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Nardò – Saranno la “Bianco Igiene ambientale” di Nardò, la “Gial Plast” di Taviano e la “Armando Muccio” di Taurisano in associazione temporanea ad occuparsi dei rifiuti – spazzamento, raccolta, trasporto dei rifiuti solidi urbani di Nardò e degli altri Comuni facenti parte dell’Aro (Ambito raccolta ottimale), cioè Alezio, Aradeo, Collepasso, Galatone, Neviano, Sannicola, Seclì, Tuglie.

Una procedura iniziata nel maggio 2013. Tolto il ribasso del 3,735% sull’importo globale per nove anni, le tre società hanno portato a casa un appalto da 102 milioni 986.734, 96, vale a dire 11 milioni 443mila euro annui. L’affidamento definitivo della gara con capofila Nardò e passata attraverso varie traversie ed un commissariamento (nel marzo scorso, da parte della Regione), è datato 20 novembre. Una data a suo modo storica, se si pensa che il primo passo verso questo traguardo è stato compiuto dal commissario ad acta dell’Aro 6 il 13 maggio 2013, con la costituzione del’associazione dei Comuni, come previsto dalle norme regionali del 2012.

I punteggi finali della gara dopo 51 verbali. “Bianco-Gial Plast-Armando Muccio” hanno messo insieme 91,332 punti; staccati i secondi classificati, “Ecotecnica-Igeco-Axa” con i loro 65,8655 punti. L’ampio divario forse metterà al riparo l’intero lungo procedimento – passato anche attraverso il dispositivo rettificato con conseguente ripubblicazione del bando sulle Gazzette ufficiali italiana ed europea – dai consueti ricorsi a firma normalmente di chi precede in graduatoria finale. Si contano ben 51 verbali stilati e firmati dai componente la commissione. E sono specificati in 21 capitoletti i motivi per cui sono stati proclamati i vincitori.

Concorrenti battuti sulle proposte migliorative del servizio. La qualità del progetto tecnico ha fruttato 12 punti all’Ati che entro 35 giorni dalla comunicazione ufficiale stipulerà il contratto. Ma hanno inciso anche le proposte migliorative rispetto a quanto richiesto dall’Aro, il sistema di “intercettazione” del rifiuto abbandonato; le modalità di gestione degli Ecocentri; la qualità del piano di informazione e comunicazione nella fase di avvio e nelle annualità successive, col servizio a regime; il sistema di assistenza ai cittadini e dei controlli; il miglioramento funzionale delle sedi aziendali  e della stazione da utilizzare per il servizio di trasporto della frazione umida. La commissione ha anche verificato la capacità economico-finanziaria e tecnico-organizzativa come previsto dai requisiti contenuti nel bando.

I costi Comune per Comune. Iva esclusa, ecco quanto costerà annualmente il nuovo servizio paese per paese: Nardò 5 milioni 176.589 euro; Alezio 681.141; Aradeo 967.725; Collepasso 631.089; Galatone 1 milione 726.608; Neviano 582.208; Sannicola 856.584; Seclì 194.238; Tuglie 626.784.

 

Centro storico di Gallipoli

Gallipoli – Sarà il Tar di Lecce a decidere, il prossimo 20 febbraio, se e quanto dovranno pagare i Comuni per saldare i debiti nei confronti della “Progetto Ambiente”, gestore dell’impianto Cdr di Cavallino. Una questione spinosa che si trascina da anni e che vede l’uno di fronte all’altro lo schieramento compatto delle 97 municipalità salentine e la società che cura lo smaltimento.

Tariffe di smaltimento ferme al 2010: sugli adeguamenti è guerra in tribunale. Nel paese alle porte di Lecce l’impresa che fa capo al consorzio Cogeam, produce il combustibile derivante da rifiuto e i Comuni che negli anni hanno conferito le loro immondizie devono pagare una tariffa stabilita da un contratto firmato nel 2004 dall’allora commissario delegato per l’emergenza ambientale, l’ex Governatore regionale Nichi Vendola. Il problema sono gli adeguamenti tariffari a partire dal secondo semestre 2010 fino a tutto l’anno in corso, stabiliti con un decreto dal commissario ad acta dell’Agenzia territoriale dei rifiuti, Gianfranco Grandaliano. La somma in ballo non è decisamente trascurabile: 27 milioni, euro più euro meno, calcolata sulla scorta degli indici Istat per cui il commissario Grandaliano aveva stabilito tariffe che vanno dai 102,56 euro del 2010 ai 112,95 del 2017, per ogni tonnellata di rifiuto conferito.

Il forte rischio: da 72 euro a tonnellata di immondizie conferite a 113. Una batosta per le casse comunali visto che sborsavano 72 euro e 60 centesimi a tonnellata. Inoltre, per la “Progetto ambiente” anche la tariffa di 112,95 è bassa, in quanto sostiene che per la copertura dei costi di esercizio occorrono almeno 128 euro a tonnellata. Le parti hanno presentato ognuna un ricorso ai giudici amministrativi. I Comuni (che in questo caso si sono raggruppati in tre aree equivalenti a nord, centro e sud Salento) hanno dato mandato agli studi legali di Ernesto Sticchi Damiani, Angelo Vantaggiato e Gianluigi Pellegrino; la società si è rivolta al legale Luigi Quinto, che tra le altre cose durante le febbrili trattative dei mesi scorsi aveva prospettato l’ipotesi che un’eventuale vittoria al Tar avrebbe fatto schizzare la tariffa a 145 euro.

I “debiti” da prevedere ad oggi: Gallipoli 1 milione 237mila, Ugento 704 mila, Casarano 651mila. Se venisse confermata la validità del decreto di Grandaliano, i Comuni sarebbero costretti ad un gravoso esborso. Nell’ex Ato Lecce 1 la stessa città capoluogo avrebbe un debito di 3 milioni e 618 mila euro, Copertino 484 mila, Carmiano 343mila, Leverano 348mila, Porto Cesareo 640mila, Trepuzzi 376mila e Veglie 467mila; nell’ex Ato Lecce 2 su Gallipoli peserebbe un debito di 1 milione e 237mila euro, per Cutrofiano 270mila, a Galatina 752mila, a Galatone 616mila, per Maglie 371mila, ad Otranto 383 mila, a Sannicola 198mila, poi Alezio 180mila, Aradeo 367mila, Neviano 134mila, Supersano 111mila e Tuglie 150mila; nell’ex bacino Lecce 3 infine, Taviano dovrebbe pagare 443mila euro, Casarano 651mila, Alliste 223mila, Castrignano del Capo 237mila, Matino 349mila, Parabita 300mila, Salve 256mila, Tricase 526mila e Ugento 704mila.

Gallipoli – “Il Carnevale gallipolino 2018 non si farà più”: ad affermarlo è Stefano Coppola, presidente della “Fabbrica del Carnevale Gallipoli”, che solo pochi giorni fa aveva rivelato con entusiasmo a Piazzasalento le novità che avrebbero dovuto caratterizzare questa nuova edizione, in particolare lo svolgimento della sfilata dei carri e dei gruppi mascherati non più su corso Roma ma sul lungomare Galilei.

Dall’annuncio delle novità all’abbandono. Cos’é successo di tanto importante in questi giorni da far cambiare totalmente e rapidamente scenari e decisione? “ Mi sono reso conto che mancano i tempi utili per programmare quest’edizione – risponde Coppola – purtroppo ci siamo messi tutti in moto troppo tardi e poi ci siamo stancati di vivere sempre di risposte dell’ultimo momento (chiaro il riferimento ai tempi amministrativi e burocratici, ndr)”.

“Facciamo un accordo per almeno 5 anni”. Il problema, pare di capire, starebbe nella impossibilità di programmare con i dovuti margini temporali. “Avremmo bisogno – prosegue il presidente – di un protocollo d’intesa di almeno cinque  anni; di sicuro non possiamo più continuare così. Fino a pochi giorni fa credevamo di farcela, ma fisicamente ci siamo resi conto di non riuscirci in queste condizioni; tenendo anche presente che noi della Fabbrica lavoriamo mesi e mesi senza alcun rimborso: potremo, per esempio, trovare il modo di far lavorare un paio di persone per capannone per tre-quattro mesi l’anno con una retribuzione. Per fare questo avremmo bisogno però di aiuti concreti. Questi i motivi per cui quest’anno il Carnevale non si farà”.

Il Sindaco: “Deciso da tempo contributo extra e capannoni”.  A stretto giro arriva la risposta del Sindaco Stefano Minerva, piuttosto sorpreso e dispiaciuto: “Come forse non si era fatto mai in precedenza, abbiamo programmato l’evento Carnevale portando da 22mila a 30mila euro il contributo, soprattutto per incentivare la partecipazione dei gruppi mascherati. I capannoni sono già a loro disposizione: che cosa altro si vuole?”. Certezze economiche e certezze logistiche sarebbero quindi già acquisite. E per il trasferimento della kermesse storica sul lungomare? Niente da fare? “Non la escludiamo ma uno stravolgimento simile della storia del Carnevale non si può decidere in dieci giorni e sotto pressioni poco rispettose.  Anche perché – conclude Minerva – sempre con l’assessore Piccinno adesso siamo presi dall’organizzazione del Natale e delle feste di fine anno. Ogni cosa a suo tempo”.

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Sud Salento – “La setta con a capo la maga Clelia si è trasferita in Puglia, invito i pugliesi a stare in campana. Guardatevi intorno e non cascate nelle trappole”. Maurizio Costanzo durante il suo show con ospite MIchelle Hunziker, già vittima di un drammatico raggiro, ha lanciato il monito chiamando in causa direttamente il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, affinché possa intervenire e debellare il gruppo che per quasi cinque anni ha immobilizzato la vita della showgirl.

L’appello al presidente Emiliano. La sua vicenda era stata richiamata giorni fa da un’altra trasmissione televisiva dove era andato a raccontare la sua storia un uomo del Sud Salento, che da anni cerca di sottrarre ad una setta pseudoreligiosa la propria moglie e cercare di recuperare un rapporto ormai finito a denunce e scontri; la coppia ha due figli di cui uno minore.

Il racconto di una vittima eccellente, Michelle Hunziker. Michelle Hunziker ha a sua volta raccontato la sua esperienza, che è simile a quella di tante altre vittime. “Ero giovane, una preda facilissima – ha detto da persona ormai affrancata da quella terribile soggezione – quando mi fecero conoscere una pranoterapeuta. Questa donna estremamente intelligente, abile a darti delle risposte. Da una pranoterapia all’altra diventò un punto di riferimento e ci sono scivolata dentro. Oggi sono fortunata, avrei potuto tacere, ma il mondo è infestato da queste sette”. Il modo di agire sembra essere comune ad ogni gruppo: “All’inizio ti sommergono di amore e ti fanno sentire importante. Quando sei cotta, iniziano a controllarti, a punirti. Il campanello di allarme deve scattare quando ti allontanano dalla tua famiglia. Attraverso questo meccanismo ti controllano”.

In questa regione l’11% dei gruppi esistenti in Italia. La presenza di sette in Puglia è un dato che non sorprende chi si occupa di contrastare tali gruppi, come afferma Luigi Corvaglia, psicologo e presidente del Cesap (Centro studi abusi psicologici): “Secondo l’Osservatorio della Comunità Papa Giovanni XXIII – dice lo psicologo – in Italia esistono più di 500 sette, di cui l’11% in Puglia, la più alta percentuale del Sud Italia. Questi dati riguardano tutti i culti minoritari ed autonomi rispetto a chiese e religioni ufficiali”.Il dottor Corvaglia si è attivato per il caso denunciato, sensibilizzando i Servizi sociali comunali dei paesi teatro della vicenda. Non ci sono state ad oggi risposte, come nessun tipo di intervento si è registrato da parte del clero locale che l’uomo. disperato. ha informato chiedendo aiuto.

 

Nardò – “Per il suo quotidiano impegno nella difesa delle donne e dei minori vittime di abusi e violenze”: con questa motivazione oggi il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito, motu proprio, un’onorificenza al Merito della Repubblica italiana alla neretina Roberta Rizzo, funzionaria della Squadra mobile della Questura di Rimini, per aver partecipato all’operazione che ha portato all’arresto dei responsabili degli stupri nell’agosto scorso nella città romagnola. «Nell’ambito dell’attività prestata – si legge nella nota del Quirinale – presso la Seconda Sezione “Reati contro la persona, in danno di minori, prostituzione e reati sessuali”, Roberta Rizzo svolge quotidianamente l’attività di ascolto delle numerose donne che si rivolgono alla Sezione specializzata, quali vittime di abusi e prevaricazioni, cercando di stabilire un rapporto empatico e di fiducia e fornendo loro ogni rassicurazione in relazione agli strumenti normativi vigenti, nonché ogni supporto di concerto con le autorità sanitarie locali ed i centri antiviolenza. Ha partecipato, in prima persona, alle molteplici attività investigative su maltrattamenti domestici e abusi sessuali a donne e minori. Ha lavorato con Francesca Romana Capaldo nell’operazione che ha portato all’arresto dei responsabili degli stupri di Rimini». Con la 56enne neretina fra i trenta premiati dal Capo dello Stato per atti di eroismo, solidarietà, soccorso, inclusione sociale, promozione della cultura, legalità e contrasto alla violenza, c’è un altro salentino. Si tratta di Gaetano Fuso, 41enne di Calimera affetto da sclerosi laterale amiotrofica, divenuto Cavaliere “per la determinazione e la forza d’animo con cui ha portato a compimento il progetto ‘La Terrazza-Tutti al mare!’ per i malati di Sla e di altre patologie neurodegenerative”. A San Foca sorge infatti una terrazza sul mare attrezzata per ospitare i malati in modo sicuro e senza barriere.

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Nardò – A Gallipoli giovedì scorso (presso la Sala riunioni della sede comunale di via Pavia); il 18 novembre il primo incontro pubblico operativo “in seduta plenaria” a Nardò presso la Saletta conferenze del Chiostro dei Carmelitani in corso Vittorio Emanuele, dalle ore 11 alle ore 13,00, allargato a tutti i protagonisti del territorio dei 12 Comuni ai fini della mappatura partecipata nell’ambito del Progetto “Salento Arco Ionico”, elaborato in risposta al bando del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo. Si chiama “Interventi per la valorizzazione delle aree di attrazione culturale” il programma attivato con l’Azione 2 “Progettazione per la cultura”, che prevede l’aggregazione dei Comuni di Nardò (capofila), Porto Cesareo, Leverano,  Salice Salentino,  Veglie, Gallipoli, Alezio, Racale, Sannicola,  Copertino, Galatina, Galatone. Nel mese in corso sono previsti più incontri territoriali pubblici ed esperienze di raccolta di dati “a carattere fortemente innovativo, finalizzate al censimento di beni materiali e immateriali relativi al patrimonio  archeologico diffuso, alla rete dei musei, ai castelli, ai centri storici, alle torri costiere, al sistema storico-antropologico, ai valori dell’enogastronomia e dell’agroalimentare, al paesaggio costiero ed il mare”, come si legge nella nota ufficiale.

Gallipoli – “Non è assolutamente vero che sono stato arrestato. Non è vero che avevo cacciato specie protette o in estinzione. E’ stato solo un malinteso della polizia aeroportuale che l’autorità giudiziaria ha subito chiarito”: decisamente, le vacanze di giugno scorso per una battuta di caccia in Argentina (non la prima in quelle zone) da adesso per il Sindaco cacciatore non sono più solo un ricordo non piacevole – le ispezioni alla frontiera gli hanno fatto perdere l’aereo di rientro on Italia – ma sono anche oggetto di una interrogazione parlamentare. La firma il deputato barese di Forza Italia, avv. Francesco Paolo Sisto. L’atto ufficiale rivolto al Ministro degli Affari esteri Angelo Alfano, “con risposta in commissione”, chiede chiarimenti sull’episodio ed arriva ad adombrare una ipotesi di “sospensione del Sindaco” per l’accaduto giudicato assai poco onorevole per un rappresentante delle Istituzioni.

“Il tutto si è risolto con l’archiviazione”. Anche su quest’ultimo punto Minerva replica in una nota ufficiale diffusa questo pomeriggio, con annessa copia dell’atto integrale del giudice argentino Pablo Yadarola del 20 ottobre scorso: “Il tutto si è risolto con l’archiviazione ‘perchè il fatto non costituisce reato’ e come ribadiscono i giudici argentini, i fatti oggetto dell’indagine non ledono il buon nome e l’onorabilità del sottoscritto. Questa la verità dei fatti”. Infine la conclusione con un commento: “Spiace, pertanto, che la politica si occupi di queste questioni che non hanno alcuna valenza giuridica e giudiziaria, che sottraggono inutilmente tempo ai veri problemi che riguardano ila collettività”.

Una vacanza privata tra una polemica e l’altra. Una vacanza privata iniziata con polemiche e finita allo stesso modo. Quel viaggio ad inizio giugno in Sud America, insieme ad un amico – un professionista gallipolino  appassionato come lui di caccia – era cominciata con una polemica. L’avevano attizzata su facebook gli animatori di “Gallipoli Futura”: “Ma come, sta per arrivare l’estate, c’è da lavorare per organizzare tutto al meglio e il Sindaco se ne va in Argentina?!”. Al momento del ritorno da una battuta venatoria certamente soddisfacente, come altre volte era stato da quelle parti, accade l’imprevisto. E’ il 13 giugno e al controllo in aeroporto i viaggiatori italiani attesi da Alitalia consegnano i bagagli per i controlli di routine. Sono del tutto tranquilli, come chi sa di non aver nulla da temere (atteggiamento che rimarcherà non poco il magistrato che poi si esprimerà sul caso). Invece qualcosa che non va c’è. La macchina ai raggi X segnala materiale organico: i poliziotti aprono il trolley e trovano, avvolti nel cellophane,  due anatre e  un armadillo peloso andino. Non sono specie animali che corrono il rischio di scomparire, specie l’armadillo, ma non possono essere portati fuori dall’Argentina.

L’amara sorpresa all’imbarco: la polizia blocca tutto. Minerva è sorpreso: nessuno dei compagni con cui ha cacciato ha intravisto problemi nel portare a casa i frutti dell’attività venatoria. Collabora pienamente con le autorità che glielo riconoscono: non c’è nessun segno che volesse occultare le prede. Sarebbe stato un atto di contrabbando. Gli animali sequestrati vengono consegnati al Museo naturale “Bernardino Rivadavia”. Si può tornare a casa anche se con 24 ore di ritardo sul previsto. Ma pazienza.

La brutta avventura arriva alle orecchie degli avversari. Agli occhiuti aderenti dell’associazione che ha appoggiato Flavio Fasano alle Amministrative del 2016, arriva qualche soffiata. Non gli pare vero un “regalo” così inatteso: s’informano e iniziano i messaggi in rete all’apparenza criptici ma con cui si vuole far montare  l’attenzione su “un grave fatto” che prima o poi verrà alla luce. A settembre ne esce un altro intitolato “Il Sindaco Minerva e l’armadillo”. Il testo: “Pare che le vicende di caccia argentine del Sindaco Minerva lo abbiano visto tristemente famoso proprio per questo animaletto… magari custodito in valigia? Sindaco, abbi il coraggio di ammettere quanto accaduto… prima che venga fuori tutta la verità da chi sa già tutto”. Troppi particolari: può essere tutto inventato, con rischi di querela? Il Sindaco, interpellato dal giornalista, non conferma né smentisce: “Sono fatti del tutto privati, senza conseguenza alcuna”, dice chiudendola lì.

Scoppia il caso dopo due giorni dall’uscita indenne di Fasano dal processo: coincidenza? Chi non l’ha chiusa lì e forse, secondo qualcuno, aspettava il momento buono per giocarsela (“Sappiamo già tutto…” è di settembre) potrebbero essere stati gli avversari politici. A meno che non sia stato un puro caso ma il calendario dice che entra ufficialmente in Parlamento questo fatto giusto due giorni dopo che Fasano esce  indenne da un procedimento penale.  Va ricordato che il magistrato argentino emette la sua assoluzione il 20 ottobre a Buenos Aires e i documenti – a voler continuare a dare voce ai sospetti – non impiegano più un mese per attraversare l’Atlantico. Nel caso in cui non ci siano concatenazioni ed un regista, l’atmosfera che circola sembra indicare comunque la strada che continuerà a percorrere sul piano politico “Gallipoli Futura”: sarà opposizione dura, probabilmente e ancora. Impraticabile alla fine potrebbe risultare il terreno per qualche pontiere che pure c’è nel movimento e che aspira ad un ruolo attento e meticoloso ma anche propositivo, al limite della collaborazione su alcuni temi centrali della vita cittadina. A breve si vedrà.

 

 

 

Salva

Gallipoli – Si è conclusa in questi giorni la gara per avere in concessione per 25 anni l’ex Centro educativo climatico per ragazzi di lungomare Galilei. L’ha spuntata la srl “Salento Rssa (residenza sociosanitaria assistita)” di Novoli. Ha offerto il 5% di aumento sull’importo a base di gara che era di 25mila euro, per cui il canone annuo sale a 26.250 euro per un valore complesso per la durata della concessione di 656.250 euro. Del pacchetto fa parte però anche un investimento di 560mila euro circa per adeguare la struttura su due piani e ampia più di mille metri quadri allo scopo di  ospitare una ventina di persone anziane non autosufficienti e un centro di accoglienza per minori; intorno all’immobile vi è inoltre una zona verde di due ettari in cui dovrebbero sorgere in base al bando un campo di calcetto, due di tennis, e un percorso sportivo.

Sull’intera procedura però pende un ricorso al Tribunale amministrativo regionale promosso dalla società “Santa Rita” con sede ad Alezio, cui si era già opposta la società “Santa Rita”, spalleggiata dall’associazione di categoria Airp, al momento della pubblicazione del bando. Probabile che ne venga fuori un altro per cercare di bloccare i passi successivi cioè l’esito finale della gara e la firma della concessione. Secondo Airp e “Santa Rita” le strutture esistenti nell’Ambito sociale di zona – in particolare ad Alezio e Taviano – sono più che sufficienti per rispondere al fabbisogno del territorio. Il Comune di Gallipoli ha messo sul tavolo il dato che circa 4.550 gallipolini sono over 64 anni.

 

 

MURO LECCESE – È scomparso, a soli 64 anni, l’assessore regionale Salvatore Negro. La notizia si è diffusa nella mattinata a Muro Leccese, suo paese d’origine dove mercoledì 15 novembre si terranno i funerali, ed è stata comunicata dal presidente del Consiglio regionale Mario Loizzo e dal governatore Michele Emiliano poche ore fa in apertura dell’assise consiliare convocata per quest’oggi ma, ovviamente, rinviata. «Totò Negro era una bella persona, aperto, sensibile, di buon carattere, di rara umanità», questo il commosso ricordo di Loizzo dell’assessore al Welfare battuto da un male incurabile.
Nato il 2 gennaio 1953 a Muro Leccese, dove risiedeva, Negro (laureato in architettura), ha iniziato la carriera politica nella Democrazia Cristiana, è stato eletto nel 1980 nel Consiglio comunale del suo paese, di cui è stato sindaco per due mandati, dal 1995 al 2004. Il quinquennio successivo lo ha visto vicepresidente della Provincia di Lecce, fino al 2009.
Nel 2010 ha avviato l’esperienza in Consiglio regionale, con l’elezione nelle liste dell’Unione di Centro. Fino al termine della legislatura ha presieduto il Gruppo consiliare, partecipando anche all’attività delle commissioni consiliari allo sviluppo economico ed ai servizi sociali. L’impegno in materia sociale è continuato nella decima legislatura regionale. Confermato nella circoscrizione di Lecce, nella lista “I Popolari”, ha assunto la responsabilità dell’assessorato al Welfare, Benessere sociale e Pari opportunità nella Giunta Emiliano. Altri incarichi lo hanno visto componente del Consiglio dell’Ordine degli architetti di Lecce, di cui ha assunto la vicepresidenza dal 1989 al 1992, del Consiglio nazionale dell’Unione delle Province italiane (Upi) e del direttivo regionale dell’Associazione nazionale comuni italiani (Anci).

GALATONE – Una nuova tegola ambientale su Galatone? Sembra proprio così, stando a quanto oggi afferma Giuseppe Resta, portavoce del Comitato per la Salvaguardia della salute, dell’ambiente e del territorio (costituitosi nel 2013 nel bel mezzo dell’emergenza amianto). «Una ditta locale – scrive l’architetto su Facebook – ha presentato all’Asi (l’ente che gestisce le zone industriali, ndr) del distretto Galatone – Nardò, sul territorio del Comune di Galatone, una richiesta accordata dalla Provincia e col benestare della passata Amministrazione comunale, di un ennesimo deposito di spazzatura relativo a oltre 120 codici CER, per lo stoccaggio di circa 220 tonnellate di sostanze non pericolose e 67 pericolose». Si tratterebbe, oltre a rifiuti come carta, vetro e materiale da costruzione, anche di scarti come derivati chimici, pile, tubi da neon, con una lista ben dettagliata di tutti i rifiuti destinati al sito. L’azienda ha avviato a marzo l’iter per le autorizzazioni a smaltire i rifiuti nell’area, con l’Asi che ha poi  deliberato l’ok alla proposta, con i pareri necessari di Comune e Provincia. «È una Concessione già rilasciata, già decisa. Qualcosa che riceviamo in eredità dalla vecchia Amministrazione considerato che i documenti sono stati inviati dal l’ufficio Suap alla Provincia nel mese di marzo 2017 e la prima conferenza di servizi si è tenuta il 20 aprile, la seconda il 6 giugno e la terza il 27, a poche ore dal voto per il ballottaggio, senza che di ciò nulla sia trapelato in campagna elettorale» afferma Resta.

Sul fatto si registra anche l’intervento della maggioranza che sostiene il sindaco Flavio Filoni, contraria al nuovo progetto.  Lo scorso 26 settembre è stata recapitata a Palazzo di Città la determinazione n. 391 del 21 settembre con la quale la Provincia di Lecce ”di fatto autorizza la ditta Progest alla realizzazione dell’impianto”, si legge nella nota. Il trattamento dei rifiuti, “urbani e industriali, pericolosi e non”, è previsto sul lotto n. 208 del distretto industriale di Galatone e Nardò”, si legge nella nota. «Abbiamo sempre detto – affermano dalla coalizione di centrosinistra – che non saremo disposti più a sopportare altre industrie e attività che abbiano impatto sulla salute dei nostri cittadini e sul territorio. Abbiamo sempre sostenuto che ogni decisione sarebbe stata preceduta da un referendum e che avremmo previsto una moratoria, che sarà presto deliberata in consiglio comunale, contro le attività e le industrie inquinanti. Ora ci troviamo a subire questa decisione che altri hanno preso, su un territorio dove la competenza comunale pressoché nulla. La nostra risposta politica rimane ferma e chiara: no a questo abuso del territorio!».

Flavio Fasano

Gallipoli – Assolto dall’accusa di abuso d’ufficio; prescritti gli altri capi d’accusa relativi a falso ideologico, corruzione (di altri due casi ne era uscito già assolto), turbativa d’asta: dopo nove anni di indagini e processi (non solo quello di primo grado in cui era stato condannato a 3 anni e sei mesi), Flavio Fasano può ritenere chiusa una vicenda che ha influito e tornerà ad influire – in senso positivo questa volta – sulla sua carriera politica.

Può rientrare in Consiglio, per la seconda volta. L’ex assessore provinciale finito sotto processo con gli esiti finali di oggi, può adesso tornare in Consiglio comunale. Sarà la seconda volta, per la verità, dopo il decreto del prefetto del 3 agosto che ne aveva impedito la convocazione alla seduta di insediamento dell’assise cittadina uscita dalle elezioni del giugno precedente. E per la seconda volta ne uscirà Mina Della Ducata, subentrata a Fasano da ultimo nel gennaio scorso. Altri quattro imputati di questa complessa vicenda relativa ad un appalto di cartellonistica ed all’assunzione di un impiegato in un Comune e che ha visto impegnati i magistrati per quasi quattro anni d’indagini, erano stati definitivamente scagionati  nel giugno del 2016; i quattro avevano scelto il rito abbreviato. Quella sentenza oggi appare in qualche modo premonitrice per i sostenitori di Fasano che era tornato in campo per la campagna elettorale comunale sfiorando di circa 200 voti il ritorno a Palazzo Balsamo come Sindaco. Da un presunto danno erariale era stato poi assolto – insieme al Presidente della Provincia Giovanni Pellegrino ed agli altri assessori – dalla corte dei conti di Bari.

Tra gli intrecci della vicenda anche la discusa applicazione della “legge Severino”. Ad intrecciare ancor più i fili dell’inchiesta e dei magistrati giudicanti era intervenuta nel frattempo anche la legge anti corruzione, la cosiddetta “legge Severino”, la cui applicazione ha trovato a Lecce ed altrove non pochi ostacoli e interpretazioni. Ma oggi è tempo di sollievo e di qualche sassolino che ovviamente Fasano non rinuncia a togliersi dalle scarpe: Dopo ben nove anni  di un processo che non doveva nemmeno mai sorgere – scrive in una nota – finalmente è stato messo quest’oggi un punto fermo e definitivo: ero e sono innocente su tutto quanto mi è stato mostruosamente contestato”. Ringrazia il suo avvocato (Andrea Fares del Foro di Milano) che ha “nel merito evidenziato la falsità delle accuse come anche la distorsione di fatti e circostanze contenute in intercettazioni prive di ogni genuinità”.

La prescrizione cancella senza processo “ma la colpa è dei magistrati”. E quasi per prevenire l’obiezione circa la prescrizione (cioè la scadenza dei termini di legge entro cui portare a giudizio una causa) che in pratica cancella i presunti reati, Fasano risponde: “Vale solo la pena evidenziare come la prescrizione è solo il frutto di una gravissima patologia del processo che vede come unici responsabili gli stessi magistrati che per loro esclusiva inerzia impediscono il normale corso della verità processuale”.

Il pensiero più caro a “Gallipoli Futura” in crisi. Un ringraziamento finale è riservato al movimento cittadino che l’ha sostenuto “ed ha sempre creduto in me e sofferto con me durante questa lunghissima ingiustizia, in particolate a tutti i componenti di Gallipoli Futura”. La restituzione a tutti gli effetti del leader non si sa però se avrà, dal punto di vista politico, la forza necessaria per un rilancio dell’associazione politico-culturale, attraversata da alcune mesi da nodi politici difficilmente districabili circa la linea da tenere nei confronti dell’Amministrazione Minerva (lotta frontale o atteggiamento critico ma propositivo) e dall’abbandono tre mesi fa di un consigliere passato al gruppo misto.

GALLIPOLI – La musica popolare come veicolo per conoscere meglio le tradizioni e  la cultura del proprio territorio. Sensibilizzare le giovani generazioni sull’importanza di canti e suoni che sono intrecciati alla cultura delle comunità di appartenenza è l’obiettivo del  concorso “Adotta un canto, scopri una tradizione” proposto nelle scuole di Puglia,  Abruzzo, Basilicata, Campania e Umbria dall’associazione culturale Altrosud d’intesa con la Direzione generale per lo spettacolo del Mibact (il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) ed il contributo della casa editrice Squilibri. Il progetto si basa sul patrimonio documentario raccolto nella “Rete degli archivi sonori” che rappresenta la più ampia raccolta di materiali sonori, audiovisivi e fotografici sulle musiche di tradizione orale, dagli anni Cinquanta del secolo scorso fino ai nostri giorni. La Puglia dispone di un patrimonio sonoro di tutto rispetto, rappresentativo della storia della musica popolare, ora anche ben tutelato: a  marzo del 2009, infatti,  fu inaugurato presso la Biblioteca nazionale di Bari l’Archivio sonoro della Puglia che comprende 1500 registrazioni e numerosi materiali suddivisi per area geografica (Salento, Puglia centrale e Capitanata).

Gli studenti delle scuole superiori  che intendono partecipare al concorso, entro il 7 dicembre devono scrivere una recensione sul volume scelto che sarà inviato gratuitamente alla loro scuola. Possono scegliere tra  il testo di  Maurizio Agamennone “Musiche tradizionali del Salento. Le registrazioni di Diego Carpitella (1959-60)”  e quello di  Riccardo Cucciolla, Matteo Salvatore “A sud. Il racconto del grande silenzio”. La recensione (lunga massimo due cartelle di 1.800 battute), può essere individuale o collettiva.  Ai tre elaborati più significativi sarà assegnato un premio, rispettivamente, di 1.000, 750 e 500 euro. Per gli studenti salentini è di particolare importanza Il testo di Agamennone  (professore di Etnomusicologia presso l’Università di Firenze)  che riporta i risultati della ricerca sul campo condotta nel 1954 da Alan Lomax e Diego Carpitella. Vi troveranno le lamentazioni funebri  delle prefiche di Martano e Galatone, il repertorio di canti raccolto a Gallipoli,  la pizzica di Galatone, tutte testimonianze sonore originali non ancora contaminate.

Salve – “Le Calendive & Friends 2018” è  il nome del particolare calendario che nei prossimi giorni verrà presentato in tre serate, alle ore 18.30, il 27, 28 e 30 novembre rispettivamente  presso Palazzo Ramirez di Salve, aula Consiliare del Comune di Morciano di Leuca e Auditorium Don Tonino Bello di Alessano. Il progetto è giunto alla seconda edizione, ideato e coordinato  da Irene Dongiovanni in continuità con le “Calendive 2017”. L’obiettivo è  dare un contributo concreto alla lotta contro il cancro, infatti, il ricavato della vendita dei calendari sarà devoluto in beneficenza a favore del progetto Ilma, un istituto di ricerca di Oncologia ambientale. Si tratta di una struttura all’avanguardia, concepita e realizzata dalla Lega per la lotta ai tumori (Lilt) di Lecce, un traguardo che sta divenendo realtà: il centro è infatti in costruzione sulla Provinciale Gallipoli-Alezio, in un’area di sette ettari di cave dismesse e interamente autofinanziata senza contributi pubblici.

“Nella prima edizione – spiega Irene Dongiovanni- proposi l’idea all’associazione  “Il Giardino dei semplici” di Salve, di cui facevo parte, la quale la ha felicemente sposata; quest’anno invece è nata l’associazione “Idee alla Vita, di cui sono presidente,  e insieme a Rosanna Conte e Paola Orlando abbiamo costituito un coordinamento sapendo di poter contare sulla professionalità e disponibilità del fotografo Aldo Isocento≫. “Le Calendive & Friends 2018” presenta alcune novità: prima tra tutte quest’anno  sono coinvolte tre comunità : Salve, Morciano e Alessano; in secondo luogo si è passati da undici Calendive ad un calendario di coppia. “È  stato più complesso da un punto di vista organizzativo – dice la presidente – in quanto sono state scelte 12 scene di film famosi da interpretare, mettendo  l’arte  e la disponibilità di 24 persone tra  modelle e modelli,  che hanno donato parte del  proprio tempo a favore della solidarietà”. Questa edizione avrà un  testimonial d’eccezione,  Gabriele Greco,  attore tv  di fiction di successo  tra cui “Vivere”, “Centovetrine” , “Capri 3” e “Squadra Antimafia”. Un incontro casuale con il giovane attore nel complesso storico di Leuca Piccola (Barbarano),dal quale è  scaturita una reciproca collaborazione. E tutto quanto col pensiero rivolto a tutte le vittime del cancro (nel casi più frequenti sono quelli al seno) per il quale le promotrici invitano ad una larga partecipazione e sensibilizzazione.

CASARANO. Il “Meucci” e il “Vanini” di Casarano primeggiano nella classifica stilata dal centro studi “Eduscopio” della Fondazione Agnelli che, per il quarto anno, certifica le scuole superiori che “meglio preparano agli studi universitari o al lavoro dopo il diploma. Il primo istituto, diretto da Concetta Amanti, è primo in provincia per l’indirizzo “tecnico- settore tecnologico” (secondo il “Mattei” di Maglie), mentre il liceo diretto da Maria Grazia Attanasi guida la classifica nell’indirizzo “linguistico” (secondo il “Capece” di Maglie”). Per l’indirizzo “tecnico – settore economico”, invece, primo è il “Cezzi de Castro” di Maglie (secondo il “De Viti De Marco” di Casarano), diretto da Anna Maria Vernaleone. Tra gli altri settori in prima fila le scuole di Lecce, dal “De Giorgi” (indirizzo scientifico), il “Pietro Siciliani” (Scienze umane) e “Palmieri” (Classico).

Per i percorsi universitari dei diplomati, “Eduscopio” valuta gli esami sostenuti, i crediti acquisiti e i voti ottenuti dagli studenti al primo anno di università, quello ritenuto “maggiormente influenzato” dal lavoro fatto durante gli anni della scuola secondaria. Per quanti, invece, non proseguono gli studi e preferiscono “tentare” l’avventura nel mondo del lavoro, il portale verifica se hanno trovato un’occupazione, quanto rapidamente hanno ottenuto un contratto di durata significativa, se il lavoro ottenuto è coerente con gli studi compiuti o se invece è un lavoro qualsiasi.

GALLIPOLI. Sarà un Carnevale completamente rinnovato, quello gallipolino della prossima edizione. Tra le novità più importanti, la sfilata di carri e gruppi mascherati che non si terrà più su corso Roma (come è stato sempre negli ultimi decenni), ma per la prima volta si sposterà sul lungomare Galilei. Il percorso esatto è ovviamente ancora da definire, ma potrebbe essere quello compreso tra via Cordova e la torre S. Giovanni. Due le motivazioni principali: innanzitutto per questioni di ordine pubblico (anche per via degli spazi stretti dei marciapiedi di corso Roma); poi per dare una ventata di freschezza ad un appuntamento ormai storico per la città e non solo. A parlare del nuovo format è Stefano Coppola, presidente della Fabbrica del Carnevale di Gallipoli, che anticipa a Piazzasalentoanche il tema di quest’anno: “Gossip e tv saranno la fonte di ispirazione nelle giornate del Carnevale, che saranno il 4, 11 e 13 febbraio; l’ultima giornata si terrà probabilmente come sempre nel Centro storico. In questi giorni abbiamo infatti già preso un appuntamento con i commercianti del lungomare, che ci hanno già manifestato il loro entusiastico appoggio. Con il direttivo – prosegue Coppola – ci recheremo poi in Comune, per definire meglio i dettagli e valutare anche se è il caso di far chiudere o meno le strade del lungomare”. Il primo appuntamento del Carnevale 2018 sarà come al solito per il 17 gennaio: un unico appuntamento nel piazzale antistante il cimitero per la tradizionale “Focareddha” e per “Stelle di cartone”, dove verranno eletti i regnanti di quest’edizione. “Quest’anno sarà un evento più ricco – continua Coppola – con mangiafuoco, giocolieri e musica con gruppi di pizzica. In gara sempre quattro carri, mentre stiamo cercando di dare più spazio ai gruppi mascherati, con il gemellaggio, oltre che con Galatone e Melissano, anche con altri paesi limitrofi e per questo lancio un appello a chi volesse partecipare; stiamo puntando a maggiori premi dedicati proprio a loro, grazie anche all’appoggio del Comune e dell’assessore Emanuele Piccinno. Lancio infine un appello anche alle nuove generazioni: venite nei capannoni per avvicinarvi a quest’arte della cartapesta e per continuare le nostre tradizioni”. Novità infine anche nel direttivo della Fabbrica del Carnevale di Gallipoli, che oltre al presidente Stefano Coppola, è composto adesso dal vicepresidente Giovanni Pacciolla, dai consiglieri Gabriele Cortese, Franco Monterosso e Roberto Franza; dal cassiere Luigi Alemanno e dalla segretaria e addetta stampa Francesca Fontò.

GALLIPOLI. Una prima cerimonia c’era già stata col ministro degli Interni di allora, Angiolino Alfano, nella primavera del ’16, con l’Accordo per la sicurezza e lo sviluppo del territorio di Gallipoli appena varato. Adesso si ultimano i preparativi per l’inaugurazione ufficiale delle nuove sedi della Compagnia dei carabinieri e del Commissariato di polizia di via Lecce.

Il taglio del nastro l’11 novembre. Sabato prossimo – secondo un calendario in via di definizione – alle 9,30 incontro pubblico nella sala del Castello alla presenza del ministro Marco Minniti e delle alte sfere delle due forze dell’ordine. Sarà presente, tra gli altri, anche il prefetto Franco Gabrielli capo della Polizia e Direttore generale della Pubblica sicurezza. Subito dopo gli interventi, ci si sposterà in prossimità del grande immobile di via Lecce per il tradizionale taglio del nastro. Poliziotti e carabinieri insieme danno già da soli l’immagine di una unione di intenti e di azioni, un segnale che sarà colto e rilanciato per sottolineare un possibile maggiore livello di sicurezza peri cittadini. Ma non tutti applaudiranno.

C’è chi non applaudirà. A rappresentare una voce fuori dal coro e attaccata alla realtà sarà il sindacato dei lavoratori di polizia della Cgil, col suo segretario provinciale Antonio Ianne. Il Silp ha diffuso – proprio oggi e non a caso – un comunicato dai toni critici per quanto riguarda il passato ed il presente, sollecitando attenzioni essenziali su di un terreno in particolare: il numero di poliziotti previsti negli organici e quello reale di ogni giorno.

“Bene la nuova struttura ma rischia di restare semivuota”. “Una nuova struttura, per quanto utile e funzionale non può certamente bastare, soprattutto se questa nuova struttura rischia di rimanere semivuota visto l’organico molto ridotto nonostante i recenti innesti”; si legge nella nota sindacale. Qui entra in ballo l’Accordo promosso dalla Prefettura ed alla fine di maggio varato, nel passaggio in cui assicurava per Gallipoli e dintorni un “congruo numero di rinforzi”. Come sono andate realmente le cose da allora ad oggi? “Dopo due mesi dalla firma del patto – ricorda il segretario Ianne – arrivò in Questura un telex con cui si spostavano dieci unità a Rimini. La protesta pubblica del sindacato fece sì che quel trasferimento fu bloccato e quei poliziotti impiegati a Gallipoli con altri 17 in servizi di pronto intervento, nucleo volanti e controllo del territorio”. Dei rinforzi previsti per l’agosto 2017, solo nove unità sono giunte a Gallipoli; le altre dieci sono state impegnate nelle vicende del gasdotto.

In città si è passati da 40 a 29 poliziotti. Tornando alla città e alla vita di ogni giorno, dei 40 poliziotti di qualche anno fa si è scesi a 29. Risultati: le volanti non coprono le 24 ore (non ci sono persone per tutti i turni necessari); le indagini di polizia giudiziaria (le investigazioni) sono affidate a due persone ma solo sulla carta: quei due poliziotti (uno di polizia scientifica) vengono spesso spostati in altri servizi (stessa situazioni e stessi problemi anche in commissariati come quello di Nardò, con una competenza in un territorio tra i più vasti d’Italia, e di Taurisano).

Si lascia una sede “fuori norma” regolarmente utilizzata dal 2006. Un problema almeno però la nuova sede lo risolve anche se  “con un ritardo inaccettabile di undici anni”: “Verrebbe da dire finalmente: non tanto per lo svolgimento della cerimonia ufficiale, quanto per la risoluzione di una problematica oramai annosa e imbarazzante non solo per gli addetti ai lavori ma per tutta la comunità. Fin dal 2006 – ricorda il sindacato dei poliziotti – lo stabile in cui era ubicato in precedenza il Commissariato di Gallipoli (corso Roma, ndr) era stato dichiarato, ai sensi della normativa sulla sicurezza dei luoghi di lavoro (D.lgs. 626/94 convertito nel D.lgs. 81/08), non a norma e non adeguabile”. Lo aveva certificato a suo tempo proprio il questore Zonno. Con una ulteriore singolare modifica: “Qualche anno fa, inspiegabilmente, è stata autorizzata un’uscita di sicurezza per un esercizio pubblico all’interno del garage del vecchio Commissariato”.

Pochi agenti e pure avanti con gli anni. A fronte di furti, rapine, attentati incendiari ad attività commerciali ed industriali, di infiltrazioni della criminalità in imprese produttive “il nostro territorio ha bisogno, in aggiunta a nuove sedi – conclude il Silp Lecce – di nuove risorse umane che devono necessariamente integrare quelle già presenti: contrariamente a quanto affermato dal Capo della Polizia, il prefetto Gabrielli, lo scorso 2 ottobre in occasione del Consiglio comunale aperto a Taviano (citando dati concernenti il 1989), nella nostra provincia gli organici del comparto sicurezza e della polizia di Stato sono in grave sofferenza per numero ed età media. Speriamo che qualcuno lo ammetta”. Senza dover aspettare altri undici anni.

Racale – Solo per la sfilata sono stati “reclutati” 140 volontari; c’è la collaborazione di 109 gruppi e associazioni e quella di 17 Istituti scolastici; hanno dato il patrocinio undici Comuni: Galatone (apre la Sfilata della Band di Babbo Natale il 2 dicembre; Monteroni (3 dicembre); Specchia (8 dicembre); Sternatia (9); Maglie (il 10); Felline (14); Nociglia (16), Alliste (17); Melissano (20); Racale (21); Ugento (22); chiude Taviano il 23 dicembre.

Il programma edizione 2017 minuto per minuto. Per ogni tappa della raccolta benefica, a favore del Reparto di Oncoematologia pediatrica dell’ospedale di Lecce, già fissati luoghi, orari, iniziative e partecipanti extra: mercatini, artisti di strada, animazioni varie. Sono stati distribuiti i blocchetti per la riffa di Natale, come pure i  salvadanai. Presentatore in tutte le serate del tour sarà ancora Francesco Troisi.

Il programma è stato presentato domenica scorsa nella scuola di via Piemonte, alla presenza di tanti cittadini (posti in piedi) e dei Sindaci e amministratori comunali di Racale, Alliste, Ugento, Sternatia, Specchia, Nociglia, Taviano e Gallipoli, anche se quest’ultimo centro per quest’anno non fa parte della manifestazione. Ne ha parlato la segretaria generale della Band, Anna Del Tufo, dopo che in apertura Aurora Coppola di Taviano ha letto una breve poesia. Due filmati, curati da Marco e Daniele, hanno fatto vedere esponenti del mondo nazionale dello spettacolo, dello sport e della cultura lanciare appelli in favore dell’iniziative e il bilancio finora della raccolta della solidarietà che in sei anni ha messo insieme e “girato” all’associazione di genitori “Per un sorriso in più” oltre 120mila euro, tutto ovviamente documentato fino al centesimo.

Organizzazione trasparenza, tenacia e una grande capacità di coordinamento.   Ha sottolineato le caratteristiche più preziose del sodalizio Fernando D’Aprile, giornalista e presidente onorario della Band: “Questo appuntamento così faticoso (cominciano a lavorarci in piena estate) non è né dovuto né scontato: eppure loro ci sono sempre, puntuali; questa è la settima volta”. Tra le altre cose, la Band conquista anno dopo anno iniziative collaterali come quella del prossimo 26 novembre a cura dell’associazione “Walking club”: la presidente Federica Marinosci ha annunciato la manifestazione “Camminiamo per loro” ad Alliste. Anche il Sindaco padrone di casa, Donato Metallo, ha messo in rilievo “la meticolosa cura nella costruzione di una comunità sempre più grande, con una capacità ammirevole di passare dalle parole ai fatti”.

Il reparto ha finalmente l’organico completo. La presenza di quattro protagonisti del sistema sanitario, sia pure con ruoli diversi, ha fatto sì che sia venuto fuori un quadro aggiornato di alcuni settori. Il direttore del “Vito Fazzi” di Lecce, Gianpiero Frassanito, ha ricordato la nascita del polo oncologico che compie vent’anni e la stretta collaborazione subito nata con l’associazione “Per un sorriso in più”. “L’obiettivo che stiamo perseguendo è quello di ridurre al minimo i viaggi della speranza – ha detto il direttore – e grazie a loro il reparto ora è bello e funzionante”. Le buone notizie sono arrivate anche dal presidente dell’associazione di genitori Antonio Giammarruto: finalmente l’organico del reparto per durare i tumori dei piccoli (un primario e sei medici) ora è completo. Si va avanti con la telemedicina (consulti a distanza), costata 50mila euro come avvio; partono progetti su nutrizione e ricerca genetica; a breve sarà operativo anche un ambulatorio chirurgico oltre a numerosi corsi tra cui uno riservato a formare i volontari.

Il tumore al cervello il principale nemico. Il dottore Alessandro Cocciolo, dirigente dell’Unità operativa e oncologo ha tra l’altro presentato la ricerca per i tumori al cervello, presenti nel 25% dei casi dei malati in età pediatrica e dei considerevoli costi di progetti simili. L’oncologo ha fatto poi riferimento ad un altro percorso da fare con l’associazione di Lecce, per arrivare a modulare le esigenze e le risposte per fasce di età.

In campo anche per spingere verso il Polo pediatrico. Per “Tria Corda”associazione capofila della rete pro Polo pediatrico a Lecce, il presidente Antonio Aguglia ha ringraziato la Band per la cooperazione per un traguardo così importante: come segno visibile nelle Sfilate della solidarietà gli animatori porteranno un fioco appuntato sul petto. “Qui si vede la forza del volontariato”, ha detto tra l’altro Aguglia, che ha riconosciuto i meriti della dottoressa oncologa Titti Tornesello anche in questa operazione. A latere dell’incontro, al direttore Frassanito è stato chiesto se nel trasferimento al “Fazzi” di apparecchiature e personale dalla provincia, verrà salvaguardato il livello professionale raggiunto da alcune équipe come quella di Casarano: “Assolutamente sì – ha risposto – sono una ricchezza della Sanità salentina. Ma c’è un problema di cui poco si sa: molti dei nostri pediatri sono vicini alla pensione…”.  Il Polo di Lecce sarà l’unico dopo quello di Bari.

Solidarietà: la prima risposta c’è già. A chiudere l’intervento, emozionato come al solito, del presidente Giorgio Adamo: “Quando vai in quel reparto vedi i bambini sorridere; pure i loro genitori sorridono ma si sa che si sforzano: ecco, quando esci da lì capisci che non bisogna smettere, che non si può smettere”. Adamo ha indicato con motivato orgoglio la risposta di 140 volontari per dare vita alla Sfilata e alle tante repliche ed ha già annunciato la “prossima” tappa: a gennaio tutti di nuovo insieme per annunciare pubblicamente i risultati. In monete sonanti e sorridenti.

foto Emanuela Rizzo

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Sud Salento – Poco prima di andare in onda e nel breve tempo durante la trasmissione Luigi (nome di fantasia del salentino che ha denunciato a “Domenica In” e a “Piazzasalento” il dramma di sua moglie finita in una setta pseudo religiosa) ha avuto modo di scambiare qualche battuta anche con don Aldo Buonaiuto, coordinatore del Servizio anti sette occulte della Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi e collaboratore delle Sas, le Squadre anti sette della polizia.
“Si è dimostrato subito interessato alla mia storia – racconta Luigi – e mi ha detto di contattarlo. Mi ha promesso un aiuto. Per me, che da anni lotto da solo contro il silenzio di tutti, è stata davvero una gratificazione. Ho bussato alle porte di tutti, anche di giornali, ma nessuno mi ha mai preso in considerazione, anzi, mi hanno sempre trattato quasi come un pazzo. Fa piacere che adesso il muro sia caduto e si possa parlare del caso con la dovuta attenzione”.
Avere un appuntamento, anche telefonico, con don Aldo è impresa non facile per via della mole di lavoro che ogni giorno porta avanti. All’interno dell’équipe della comunità che coordina personalmente, con annesso centro di ascolto, prova a dare speranza e condivisione alle persone coinvolte (numero verde 800 228866). “Ogni anno riceviamo molte telefonate d’aiuto da parte dei congiunti che si sono accorti dei cambiamenti della persona entrata a far parte di un gruppo. Bisogna allarmarsi quando una persona cara comincia a nascondere e ad avere dei segreti a causa di nuove frequentazioni – spiega don Aldo, raggiunto al telefono in tarda serata -. Purtroppo non abbiamo numeri precisi riguardo realtà così variegate, che spaziano dai “santoni” che promettono benessere spillando tanti soldi, alle sette sataniche, ma che in ogni caso agiscono in modo occulto. Tra l’altro, le micro sette, quelle composte da una decina di persone, sono altrettanto devastanti delle grandi e conosciute. Questo è purtroppo un problema troppo trascurato, perché può coinvolgere tutti coloro che si possono trovare in una condizione di fragilità temporanea”.
Il problema è la mancanza del reato di plagio che non permette di intervenire e che da carta bianca ai manipolatori. “Va detto, inoltre, che tutti coloro che agiscono nell’occulto hanno in comune il linguaggio religioso per assoggettare le persone – continua il sacerdote che è anche esorcista, autore di alcuni testi in tema – tutti scimmiottano riti e funzioni della Chiesa cattolica. Il vantaggio di avere un sacerdote nella squadra dà il vantaggio di riconoscere subito tutti gli atteggiamenti “presi in prestito””.

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GALLIPOLI. Centosessantaquattro bungalow “impiantati stabilmente sul suolo”; un fabbricato destinato a ristorante e bar; un supermercato, una reception, uffici, servizi e strutture accessorie: tutto abusivo, confiscato ed ora acquisito al patrimonio del Comune di Gallipoli. Si conclude così una vicenda urbanistica – l’area è in località Li Foggi ed in gran parte è interessata da vincoli paesaggistici comunitari, oltre ad essere zona di protezione speciale – lunga, complessa e travagliata, passata da più sentenze, a cui ha messo la parola fine quella del 27 luglio 2012 diventata irrevocabile cinque anni dopo, il 17 luglio di quest’anno. Sul complesso turistico ricettivo della società per azioni “Praia del Sud”, amministratore unico Angelo Marella di Casarano, pende la condanna di demolizione e di ripristino dei luoghi, a spese della spa; abbattimento che potrebbe diventare esecutivo qualora il Comune, come accade per i beni confiscati, non riuscisse ad utilizzarlo per scopi sociali o scegliesse la “restituzione“ alla natura di quel delicato comparto ambientale, in parte ubicato nel Parco naturale.

In quella stessa zona, che oggi funge da parcheggi per i lidi dell’ultimo tratto della litoranea sud, dopo la Baia verde, la “Praia del Sud” nell’agosto 2006 aveva presentato una Dichiarazione di inizio attività per realizzar anche 441 posti per tende, roulotte e camper per poi sostituirli con 221 posti per “case mobili”. Poiché la Dia non era stata accolta, la società aveva richiesto il permesso di costruire come “progetto di ampliamento di una struttura ricettiva turistica all’aperto” altre 104 casette di 35 metri quadri ciascuna, Neanche questa istanza era stata accolta ma intanto erano stati effettuati scavi per posizionare cavidotti, tubazioni varie fino ad “uno scavo di forma circolare del diametro di metri cinque, con profondità che andava ad interessare la falda acquifera esistente, in totale assenza di permesso di costruire e di nullaosta delle Autorità preposte al vincolo”, come si legge nella sentenza di condanna. Negli accertamenti effettuati il 22 febbraio 2009 risultava tra l’altro “il posizionamento di 54 mini appartamenti mobili”.  Adesso, visto che la sentenza definitiva è titolo per l’immediata trascrizione nei registri immobiliari”, il Comune col suo ufficio tecnico ha emesso l’ordinanza di acquisizione gratuita dell’assai poco desiderato complesso immobiliare.

Resta da definire il perimetro esatto e l’ampiezza del terreno interessato dalla lottizzazione abusiva e dalla confisca; sembra infatti che in sentenza siano richiamate particelle per complessivi 25 ettari, mentre in realtà si tratterebbe di poco più di undici. E resta ancora nel limbo pure la prima realizzazione di una struttura turistica avviata nei primi anni Novanta dall’industriale vinicolo Berlucci, realizzato più all’interno della lottizzazione “Praia del Sud” e visibile da lontano per i tetti rossastri (ben individuabile nella foto). Anche qui il Comune aveva proceduto per l’acquisizione ma il Tribunale amministrativo regionale ha detto no e la questione sembra essere ancora a quel punto fermo.

 

ALESSANO – Sono sempre più insistenti le voci (sin qui non smentite) di una venuta in Terra di Puglia di Papa Francesco nell’anno del 25° della morte (avvenuta il 20 aprile 1993 a Molfetta) di don Tonino Bello. Alessano, paese natale di don Tonino, ci spera anche se dalle due diocesi direttamente interessate (quelle di Molfetta e Ugento) nulla di ufficiale viene fatto trapelare. La suggestiva ipotesi (già anticipata da Piazzasalento lo scorso 2 ottobre) è tornata d’attualità in occasione della recente visita ad Alessano del segretario generale della Conferenza episcopale italiana, monsignor Nunzio Galantino, che si è soffermato in preghiera sulla tomba dell’ex presidente di Pax Christi di cui dovrebbe essere imminente la beatificazione. Alcune valutazioni di tipo “logistico” pare siano già state fatte con il sindaco Francesca Torsello, comprensibilmente felice ma preoccupata, che ha pure contattato la Regione per avere garanzie di un aiuto economico e non solo. Se Papa Bergoglio sarà a Molfetta, la speranza di tutti è che possa arrivare anche ad Alessano, tra l’altro giusto a dieci anni di distanza dalla visita nel Salento di Papa Ratzinger che il 14 giugno del 2008 raggiunse il santuario “de finibus terrae” di Santa Maria di Leuca.

Intanto, con i recenti appuntamenti del 30 e 31 ottobre, sono entrate nel vivo le celebrazioni per ricordare al meglio i 25 anni dalla scomparsa di don Tonino. Proseguono e si fanno sempre più frequenti i pellegrinaggi sulla sua tomba, nel cimitero di Alessano: ci va gente comune, ma anche personalità illustri sia del mondo civile che ecclesiale. Dopo la visita di monsignor Galantino, la prossima sarà l’8 dicembre del Segretario di stato cardinale Pietro Parolin che, con l’occasione, inaugurerà un nuovo padiglione nell’ospedale “Cardinale Panico” e celebrerà pure la messa nella chiesa Madre di Tricase dove, proprio il giorno dell’Immacolata del 1957, don Tonino venne ordinato prete, e dove esercitò anche il suo ministero sacerdotale.

Ma come stanno vivendo questi momenti di preparazione gli eredi “più diretti” di don Tonino? Con una punta di velata nostalgia ne parla don Salvatore Leopizzi (sua la testimonianza su Tv 2000, nel video in basso), esponente di Pax Christi e suo amico personale, parroco e responsabile della Casa di seconda accoglienza “Agapolis” a Gallipoli: «Gioia e gratitudine al Signore perché le profezie di don Tonino,  spesse volte incomprese se non addirittura avversate quando parlava di “obiezione di coscienza”, di Chiesa del grembiule, di convivialità delle differenze, o di Chiesa “povera per i poveri”, ora sono divenute patrimonio comune di tutta la Chiesa universale».  Chiaro il riferimento ai ripetuti richiami su questi temi di Papa Francesco, “che parla la sua stessa lingua”. Sulla stessa lunghezza d’onda Giancarlo Piccinni, primario di cardiologia nell’ospedale di Gallipoli e presidente della fondazione “Don Tonino Bello” che afferma: «Saranno tantissimi gli eventi che ci vedranno impegnati anche a Torino con don Ciotti, ma anche a Milano e in varie altre città e università italiane, per portare  il messaggio  di speranza del profeta dei nostri giorni e della nostra terra». E intanto, il 26 novembre prossimo, festa di “Cristo Re”, una delegazione guidata dal vescovo della diocesi di Ugento – Santa Maria di Leuca monsignor Vito Angiuli, sarà a Molfetta, dove 30 anni fa, nella stessa ricorrenza di “Cristo Re” don Tonino si insediò come vescovo di quella diocesi.

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Lady Deighton, amministratore delegato della “Oasi Sarparea”
e il sindaco Mellone

Nardò – Piano di lottizzazione “Oasi Sarparea”, il futuro prossimo in quattro mosse. Con contromosse. Le prime le ha annunciate nei giorni scorso il ceo (l’italiano amministratore delegato) Alison Deighton, della società inglese a capo dell’investimento da 60 milioni; l’altro socio è Ian R. Taylor, presidente ed amministratore della multinazionale “Vitol”, operante per lo più nel settore energetico.
Dal progetto alla formazione del personale. Il primo passo per la società che ha scelto come linea di fondo quella della comunicazione e della condivisione, è l’inizio della progettazione da parte dei tecnici del vero e proprio resort, in un comparto di 21 ettari a Sant’Isidoro, dei quali quattro saranno riservati a parco verde pubblico. Come si ricorderà, la “Oasi Sarparea” ha coinvolto nello studio un paesaggista di fama internazionale, Andreas Kipar. Secondo passo: “A breve inizieremo una nuova fase del dialogo – afferma la signora Deighton – in cui includeremo le categorie produttive, artigiani e imprese, mediante il coinvolgimento di associazioni rappresentative delle stesse. In questo modo potremo efficacemente coinvolgere le professionalità presenti sul territorio di Nardò, di Copertino e dei comuni limitrofi”. Subito dopo saranno presentate alle imprese, comprese quelle artigianali, le caratteristiche progettuali che la società assicura essere “uniche nel Sud Italia”, per stimolare le capacità aziendali “necessarie per la realizzazione del progetto e per le innovazioni costruttive richieste dalla normativa per la sostenibilità, per il risparmio energetico, etc”. Ultimo passo, in previsione dell’apertura effettiva del resort alla ricezione degli ospiti, la formazione del personale che sarà impiegato nelle varie attività “nella convinzione di poter avere una ricaduta positiva anche sull’occupazione dei giovani”.
L’auspicio della società alla collaborazione e condivisione. “Ci auguriamo che questo iter sia una testimonianza della continuità del nostro impegno al dialogo, al coinvolgimento e alla creazione di una sinergia produttiva che possa riunire tutte le risorse locali nella nascita di una struttura che sia realmente e genuinamente espressione del territorio di Nardò”, è l’auspicio finale contenuto in una nota della società.
L’augurio-invito sembra però, per il momento almeno, caduto nel vuoto.
La contromossa, già annunciata, del comitato. Negli stessi giorni, pare proprio la mattina prima dell’annunciato inizio delle fasi finali dell’operazione, è stato presentato il ricorso al Tar di Lecce per annullare previa sospensione la deliberazione della Giunta comunale del 4 agosto, la numero 345 con l’ok alla lottizzazione. Il motivo è noto per averlo sostenuto in varie occasioni il comitato “Salviamo la Sarparea” presieduto da Stefania Ronzino: violazione della legge sugli ulivi monumentali mancando un censimento puntuale delle piante stesse, deficienza che aprirebbe la porta ad indiscriminati espianti. Il ricorso è stato elaborato dall’avvocato Mariano Alterio di Bari con la consulenza del professore Nicola Grasso che insegna Diritto costituzionale all’Unisalento di Lecce, militante del comitato citato. Formalmente l’atto diretto ai giudizi amministrativi è stato firmato dall’associazione nazionale “Codici Ambiente”, considerato che il comitato locale non aveva i requisiti di legge per un’iniziativa del genere. Spazio, volenti o nolenti, dunque alle carte bollate: il Comune ha nominato l’avvocato Paolo Gaballo di Nardò; la società si è da tempo affidata all’avvocato Valeria Pellegrino di Lecce.

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GALLIPOLI – Cresce il risparmio dei salentini capaci, nel corso del 2016, di investire ben 10,7 miliardi di euro. Si tratta di un dato in crescita rispetto al 2015 quando la pur sempre considerevole cifra si fermò a 10 miliardi e 468 milioni. Conti correnti, libretti di risparmio, buoni fruttiferi o certificati di deposito le forme di investimento prescelte secondo l’analisi condotta dall’“Osservatorio economico di Davide Stasi” (su dati di Bankitalia) in occasione della Giornata mondiale del risparmio che si celebra il 31 ottobre. Ancor più marcato è l’incremento se si pensa che al 31 dicembre del 2011 i risparmi dei salentini ammontavano a 9 miliardi e 736 milioni di euro.  Solo nei 56 sportelli di Lecce città sono “fermi” quasi due miliardi di euro. Il maggiore tasso di crescita è, però, quello di Leverano, dove (sempre negli ultimi 5 anni) i depositi sono aumentati del 46,8 % (da 111,7 milioni a 163,9). Ottima la prestazione anche per Gallipoli che segue con un +46,6 % (da 129,8 milioni a 190,3). Al terzo posto della graduatoria figura Maglie, con il 46,2% (da 182,8 milioni a 267,2). In termini percentuali, di rilievo le “performance” di Tricase (41,3%), Poggiardo (40,7%), Veglie (38,6%), e Casarano, con il 37,1% (da 137,9 milioni a 189). Appena più indietro Taurisano, con il 33% (da 47 milioni a 62,5),  Galatina con il 32,5% (da 208,4 milioni a 276,2) e Copertino con il 31,6% (da 123,9 milioni a 163). Sotto il 30 per cento Ugento (con il 27,5%, da 47,3 milioni a 60,3), Trepuzzi (26,8%), Galatone (26,3%), Monteroni (24,8%), Martano (23,6%), Taviano (23%, da 71,6 milioni a 88,1), Nardò (12,6%, da 182,4 milioni a 205,4), Campi Salentina (9,9%) e Otranto (8,4%.

In sostanza, tra i primi venti Comuni (per grandezza e numero di sportelli), solo Squinzano registra una flessione dei depositi bancari passando da 67,7 milioni a 66, con un meno 2,4). Il risparmio bancario e postale è, dunque, concentrato per il 70% cento nei depositi bancari e postali dei primi 20 comuni. Nei restanti  i risparmi sono saliti da un miliardo 334 milioni a un miliardo 805 milioni. Pari a un tasso del 35,3 per cento.

«I risparmi in provincia di Lecce crescono – commenta Davide Stasi – ed il dato è  senz’altro da interpretare: le possibili spiegazioni vanno ricercate nell’incertezza economica che ha frenato gli acquisti e gli investimenti, nonché nella maggiore preoccupazione per l’introduzione di nuove imposte e tasse. Così, molte famiglie hanno pensato di mettere da parte i propri risparmi».

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30Gallipoli – Il comitato che non riesce più a garantire la festa del santo del suo paese o quartiere; il lido che “per motivi di sicurezza” impedisce di portarsi il panino da casa; l’esigenza dei controlli e il problema degli organici; la percezione di una diffusa insicurezza e i dati che vanno in direzione contraria: ecco come un corso di aggiornamento varato dall’Ordine dei giornalisti può diventare uno strumento di approfondimento su tematiche di grande attualità non del tutto sviscerate.

La virtuosa combinazione si è trovata stamattina (27 ottobre) – regista il giornalista Giuseppe Albahari e l’associazione “Puglia&mare” – nella Galleria dei due mari piuttosto affollata di addetti ai lavori e con un ospite che si è rivelato completamente all’altezza del compito: il questore di Lecce, Leopoldo Laricchia, toscano di origini, 28 anni di esperienza in 12 sedi diverse (Imperia la penultima). “E non ho mai visto da nessuna parte un’auto non uscire in servizio per mancanza di benzina”, ha risposto ad una domanda, con un sorriso che voleva essere un invito a “stare attenti alle fonti”. Così come ha sorriso divertito davanti al gestore di uno stabilimento balneare che preleva dalla borsa di una bagnante il panino ”per motivi di pubblica sicurezza”, sbandierando un improbabile divieto emanato dalla Prefettura.

Su trecento iniziative solo due non si sono fatte. La circolare Gabrielli, dal nome del Capo della Polizia, l’ha fatta da padrona nel confronto, soprattutto nelle parti in cui può diventare flessibile e “comprensiva” verso piccoli eventi di tradizione che non hanno mezzi finanziari tali da sopportare costi come i piani di sicurezza, la messa a dimora di barriere in cemento armato (new jersey) o di blocchi da una tonnellata (“panettoni”), le numerose autorizzazioni, la vigilanza. Lui si è trovato a gestire il Festival di Sanremo subito dopo la strage del “Bataclan” di Parigi del novembre 2015. Ha raccontato il contesto del tutto inedito per quell’evento ad appena 25 km da Nizza, la città francese straziata da un terrorista lanciato sulla folla con un camion. Come esempio negativo tutto italiano è stato citato anche il drammatico paradosso di Torino (la finale di Champions con la Juventus): il pesante bilancio – un morto, duemila feriti – per un attentato terroristico che non c’era. Come non c’erano – tra l’altro – vie d’esodo diverse da quelle d’ingresso, pure stabilite nella circolare Gabrielli, che in realtà rilancia norme già in vigore ma scarsamente applicate. Certo, ci sono state “vittime” di ben altro tipo a Gallipoli (annullata “Strade golose”) e ad Ugento; a Nardò ha rischiato la festa di San Gerardo Maiella (per gli organizzatori una spesa di circa 2mila euro per la sicurezza era diventata insostenibile), ma si sono regolarmente svolti i grandi eventi salentini come la “Notte della taranta” con 200mila persone e neanche un graffio.

Non scambiare la prevenzione con la burocrazia. “La prevenzione prima è intralcio burocratico, dopo quando magari è successo qualcosa, diventa mancata prevenzione”, ha avvertito Laricchia, per il quale comunque “il sistema va adattato alle varie situazioni: invece delle barriere in cemento, ad esempio, possono andare bene le auto della polizia o di altre forze dell’ordine messe di traverso. Assicurata dal numero uno la consulenza (leggasi disponibilità) della Polizia amministrativa della Questura a Lecce, il questore ha giudicato positivamente – al pari di alcuni organizzatori di eventi presenti in sala – l’unione di più Comuni (come quella annunciata tra Nardò, Gallipoli, Galatina e Leverano) per suddividere le spese per la sicurezza, compresi gli steward come negli stadi. Tra le ipotesi allo studio anche quella della individuazione nei paesi di aree attrezzate in cui tenere eventi di un certo livello (il caso Melpignano sembra aver fatto scuola).

Lidi e spiagge, c’è da fare ancora. Nonostante i protocolli sottoscritti in Prefettura con gestori di discoteche e di stabilimenti balneari, per il questore di Lecce non tutto è andato come doveva. Non dappertutto si sono visti i cartelli “Non è tollerato l’uso di stupefacenti di qualsiasi tipo. Le trasgressioni saranno segnalate alle forze di polizia”, né i controlli “precursori” – per individuare all’ingresso persone già in preda all’alcol – hanno avuto una grande fortuna, giusto per fare due esempi. E i controlli? Il questore ha confermato il calo degli organici (in polizia da cinque anni ci sono solo pensionamento e nessuna assunzione) ma ha anche indicato una inversione di marcia per cui da qui al ’19 saranno assunti quattromila poliziotti che- per la prima volta – dovranno almeno avere il diploma.

La realtà vera e quella percepita. Il dilemma di come veramente stiano le cose in tema di reati e rischi per i cittadini ha occupato la parte finale dell’incontro. Taviano, il caso delle auto bruciate al vicesindaco in piena estate, l’allarme per questo ed altri tipi di violazioni di legge ha fatto avvertire un diffuso senso di aumentata insicurezza. I dati forniti in quella occasione dal Capo della Polizia ad una piazza gremita di cittadini (meno furti, meno rapine, meno denunce) avevano ridisegnato i confini di un allarme sociale ipersensibilizzato da certi episodi. Il dottor Laricchia ha aggiunto altro: “Da cinque anni il numero di reati predatori sono in costante flessione in Italia, ma questo è purtroppo poco noto”. Non fa clamore, in effetti, davanti ad una rete virtuale che “enfatizza e generalizza: uno scippo in un quartiere fa diventare quella realtà il quartiere degli scippi”. Nell’aumento degli organici, passati da 92mila a 98mila, e nella successiva riorganizzazione, è prevista un’adeguata attenzione a ciò che circola nei social. Affinchè nella rete finiscano i malfattori e coloro che qualcuno ha definito “gli industriali della paura”.

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Nardò – Ha finalmente oltrepassato il frastuono delle polemiche  (soprattutto sui “padri” cui rendere omaggio) per entrare nel suo ambito più naturale e discreto il nuovo Servizio clinico di senologia, inaugurato oggi con due assenze pesanti che hanno fatto rumore.

Già in funzione: ecco il calendario delle visite. Nell’ex ospedale, da tempo ormai Presidio territoriale di assistenza (Pta) le donne possono trovare da subito a loro disposizione uno screening mammografico completo, con diagnosi sui vari livelli delle patologie mammarie. Il servizio – il secondo nell’Asl dopo quello di Lecce – vedrà operare da oggi in maniera stabile altri due medici, oltre a quello già operativo. Questo il calendario delle aperture: lunedì mattina screening, martedì mattina senologia, mercoledì pomeriggio screening, giovedì mattina senologia, venerdì mattina screening, sabato mattina senologia.

Un bel segnale in pieno “mese rosa”. All’inaugurazione, che arriva non a caso nel “mese rosa” dedicato alla prevenzione del tumore al seno e che allargherà considerevolmente la platea degli utenti nel seminterrato dell’ex ospedale, hanno preso parte, tra gli altri, il direttore della Asl Lecce Silvana Melli, il vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli mons. Fernando Filograna, l’assessore all’Industria turistica e culturale della Regione Puglia Loredana Capone (delegata dal presidente Michele Emiliano), il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici del Comune Oronzo Capoti (delegato dal sindaco Giuseppe Mellone), il direttore del distretto Oronzo Borgia e il referente del tavolo tematico sulla senologia del Comitato consultivo misto della Asl, Rita Tarantino.

L’Asl: “Prosegue il percorso per arricchire l’ex ospedale”. “Continua il percorso con cui arricchiamo di servizi il Pta di Nardò – ha voluto rimarcare la dottoressa Melli, rimandando agli anni in cui si è lavorato per dare un futuro utile all’ex nosocomio – un percorso che unisce strutture e territorio. Peraltro, inaugurare questo servizio nel mese “rosa”  è un segnale ulteriore di un cammino che ci ha portato in poco più di un anno e mezzo nelle strutture della nostra Asl ad incrementare del 22% il numero delle donne che hanno accettato di aderire allo screening senologico e di passare da 15 a 25 pazienti a seduta. Un altro segnale positivo è la crescita della consapevolezza tra le donne dell’importanza della prevenzione”.

Numeri in preoccupante crescita; cresce pure la prevenzione. “Visti i numeri che danno il cancro alla mammella in preoccupante crescita – ha sottolineato l’assessore  Capone – è chiaro che la prevenzione e la diagnosi precoce diventano decisive. In questo avvio del servizio a Nardò vedo una opportunità per rafforzare il presidio e, da un’altra prospettiva, per ridurre ulteriormente le liste d’attesa e l’angoscia che comportano”. “Per la città e per il territorio è un segnale importante – ha detto infine il vicesindaco Capoti – perché è la dimostrazione che con l’impegno di tutti è possibile invertire la tendenza del nostro ex ospedale, scientificamente privato di tutto nel corso degli ultimi anni. Oggi apriamo un nuovo ciclo”.

Finita la cerimonia, si è aperto il fuoco sugli assenti illustri. Chiusa la cerimonia, si è aperta un’altra pagina iniziata con la pubblicazione del grande manifesto dal titolo “Ospedale di Nardò – Apre un nuovo Reparto” a firma di “Pippi Melone” e raffigurante un contento Emiliano, cui il primo cittadino ha rivolto i ringraziamenti: “Nardò torna al centro delle politiche sanitarie regionali”. In nessuno degli intervento odierni sono riecheggiati però termini come ospedale e reparto; tutti hanno chiamato le cose col loro nome (Servizio di senologia) ,  probabilmente per evitare altre polemiche con chi ha segnalato in questi giorni la forzature contenute nel manifesto della discordia. Alcuni hanno fatto risalire a presunti screzi tra Mellone ed Emiliano (alla fine assenti entrambi alla inaugurazione) proprio quel messaggio, che finisce nell’archivio del grande comunicatore, qual è Mellone,  fascicolo dei meno riusciti.

 

GALLIPOLI. Dal 2012 al 2014, la mortalità per cancro al seno nella provincia di Lecce registra un incremento del 33%: si è passati da 135 a 179 decessi. Con un tasso di 4,4 decessi ogni 10mila abitanti. Il più alto in tutto il meridione e fra i più alti in Italia. Perché avviene ciò? Il nucleo centrale del report su questo specifico male presentato l’altro ieri dalla Lilt provinciale a Lecce è stato questo.

Perché le donne salentine guariscono meno di quelle del resto d’Italia? La risposta che la Lega italiana per la lotta al tumore si è data rispetto all’inquietante interrogativo si chiama: prevenzione tardiva in strutture pubbliche ma, soprattutto, preclusa o quasi alle fasce sociali più deboli perché più povere. Nel 1990 sempre in base a dati Istat riferiti al 2014, i decessi per cancro al seno a Lecce erano “solo” 115. A sostenerlo, con la sua solita intensa partecipazione, il direttore scientifico della Lilt, il dottor Giuseppe Serravezza di Casarano, e la presidente provinciale Marianna Burlando. Il dottor Serravezza ha richiamato uno ricerca fatta da specialisti inglesi in Sicilia. La ridotta sopravvivenza delle donne dell’isola che si ammalavano dipendeva dalla organizzazione dei percorsi diagnostici. A diagnosi tardive, guarigioni ridotte di numero.

E’ una questione di millimetri. Se il tumore viene scoperto quando è di appena un centimetro, la paziente se la cava quasi sempre; se il nodulo è cresciuto indisturbato fino a 3-4 centimetri, i rischi sono molto alti. La situazione siciliana così come accertata dagli studiosi d’Oltremanica, bene si attaglia alle condizioni in cui si trova la provincia di Lecce. Proprio pochi giorni fa anche il Tribunale dei diritti del malato di Puglia ha denunciato un dato: una mammografia in una struttura pubblica prevede un’attesa di quattro-cinque mesi. Troppi, ai fini di una diagnosi la più precoce possibile.

Quanto incide la povertà sulla diagnosi. Ma Serravezza a questo aggiunge un altro elemento verificato dalla Lilt: “Oggi noi abbiamo ceti sociali che arrivano alla diagnosi con gravissimo ritardo perché non hanno facile accesso alle strutture pubbliche e non hanno le possibilità economiche per rivolgersi alle strutture private. Ma questo – rimarca il direttore scientifico dell’associazione –  – avviene anche con l’Alpi, le strutture pubbliche a pagamentoUna conferma, come hanno rilevato studi francesi, che le diseguaglianze socio-economiche sono alla base delle diseguaglianze sanitarie».

Passi concreti richiesti alla Regione Puglia. Serravezza ha riferito di aver indirizzato al governo della Regione una lettera su questa “terribile situazione” che ha fatto ottenere immediatamente un incontro a Bari il 6 novembre prossimo. Vi si legge tra l’latro che “Mentre una buona parte delle nostre donne non riesce ad accedere ai servizi – scrive l’oncologo –  un’altra parte, quella dei ceti sociali medio-alti, usa e abusa delle strutture pubbliche: fanno le Tac, le Risonanze e poi si fanno curare a Milano o nella clinica privata. Non si può continuare a negare la realtà e vivere di annunci».

Pari condizioni per tutte le donne. “Questi sono dati allarmanti – ha concluso la presidente Burlando – unafetta consistente di donne hanno difficoltà di accesso ai servizi.  In una provincia così estesa come quella di Lecce  occorre garantire pari condizioni a tutte le donne, perchè in quei ritardi diagnostici c’è anche la difficoltà di raggiungere le sedi lontane».

Voce al Direttore

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Ora che è passata la festa – giusta: logistica adeguata a compiti delicati e decisivi per il grado di vivibilità – possiamo tentare...