in questo delicato settore. Tra questi il centro antiviolenza “Renata Fonte” di Lecce, in piazza Carducci con la presidente Maria Luisa Toto, e “Il Melograno” di Parabita (telefono 328/8212906), presente con la psichiatra Liliana De Maria (di Gallipoli) e l’avvocato Paola Sperti (di Tuglie).

Il ruolo dei centri antiviolenza – Se le denunce aumentano (1522 è il numero gratuito attivo 24 ore su 24 con operatrici specializzate le richieste di aiuto e sostegno delle vittime di violenza e stalking), resta la consapevolezza che ciò che rimane sommerso è ancora tanto. «Occorre evitare il rischio della “normalizzazione del fenomeno”. Noi lavoriamo molto nelle scuole, partendo dalle materne, per educare e far riflettere già in classe su alcuni codici di comportamento. Poi – afferma Liliana De Maria – ci sono i progetti di “alfabetizzazione emotiva” con i quali cercare di far comprendere l’importanza di gesti e atteggiamenti che, se prevaricano, normali non sono e non devono passare come “accettabili”». Le fa eco Paola Sperti: «I ragazzi sono molto sensibili e curiosi, rispondono bene se stimolati. Un tratto comune è quello della percezione della violenza che loro, da giovani, considerano solo per ciò che riguarda l’aspetto fisico più eclatante, magari l’occhio nero, e spesso non sono consapevoli che l’aspetto psicologico può avere una rilevanza uguale se non maggiore».

Presicce – Fan con il fiato sospeso per le sorti del beniamino Matteo Cazzato, il presiccese vocalist del Black Soul Trio, assieme ad Aldo Torsello di Casarano alla chitarra, e Davide Donadei di Parabita alla tastiera, ora nel programma di Amici di Maria De Filippi. Dopo l’annuncio di una doppia eliminazione nella squadra Ferro durante lo speciale del sabato e un commento molto duro da parte del professore Rudy Zerbi, i Black Soul Trio risultano a rischio uscita. Su di loro i professori del programma non si sono ancora espressi ma i fan sono insorti sui social, dove si è scatenata una vera e propria campagna di solidarietà e di incoraggiamento per il cantante salentino e i suoi compagni di avventura.

«Amico mio, quest’esperienza credo che ti abbia fatto maturare molto», commenta Anacleto Tamborrini, suo maestro del coro di Presicce. «Resisti nonostante le ingiustizie che stai subendo”. E continuando cita Riccardo Muti “nella musica più sarete bravi, più nemici avrete”. La trasmissione di Amici per te si è trasformata in Nemici ma va bene così perché ciò significa che tu sei il più bravo e noi…noi si che lo sappiamo benissimo». A questo messaggio ne sono seguiti altri in cui tutti danno pieno sostegno a Matteo.

È già pieno il pullman che porterà i fan, giorno 24 febbraio, a Roma per partecipare al programma. «Abbiamo avuto prenotazioni da tutto il Salento – afferma Carlo Maturo, organizzatore che non esita a definirsi primo fan assoluto di Matteo -. Lo conosco da quasi quattro anni e da allora non faccio altro che ascoltare le canzoni che ho registrato dai suoi live. E non mi stanco mai di sentire la sua potente voce». Maturo, che ha sempre organizzato eventi in cui Matteo si è esibito, è anche il gestore del gruppo fan su Facebook “Black Soul Trio Fanclub Salento” nel quale ha lanciato un sondaggio, con due le opzioni: “Matteo è il miglior cantante” e “Non è un talento (frase pronunciata dal prof Zerbi)”. In pochi giorni circa 400 persone hanno espresso la loro opinione. «Non ci sono dubbi – commenta Maturo – per tutti Matteo è il migliore. Nel gruppo siamo 6mila a sostenerlo”.

Il padre di Matteo non si sbilancia: «Lo sentiamo al telefono ogni sera, ma non può dirci niente di quanto succede nella scuola – afferma Luigi Cazzato -. È tranquillo e noi non possiamo che esserlo per lui. Non sappiamo ancora se riusciremo ad andare a Roma, anche perché non ce lo fanno vedere. Di sicuro gli manderemo, come ogni volta, un carico di prodotti salentini, che siamo sicuri apprezza moltissimo!».

Riguardo alla sfida e alla possibilità di saperlo fuori dalla scuola Maturo risponde: «Quello che passa di lui in TV è davvero pochissimo, non sappiamo nulla di ciò che succede lì dentro, hanno paura di farlo esibire? Matteo ha carisma e le rare volte che l’abbiamo visto cantare in studio c’era tripudio di applausi e standing ovation – continua – tutti noi abbiamo preso male la decisione del professore e non riusciamo proprio a capire come valuta, tuttavia noi fan continuiamo ad incoraggiare Matteo. Non facciamo pronostici, ma siamo sicuri che la sua strada sarà ricca di successi».

Gallipoli – Revocare la concessione agli imprenditori privati che la detengono,  acquisire l’ultimo pezzo del Castello all’uso pubblico, utilizzare tutte le possibili fonti di finanziamento per i recupero e il restauro del bene: sono queste le indicazioni principali impartite al funzionario responsabile del procedimento dalla Giunta comunale guidata da Stefano Minerva e fissate su carta con una deliberazione del 9 febbraio scorso. Tutti presenti (tranne l’assessore Anna Sergi) a questa decisione, in qualche misura, storica, che potrebbe portare anche i 789 metri quadri del Rivellino – luogo tra i più fotografati come sfondo da neo sposi – nella disponibilità dell’Ente locale per finalità ovviamente culturali che nell’atto ufficiale si accennano anche: ideazione, organizzazione e gestione di percorsi didattici, attività formative riguardanti il patrimonio artistico culturale e territoriale, le specifiche tradizioni popolari. La gestione di un tale pacchetto potrebbe essere a carico del Comune o di soggetti privati.

Costruito nel XVI secolo il caratteristico fortino; si cercano fondi per il recupero. Il governo gallipolino prevede inoltre il ricorso ad un tecnico esterno “per l’elaborazione della documentazione tecnica necessaria alla presentazione della relativa istanza presso la competente Autorità marittima e per verificare se sussistono eventuali criticità dal punto di vista statico”. Si apre la caccia anche a fondi europei e nazionali, in grado di garantire la sicurezza del fortino – opera particolare dell’ingegnere militare Francesco Giorgio Martini presso la corte di Urbino, realizzato nel XVI secolo – e la sua conservazione “ai fini della pubblica fruizione”. In questo capitolo rientra l’indicazione di presentare subito una manifestazione d’interesse alla Fondazione Sud, bando  storico-artistico e culturale 2017 “Il bene torna comune” per la valorizzazione del bene del Demanio marittimo.

Una contesa legale che dura da 10 anni. Con richiesta di risarcimento danni. Non è difficile supporre che l’iniziative del Comune abbia la strada spianata, considerata l’annosa vertenza giudiziaria che lo vede contrapposto da quasi dieci anni con i concessionari, gli imprenditori Petrucelli: dopo aver ottenuto nel 2003 il via libera da Soprintendenza e Comune al progetto (un contenitore di iniziative culturali attivo tutto l’anno quindi con copertura in legno dell’arena, acquistata da ditta di Melissano), e dopo aver avviato i lavori, la società “Cinema teatri riuniti”, meno di due anni fa ha acceso un procedimento giudiziario per risarcimento danni causati – è la loro tesi – dalle continue interruzioni del cantiere nonostante i lavori procedessero in assoluto rispetto del progetto approvato. Questa “coltellata”, come si lascia sfuggire un collaboratore degli imprenditori, non servirà certo a rasserenare  i rapporti esacerbati da dieci anni di carte bollate e da sentenze – si sottolinea – tutte favorevoli alla società, compresa quella del Consiglio di Stato. “Abbiamo ed avremmo rispettato in piano la destinazione d’uso, questo è chiaro…”, è l’unico deluso commento dopo che oggi alla “Cinema teatri riuniti” è stata notificata la decisione dell’Amministrazione comunale, la quarta dall’inizio di questa interminabile contesa (Venneri, Barba, Errico le precedenti).

Ricognizione dei beni comunali in corso, priorità del governo gallipolino. Il Comune però viaggia su di un altro binario e in un progetto generale finalizzato a “valorizzare il patrimonio comunale, tutelarlo ed ottimizzare le risorse rivenienti”. Una puntuale ricognizione della situazione è stata avviata fin dall’insediamento della nuova maggioranza, si fa sapere da via Pavia: “Nell’ambito di tale attività di censimento – dichiara l’assessore al Bilancio Giovanni Vincenti – si è incastonato un obiettivo prioritario: dopo il passaggio a titolo gratuito del Castello dal Demanio alla città, si è impartito agli uffici l’indirizzo affinché il manufatto noto come Rivellino segua la stessa strada”, restituendo così la sua fisionomia integrale e originaria al famoso Castello sul mare.

L’assessore Vincenti: “Altre iniziative simili in arrivo”. “Sono molto soddisfatto del lavoro che abbiamo fatto – commenta l’assessore Vincenti – , nella convinzione che sia dovere del buon amministratore privilegiare un uso dei beni  dislocati sul territorio per esaltarne il pregio storico ed  architettonico, la vocazione naturale e le peculiarità, puntando sempre al soddisfacimento del pubblico  interesse, obiettivo che si estrinseca  sia nelle attività di recupero e valorizzazione dei beni, che nella  capacità di garantirne la massima fruizione pubblica”. Il censimento dei beni comunali dati in concessione prosegue, ovviamente. Ci sono altre novità di questo tipo in arrivo? L’assessore risponde così: “Sì, anzi colgo l’occasione  per comunicare che sono in arrivo altre iniziative per recuperare alla  fruibilità pubblica altri importanti siti demaniali”.

 

 

Alessano – Perizie tecniche affidate al Ris di Roma per giungere alla “prova-provata” sul caso Noemi. Quella che fino al 3 gennaio scorso sembrava una vicenda ormai definita con la confessione del giovane di Montesardo Salentino L.M., ora è alla ricerca di nuove certezze. I nuovi dubbi sono sorti dopo la ritrattazione del 18enne che lo scorso 13 settembre aveva portato i carabinieri nelle campagne tra Castrignano del Capo e Santa Maria di Leuca, sul luogo dove lui stesso avrebbe colpito con una pietra alla testa l’ex fidanzata e poi seppellito sotto un cumulo di pietre. Risale, invece, al 3 gennaio la nuova versione dei fatti consegnata dal ragazzo in una lettera ad un agente del carcere sardo di Quartucciu nella quale accusa dell’omicidio un 48enne meccanico di Patù. Da ciò la necessità da parte degli inquirenti di poter disporre dei migliori riscontri tecnici possibili da far valere in sede processuale. Una prima perizia affidata al Reparto investigazioni scientifiche di Roma verrà disposta sulle tracce biologiche raccolti nel corso delle indagini, ovvero residui di sangue e altro, mentre una seconda perizia dovrà mettere a confronto il traffico telefonico intercorso tra i cellulari di amici e parenti di Noemi e di L.M.. Occorre poi verificare se dai filmati degli impianti di videosorveglianza (almeno due) oltre al passaggio della Fiat 500, guidata all’alba del 3 settembre dall’allora minorenne L.M. con a bordo Noemi, vi siano altre autovetture, come affermato dal ragazzo.

Le aggressioni nel carcere – Intanto nel carcere di Quartucciu, nell’arco di pochi giorni si sarebbero registrate due aggressioni nei confronti del ragazzo detenuto. La segnalazione è stata inoltrata alla direzione struttura penitenziaria, con annessa richiesta di trasferimento altrove, ma al momento non sarebbero stati adottati provvedimenti in merito. Gli episodi confermerebbero il clima di tensione venutosi a creare tra il giovane di Montesardo e gli altri detenuti. Intanto i suoi legali hanno sollecitato nuovi accertamenti sul suo stato psico -fisico dopo che una prima perizia avrebbe confermato la sua capacità di intendere e di volere. Secondo gli specialisti, il ragazzo “avrebbe compreso il disvalore e l’abnormità del gesto compiuto. Cosi dopo la confessione ha più volte orientato gli interlocutori verso alterne versioni per quanto goffe, organizzate secondo rappresentazioni per lui giuridicamente più favorevoli”. Su di lui, al momento, pendono le accuse di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, occultamento di cadavere e porto di oggetti atti ad offendere.

Il sindaco Stefano Minerva

Gallipoli – Tutto pronto per il varo, tra i primi in Puglia, del Red, il reddito di dignità che si ispira alle direttive europee per il contrasto della povertà e che ha visto la Puglia pronta ad operare in tale direzione. Ed ora si entra nella fase operativa con queste misure che puntano alla inclusione sociale attiva. E’ infatti stato fissato per lunedì 6 marzo, alle ore 10, presso il Palazzo di città nel centro storico, l’incontro che darà il via alla fase realizzativa della misura governativa e regionale Red. Gallipoli sale sul podio e conquista la medaglia d’oro in Puglia: l’Ambito sociale di Gallipoli, a cui appartengono i Comuni di Alezio, Alliste, Melissano, Racale, Sannicola, Taviano, Tuglie, sarà il primo a sottoscrivere i “patti di inclusione sociale attiva” per i primi beneficiari del nuovo strumento di politiche sociali. Ogni patto garantirà il sostegno al reddito con un’erogazione in denaro fino a un massimo di 600 euro mensili con tirocini della durata massima di 12 mesi, percorsi formativi di aggiornamento professionale o interventi sociali. Nell’Ambito con Gallipoli capofila sono oltre 600 le domande presentate: le prime 150 sono state accolte e valutate positivamente dall’Inps e dalla Regione Puglia, mentre sono più di 200 le adesioni da parte di enti ed aziende pronti ad accogliere i beneficiari. Per le restanti domande, è in corso la fase istruttoria relativa all’attivazione dei percorsi di inserimento.

“Un risultato decisamente positivo e che dimostra l’ottimo lavoro e il forte impegno di chi porta avanti questo progetto. Pensare alla misura Red solo come un beneficio economico è decisamente errato: la possibilità di inserimento permette ai beneficiari di migliorare le proprie competenze e valorizzarle e di trarre benefici anche dal punto di vista, quindi, professionale e sociale. Inoltre, sono notevolmente colpito dalle numerose Manifestazioni di Interesse da parte di soggetti pubblici e privati: si tratta di un’importante risposta ai cittadini che vivono in situazioni economicamente difficili e che il territorio è disposto a supportare”, sottolinea il Sindaco Stefano Minerva. Soddisfazione e plausi ai protagonisti per la parte amministrativa e burocratica anche dal Sindaco di Racale, Donato Metallo: “Grazie alla mia “assessora” Annamaria Errico; Grazie a Luana Sansone, Annalisa Giuranno, Grazia Troisi, Antonella Troisi, Elio Giannuzzi, staff che ha fatto un lavoro egregio. Un grazie immenso a tutti gli operatori del piano sociale di zona(Federica Piccinonno, Cosetta Sansó, Giuseppe Martucci) ed in particolare al motore di tutto, Maria Caiffa (dirigente responsabile del piano sociale del Comune di Gallipoli, ndr)”.

Presicce – Dopo anni passati ad insegnare su cattedre universitarie straniere, torna in Italia, a Foggia, come professore di Storia delle dottrine politiche. E’ il percorso a ritroso di un docente originario di Presicce, Daniele Stasi, 42 anni, studi superiori a Tricase.
“Rientro in Italia con procedura di chiamata diretta (rientro dei cervelli, legge nazionale del 2005, ndr) dopo esame della commissione nazionale per le abilitazioni e firma da parte del ministro dell’Università e ricerca scientifica – afferma il professore Stasi – e rientro presso l’Università di Foggia, record di iscritti quest’anno e seconda Università in Italia, sotto i 10.000 iscritti, per importanza didattica e scientifica dopo quella di Urbino”.
Il curriculum di Stasi, nonostante la giovane età, è lungo: ha studiato e svolto attività scientifica e didattica in Germania, presso l’Istituto “Max Planck” di Francoforte; in Polonia, all’Università di Lublino (Umcs e Giovanni Paolo II) e Rzeszow; in Scozia  presso l’Università di Aberdeen e Glasgow; in Slovacchia, all’Università di Presov; in Irlanda presso il Trinity College di Dublino. Ha svolto seminari in diverse università europee ed è stato visiting professor presso la “Luiss-Guido Carli” di Roma. Inoltre, è autore di numerosi saggi e di alcune monografie in diverse lingue.
“Torno a fare lezione per un intero corso in lingua italiana invece che straniera”, annota sorridendo. Poi aggiunge serio: “In questi anni ho conosciuto molti studiosi italiani come me all’estero, persone in gamba, che hanno raggiunto posizioni di eccellenza nelle università e altrove. Tanti, troppi! Solo una persona in malafede – rimarca – può dire che chi parte lo fa perché non ama abbastanza il proprio Paese. Le differenze tra il sistema universitario italiano e quelli stranieri, parlo della Germania, della Polonia e degli altri Paesi nei quali ho studiato e lavorato, ci sono, ma si vanno assottigliando per effetto soprattutto delle politiche dell’Unione europea. Ne traggono beneficio le università giovani e dinamiche, in Italia e non solo. Foggia è tra queste”. Bentornato, professore.

Gallipoli – Conclusione nel centro storico, martedì 13 febbraio, per la 77^ edizione del Carnevale gallipolino. “Tivù tivà, il Carnevale è il nostro gioco” è il tema della manifestazione promossa dalla Fabbrica del Carnevale di Gallipoli, con il presidente Stefano Coppola, e dal Comune. Per l’ultima sfilata, a partire dalle 16 ci sarà la sfilata dei gruppi mascherati, con partenza da piazza Aldo Moro verso il centro storico con il tradizionale appuntamento de “ Lu Titoru”, maschera caratteristica della città carica di elementi grotteschi. I festeggiamenti del Carnevale si concluderanno poi alle ore 18  presso il sagrato della chiesa di San Francesco d’Assisi con la cerimonia solenne del “Campanone” e con l’apertura del tempo di Quaresima, con la riconsegna della chiave della città dai Regnanti del Carnevale, i gallipolini Martina Polo e Micheal Rizzo, alla confraternita di San Giuseppe che la custodirà fino al prossimo anno. Diversi i gruppi mascherati in gara che hanno già partecipato alle due sfilate di domenica 4 e 11 febbraio su corso Roma: dall’associazione per disabili “Nova Vita” di Casarano alla “Quadriglia Presiccese”, dal gruppo locale dell’oratorio San Lazzaro, che ha rivisitato lo Zecchino d’oro, alle Cheerleader dell’oratorio della Lizza di Alezio fino al gruppo di Alessano. E poi ancora gruppi da Galatone, Melissano (città gemellate), Taviano e Porto Cesareo. Tra i carri partecipanti a questa edizione, tutti ispirati al gossip e alla tivù, sono stati invece premiati a pari merito “Superealityshow” del team fratelli Coppola e “Disinformazione2.0” di Fideliter Excubat. In gara c’erano anche “Strisciando Ballando” di Franco Monterosso  e “Il Trono di spade” dell’omonimo carro de “I ragazzi di strada”.

Gallipoli – Anche al Festival di Sanremo 2018 i pugliesi saranno di casa. La regione fa sentire la sua voce anche nell’edizione che celebra i 60 anni di “Nel blu dipinto di blu”, il brano con cui un gigantesco Domenico Modugno (originario di Polignano a Mare) rivoluzionò la canzone italiana e fece letteralmente “volare” un’intera nazione. Fra i 20 big in gara nell’edizione che si apre stasera, martedì 6 febbraio, ci sono il brindisino Bungaro, che con Ornella Vanoni e Pacifico porta sul palco “Imparare ad amarsi”, il tarantino Diodato che canta il brano “Adesso” accompagnato alla tromba dal leccese d’adozione Roy Paci. E poi ancora il barese di origine albanese Ermal Meta che duetta con Fabrizio Moro con il brano “Non mi avete fatto niente”. Unico solista fra i pugliesi l’altro tarantino Renzo Rubino, presente alla kermesse con la canzone “Custodire” scritta da Giuliano Sangiorgi. Sì, il “Giuliano dei Negramaro” (per citare Zalone). Il leader della band “made in Salento” che giovedì 8 torna a Sanremo fra i superospiti, dopo la bruciante eliminazione nel 2005 di “Mentre tutto scorre”, brano che poi decretò il successo del gruppo. Va detto, però, che Sangiorgi in questi anni ha sempre mantenuto un rapporto con il Festival. La sua scrittura, infatti, ha prodotto canzoni per diversi artisti tra cui Malika Ayane e la coppia Giovanni Caccamo-Debora Iurato (terzi due anni fa). La loro esibizione è ancora top secret, chissà però che non ci sia la sorpresa di ascoltare insieme il direttore artistico Claudio Baglioni con il cantante di Copertino. Ma la presenza della Puglia non finisce qui. Tra i giovani di “Area Sanremo Tour” c’è anche la cantante e attrice Selenia Stoppa, nata a Torre Santa Susanna ma attualmente residente a Felline mentre colonne portanti della sezione ritmica della grande orchestra che accompagnerà i cantanti al Teatro Ariston sono il leccese Maurizio Dei Lazzaretti alla batteria (oramai presenza fissa della manifestazione) ed il percussionista nato a Galatina Alessandro Monteduro (già membro storico dell’Orchestra Notte della Taranta). Dietro le quinte non mancherà la presenza di Gianpiero Pisanello (di Tuglie), direttore del Salento Book Festival, nel ruolo di opinionista e membro della giuria dei giornalisti, così come di Gianluca Guido (originario di Collepasso) per la Sony Music e del duo di fotografi Flavio e Frank (originari di Matino).

Gallipoli – Hanno fatto irruzione con clamorosi botti, più o meno, sulla scena politica provinciale e, fiutando il clima generale come cani di razza, hanno cercato di dare una spallata decisiva al sistema dei partiti, ai gruppi dirigenti che si autoperpetuano, alla “vecchia politica”. E sembrava fatta.

La primavera del 2016, tinta di “amori” trasversali. Il 2016 è apparso l’anno che aveva spalancato loro le porte definitivamente: uno, nella sorpresa generale, aveva conquistato Nardò, il secondo centro della provincia, con “Andare Oltre”; l’altro aveva sfiorato l’impresa a Gallipoli, sfumata per una manciata di voti, con “Gallipoli Futura”. A urne appena richiuse, entrambi avevano lasciato intendere quali erano gli obiettivi a breve termine, annunciando obiettivi ambiziosi, a tratti visionari; l’”ultrapolitica” alla conquista del “Sistema” ormai moribondo; una rete di liste autonome nell’intera Puglia.

Alla conta di questi giorni, rinviata “buona la prima“. Ma, a liste definite e pubblicate, quel “buona la prima” scritta a pieno titolo nella primavera del ’16, è diventato “andrà meglio la prossima” per entrambi. Forse. Giuseppe Mellone, ispirato dal pensiero di Pino Rauti (Msi), ultima fase, definita appunto “Andare oltre”, ha dovuto ufficialmente ammainare bandiera e, dopo aver fatto affiggere grandi manifesti e immortalato l’impegno con foto di gruppo a sostegno della sua fedele assessora, Maria Grazia Sodero, nella lista con la Lega Nord di Salvini, ha dovuto annunciare che il movimento non sarà della partita.

Non è bastato il radiamento a tappe forzate per AO. Eppure gli animatori di AO ce l’hanno messa tutta per arrivare all’appuntamento che conta, quello col Parlamento, con le carte in regola: apertura di sedi o individuazione di “referenti locali” in “circa venti realtà”, da Lecce a Maglie, a Neviano, a Roma Sud persino; esponenti nelle Amministrazioni comunale di Lecce (vicesindaco). Galatina (Sindaco), Alezio (consigliere di minoranza), Squinzano (vicesindaco), un consigliere provinciale; addirittura un “Manifesto dell’Idea” e “sottoscritto da 60 amministratori locali” dicono in una delle tante note con cui fanno sentire – giorno dopo giorno quasi – la propria presenza.  Ma i “soliti politici” non se la sono bevuta, anche se AO aveva strizzato l’occhio al M5S (“L’apertura di Luigi Di Maio alle forze civiche non può che farci piacere”, parole di Giancarlo Erroi, coordinatore provinciale) agli inizi di gennaio; quell’ammiccamento evidentemente era rimasto lì, non colto come desiderato dai proponenti. Che, col passare del tempo e senza stringere nulla in mano, si sono pure pubblicamente rammaricati, tanto da scrivere a fine gennaio: “Sono passati due mesi dalla lettera aperta rivolta dai principali movimenti civici del territorio ai partiti e ai movimenti nazionali in vista delle Politiche del 2018, per chiedere un coinvolgimento dei territori nella scelta dei candidati di collegio, ma ad oggi questa richiesta non è stata presa nella dovuta considerazione”. I referenti dei partiti “non ascoltano le istanze di cambiamento che soffiano ormai in tutta la Nazione”. Compreso il Pd di Michele Emiliano, che da presidente della Regione aveva raccolto un gruppo consiliare di due elementi e pubblici apprezzamenti da Mellone, giustificati da quest’ultimo ai melloniani più recalcitranti come “armoniose convergenze” su fatti e progetti utili per la città.

Come voterà adesso AO? Poi, a pochi giorni dalla presentazione delle candidature, ecco la svolta con Salvini, che poi svolta non era. Si dice che Salvini e i suoi abbiano subdorato un tasso di strumentalità (fare da taxi) evidentemente non sopportabile. Cosa farà ora la “comunità militante” di AO? Di certo i corteggiatori in queste settimane non mancheranno, allettati dal loro consistente patrimonio di voti e, considerata la voglia di protagonismo di AO, non è da escludere qualche sorpresa con annessa indicazione di voto più o meno esplicita (ma correndo il rischio di scontentare qualche alleato). Del resto, senza accordo con i tanto vituperati partiti nelle comunali 2016, la conquista di Palazzo Personé non si sarebbe realizzata.

Una parabola analoga a Gallipoli. Sempre in riva allo Jonio, un po’ più a sud, sia pure con meno enfasi e comunicazione assillante si è manifestata e definita un’altra parabola, sempre a partire dalle votazioni comunale di metà 2016. Qui “Gallipoli Futura” trae il nome da un libro scritto da Flavio Fasano alla fine degli anni in cui era stato Sindaco con maggioranze di centrosinistra. E in piena campagna elettorale lancia l’idea di una rete autonomistica che abbracci l’intera Puglia”. Poiché “le associazioni civiche nascono con peculiarità localistiche ma possono essere riunite in un movimento sostenuto in un progetto politico di cui chiedere l’attuazione con la forza delle idee che maturano dal basso”.

“La Puglia come laboratorio di una rete civica”. A stretto giro di posta gli aveva risposto l’ex parlamentare di An ed assessore regionale Rosario Polizzi, in qualità di cattedratico dell’Università di Bari, anche lui a capo di un movimento civico barese e convinto dalla prospettiva unitaria regionale. “Per restituire alla Puglia – aveva detto in occasione di una manifestazione cultural-gastronomica – il ruolo di laboratorio politico declinato in passato in varie forme”. Entrambi, Fasano e Polizzi, aveva annunciato in tempi ragionevoli una “grande convention di forze civiche”. Il tema aveva fatto capolino in qualche comunicato da allora ad oggi ma senza novità rilevanti. Che sono giunte in questi giorni con un ordine del giorno sull’atteggiamento da tenere davanti alla scheda elettorale. Che farà GF? Voterà? E se sì, per chi?

Le indicazioni di voto di GF per il Parlamento. In un documento approvato dal direttivo guidato da Luigi De Tommasi, dal gruppo consiliare, digli attivisti riuniti in assemblea si stabiliscono quattro punti di fondo. Nel primo si richiama la genesi di GF “costruita col coinvolgimento diretto dal basso”, in nome del “popolo sovrano” e “rifuggendo da logiche di interesse e di potere”. Nel secondo punto si stigmatizza la legge elettorale definita “obbrobriosa”, senza “diritto di scelta” da parte dell’elettore; la perdurante centralità degli “apparati di partito vecchi e nuovi” per privilegiare “l’autoconservazione dei vecchi gruppi dirigenti” che fa venir meno “ogni principio di democrazia partecipata”. Ad uno scenario che “non lascia presagire nessuna prospettiva di rilancio e di sviluppo economico e sociale per questo nostro  Salento“, GF aggiunge il necessario superamento di un partito o di una coalizione del 40%, limite che “fa già aprire scenari di inciuci e trasformismi”, per poi concludere: “Si delibera di proporre ad iscritti ed attivisti di andare comunque ad esercitare il più importante diritto democratico, il voto, lasciando però libertà di scelta, non ultima la scheda bianca, come palese protesta democratica contro questa partitocrazia”. Naturalmente, anche a Gallipoli adesso c’è da aspettarsi tentativi di abboccamenti con gruppi di elettori “in libertà” da qui al 4 marzo. Con esiti tutti da valutare. Dopo.

 

 

Gallipoli – Con la novità assoluta della presenza di una squadra giapponese, è ai nastri di partenza la 15^ edizione del Trofeo Caroli Hotels under 14. Giovedì 8 febbraio alle ore 18, nella sala convegni “Caroli-Caputo” dell’Ecoresort Le Sirenè di Gallipoli, si terrà cerimonia di inaugurazione mentre le prime sfide sono in programma il giorno seguente, sin dal mattino, nei vari impianti della provincia coinvolti dall’evento. Come al solito sono sempre grandi numeri a caratterizzare il torneo divenuto punto di riferimento per il movimento calcistico giovanile internazionale che riesce, ogni anno, a far convergere a Gallipoli e dintorni almeno un migliaio di presenze tra staff, giocatori, staff e addetti ai lavori. Le partite in programma sono 68 con le 28 squadre iscritte impegnate su 21 campi da gioco sino alla finalissima in programma martedì 13 alle 10,45 al “Bianco” di Gallipoli. Le altre gare si disputeranno a Castrignano del Capo (comprese le due semifinali del pomeriggio di lunedì 12), Racale, Otranto, Collepasso, Sogliano Cavour, Poggiardo, Taurisano, Ugento, Lequile, Casarano, Nardò, Copertino, Tricase, Melpignano, Lecce (presso il Cus), Parabita (Heffort Sport Village), Galatina, Martano, Melendugno e Maglie.

Scuole coinvolte – Anche quest’anno l’evento prevede la collaborazione della Provincia di Lecce e dell’Unicef con il  coinvolgimento dei Consigli comunali delle ragazze e dei ragazzi dei centri interessati per un progetto ad ampio respiro che unisce sport, solidarietà, promozione del territorio e interscambio culturale. Rilevante è anche la presenza di circa 100 studenti provenienti da alcuni istituti superiori della Provincia che affiancheranno nel corso del torneo lo staff organizzativo. Per la prima volta sono rappresentati tre continenti con cinque formazioni inglesi (Arsenal, Stevenage, Bournemouth, Sheffield Wednesdy) Creative Academy), una svizzera (Lugano), una argentina (Los Aromos) e una giapponese (Fourwinds Japan) suddivise in sette gironi insieme alle altre 20 squadre italiane (tra le altre Milan, Roma, Genoa, Inter, Juventus e la Tor Tre Teste Roma ultima vincitrice). Particolarmente qualificata anche la presenza delle squadra locali con Lecce, Capo di Leuca, Gallipoli Montefiore e Soccer Dream Parabita.

Convegno sul calcio giovanile – Oltre all’aspetto agonistico, il Trofeo Caroli rappresenta un’importante occasione di confronto sui temi legati al calcio giovanile. Sabato 10 febbraio alle 14,30 presso l’Ecoresort Le Sirenè è, infatti, in programma il sesto convegno internazionale sul tema: “Il calcio giovanile: evidenze, orientamenti, metodologie” organizzato dall’Associazione italiana preparatori atletici calcio e da Caroli Hotels mentre anche in questa edizione torna “La Giovane Italia”, ovvero il format ideato dal giornalista di Sky Sport Paolo Ghisoni grazie al quale alcune squadre (Roma, Inter, Milan, Sassuolo, Genoa, Hellas Verona , Spal e Juventus) sperimenteranno  “l’autogestione” tecnica al fine di responsabilizzare i ragazzi in campo e i genitori al seguito: in sostanza, dopo un colloquio nello spogliatoio con il proprio allenatore, chi gioca vivrà l’esperienza della partita senza la figura del tecnico in panchina (che andrà invece in tribuna). Alla squadra vincitrice verrà assegnato il trofeo opera dell’artista gallipolino Roberto Perrone realizzato in terracotta, cartapesta e pietre locali per evidenziare al meglio l’espressione dell’artigianato salentino.

Presicce – Nel giorno dei funerali e del lutto cittadino, Presicce si è stretta attorno alla famiglia del suo ex sindaco Leonardo La Puma, scomparso ieri mattina all’età di 69 anni. Per ricordarlo, il paese ha esposto le bandiere con il nastrino nero lungo le strade. Sin da ieri la sua abitazione è stata invasa dall’affetto di tutti e dalla voglia di stringersi intorno alla famiglia per dare un conforto, anche se minimo. Nessuno si aspettava che sarebbe andato via così presto: malato da tempo di Alzheimer, chiedeva di morire con dignità e in fondo si è spento prima ancora che la malattia lo consumasse completamente. La moglie Anna Cesi lo ha assistito  con abnegazione già dai primi sintomi e si è impegnata personalmente, organizzando in paese dei convegni per capire la malattia dell’Alzheimer e per aiutare i familiari. I figli, Irene, Silvia e Giuseppe, i nipoti e i familiari, non lo hanno mai lasciato solo. Avrebbe voluto essere sistemato nel suo studio, colmo di libri, lì dove teneva le sue riunioni politiche. Quella stanza però non sarebbe bastata a contenere la gente arrivata da tutta la provincia per l’ultimo saluto. E anche lo spazio della chiesa madre si è dimostrato piccolo. La funzione religiosa è stata commovente, soprattutto quando l’attuale direttore del dipartimento universitario, il sindaco di Presicce Riccardo Monsellato e il suo vice Anacleto Tamborrini gli hanno rivolto con affetto un commiato. Accanto al feretro due suoi testi universitari e una copia del giornale “La Folaga” di cui, negli anni ’70, fu direttore. Durante la sua carriera universitaria il prof Leonardo La Puma ha insegnato a centinaia di studenti e in molti si sono laureati con lui. Sui social sono loro a rendergli omaggio ricordandolo soprattutto come una brava persona, prima che docente preparato e appassionato. E poi ci sono gli amici, quelli con cui ha giocato a calcio e che poi ha ritrovato anche lungo il cammino nell’impegno pubblico; i politici che con lui hanno condiviso le sue battaglie o gli avversari che lo hanno avversato; i colleghi dell’Università e le persone comuni o impegnate nell’associazionismo che ricordano l’uomo e la sua classe.

Gallipoli – “Buona la prima” per la 77^ edizione del Carnevale gallipolino, promossa dalla Fabbrica del Carnevale (presidente Stefano Coppola) e dall’assessorato al Turismo e allo spettacolo del Comune. Ad aprire il corteo di “Tivù tivà, il Carnevale è il nostro gioco” di domenica 4 febbraio su corso Roma sono stati i “Regnanti” di quest’anno, ovvero la Regina Mendula Riccia, Martina Polo, e Re Candallinu, Michael Rizzo. Diversi gruppi mascherati che hanno preso parte alla sfilata, presentata da Luigi Mba Pì Tricarico e Alessia Cuppone: dall’associazione per disabili “Nova Vita” di Casarano alla “Quadriglia Presiccese”, dal gruppo locale dell’oratorio San Lazzaro che ha rivisitato lo Zecchino d’oro, alle Cheerleader dell’oratorio della Lizza di Alezio fino al gruppo di Alessano. E poi ancora Taviano, Galatone e Porto Cesareo. Per dare nuova linfa alla manifestazione è stata istituita pure la categoria “maschera singola”: l’auspicio  quello di avvicinare al Carnevale nuove leve tra i tanti ragazzi che a Gallipoli già la cartapesta e che, ad esempio, anche con i “pupi di Capodanno” hanno realizzato installazioni di rilievo. L’idea nasce su suggerimento di Massimiliano Negro (da anni impegnato anche a Viareggio) che, insieme a Luigi Barletta (entrambi di Gallipoli)  ha realizzato il fantoccio di Malgioglio in cartapesta. In gara come singoli anche due teneri e piccolissimi “Biancaneve e Cucciolo” impersonati da due fratellini. Tutti ispirati al gossip e alla tivù i temi dei carri: “Superclassifica show” con lo storico “Telegattone” dal nome “Superealityshow” del team fratelli Coppola;  quello dedicato agli aspetti prodotti dalla “troppa e dalla cattiva televisione” con il carro “Disinformazione2.0” di Fideliter Excubat; poi ancora “Striscia la notizia” per il carro “Strisciando Ballando” di Franco Monterosso e la serie tv “Il Trono di spade” dell’omonimo carro de “I ragazzi di strada”.  Si replica domenica 11 febbraio a partire dalle ore 15 con la consegna dei premi a cui seguirà la musica de “El taxi” su Piazza Giovanni XIII; mentre martedì 13 febbraio si terrà la  sfilata dei gruppi mascherati a partire dalle 16 da piazza Aldo Moro verso il centro storico e il classico appuntamento con il “Titoru”, maschera caratteristica della città carica di elementi grotteschi. I festeggiamenti del Carnevale si concluderanno poi  alle ore 18 presso il sagrato della chiesa di San Francesco d’Assisi con la cerimonia solenne del “Campanone” e con l’apertura del tempo di Quaresima, con la riconsegna della chiave della città dai Regnanti del Carnevale ovvero ( quest’anno per turnazione) alla confraternita di San Giuseppe, che la custodirà fino al prossimo anno.

Alessano – A dieci anni dalla visita a S. Maria di Leuca di Papa Bendetto XVI, un altro pontefice viene nel Salento. La data certa è quella del 20 aprile, un giorno simboli perchè ricorre l’anniversario della scomparsa di mons. Tonino Bello, vescovo di Molfetta e originario di Alessano. Sono trascorsi 25 anni da allora ma la figura, gli insegnamenti, le visioni profetiche di don Tonino (come continuano a chiamarlo in molti) non solo resistono ma si arricchiscono di nuovi significati intorno al vescovo della “convivialità delle differenze”.

Gli orari, gli incontri, i messaggi ad Alessano e Molfetta. Questo il programma della visita pastorale Alessano (diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca) e a Molfetta (diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi), diramato stamattina dalla Sala stampa vaticana: dopo la partenza in aereo da Ciampino, arrivo alle 8,20 all’aeroporto militare di Galatina; da cui Bergoglio proseguirà in elicottero per Alessano (arrivo previsto alle 8,30) nel parcheggio adiacente il cimitero. Il Santo Padre, accolto dall’ordinario diocesano mons. Vito Angiuli e dal Sindaco di Alessano Francesca Torsello; sosterà in privato sulla tomba di “don Tonino” e dopo aver salutato i familiari del presule, incontrerà i fedeli nel piazzale antistante il cimitero. Ci sarà quindi il saluto del vescovo Vito Angiuli e il saluto del Pontefice ai convenuti. Il viaggio del Pontefice proseguirà (sempre in elicottero) alle 9,30 alla volta di Molfetta dove, alle 10,15 sarà accolto, nella zona del porto adiacente il Duomo, dal vescovo della diocesi mons. Domenico Cornacchia e dal Sindaco della città, on. Tommaso Minervini. Alle 10,30 ci sarà la Concelebrazione eucaristica con la partecipazione di tutti i vescovi pugliesi e l’omelia di Papa Francesco. Alle 12 la partenza alla volta dell’Eliporto vaticano.

I primi tenui segnali dell’evento. Già il 3 novembre scorso con  “don Tonino e il Papa: strade che portano ad Alessano” Piazzasalento aveva colto segnali ancora nebulosi e non verificabili circa la probabile venuta di Papa Francesco. A margine di un convegno su Bergoglio con la vaticanista di Tv2000 Cristiana Caricato, il 18 novembre, si parlò nuovamente ma sempre ufficiosamente dell’ipotesi per cui il Papa sarebbe venuto in Puglia nell’anno del 25° di don Tonino e già allora cominciava a crescere l’entusiasmo che in queste ore ha contagiato molti.

Preghiere e riflessioni: la diocesi si prepara. Angiuli: “Francesco lascerà una traccia profonda”. Grande soddisfazione è stata espressa dal vescovo di Ugento mons. Angiuli (in foto durante la conferenza stampa di oggi assieme al presidente della Fondazione don Tonino Bello Giancarlo Piccinni e al sindaco di Alessano Francesca Torsello), che così si è espresso: “La data scelta dal Santo Padre è estremamente significativa (alludendo alla coincidenza del 25° della morte di don Tonino, appunto). Per celebrare degnamente questa ricorrenza, la nostra Chiesa di Ugento-S.Maria di Leuca si sta preparando da tempo con grande intensità di preghiera e di riflessione”. Ha poi così proseguito mons. Angiuli: “Il Santo Padre viene a porre il sigillo della sua autorità, riconoscendo nel Servo di Dio (don Tonino appunto) un testimone autentico del Vangelo e additando la sua persona ed il suo messaggio come una fonte preziosa per la missione della Chiesa agli uomini e alle donne del nostro tempo. Don Tonino è stato – ha rimarcato  l’ordinario diocesano – un vescovo secondo il Concilio. Ha interpretato e attuato gli insegnamenti conciliari, soprattutto quello di porre un’attenzione privilegiata agli ultimi e ai poveri, con uno stile di fraternità e con gesti profetici che invitavano alla pace e alla non violenza. Ha testimoniato la bellezza di una “Chiesa in uscita” (esortazione questa spesso usata da Papa Francesco), in dialogo con il mondo, pronta a camminare e a collaborare con gli uomini di buona volontà per la pace, la giustizia e la salvaguardia del creato. Sono questi  alcuni aspetti che mettono in risalto la sintonia tra il magistero di Papa Francesco e l’insegnamento e la testimonianza che don Tonino ci ha lasciato.  Per questo sono sicuro – ha concluso il presule – che la visita del Santo Padre , anche se breve, lascerà una traccia profonda  nella Chiesa di Ugento-S.Maria di Leuca, nella società salentina e nella Chiesa italiana”.

Fondazione “Don Tonino Bello”: “Un anticipo della sua santità”. Particolarmente  emozionato  e commosso Giancarlo Piccinni, presidente della Fondazione “Don Tonino Bello”:  allora era un giovane medico quando pianse copiosamente 25 anni fa, per la prematura scomparsa del suo maestro don Tonino. “Oggi è un evento storico – commenta a conferenza stampa finita – la presenza del Papa che viene a pregare sulla sua tomba proprio il giorno del 25°, con la causa di Beatificazione di don Tonino Bello in corso, ha un valore simbolico che anticipa in tutta la sua autorevolezza  il riconoscimento ufficiale della sua santità”.

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