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Nardò Poggiardo – Belle consapevoli e informate le donne salentine che nel 2017 hanno partecipato in massa allo screening mammografico promosso dall’Asl di Lecce che, grazie alla loro determinazione, si è visto assegnare il Bollino verde proprio per la consistenza delle adesioni. In termini numerici, come informa la stessa Asl, nel Leccese sono stati raggiunti 4,86 punti, su un massimo di 5 punti. La percentuale del 78,6%, la più alta in Puglia (54% è il dato medio) è tra le migliori in Italia.

Il confronto su dati 2017, con le aziende sanitarie di Veneto (77,4%) e Friuli Venezia Giulia (78,8%) e della Provincia Autonoma di Trento (83,5%), monitorate dal “Sistema di Valutazione delle Performance dei Sistemi Sanitari Regionali”, è stato realizzato dal Laboratorio M&S della Scuola Superiore “Sant’Anna” di Pisa, cui aderisce la Regione Puglia. Il “Rapporto Bersagli” 2017, recentemente presentato a Bari, è un complesso sistema di valutazione delle performance dei sistemi sanitari regionali (10 quelle aderenti) che si compone di più di 300 indicatori e che serve a monitorare la capacità di miglioramento della gestione dei servizi sanitari, ossia l’appropriatezza, la qualità dei processi e l’efficienza delle aziende in tema di prevenzione delle patologie mammarie.

Su 12.295 invitate, 9.664 adesioni L’Asl leccese ha invitato a sottoporsi a screening 12.295 donne target, tra i 50 e i 69 anni; di queste hanno aderito 9.664, appunto il 78,6 per cento. Una percentuale molto elevata che “conferma la validità delle scelte fatte e rappresenta il viatico per migliorare ulteriormente”, come si legge nella nota della direzione generale Asl. In quest’ottica va letto l’acquisto e l’entrata in servizio di nove nuovi mammografi di ultima generazione già posizionati sul territorio, con la possibilità di aumentare le sedi che offrono screening e senologia istituzionale nei Distretti sociosanitari (come è successo a Nardò e a Poggiardo con l’inaugurazione del Centro di senologia) e il numero delle sedute.

Allargare i controlli alle donne fuori dello screening L’obiettivo è adesso allargare ancor più la platea delle donne che entrano nel programma di screening. Il “bollino verde” incassato dallo screening mammografico, del resto, è un risultato che premia l’impegno del Tavolo tematico della Senologia, al quale la Asl ha affidato il compito di riorganizzare e migliorare lo screening mammografico e, in generale, la delicata materia della senologia per le donne fuori dall’età di screening: proseguendo con il modello basato sulla condivisione di competenze ed esperienze tra tecnici e utenti, personale sanitario e rappresentanti dell’associazionismo, in cui il Comitato consultivo misto riveste un ruolo attivo all’interno dell’azienda sanitaria stessa.

Primo passo: informazioni tempestive Il metodo giusto e l’azione concreta, dunque, che si sostanziano nella capacità di fornire informazioni corrette alle donne, in un Cup senologico dedicato (l’unica via d’accesso possibile), in agende personalizzate per le diverse esigenze (dal follow up ai controlli). Strumenti che hanno prodotto risultati tangibili come l’abbattimento delle liste d’attesa (bastano due giorni per un’ecografia mammaria in priorità B), oppure la fattiva collaborazione instaurata con i medici di base, opportunamente coinvolti.

Gallipoli – Trenitalia arriva nelle principali località turistiche e porta i suoi “Freccialink” anche a Gallipoli, Otranto, Torre San Giovanni (Marina di Ugento) e Santa Maria di Leuca. in un primo momento esclusa tra le proteste. La soluzione “treno+bus”, presentata in occasione del nuovo orario estivo della società di trasporti, permetterà dal 10 giugno al 16 settembre di raggiungere Gallipoli, Otranto e Torre San Giovanni. Lo stesso servizio collegherà anche Leuca alla rete ferroviaria a partire dal 30 giugno. L’importante novità, già sperimentata lo scorso anno a Gallipoli, coinvolge in Puglia anche Ostuni, Fasano, Monopoli e Polignano a Mare.

Le corse Per Gallipoli sono previste quattro corse per Lecce, il sabato e la domenica, in connessione con i Frecciargento da e per Roma mentre due sono le corse (sempre il finesettimana) per Torre San Giovanni, Otranto e (dal 30 giugno) Santa Maria di Leuca, sempre in connessione con i Frecciargento da e per Roma.

Le fermate I punti di fermata sono a Lecce in via Don Bosco angolo viale Quarta (nelle immediate vicinanze della stazione ferroviaria) , a Gallipoli di fronte la stazione delle ferrovie Sud-est, a Otranto in via Orte, nelle adiacenze del porto e a a Torre San Giovanni sulla Sp 91 in prossimità della strada che conduce ai villaggi turistici (corso Vittoria). Oltre ad informare che gli autobus sono “moderni e confortevoli”, il sito di Trenitalia informa anche che i bambini fino a quattro anni non ancora compiuti potranno viaggiare gratuitamente. I biglietti potranno essere acquistati sul sito internet di Trenitalia, presso le biglietterie di stazione, le agenzie di viaggio abilitate, i self service o chiamando il Call center. In ogni caso il servizio bus è acquistabile esclusivamente in abbinamento ad un treno in connessione, ovvero non si potrà soltanto partire da Lecce e raggiungere una delle località di mare o viceversa.

Gallipoli – Vasta operazione anticrimine dei carabinieri della provincia di Lecce, nelle aree di Gallipoli, Casarano, Nardò, Maglie e Tricase, con l’utilizzo di 140 uomini, 60 automezzi, due unità cinofile antidroga ed un elicottero. “Crime wall” il nome dell’operazione che ha portato a quattro arresti, 35 denunce a piede libero, 26 segnalazioni in prefettura per assunzione di droga ed al ritiro di 25 patenti di guida. nel totale sono state identificate 630 persone, 318 sono stati i veicoli controllati, 85 le contravvenzioni elevate per violazioni al Codice della strada, 52 le perquisizioni personali e veicolari, 63 i controlli a carico di persone sottoposte a misure di sicurezza e di prevenzione e 32 i controlli di persone sottoposte ad arresti domiciliari.

In 20 segnalati per uso di stupefacente A Gallipoli e dintorni, venti soggetti, tra i quali tre minori, sono stati segnalati alla Prefettura per essere stati trovati in possesso i marijuana. A Nardò il 27enne M.P., già sottoposto a sorveglianza speciale, è stato trovato in compagnia di un pregiudicato. A Cutrofiano, il 40enne P.S. ed il 29enne P.B. (entrambi di Galatone), sono stati sorpresi a bordo di un autocarro Fiat Iveco nel trasportare rifiuti speciali pericolosi (parti di veicoli, filtri dell’olio, pasticche per i freni, apparecchiature elettroniche e materiale ferroso). A Galatone il 27enne P.P. è stato fermato alla guida della propria autovettura in evidente stato di alterazione per aver assunto cocaina, come dimostrato dagli accertamenti sanitari effettuati presso l’ospedale di Galatina.

Passaggio a livello abbattuto A Galatone il53enne di Nardò T.C.C. è stato denunciato perchè, dopo aver attraversato il passaggio a livello su via XX Settembre malgrado il semaforo rosso e le barriere che si abbassavano, ha proseguito la sua marcia forzando le stesse barriere per uscire dall’area ferrata.

In tre rubano un decespugliatore Tre uomini di Cutrofiano (il 51enne C.A.T., il 48enne R.M. ed il 54enne V.C.) sono stati denunciati per il furto di un decespugliatore da un’abitazione rurale in agro di Sogliano Cavour : l’attrezzo, poi restituito al legittimo proprietario, era nella loro auto e i tre non hanno fornito una spiegazione plausibile sul motivo. Per furto aggravato è stato denunciato il 46enne S.R., di Nardò, già sottoposto agli arresti domiciliari per il furto di due cellulari (per un valore complessivo pari a 1.000 euro) dall’interno del Consorzio di bonifica Arneo.

Droga, truffe e furti I militari della Compagnia di Casarano hanno denunciato il 28enne di Taviano W.C. per aver rubato attrezzi agricoli presso un’attività commerciale di Melissano insieme ad un complice, al momento non ancora identificato. Di Napoli è, invece, il 51enne A.R. denunciato per truffa in concorso. L’uomo, dopo aver pubblicato un annuncio di vendita su un sito internet, riuscendo a farsi consegnare 80 euro (con una carta ricaricabile) dalla vittima di Casarano senza consegnare la prevista playstation 4. A Matino è stato denunciato per evasione il 23enne albanese A.M. non trovato nella propria abitazione malgrado fosse agli arresti domiciliari. Stessa sorte, a Ruffano, per il 55enne di Matino L.L.. A Casarano il33enne G.C. è stato denunciato per aver rottamato arbitrariamente la propria autovettura malgrado gli fosse stata riconsegnata in qualità di custode giudiziale. Il 28enne di Ruffano G.L.M., già sottoposto all’obbligo di dimora nel comune di Ruffano e al divieto di allontanarsi dalla propria abitazione dalle 22 alle 6, è stato denunciato per non essere stato rintracciato dai carabinieri nel corso di un controllo. A Casarano il 23enne G.M. è stato denunciato perchè nel bagagliaio della propria autovettura trasportava un bastone telescopico in ferro lungo 42 centimetri. Nove persone, tra Casarano, Acquarica del Capo, Taviano, Matino e Alliste, sono state denunciate perchè fermate alla guida dei propri veicoli in stato di alterazione da alcol o droghe. Per uso di droga sono stati, invece, segnalata alla Prefettura il 37nne A.D. di Matino, trovato con 1,4 grammi di eroina, il 41enne A.S.B. di Felline (0,2 grammi di eroina) e il 28enne M.S. di Casarano (0,2 grammi di marijuana).

Vende il furgone che deve custodire I carabinieri di Maglie hanno denunciato il 23enne di Poggiardo E.B. perchè, invece di custodire l’autocarro Fiat Iveco che gli era stato sequestrato, provvedeva a smontarlo a pezzi per poi rivenderli a terzi. A Serrano, frazione di Carpignano Salentino, è stato deferito in stato di libertà il 71enne A.S. per aver bruciato plastica, materassi e altri rifiuti all’interno di un fondo agricolo di cui aveva la disponibilità. Il 54enne G.D. di Palmariggi è stato denunciato per aver danneggiato la Renault Clio di un 53enne del posto mentre a San Cassiano il 30enne A.M. è stato segnalato in Prefettura per i 5 grammi di marijuana che aveva con se e per il rifiuto di sottoporsi ai controlli sanitari per verificare l’eventuale assunzione di droghe.

Inseguimento a Lido Marini A Lido Marini, il 27enne G.C. di Taurisano si è reso protagonista di un pericolosissimo sorpasso in curva alla guida di un Fiat Fiorino non fermandosi all’alt dei carabinieri. L’uomo è stato inseguito per circa 5 chilometri prima di essere bloccato e identificato.

In due rubano condizionatori da una masseria A Tricase, invece, i carabinieri hanno deferito in stato di libertà il 24enne M.C. (di Miggiano) ed il 44enne T.U. (nato in Svizzera e residente a Tricase) per aver rubato dei condizionatori d’aria (4 split e 5 motori esterni) da una masseria sottoposta a sequestro giudiziario. Una 16enne ed un 20enne  di Salve sono stati, invece, individuati quali responsabili dell’alterazione dei dispositivi anti-taccheggio in un negozio di prodotti cosmetici di Tricase. Il 20enne M.C., nato a Brindisi e residente a Gagliano del Capo, nascondeva, invece, un grammo di marijuana nella scarpa mentre la 26enne M.C., sempre di Gagliano del Capo, era alla guida della propria Fiat Panda malgrado il tasso alcolemico pari a 0,98 grammi per litro: per la donna denuncia e ritiro della patente di guida. Anche il 23enne di Presicce M.E. ha provato, inutilmente, a nascondere addosso della droga ma una pattuglia dei carabinieri lo ha fermato nella marina di Pescoluse trovandolo con 2,57 grammi di marijuana.

 

 

Gallipoli – Il progetto delle bollicine inizia nel 2013 da un’idea da sempre coltivata da Carlo Coppola. La preparazione della vigna è del 2014 e del 2015, in agosto, la prima vendemmia, una quindicina di giorni prima della maturazione del vitigno negroamaro. Nel 2016  la prima prova, a febbraio: il tiraggio e l’imbottigliamento. Quindi il delicato processo della fermentazione con la rotazione a scadenze stabilite delle bottiglie, l’affinamento e infine il 19 aprile scorso la sboccatura, cioè la separazione dai lieviti.

Il sogno di don Carlo Ci può essere tanto lavoro in un bicchiere di vino? Pardon, di spumante salentino, quel “vino con le bollicine per i turisti” che sognava don Carlo? Senza aggiungere al corposo travaglio che fra 48 mesi l’azienda produttrice metterà sul mercato mille bottiglie del primo spumante autoctono prodotto col metodo classico champenoise su una base di negroamaro bianco. Significativamente, si sono radunate due generazioni dei Coppola per presentarlo ad una ristretta cerchia di esperti, presenti i tecnici e i curatori materiali del prezioso vino: l’enologo Giuseppe Pizzolante Leuzzi, l’agronoma Gabriella Puzzovio di Maglie, i cantinieri Eliseo Marra e Cosimo Scozzi di Melissano, l’agricoltore Giovanni Bramato di Alezio.

Dall’idea alla svolta storica “Una data storica per la nostra Cantina. Sono fiero di questa nuova produzione – ha detto Giuseppe Coppola – e del lavoro svolto dall’enologo Giuseppe Pizzolante Leuzzi. Oggi abbiamo presentato un prodotto che sono certo ci darà grandi soddisfazioni. Avere in carta uno spumante di propria produzione valorizza e completa la nostra offerta; è un passaggio significativo che si inserisce nel progetto di sviluppo aziendale e a cui non a caso giungiamo a pochi giorni dall’apertura della nuova cantina, un complesso volto all’ulteriore sviluppo dell’enoturismo con annesso ristorante gourmet diretto dall’executive chef Franco Tornese. Sono particolarmente orgoglioso – ha aggiunto, ma già si vedeva chiaramente la soddisfazione sua e dei partecipanti all’impresa – della vinificazione Dosaggio Zero (senza aggiunta di zuccheri, ndr) che esalta il vitigno e ne mette in risalto la sua massima espressione e con sè quella della nostra terra madre”. Letto firmato e sottoscritto anche da Lucio e Nanni Coppola, con congiunti e figli.

“Te lu niurumaru nu se mena nienti” L’antico detto popolare, richiamato da Antonio Muci (Nardò) di Slow food, ha riconfermato la sua preziosa versatilità, le enormi potenzialità di quel vitigno altrimenti detto “paesano” o “nostrale”.  Muci ha rivolto un plauso per i 48 mesi di ulteriore “riposo” e per l’obiettivo di produrre uno spumante al di fuori della tradizione salentina “ma fatto bene e di qualità”. Nei precedenti infatti si trovano le esperienze di Rosa del Golfo roseé di Alezio e il De Castris di Salice. “Ho ritrovato questo territorio, coerente con l’impostazione aziendale, nel dosaggio zero, una nota fortemente iodata e le note balsamiche eccezionali che porta con sè il negroamaro, come ad esempio il timo”, ha rilevato Gaia Muci (Nardò), esperta di Slow Wine.

Dalla cura della terra ai fenomeni meteo Della cura della terra e del metodo di sposare la tecnica  più adatta “per fare al meglio le cose” ha parlato Gabriella Puzzovio, passando dall’analisi del terreno fino agli eventi biologici e quindi meteo. Primo esame superato per i rappresentanti dell’Ais (sommeliers) di Lecce per bocca di Fabrizio Miccoli, davanti a questo negroamaro vinificato in bianco ed ai tocchi varietali interessati. L’esperto Pizzolante Leuzzi che ha guidato la degustazione tecnica, ha ammesso con una forse eccessiva dose di umiltà che “ci si è trovati davanti ad una pagina bianca”, a qualcosa di mai scritto da altri insomma, ma con indirizzi precisi per un pubblico esperto (il Dosaggio zero) ed un pubblico di genere femminile (il Brut). “Lavoriamo da sei anni per una produzione innovativa nel Salento. Un progetto che da subito si è rivelato stimolante, a partire dalla prima sfida: la scelta della base. Senza esitazioni abbiamo optato per quella da negroamaro bianco”, ha detto l’enologo della Cantina.

In arrivo adesso due grandi anniversari Tutti insieme, ognuno per la propria parte, hanno fatto il massimo per arrivare nel bicchiere nel migliore dei modi, puntando a segnare un punto di distinzione. Anche per festeggiare di questa storica Cantina la 40ma vendemmia (la prossima) e i 50 anni di attività agrituristica. Rimandando con ciò al nonno di Giuseppe e familiari, Niccolò Coppola, ed alla sia intuizione di un felice matrimonio in quel di Torre Sabea tra un turismo a venire ed una agricoltura reale. Era la metà degli anni Sessanta.

 

Gallipoli – Di allarme in allarme – gli ultimi quelli del segretario provinciale della Funzione pubblica, Cgil, Floriano Polimeno e di alcuni medici – alla fine qualcosa si muove ed anche in senso positivo sul fronte del personale negli ospedali. La direzione generale dell’Asl Lecce comunica che “ha già pensato a mettere in sicurezza gli organici negli ospedali” ponendo mano al piano assunzioni sia in previsione del periodo estivo con carichi di lavoro in aggiunta, sia per affrontare le “criticità generali” e consolidate, come nei casi citati espressamente degli ospedali di Gallipoli e Scorrano. Ed infatti proprio di Oss (operatori sociosanitari) si tratta: se ne assumeranno 60 per sei mesi, insieme ad altri 50 infernieri che sommati ai trenta rivenienti con la mobilità da altre Asl, portano il totale a 80 unità.

Il 12 prossimo partono le asunzioni “Le convocazioni del personale – si precisa in una nota dell’ufficio stampa Asl – sono programmate per martedì prossimo, 12 giugno, per cui a stretto giro infermieri e oss entreranno in servizio”. Si sottolinea inoltre che queste assunzioni a tempo determinato sono prorogabili e quindi l’Asl  ha previsto la possibilità di tenere in servizio questo personale per un tempo più lungo: una programmazione di medio e lungo periodo che, di fatto, non mira a inseguire le emergenze ma a prevederle”. Va ricordato che in effetti la direzione generale ha prorogato tutti i contratti in scadenza il 30 giugno fino al 31 dicembre prossimo.

Pronto soccorso di Gallipoli, in arrivo un’altra estate bollente Di carenze di personale medico e paramedico si è parlato spesso nel settore della sanità pubblica in questi ultimi mesi: dipendenti andati in pensione e mai sostituiti, livelli essenziali di assistenza in forse, come i turni per assicurare i servizi con un flusso di pazienti in costante crescita, anche per via del trasferimento di reparti da Casarano. Reiterate richieste di ricostruire l’organici sempre- finora – senza risposte. “Noi medici non ce la passiamo granché bene – dice il primario del Pronto soccorso” del Sacro Cuore”, Antonio Girau (foto) – ma il problema più serio per noi fino ad oggi è la mancanza di Oss: sono sette invece dei 14 previsti. In buona sostanza –spiega Girau- i malati in attesa di consulenza dopo essere stati visitati, sostano in attesa che qualcuno li accompagni a seconda dei casi, o in lettiga o in carrozzina, nei vari reparti dislocati nelle tre torri, rallentando e rendendo così ancora più complicato il nostro lavoro”. E’ un fiume in piena il dottore Girau, che, a differenza di altri nosocomi salentini, ha superato egregiamente assieme ai colleghi l’emergenza-influenza dell’inverno scorso, ma anche quella estiva del 2017, quando hanno lavorato con soli 15 infermieri contro i 23 previsti per 25mila interventi all’anno (diventati 28mila) e che quest’anno – secondo il trend – dovrebbero arrivare addirittura intorno alle 35mila prestazioni. A ciò si aggiunga che occorre assicurare anche il “triage h24”, un servizio delicatissimo che stabilisce – sotto la supervisione del medico di guardia – le priorità di accesso alla visita medica.  “Si figuri – conclude il primario del Pronto soccorso gallipolino – che ci era stata assicurata la sostituzione dell’infermiera che rimase gravemente ferita a ottobre (il riferimento è all’incidente con l’ambulanza in cui morirono sia l’autista di Taviano che il paziente trasportato): ad oggi, e sono passati più di 7 mesi, l’attendiamo ancora. L’unica novità è che ci invieranno dei colleghi della guardia turistica, dal 15 giugno al 15 settembre prossimo”.

 

Concorsi in finale per medici; in arrivo anche dieci tecnici di radiologia Adesso le assunzioni in arrivo dovrebbero far tirare un grosso respiro di sollievo ai medici ed ai pazienti in modo che non ci sia nelle corsie personale stressato dai carichi di lavoro extra, con turni che saltano e turni di lavoro che si allungano, come nel caso richiamato dalla Cgil di Medicina a Scorrano. L’Asl, anche per tranquillizzare le strutture sanitarie della provincia,  ricorda infine che, circa il personale medico, saranno reclutati “sette medici internisti ed è in corso la procedura di mobilità per dirigenti medici nella disciplina di Medicina interna, mentre sono in corso diverse procedure concorsuali: a giugno sarà concluso il concorso per Medicina trasfusionale (15 posti), si svolgerà la prova scritta per Gastroenterologia (2 posti); a luglio si concluderà il concorso per la Cardiochirurgia (4 posti) e si terrà la prova scritta per Nefrologia e Dialisi (4 posti)”. Infine per i direttori di struttura complessa è in corso la procedura per il conferimento di incarico per Anatomia patologica (8 giugno) e Malattie infettive (2-3 luglio). Per completare il quadro sono in arrivo dieci tecnici di Radiologia, uno di laboratorio, logopedisti e fisioterapisti.

Ha collaborato Amleto Abbate

 

 

Un treno delle Ferrovie Sud – Est

Gallipoli – Dalle 8 alle 14 e dalle 16 alle 22,10 un treno ogni venti minuti farà la spola da viale Bovio alla zona di lido San Giovanni e Baia verde e ritorno. Il servizio entrerà in funzione dal dal 18 giugno e resterà in funzione fino al 9 settembre. Da lunedì a sabato compreso invece un altro treno collegherà Gallipoli a Lecce e viceversa in “appena” un’ora e 20 minuti: le Ferrovie del Sud Est, versione Trenitalia, ci sono riuscite comprimendo il numero delle fermate,   quindi accelerando al massimo la marcia dei convogli. Che non circoleranno di domenica: il “non è possibile” è stato ribadito ma, a quanto pare, non sarebbe ancora definitivo per trattative in corso tra la Regione (col rientrato assessore Giannini e il suo collega Loredana Capone) e lo stesso management Fse.

Le novità, gli orari e gli stop Queste le principali novità emerse nel corso della conferenza stampa di stamattina (in ritardo, e qui l’ironia è stata facile facile con l’efficienza storica delle Sud Est) con gli amministratori comunali Stefano Minerva, sindaco, Silvia Coronese ed Emanuele Piccinno da un lato e il dirigente della pianificazione commerciale dell’azienda della mobilità, il veneto Stefano Pietribiasi. Settantasei corse ogni venti minuti in quel tratto di ferrovia sulla linea Gallipoli-Casarano (che ovviamente sarà annullata) esistente da una ventina di anni ma, eccetto qualche breve periodo, mai utilizzata nonostante sia agibile ed adatta anche ai portatori di handicap. Come rimarcato ad ogni inizio stagione da piazzasalento, sarebbe potuta servire anche negli anni scorsi, almeno a partire dall’impennata di richiamo turistico che la città ha registrato negli ultimi dieci anni ed oltre. Ma gli amministratori comunali che si sono succeduti in via Pavia avevano sempre archiviato la segnalazione del giornale e dei cittadini forse con troppa frettolosità. La tratta ferroviaria finora era stata usata soprattutto dai giovani venditori ambulanti diretti alle spiagge del litorale sud.

Lecce, per ora, resta lontana Gli amministratori comunali avrebbero voluto – ma non hanno potuto farlo, alla fine – annunciare anche la ripresa dei treni domenicali dal capoluogo in città, come sperimentato con successo un paio di anni fa. All’inizio della conferenza stampa, avendo appreso al volo questa novità negativa, Minerva ha telefonato subito all’assessore Capone (Politiche turistiche) per chiedere spiegazioni; poi il telefonino è passato in mano al dirigente Fse, infine si trovato un modo per lasciare socchiusa la porta: “L’ingresso in giunta alla Regione dell’assessore Giannini (Trasporti) da pochissimi giorni, non ha consentito di concludere anche questo capitolo su cui però lavoreremo ancora”, ha promesso il Sindaco. Per ora si può contare quindi sulle otto corse al giorno per sei giorni la settimana.

Pensando a Interreg Salento-Grecia “Un po’ in ritardo ma abbiamo stabilito finalmente un dialogo con i dirigenti delle Ferrovie del Sud Est – ha affermato l’assessore Coronese – e potremo così preparare il terreno al progetto Interreg dell’anno prossimo che prevede colonnine informative sulle linee Salento-Grecia. E’ molto importante potenziare e utilizzare al meglio ciò che abbiamo”. Soddisfatto “per il lavoro svolto dall’assessore Piconese” anche il suo collega al Turismo, Piccinno, che ha voluto rettificare ad un media che avrebbe dipinto, a suo dire, una situazione precaria a Baia verde non corrispondente al vero.

Disco rosso per il Gallipoli-Otranto “Il processo di omologazione tra Trenitalia e Fse è in via di chiusura”, ha affermato tra l’altro il dottor Pietribiasi – si esce dalle incertezze e ci si può interessare delle infrastrutture e del materiale rotabile anche per Gallipoli, col supporto della Regione che è il committente”. Il manager ha insistito sul nuovo sistema commerciale per cui da Leuca o da Torino si può fare un unico biglietto che porti a destinazione, tra 800 punti vendita e 300 agenzie viaggi. Ma per adesso neanche il “treno dei due mari” Gallipoli-Otranto può essere garantito.

“In treno fino al porto? Non serve più” “Abbiamo fatto un passo avanti rispetto ad una situazione ferma al 1997 – ha sottolineato Minerva – per cercare di togliere dalla circolazione un po’ di auto e raggiungere i lidi con il treno. Il treno per il porto? C’è un progetto, ci stiamo lavorando per ottenere quell’area dalle Fse e togliere il binario dalla stazione fino al porto. Con qualche problema con la Soprintendenza (che ci ha messo il vincolo per il suo valore storico, ndr), ma i tempi e le esigenze sono cambiati e quella barriera va rimossa”.

 

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Gallipoli – La Commissione europea ha tirato le somme: l’area da quarantena a causa dell’attacco della Xylella fastidiosa è aumentata, annettendo una fascia di territorio della provincia di Bari. Troppo pochi gli ulivi infetti e non abbattuti né rimossi. Nel 2018 su 241 ordinanze neanche una ha raggiunto lo scopo, L’anno precedente il numero si è attestato su circa 900 eradicazioni. Certo, ci sono vincoli normativi, paesaggistici, urbanistici che andrebbero superato con un decreto apposito; ci sono problemi col catasto non aggiornato per cui è difficile spesso individuare i titolari dell’appezzamento ai quali notificare le ordinanze, per cui si pensa di trovare il modo di procedere d’urgenza, rinviando a dopo le procedure burocratiche. Ma i conti non tornano e la delegazione europea arrivata lunedì in zona, è ripartita per Roma e poi Bruxelles portando con sé solo gli apprezzamenti per un sistema di monitoraggio nella zona di contenimento che ha funzionato. Dai loro dati si evince che su circa 7 milioni di piante, soltanto 3.800 in quell’area sono risultate colpite dal batterio e nessuna in focolai in cui gli alberi contagiati sono stati rimossi.

Gli ispettori della Ue, direzine generale per la salute e la sicurezza delle piante, hanno fatto il loro lavoro ed ora tocca al Ministero delle politiche agricole ed alla Regione Puglia cercare di rinviare, quantomeno, la nuova mappa redatta (foto) da cui si evince l’indicazione di una nuova zona infetta, come preannunciato e temuto nelle scorse settimane. Comunque vada, le condizioni politiche intorno al grave problema sembrano finalmente essersi chiarite: l’intero Consiglio regionale ha votato un documento pieno di impegni da rispettare, da parte della Regione, del governo centrale e dell’Europa, ritenuta per la prima volta in modo esplicito colpevole di scarsa vigilanza alle frontiere (principalmente nel porto di Rotterdam, il più trafficato del continente) circa l’importazione di specie vegetali e di piante ornamentali. Si tratta di vedere adesso cosa concretamente produrrà questo nuovo ed inedito clima unitario da cui tutti si attendono molto. Anche per recuperare qualcosa dei cinque anni di polemiche, ricorsi, ricerche, scontri. E senza nessun provvedimento concreto.

Gallipoli – Preceduti da una “Solenne tredicina” sono entrati nel vivo i festeggiamenti in onore di S. Antonio di Padova, presso la omonima chiesa che s’affaccia sul lungomare Galilei e che avranno il loro culmine il 13 giugno. Pur mostrando ben visibile la necessità di urgenti  manutenzioni, anche per la presenza da alcuni anni di impalcature che ne riducono gli spazi, i parrocchiani non si scoraggiano, né mancano le iniziative a cura del parroco don Salvatore Leopizzi e del giovanissimo viceparroco don Francesco Fiore (di Racale), dell’associazione intitolata al Santo e dell’intera comunità parrocchiale. Già il 31 maggio, inizio della tredicina, dal sagrato della Chiesa parato a festa, è stata celebrata la Messa del “Corpus Domini” presieduta dal vescovo mons. Fernando Filograna e dai sacerdoti di Gallipoli (assente solo don Luciano Solidoro, malato), per poi avviarsi da lì la processione cittadina con in testa le associazioni religiose, le dieci confraternite, i sacerdoti e il vescovo, seguiti dalle autorità cittadine civili e militari.

Un cuore malato e il trapianto che l’ha fatta rinascere Tutto secondo tradizione. Inedito invece il tema del programma di quest’anno: “la santità della porta accanto”, come lo ha presentato don Salvatore, nel corso di un’omelia domenicale, richiamando tutti alla specifica vocazione di ognuno. “C’è chi ha la vocazione a farsi prete, chi alla vita matrimoniale, chi a un’arte, e così via, ma tutti abbiamo un particolare carisma o predisposizione, che spesse volte passa pure inosservato”, ha detto dall’altare. E per essere ancora più incisivo e convincente, ha organizzato per ogni sera della tredicina una testimonianza di vita quotidiana, quasi a far comprendere anche ai più riottosi che la santità è una meta alla portata di tutti. Così, dopo il rosario e la preghiera al santo alle 18,15 e la messa delle 19 con la benedizione del pane di S. Antonio, sono iniziate le prime testimonianze. Due ragazze della parrocchia, ad esempio, Benedetta e Anna, poco più che ventenni, hanno portato la loro testimonianza di vita, parlando dallo stesso Altare. Benedetta, ragazza sportiva, ha scoperto per caso, a seguito di un arresto cardiaco mentre era in palestra, di avere una grave malformazione cardiaca, e che la sua vita era irrimediabilmente segnata, a meno che non ci fosse stato un trapianto di cuore, che poi è avvenuto grazie ad una donatrice 48enne morta tragicamente, dando a lei la gioia di essere nata un’altra volta.

Il suo midollo ha fatto vivere un bimbo turco Maria Coluccia – famiglia ben conosciuta di medici la sua – racconta, trattenendo a sento  l’emozione, di come ha conosciuto le problematiche relative al trapianto di midollo osseo. “Eravamo verso la fine dell’anno scolastico – racconta – quando il nostro professore di inglese assente da tempo da scuola perché gravemente malato, ci scrisse dicendoci che non avrebbe potuto portarci agli esami, parlandoci della sua malattia, ed incoraggiandoci a fare qualcosa per i malati di leucemia. Poi di lì a poco – ha detto tra i singhiozzi – il professore morì”. Da lì Maria è partita volendo saperne di più, sino all’adesione all’associazione dei Donatori di midollo osseo, di cui ora è esponente. Poi, improvvisa, quando non se l’aspettava nemmeno, la chiamata: “Ero risultata compatibile per una donazione, e subito sono iniziati i preparativi per l’intervento”. Con tono rassicurante aggiunge: “In fondo a me non è costato nulla, solo un’ora di sonno. Quel midollo prelevato da me, ha salvato la vita a un bambino di 10 anni, che vive in Turchia”.

Anche l’amore ha a che fare con la santità Sempre più chiaro ed evidente si è fatto il messaggio contenuto nelle parole “santità della porta accanto”. Un’altra sera, è stata la volta di due giovani, Francesco e Francesca i loro nomi, che hanno raccontato “col cuore in mano” la loro storia d’amore: si sposeranno, manco a dirlo, proprio il 4 ottobre, festa di San Francesco, che a loro ha dato qualcos’altro ancora, oltre al nome. Sarà così, di racconto in racconto, sino al  12 giugno, vigilia della festa, quando, subito dopo la messa, sul sagrato della chiesa ci sarà la “XV Festa del Pane” con offerta del pane di S. Antonio e degustazione di prodotti tipici. La serata sarà allietata da “Plot Twist Cover band Classic Rock, dalla Scuola di ballo classico “Cinzia Ria” e da J end Tz Animazione. Il 13 giugno, invece, dopo la messa solenne delle 19, la processione per le vie cittadine, accompagnata dal concerto bandistico S. Cecilia. Altra iniziativa che la parrocchia porta avanti da anni, è l’adozione a distanza di bambini nel Mozambico.

Lecce – Droga dall’Albania verso il Salento per rifornire la movida estiva ma non solo. Il maxi sequestro di stupefacente condotto dalla Guardia di finanza di Lecce e Brindisi nell’ambito dell’inchiesta “Bogotà” ha portato al coinvolgimento di 51 soggetti di nazionalità italiana ed albanese, tutti deferiti alla procura della Repubblica di Lecce per detenzione e traffico di stupefacenti. Nel corso delle indagini, condotte anche a Bolzano e Livorno, sono stati sequestrati oltre 700  chilogrammi di droga: 600 di marijuana, 32 di eroina, 21 di hashish e due di cocaina. Sotto sequestro anche numerosi mezzi utilizzati per il trasporto dello stupefacente, tra imbarcazioni, furgoni ed autovetture modificate con sofisticati doppifondi. Al termine di complesse indagini delegate dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Lecce, questa mattina i finanzieri hanno eseguito l’arresto del 38enne Ervin Luja e del 29enne Maijus Muca, entrambi albanesi, e del 49enne Antonio De Marco, originario di Cellino San Marco e residente a Torchiarolo, e del 35enne Emanuele Valentino Fazzi, di Mesagne e residente ad Erchie, accusati di traffico di stupefacenti.

Ramificazioni in tutta Italia e anche in Belgio Gli indagati, strutturati in vari gruppi criminali, erano radicati nelle province di Lecce e Brindisi con “proiezioni operative” in Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Sardegna, Basilicata e persino in Belgio, dove usavano approvvigionarsi di ingenti quantitativi di cocaina che successivamente distribuivano sulle piazze locali. In alcuni casi il Salento fungeva da “supporto logistico” ad altri gruppi albanesi per individuare gli immobili dove custodire lo stupefacente giunto via mare ed alloggiare gli scafisti e gli altri sodali  preposti alle operazioni di sbarco, fornendo anche la disponibilità di mezzi ed autisti per il trasporto dello stupefacente verso varie destinazioni su tutto il territorio nazionale.

Gallipoli Maglie – Nuovi problemi e brutti presentimenti alla “Progetto Vendita” cui fanno capo due call center ubicati a Gallipoli e Maglie. Il primo campanello era suonato il 22 aprile con una nota sindacale con cui si annunciava  un giorno di sciopero presso i call center di Gallipoli e Maglie dei lavoratori di “Progetto vendita” della società calabrese “Planet Group”. Motivo: il pagamento degli stipendi con ritardi ingiustificati e senza peraltro rispettare accordi in materia che davano all’azienda una settimana in più rispetto alla data precedente.Lo avevano indetto le segreterie provinciali di Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil che nella stessa giornata dell’astensione dal lavoro avevano tenuto assemblea con i lavoratori a Gallipoli e Maglie.  Era seguita, la settimana scorsa, una nota a firma di un gruppo di lavoratrici di Gallipoli che avevano messo il dito nella piaga: denunciavano uno stato di disagio circa l’incertezza del proprio futuro, un senso di abbandono “da parte di chi dovrebbe occuparsene”. “Tutto ciò fa presagire una imminente chiusura delle attività – scrivevano le dipendenti – e facendoci portavoce di tutti i colleghi  chiediamo a gran voce chiarezza!. Non vogliamo finire come altre realtà che hanno chiuso senza alcun preavviso: Mediaset (il principale committente, ndr) ha il dovere di informarci”.

I sindacati aziendali e di categoria, dopo vari tentativi di venire a capo della situazione almeno da un punto di vista delle informazioni, hanno oggi diffuso l’allarme: in ballo ci sono circa 150 lavoratori a tempo indeterminato e 300 lavoratori a progetto e tutti quanti “rischiano di perdere il posto di lavoro”, scrivono i segretari provinciali Tommaso Moscara (Slc Cgil), Gianni Bramato (Fistel Cisl) e Massimo Passabì (Uilcom Uil). “Sono i dipendenti della Progetto Vendita, call center con sedi a Gallipoli e Maglie. L’incerto futuro della principale commessa dell’impresa, ossia i servizi per Mediaset-Premium – rimarcano i rappresentanti dei lavoratori – mette a repentaglio le certezze di centinaia di lavoratori. Per questo motivo domani è stata proclamata una giornata di sciopero (per l’intero turno di lavoro) e un’assemblea a partire dalle 10 nella sala consiliare del Comune di Gallipoli in via Pavia” (foto).

Anche i rappresentanti sindacali denunciano una mancanza di chiarezza e di risposte sul futuro, aggravata da “voci sempre più insistenti apprese da vari organi di stampa”, in cui viene messo in discussione il rinnovo dell’accordo commerciale tra Mediaset Premium e Progetto Vendita in scadenza il 30 giugno prossimo. “Tale silenzio, non solo mina la serenità dei lavoratori che, a pochi giorni dalla scadenza della commessa, continuano comunque a lavorare con il massimo impegno e professionalità – scrivono i tre sindacalisti – ma purtroppo non ci consente nemmeno di poter acquisire garanzie per gli stessi, già pesantemente tormentati da mesi di cattiva gestione aziendale caratterizzata da continui disagi e mancanze più volte denunciate”. Altre voci, piuttosto insistenti, parlano di una delocalizzazione del servizio in Bulgaria. I sindacati concludono chiedendo comunque all’azienda un incontro urgente.

Alessano -Romano Prodi venne in contatto con don Tonino molti anni addietro, quando questi, prima di diventare vescovo, venne mandato a celebrare per un periodo a Bologna. In quell’occasione l’ex premier ebbe modo di conoscerlo ed apprezzarlo. Per il suo ricordo così vivido e affettuoso non ha esitato ad accettare l’invito promosso dalla Fondazione omonima ed essere ospite in un incontro, tenutosi ieri ad Alessano, per parlare di Europa e Mediterraneo. Per lui, è la terza volta che viene in visita nella città del vescovo. Davanti ad una sala affollata, a fare gli onori di casa c’erano il presidente della Fondazione Giancarlo Piccinni; il Sindaco Francesca Torsello; in rappresentanza della famiglia Bello, Stefano, figlio di Marcello (fratello di don Tonino). Nel pubblico anche alcuni Sindaci salentini, l’assessore regionale Loredana Capone in rappresentanza della Regione; i Sindaci di Ruvo e Giovinazzo, che a breve formalizzeranno il gemellaggio con il Comune di Alessano. Dopo i saluti all’ospite, la scena è stata del professore che – con la sua proverbiale calma e la sua caratteristica inflessione vocale – non si è proprio risparmiato, relazionando per più di un’ora su Europa, Mediterraneo e welfare. Il suo pensiero di fondo è chiaro: ci vuole più Europa per non finire schiacciati da Usa e Cina.

“Più Europa per non finire schiacciati da Usa e Cina” “La guerra in Iraq ha segnato il disfacimento del Mediterraneo e ha spaccato l’Europa – racconta il professore – ed il problema non è ancora risolto. Ora la situazione è molto diversa da quella che si prospettava in quegli anni, il Mediterraneo è al centro del mondo ma come oggetto. Oggi la politica la fanno gli Usa e la Cina, nazione che ha radicalmente cambiato le strutture economiche e che si sta espandendo verso Occidente, specialmente in Africa”. Prodi ha parlato delle guerre che hanno creato immigrazione incontrollata, dell’attacco francese in Libia, che ha generato tensioni in Europa ed è andato a netto svantaggio dell’Italia; della crescita demografica, in netto calo in Europa e che comporta necessariamente manodopera straniera: “Tutti i Paesi lo sanno e sono coinvolti in questo processo”. In particolare l’ex premier, ex presidente della Commissione europea, ex docente universitario, si è soffermato sulla disparità di reddito tra Nord e Sud Italia: “La cosa su cui dobbiamo meditare è che tutto questo negli ultimi anni è peggiorato, noi viviamo nella disparità e nell’ingiustizia e tutto questo è tollerato. Venti anni fa i più ricchi erano i proprietari delle industrie ora lo sono le banche e gli intermediari, che stanno accumulano una ricchezza enorme, e sono americani e cinesi”. Non manca un commento sull’attualità italiana: “Flat tax significa che i ricchi diventano sempre più ricchi”.

 “Accordo Europa-Cina per creare sviluppo in Africa, non emigrazione” Africa, Mediterraneo, disparità: come uscirsene? “Se non cambia la dottrina politica non si può – ha risposto il professore – se si continua così si arriva ad una rottura definitiva e il Mezzogiorno si trova nella faglia: ha bisogno di un risveglio molto forte per affrontare in modo radicale questi problemi. La crisi economica ha portato ad un passo indietro anche nelle aspettative sociali di un tempo. Il welfare è stato sempre la principale caratteristica europea, ora si sta pensando di eliminarla, ed è la cosa peggiore che si posa vedere”. E sul fenomeno migratorio: “Se vogliamo disciplinarlo dobbiamo cominciare a fare una politica europea nei confronti dell’Africa – afferma sicuro – finora è stata nazionale, ognuno ha fatto da sé. Abbiamo bisogno di fare un grande salto in avanti e l’Europa deve fare un grande patto con la Cina per intervenire in Africa, per creare sviluppo lì, senza questo il problema dell immigrazione sarà sempre più grande. Tornare indietro nel mondo che ho descritto non ha più ne senso. Oggi se non ci mettiamo assieme, ci schiacciano. Non ripetiamo gli errori che abbiamo fatto, ritroviamo il senso di essere europei”.

Lungo applauso finale da parte del pubblico anche all’appello-esortazione del Sindaco di Giovinazzo nei confronti di Romano Prodi: “Non nascondetevi, abbiamo menti brillanti, la politica non deve essere affidata a chi urla”.

Alessano – Organizzato dalla Fondazione Parco culturale ecclesiale “Terre del Capo di Leuca – De Finibus Terrae”, parte “Cammini d’estate”, quattro escursioni domenicali, “per conoscere la storia, la cultura e la natura del Capo di Leuca”: si comincia il 3 giugno, per poi proseguire il 17 dello stesso mese e poi l’8 e il 22 luglio. “Quattro appuntamenti con altrettante escursioni a piedi nel Salento più profondo e autentico, nell’entroterra meno valorizzato e lontano dal clamore delle mondanità estive:  è proprio da lì che si ritrova la ruralità e la spiritualità che maggiormente appartengono all’identità delle comunità locali”, fanno sapere da Alessano, dove il programma pluriennale di sviluppo umano integrale “Cammini di Leuca” ha preso forma per volontà del vescovo di UgentoS.Maria di Leuca mons. Vito Angiuli, e poi dai sacerdoti della diocesi impegnati nel sociale, dalle istituzioni territoriali, dalle associazioni culturali e dalle imprese locali interessate al progetto.

Il primo appuntamento in programma si terrà nel paese di don Tonino Bello, recentemente visitato da Papa Francesco: domenica 3 giugno alle 8,30 è previsto il ritrovo presso il punto di informazione turistica e religiosa di via Macurano. La passeggiata condurrà a Patù, per appena 7 chilometri: partendo dall’”ultima dimora” di don Tonino Bello, accompagnati da guide turistiche regolarmente abilitate, si proseguirà verso l’area archeologica di Macurano, e poi per il complesso monumentale di Leuca Piccola, il pozzo di San Pietro e la sua chiesa dell’anno mille, sino alle “Centopietre”, dove si potrà ammirare Patù agghindata a festa per “l’Infiorata”, uno speciale addobbo delle vie cittadine  per il passaggio della processione del “Corpus Domini”. Previsti momenti di riflessione e di svago.

“Fare una passeggiata tra vie e sentieri sconosciuti ai più diventa anche occasione per allacciare nuove amicizie, ma anche per recuperare le tre direttrici storiche del Salento, muovendo i passi sulle orme della storia, dalla via Sallentina dei Messapi alla via Traiana Calabra degli antichi romani, fino alla via Leucadense che prosegue i cammini della perdonanza, continuando fin dall’antichità a spingere genti di tutta Europa a giungere al “finis terrae” di Santa Maria di Leuca, guardando alla Terrasanta”, si spiega nella nota diffusa dagli organizzatori. La partecipazione all’evento è completamente gratuita. Per informazioni: 08331694970 – www.camminidileuca.it.

Gallipoli – Sia pure in due tornate ma con un prezioso lavorio di limature e affermazioni, la Regione Puglia ha finalmente trovato il modo per dire, con un documento ufficiale unitario, cosa vuole che si faccia per frenare il contagio degli ulivi ed anche per il futuro agricolo delle zone più colpite, come la provincia di Lecce, a partire dalla zona di Gallipoli e della fascia jonica, e ricreare un paesaggio ed una economia in ginocchio. Il Consiglio regionale ha infatti approvato all’unanimità poche ore fa l’ordine del giorno sulla Xylella che impegna la Giunta regionale ad attivare in particolare una tavolo tecnico-scientifico permanente sulla Xylella, con la partecipazione di rappresentanti dell’Osservatorio fitosanitario, dell’Arif (agenzia regionale irrigazione e foreste), del Consiglio nazionale delle ricerche, delle Università di Bari Lecce e Foggia, degli Ordini professionali e delle associazioni di categoria.

Un Piano sostenibile per la rigenerazione agricola, paesaggistica e di sviluppo delle zone colpite Punto secondo: predisporre, d’intesa con il Ministero delle politiche agricole, un Piano di sviluppo agricolo, paesaggistico e di rigenerazione dei territori colpiti “coerente con i principi della sostenibilità economica, ambientale e sociale”. Il piano deve prevedere “misure compensative per i danni subiti dalle aziende olivicole, dai frantoi, dal sistema vivaistico e vitivivaistico sia direttamente, attraverso la perdita del potenziale produttivo, sia indirettamente, per la necessità di implementare le misure fitosanitarie obbligatorie per il controllo dei vettori”. Questo strumento particolare “deve dedicare particolare attenzione ai piccoli agricoltori che costituiscono buona parte delle aziende agricole del territorio pugliese”.

“Nessun controllo sulle importazioni di materiali vegetali nella Ue” Il documento finale votato da tutti i gruppi consiliari inoltre “impegna anche la Giunta regionale ed il suo presidente, Michele Emiliano, a chiedere al Governo nazionale e, per suo tramite, all’Unione europea le risorse finanziarie necessarie per la tutela del paesaggio e dell’ambiente e per garantire la sostenibilità delle azioni di contenimento e di eradicazione”. In maniera chiara ed esplicita, si richiama l’Ue alle proprie responsabilità per non aver attivato alcun tipo di controllo sulle importazioni di materiale vegetale, in particolare nello scalo di Rotterdam (Olanda) su cui molti indizi convergono relativamente alle importazioni di piante ornamentali dal Centro America: la stessa sottospecie di Xylella fastidiosa è stata individuata nelle piante da caffè del Costa Rica. Solo da poco e dopo lo scoppio del caso Xylella (con casi di piante importate ma malate rintracciati in Olanda e Spagna, tra gli altri), le autorità europee hanno attività un centro di controllo su questo tipo di importazioni.

“Le eradicazioni delle piante infette, con le norme in vigore, è praticamente impossibile” La Regione si è assunto il compito anche di attivarsi presso il Governo nazionale “per ottenere interventi normativi speciali che consentano di fronteggiare tempestivamente una situazione di emergenza nazionale grave come quella causata dalla Xylella f., agevolando l’applicazione immediata delle misure fitosanitarie e, in particolare, la rimozione delle piante infette”, cioè le eradicazioni, insieme a misure di sostegno per l’economia pugliese. In questo caso si invoca un decreto legge per consentire gli eradicamenti nella “zona di contenimento” della malattia. Problemi di varia natura normativa, hanno portato finora a magri risultati: su oltre 3.800 piante risultate infette, finora quelle divelte e portate via sono state mille circa. Problemi di natura catastale (in un caso limite su di una particella insistevano undici proprietari), di catasti non aggiornati, di notifiche assai laboriose (soprattutto nel caso di eredi) e di norme urbanistico-paesaggistiche hanno messo in ginocchio la gran parte dei tentativi di rimuovere gli ulivi malati e fonte di propagazione. Il decreto invocato dovrebbe consentire l’eradicazione degli alberi individuati

“Bloccare lo spostamento dei confini delle aree infette ancora più a nord” Il Governo nazionale, infine, su richiesta dell’intera Puglia, è chiamato ad opporsi “in ogni sede” alla modifica dei confini delle aree infette approvata il 23 maggio scorso dal Comitato fitosanitario europeo. Come si ricorderà, proprio a causa del’alto numero di ulivi sotto attacco nella “zona di contenimento” (passati da 700 ad oltre 3mila, censimento del marzo scorso) e dello scarso numero di focolai bloccati sul nascere (quelli estirpati, dopo un anno non presentavano più casi di Xylella), è scaturita l’indicazione di far diventare “di contenimento” l’attuale fascia cuscinetto larga 20 km e che va dallo Jonio all’Adriatico, e sposta i 20 km ancora più a nord, fin nel Barese.

Lecce – “Siamo orgogliosi, siamo vivi!”: questa la frase choc che la madre del ragazzo accusato dell’omicidio di Noemi Durini ha rivolto questa mattina ai giornalisti. Lo sfogo davanti al Tribunale per i minori di Lecce dopo che il  Giudice dell’udienza preliminare ha accolto la richiesta di rito abbreviato avanzata dai legali del 18enne di Montesardo (il processo inizierà il 2 ottobre). Il fascicolo d’inchiesta è chiuso: la Procura ritiene che sia stato lui, Lucio, il solo colpevole della morte della 16enne di Alessano, davanti al Gup, il ragazzo è ritornato sui suoi passi confermando la prima versione dei fatti fornita al momento dell’arresto, il 13 settembre scorso dopo aver condotto i carabinieri sul luogo del delitto (sulla strada che da Castrignano del Capo porta a Leuca), che sarebbe avvenuto lo stesso 3 settembre, ovvero il giorno della scomparsa di Noemi. Le accuse formulate nei suoi confronti sono quelle di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione (per aver agito con crudeltà per motivi abietti e futili), occultamento di cadavere e porto di oggetti atti ad offendere. Lucio, e non altri, avrebbe dapprima strattonato la ragazza, per poi colpirla violentemente ed infine accoltellarla per ucciderla. È stata archiviato, dunque, il presunto coinvolgimento sia dei suoi stessi genitori (l’ipotesi era quella che avessero aiutato il figlio ad occultare il cadavere di Noemi) che del meccanico di Patù indicato dallo stesso Lucio (in una delle sue versioni) come colpevole.

Lo sfogo della madre e la guerra delle perizie Lo sfogo violento della signora Rocchetta fa riferimento proprio a quanto il figlio ha confermato oggi in udienza, cioè di essersi ritrovato “costretto” ad uccidere la fidanzatina che le chiedeva, a sua volta, di eliminare gli stessi genitori che si opponevano alla loro relazione. Nel corso della detenzione del giovane nel carcere di Quartucciu (in provincia di Cagliari), i periti che lo hanno valutato sono più volte giunti alla conclusione che Lucio avesse (lucidamente) cercato di orientare gli inquirenti verso “alterne versioni per quanto goffe” per giungere a “rappresentazioni per lui giuridicamente più favorevoli”. Facile prevedere che proprio sulle perizie si giocherà la battaglia processuale con la psichiatra e la psicologa della difesa che hanno più volte puntato su presunte “turbe” del loro assistito mentre gli esperti dell’accusa, dopo aver appurato la piena capacità di intendere e di volere dell’assassino, sono giunti alla conclusione che sia stata la gelosia la causa scatenante dell’omicidio.

Il confronto in aula Accogliendo la richiesta del rito abbreviato (che può portare allo “sconto” di un terzo della pena), il giudice del Tribunale per i minori di Lecce, Aristodemo Ingusci, ha però rigettato la richiesta di messa alla prova avanzata dai suoi legali. La dura giornata in Tribunale è iniziata con l’arrivo della madre (difesa dall’avvocato Giulia Bongiorno) e della sorella maggiore di Noemi, Benedetta, presenti all’udienza faccia a faccia con il presunto assassino della loro congiunta. I genitori di Lucio sono, invece, stati fatti entrare a bordo di un furgone scortato da una pattuglia della polizia carceraria da un ingresso secondario.

Riccardo Monsellato per Presicce e Francesco Ferraro per Acquarica

Acquarica del Capo-Presicce – Un incontro–dibattito informativo sulla questione ancora aperta della fusione di Presicce e Acquarica del Capo si terrà venerdì 1 giugno, alle 19,30, in uno dei luoghi in comune tra le due municipalità: la stazione ferroviaria delle Sud Est. Il luogo simbolo è stato scelto dagli organizzatori, cioè i componenti del Comitato pro-referendum. Scopo: conoscere esattamente lo stato dell’arte, il percorso finora compiuto.  Bisogno richiesto a gran voce da molte persone ma non ancora soddisfatto dagli enti pubblici.

La Commissione costituita per discutere sulla possibilità di fondere i due Comuni e di esaminare lo studio di fattibilità si è riunita quasi due settimane fa, per l’ultima volta. A quanto pare la Regione sarebbe stata informata della conclusione dei lavori e si è in attesa di una convocazione a Bari per poi indire il referendum, che sempre secondo quanto dichiarato in modo sibillino da alcuni, si dovrebbe tenere verso ottobre. Intanto, sarebbe dovuta partire subito la campagna informativa. A tutt’oggi, però, ancora niente.

Ecco allora l’iniziativa del Comitato per colmare il gap. Venerdì interverranno i Sindaci dei due Comuni, Riccardo Monsellato e Francesco Ferraro (foto); il professore Luigino Sergio, esperto e redattore dello studio di fattibilità, due esponenti del comitato, Mauro Romano e Andrea D’Amico. Modererà la giornalista di Piazzasalento Ilaria Lia.

Che la fusione delle due Istituzioni sia un argomento ancora controverso lo si è capito appena sono state pubblicate le locandine sull’incontro dell’1: sui social sono partite subito accese discussioni. Ci sono anche esponenti delle due amministrazioni comunali che pubblicamente hanno espresso le loro perplessità. “Diciamo la verità, si esprimerà una sola posizione in questo incontro”, rileva critica la delegata alla Cultura del Comune di Presicce, Paola Ponzo. E in risposta arriva da Luca Pacella, di Acquarica “Se è un comitato super partes di che ti preoccupi? Partecipa. Se non lo è e non condividi quelle posizioni dai vita ad un comitato per il no”. C’è chi promuove l’Unione e non la fusione mentre c’è chi crede che “non siamo ancora pronti”, come Giuseppe La Puma, figlio dell’ex Sindaco di Presicce, Leonardo, che provò ad introdurre l’argomento fusione partendo dalle scuole e indicendo un concorso di idee per gli alunni.

Tra speranze e perplessità, comunque per la prima volta se ne parlerà in pubblico. E questa almeno è un piccolo passo quantomeno verso una maggiore chiarezza e consapevolezza.

Gallipoli – Il grosso dei lavori, compreso il piano calpestio per la rigenerazione naturalistica della litoranea tra Baia verde (foto) e canale dei Samari, sono stati ultimati. Restano in bilico i faretti a terra che probabilmente non saranno attivati da subito, mentre per gli approvvigionamenti e per il ritiro dei rifiuti si userà l’rea a parcheggio subito al di là delle dune. Come ultima cosa si sta vedendo, contattando gli operatori sanitari, se ci sono problemi per l’arrivo sul posto dei mezzi di Pronto soccorso e posi si parte con il nuovo assetto. se ci sono problemi eventuali. Per il resto, le note emesse finora dagli amministratori comunali restano improntate ad un cauto ottimismo: “Quella che stiamo mettendo in campo è una nuova idea di mobilità e di interpretazione del concetto turistico che segna un tangibile cambiamento – ha dichiarato due giorni fa il Sindaco Stefano Minerva rispondendo a muso duro a Federbalneari di Mauro Della Valle –  e non sarà facile farlo accettare o abituarsi subito alla nuova impostazione di litoranea e non ne nascondiamo le difficoltà. Sappiamo che continui miglioramenti possono essere apportati e proprio per questo motivo il confronto continuerà ad esserci magari in una commissione urbanistica che convocheremo in settimana”. Minerva ricorda che “da anni si chiedeva un cambiamento rispetto alle file di macchine, agli ingorghi, all’inquinamento acustico ed ambientale e finalmente questa Amministrazione ha avuto il coraggio di cambiare. Ancora poche settimane e la parte interessata dai lavori sarà consegnata: continueremo a incontrare i balneari di buona volontà che hanno voglia di collaborare (come ha fatto Cna) per risolvere i piccoli problemi organizzativi e per sistematizzare la nuova impostazione della litoranea”. A Della Valle, che ha denunciato un calo degli affari per i gestori dei lidi di quel tratto interessato dal cantiere, il Sindaco ha ribattuto assicurando che “non ci sono problemi di sorta o difficoltà oggettive per raggiungere la spiaggia”. Sembra essere slittata a dopo l’estate infine la rotatoria da realizzare all’altezza dello stadio “Bianco”.

Non ne è proprio convinto Flavio Fasano, capogruppo di “Gallipoli Futura”, per il quale “la strada maledetta, su cui insistono otto lidi, cinque già aperti, ha causato un calo di di presenze rispetto all’anno precedente. “I titolari degli stabilimenti sono costretti a portarsi con le loro auto i sacconi di rifiuti perchè i camion della nettezza urbana non passano. Inoltre – insiste Fasano – il cantiere ancora non è stato ultimato e mancherà comunque qualsiasi forma di illuminazione stradale, come manca la viabilità di servizio per sicurezza, raccolta rifiuti, e per l’approvvigionamento”. E tutto ciò a causa di uno “stravolgimento spaventoso con danni incalcolabili, mettendo a repentaglio l’ormai iniziata stagione turistica”.

 

Nardò – Voci, mormorii e malesseri del centro storico, dopo l’incidente e la tragedia sfiorata. Sono passate 24 ore da quando, giovedì scorso attorno alle 19 davanti alla chiesa di San Domenico (nella foto), uno scooter con a bordo due adolescenti e praticamente fuori controllo è finito in uno studio professionale sfondando portone a vetri. All’interno erano presenti il titolare, rimasto illeso, e un 40enne ferito dalle numerose schegge di vetro e legno. Per lui punti di sutura alle braccia e cerotti anche a gamba e fronte. Il personale sanitario è dovuto intervenire anche per il 16enne che era alla guida dello scooter; un altro si sarebbe dato alla fuga.

Poteva essere una tragedia «Poteva trasformarsi in tragedia», è il commento unanime nella città vecchia e quello scooter con due ragazzi a bordo era una specie di proiettile. A quell’ora erano presenti in piazza decine di persone. Una comitiva di turisti, raccontano i testimoni, qualche secondo prima si era fermata proprio sul luogo dell’incidente, davanti allo studio del professionista, per fotografare la facciata della chiesa di San Domenico. «Sarebbero bastati pochi attimi – raccontano – e lo scooter avrebbe travolto anche loro». «E poi, guarda quanti bambini giocano liberi in piazza! E ne hanno il diritto, poiché questa zona è chiusa al traffico! Sarebbe chiusa… Cosa sarebbe successo se ci fossero andati di mezzo loro?», si chiedono preoccupati alcuni genitori.

Quel gruppetto ben noto Il 40enne ferito, quella sera soccorso dal 118 e trasportato all’ospedale di Copertino, è fuori pericolo. Per adesso non commenta e rimane circondato da amici e conoscenti, molti dei quali presenti la sera dell’incidente e pronti a testimoniare se l’episodio avrà risvolti giudiziari, come pare. «Ma qualcosa pubblicamente la dirò», assicura il ferito. Intanto nei bar e nei circoli si commenta l’accaduto. I due sullo scooter, dicono gli habitué della piazza, fanno parte di un gruppetto di giovinastri ben noti ormai , che da tempo “presidia” piazza Sant’Antonio e corso Vittorio Emanuele ed è spesso protagonista di risse e battibecchi. «Lei non ha idea di quante segnalazioni sono state fatte alle forze dell’ordine, sia da amministratori che da residenti e titolari di attività commerciali. A decine!», racconta un uomo.

Poco dopo l’incidente, altri ragazzi con scooter e senza caschi Tutto inutile, pare. Poco dopo l’incidente clamoroso, incredibilmente altri ragazzini in scooter continuano indisturbati ad attraversare la zona monumentale, quella chiusa al traffico nominalmente, senza indossare il casco e passando dallo stesso punto dell’incidente della sera prima. Più di qualcuno invita a prendere nota continuando a chiedere maggiore presenza delle forze dell’ordine. In attesa di poliziotti e carabinieri, a novembre il Comune ha istituito in piazza Salandra un presidio di polizia urbana (foto) aperto solo il giovedì, venerdì e sabato dalle 17 alle 21. Era aperto quindi la sera del fattaccio. «Ma i vigili urbani non bastano – rileva qualcuno – e poi in questi casi hanno a che fare con balordi e microcriminali».

Transenne? Scende dall’auto, le sposta, e va via Altra cartolina dalla città vecchia: probabilmente con qualche fondamento, c’è chi invita bar e locali a fare molta attenzione agli alcolici e a non venderne ai minorenni. A questo si aggiungono episodi di “inciviltà” quotidiana: venerdì 25 in via Lata si inaugura una mostra, un tratto di strada viene transennato. Ma qualcuno arriva lì, scende dall’auto, sposta l’ostacolo e passa oltre. «Non solo: molte volte questo tratto viene percorso in divieto», racconta qualche residente. Altri indicano dei punti scarsamente illuminati in centro e quindi “utili” per chi ha voglia di non farsi tropo vedere.
Naturalmente non è tutto violenza e anarchia n centro storico. Nell’ultimo decennio tanto è stato fatto per promuovere il cuore antico della città. Investimenti, restauri di immobili pubblici e privati, primi “vagiti” di ztl, rassegne di musica d’autore, artisti e premi Oscar passati da qui per esibirsi o in vacanza. Ma il problema sicurezza ed educazione civica esiste. E nel centro storico preoccupa tutti, anche da sponde politiche opposte. Miracolo.

Gallipoli – Dal prossimo 1° giugno  i pullman di Salentoinbus cominceranno a percorrere le strade del Salento e a collegare il capoluogo con le località turistiche della costa ionica e adriatica. Il servizio, che fu inaugurato nell’estate del 1999 per iniziativa della Provincia di Lecce, ha costituito in questi anni un punto di riferimento non solo per i turisti, ma anche per i residenti che, per raggiungere il mare, scelgono di utilizzare un pullman pubblico, appunto. Salentoinbus, che durerà fino al 30 settembre, diventa indispensabile di domenica quando i treni della “Sud Est” rimangono fermi in deposito (per quanto ne sappiamo al momento; ma non si escludono novità).

Tutto come lo scorso anno Confermate le linee e i percorsi dell’anno scorso, con una sola novità.  Come nelle precedenti edizioni Salentoinbus si articola su nove linee principali: 101( Lecce-Torre dell’Orso- Otranto); 102 (GallipoliMaglie); 103 ( Maglie-Santa Cesarea- Castro-Marina di Andrano); 104 (Lecce-Porto Cesareo-Gallipoli); 105( Otranto-Santa Cesarea-Castro-Santa Maria di Leuca); 106 (Lecce-Maglie-Otranto); 107 (Lecce- Maglie-Tricase-Santa Maria di Leuca); 108 (Lecce-Gallipoli-Santa Maria di Leuca); 110 (Porto Cesareo-Riva degli Angeli). La novità riguarda la linea 107 che da Lecce arriva fino a S. Maria di Leuca perché è prevista una tappa ad Alessano, paese natale di don Tonino Bello, con sosta al cimitero, per quanti vogliano andare a pregare sulla sua tomba. Il processo di canonizzazione, la recente visita del Papa, il sempre più consistente numero di turisti che nella rotta Lecce-Capo di Leuca fanno tappa ad Alessano, ha suggerito di inserire la nuova fermata nella linea 107. C’è un altro elemento da tenere presente: quest’anno è prevista una iniziativa che vedrà una grande affluenza a Leuca di giovani provenienti da tutte le diocesi. Dal 5 al 10 agosto, infatti, “Il cammino dei giovani per la convivialità di pace nel Mediterraneo” partirà da Brindisi e toccherà tutte le diocesi salentine: Lecce, Otranto, Nardò-Gallipoli, Ugento.  L’11 agosto, poi, numerosi pullman partiranno da Leuca per Roma per incontrare Papa Francesco in vista del sinodo dei giovani. Il prossimo 30 maggio, in sede di conferenza stampa in Provincia saranno forniti i particolari del servizio, con gli obiettivi che si vogliono raggiungere e con le difficoltà che si incontrano ogni anno.

Tratte “doppioni” e niente servizi nelle soste Anche quest’anno sembra che manchi il contributo della Regione che servirebbe per dotare le soste di pensiline e di servizi, specialmente nelle tappe più frequentate come Gallipoli. Sotto il sole di luglio e agosto, niente panchine, niente servizi che possano rendere più gradevole l’attesa del pullman. Ogni anno la Provincia, presieduta da Antonio Gabellone (di Tuglie)  chiede un contributo alla Regione, ma inutilmente. Nonostante qualche difficoltà, i numeri del 2017 sono da capogiro: circa un milione di persone si sono servite di Salentoinbus e ad agosto, per alcune tratte,  furono impiegati anche pullman doppi. Esiste poi il problema delle tratte “doppioni”, Ferrovia Sud Est e Salentoinbus. Sarebbe auspicabile che quest’ultimo venisse usato in maniera intensiva nelle tratte in cui non ci sono stazioni ferroviarie o almeno dovrebbero essere raccordati gli orari, cosa che non succede perché alcune corse su ferro e su gomma partono nel medesimo orario.  C’è invece integrazione con i mezzi a lunga percorrenza da e verso Lecce: infatti partenze e arrivi sono coordinati con  arrivi e partenze di treni e aerei (bus navetta da e per gli aeroporti di Brindisi e Bari).

Fra qualche giorno con le decisioni e gli impegni che dovrà assumere l’azienda ferroviaria (il 28 previsto un incontro per la decisione dei treni domenicali) e l’inizio di Salentoinbus si potrà capire che cosa il Salento può offrire a turisti e residenti oltre i famosi sole, mare e vento di cui non ha alcun merito.

 

 

Gallipoli – “Si potrà andare al mare col treno di domenica?”. Come ogni anno, con l’estate ormai alle porte, il problema dei mezzi pubblici, dei treni in particolare, è al centro delle aspirazioni dei villeggianti e delle cronache giornalistiche, con rimpalli di responsabilità tra Regione e Provincia (per potenziare “Salentoinbus”, per esempio) le proposte avanzate da privati nel tentativo di dare qualche certezza in più all’ondata dei vacanzieri in arrivo. Un copione scontato che peraltro dovrebbe puntare non solo al trasporto pubblico collegato ai flussi turistici di punta, ma anche alla destagionalizzazione ed alla mobilità dei cittadini per tutto il corso dell’anno. Se così fosse, con servizi efficienti e con l’affermazione della cultura dei trasferimenti senza l’auto al seguito, sarebbe più semplice affrontare l’”emergenza” annunciata. Invece si corre ai ripari in piena estate e dopo mille proteste: due anni fa ad agosto furono utilizzate di domenica le vecchie e gloriose littorine; l’anno scorso, sempre ad agosto, niente treni ma collegamenti su gomma. Quest’anno ancora nessuna certezza, si aspetta l’incontro tra l’azienda che ha assorbito la Sud Est, cioè le Ferrovie dello Stato, e la Regione Puglia il prossimo 28 maggio.

I treni “vietati” per assenza e per lentezza Lo spostamento in treno è praticamente impossibile di domenica, non solo perché rimangono in deposito (e questo tutto l’anno) ma anche per il tempo che impiegano a coprire le varie tratte, visto che sono costretti a non superare  i 50 km orari secondo le prescrizioni  dell’Agenzia nazionale sicurezza ferroviaria (Ansf), limite che potrà essere superato quando sarà installato il sistema di sicurezza Scmt (Sistema di controllo marcia treno).  I viaggiatori (che ci sono e in buon numero anche nelle corse non usate fra un po’  dagli studenti) sono ormai rassegnati, anche due ore e mezza da Lecce a Gagliano del Capo o Gallipoli. Se si scorrono le recensioni dei turisti sui trasporti salentini ci si rende conto che sole, mare, vento e accoglienza ospitale possono consolare ma non per sempre: sono sempre più numerosi quanti dicono che non metteranno più piede nel Salento. Anche quest’anno quindi, per mancanza di personale i collegamenti con le località marine sembra che non saranno potenziati e continueranno a essere assenti la domenica: «A nulla purtroppo è servito l’ingresso delle Ferrovie del Sud Est nel gruppo Ferrovie dello Stato, la mancanza di corse ferroviarie la domenica costituisce un grave vulnus nel sistema del trasporto locale. Non si può sempre sperare che il turista abbia pazienza perché “il mare è bello e il cibo è buono”» dice il consigliere regionale pentastellato Antonio Trevisi.

Una mano da Freccia link ma solo per i viaggiatori del Roma-Lecce Dal 10 giugno al 16 settembre ci sarà il servizio  di Trenitalia Freccia link che quest’anno interesserà oltre Gallipoli, anche Otranto e Marina di Ugento. Si tratta di un servizio bus in connessione con i Frecciargento  in arrivo e partenza sulla tratta Lecce/Roma.  Ogni sabato e domenica, quindi, ci saranno due corse (andata e ritorno) Lecce/Otranto e Lecce – Torre San Giovanni, marina di Ugento; quattro corse per Gallipoli. I biglietti si possono prenotare direttamente sul sito.

L’intervento dei privati  Se il servizio pubblico è carente, intervengono i privati o almeno ci provano.  Il Capo di Leuca si dà una mossa per far giungere a destinazione quanti arrivano alla stazione di Arigliano-Gagliano e non possono raggiungere le località marine. L’associazione dei commercianti di Castrignano del Capo e l’Amministrazione comunale stanno lavorando a un progetto di mobilità estiva: un bus navetta da 56 posti “Bus Viva Leuca” che dalla stazione di Gagliano toccherà  il camping S. Maria di Leuca, spiazzo Messapia Hotel, basilica di S. Maria di Leuca, Hotel Approdo, Hotel Terminal e porto turistico, piazzetta in paese, Torre dell’Omomorto, Punta Ristola, spiazzo Tatanka, Marina di Felloniche e San Gregorio (Marine di Patù), Patù Giuliano, Castrignano, stazione ferroviaria. La navetta  potrebbe effettuare quattro corse in collegamento con gli orari ferroviari e sei nei mesi di luglio e agosto, alleggerendo i problemi di traffico e di parcheggio per i visitatori.

Gallipoli – Sono due gallipolini i vincitori del contest lanciato quest’anno su Facebook da Premio Barocco, che consisteva nell’indovinare uno dei personaggi famosi (la cantautrice Levante) che avrebbe preso parte alla kermesse 2018. Dante Scorrano e Francesca Raeli, 33 e 20 anni, potranno prendere parte venerdì 25 maggio alla serata di premiazione dell’evento di Fernando e Andrea Cartenì che ha portato la città di Gallipoli e la Puglia intera alla ribalta nazionale ed internazionale. “Sarà un grandissimo onore per noi partecipare ad una serata così importante” commentano i ragazzi. La novità legata alla 49esima edizione del Premio preannuncia la tradizionale serata di stelle, a partire dalle ore 20 presso il Castello di Gallipoli. A fare gli onori di casa, per il terzo anno consecutivo, sarà il giornalista, conduttore e volto noto del Tg1 Francesco Giorgino, che accoglierà gli ospiti ed i premiati: l’avvocato Paolo Vinci, esperto in battaglie legali contro la malasanità e di interventi a favore delle vittime della strada e dei loro familiari; l’imprenditore Giampiero Fedele, timoniere dell’azienda “Lasim”; l’atleta paralimpica e conduttrice televisiva Giusy Versace; il giornalista, conduttore televisivo, autore televisivo e scrittore italiano Roberto Giacobbo; l’attore Ennio Fantastichini; la cantautrice Malika Ayane; l’attrice Stefania Rocca; il comico e showman Angelo Pintus; il linguista, filologo e lessicografo Francesco Sabatini; la cantautrice Levante; il “parroco” del quartiere “Parco Verde” di Caivano, don Maurizio Patriciello; il capo della comunicazione e del marketing di “Ferrarelle”, Michele Pontecorvo; il capo di stato maggiore dell’esercito, il Generale Salvatore Farina, originario di Casarano; il docente di Scenografia virtuale all’Università degli studi di Roma “La Sapienza”, Luca Ruzza; ed infine il giornalista, saggista e conduttore televisivo Gianluigi Nuzzi.

Numerose le personalità che interverranno allo spettacolo: dal questore di Lecce Leopoldo Laricchia, al sindaco della città di Gallipoli Stefano Minerva; dalla rappresentante dell’amministrazione regionale, l’assessore Loredana Capone, al comandante della Compagnia dei carabinieri di Gallipoli Francesco Battaglia; dalla dirigente del commissariato locale Marta De Bellis, fino al comandante della Capitaneria di Porto Domenico Morello ed a tutti i componenti del Comitato scientifico del Premio Barocco.

Dopo il brindisi di benvenuto, a cura dell’azienda vinicola Cantine Paolo Leo, si terrà la cena conclusiva a cura di Bon Ton, catering di Villa Vergine, con le musiche di sottofondo di Maurizio Petrelli & Friends, che riserverà agli intervenuti un ingresso in chiave swing. Anche per questa edizione 2018 saranno presenti diverse testate giornalistiche oltre ad una diretta sulla pagina Facebook di Premio Barocco, grazie alla collaborazione con l’azienda Ddm Informatica e Fowhe.com. Diverse poi le collaborazioni che hanno contribuito alla buona riuscita dell’evento, a partire dal Comune di Gallipoli, nelle persone del primo cittadino, Stefano Minerva e dell’Assessore alla creatività, turismo, spettacolo e commercio Emanuele Piccinno; alla storica e proficua collaborazione con l’Università del Salento, nell’impegno personale del Magnifico Rettore dell’Università del Salento, Vincenzo Zara; dalla collaborazione con il Castello di Gallipoli, nelle persone del direttore Luigi Orione Amato e del direttore artistico Raffaela Zizzari, sino al contributo di tutti gli operatori turistici della città bella come Maison d’Enri, Hotel Bianco, Hotel 33 Baroni, Carlino Tourist e con l’agenzia Ideazione creative factory di Laura Stefanelli di Parabita. Di particolare rilievo per la buona riuscita della manifestazione è stato infine il contributo tecnico del “Comitato scientifico del Premio Barocco”, con patron Fernando Cartenì affiancato dall’avvocato Pasquale Corleto, dal prof. Vincenzo Zara, dal prof. Domenico Fazio e dagli avvocati Maurizio Villani, Francesco De Jaco e Pietro Quinto.

Gallipoli – Anche qui nel Gallipolino, scendendo e salendo lungo la fascia jonica, poi andando verso l’entroterra potranno rispuntare ulivi. La Regione Puglia ha emesso l’ultimo documento che apre la strada a piante delle varietà Leccino e FS17, selezionate dalla ricerca scientifica dopo un paio di anni di lavoro, come resistenti al batterio da quarantena. la pubblicazione dell’atto dirigenziale (Servizio produzioni vivaistiche e controllo organismi nocivi di Bari) è di oggi. “Il Salento potrà rinascere – è uno dei primi commenti – si ritorna a piantare ulivi , un ringraziamento particolare va all’Ipsp (Istituto per la protezione sostenibile delle piante, ndr) del Consiglio nazionale delle ricerche di Bari che ha reso possibile tutto ciò”. Lo afferma Giovanni Melcarne, produttore olivicolo di fascia Dop del Capo di Leuca ed animatore dell’alleanza di produttori denominata “Voce del’Ulivo”, con riferimento al documento del centro ricerche del 12 marzo scorso. Nella stessa nota il Cnr certificava che “le varietà di vite, agrumi, albicocco, susino, pesco, percoco esposte sia ad inoculazione meccanica del batterio. sia a infezione tramite adulti di “sputacchina” hanno dato esiti sempre negativi, risultando immuni alla Xylella fastidiosa sottospecie pauca”.

“Ripartenza possibile grazie ai ricercatori del Cnr di Bari” E’ merito loro se nella storica determina di questi giorni si può leggere questo: “autorizzare nella zona infetta, ad eccezione dei 20 km della zona di contenimento, l’impianto delle seguenti varietà di ulivo: Leccino e Fs17”. Naturalmente si dovranno utilizzare per il reimpianto ulivi accompagnati da passaporto delle piante e devono conservare traccia della partita di piante ricevute e del fornitore. Gli olivicoltori deovono essere anche informati però, si legge nell’atto della Regione, che “nel tempo possono verificarsi problemi di tenuta della resistenza o di produttività”, non avendo i ricercatori ancora dati riferiti al lungo periodo. Ad ogni modo, coloro che dovranno svellere gli ulivi seccati per  impiantarne delle due varietà indicate, dovranno chiedere la prevista autorizzazione ai Servizi territoriali competenti, seguendo le indicazioni della legge sull’argomento datata 1951.

La lunga trattativa con i detentori della cultivar FS17 per ottenere prezzi accessibili Può dunque riprendere vigore l’iniziativa tempestiva della “Voce dell’ulivo” che nei mesi scorsi aveva intavolato una vera e propria trattativa – in vista dell’ok al reimpianto – con vivaisti in grado di fornire le piante necessarie a costi concordati. Così, da ottobre prossimo saranno a disposizione degli olivicoltori – a partire dai più piccoli – 200mila piante di uivo che saranno distribuiti “ad un prezzo, franco arrivo alle piattaforme di distribuzione, di 2 euro”, secondo le ultime comunicazioni dell’associazione. La quotazione è il frutto “di una lunga trattativa con uno dei vivai concessionari della cultivar FS17 (Favolosa)”, avevano informato i componenti del direttivo dell’associazione di base nata in aperta polemica con le più note associazioni di categoria nel corso di questo ormai lungo dramma con al centro la coltivazione cardine del mondo agricolo salentino e pugliese. Va ricordato che ne fanno parte Federico Manni di Racale; Daniela Specolizzi di Ugento; Giovanni Melcarne (foto) di Gagliano del Capo; Matteo Congedi di Ugento e Francesco Barba di Monteroni, i quali sottolineano che per l’acquisto di Leccino non risulterebbero, al momento, pericoli di oligopoli e di “cartelli” in grado di farne lievitare il prezzo.

 

 

Castrignano del Capo – Un bus navetta da 56 posti per portare a destinazione quanti arrivano alla stazione ferroviaria più a sud-est del Salento, quella di Gagliano del Capo: è l’idea prossima alla realizzazione su cui stanno lavorando da qualche settimana l’associazione dei commecianti di Castrignano e quella Amministrazione comunale. Visto che il vecchissimo problema dei trasporti e dei collegamenti locali appare tuttora di là da venire, gli operatori locali con le Istituzioni si danno una mossa e provano a farcela da sole. “La creazione di un servizio di trasporto pubblico locale estivo è un valore aggiunto per la stagione turistica del nostro territorio. Il “Bus Viva Leuca” nasce dall’esigenza di trovare soluzioni costruttive a problematiche che impediscono il reale sviluppo economico turistico della località”, si legge nel progetto a cura dell’associazione commercianti presieduta da Rizieri Siciliano. “Leuca non è una destinazione legata ad un’economia industriale, commerciale o artigianale – si rimarca – Leuca e le zone limitrofe sono luoghi ricchi di storia, tradizioni, vita quotidiana, mare e cultura, paesaggi rimasti incontaminati, che richiamano i turisti ammaliati dalle loro bellezze e peculiarità”.

I dati degli arrivi degli ultimi anni preoccupano Turisti che arriverebbero in numero ben maggiore di quello attuale solo se “arrivati qui potessero poi muoversi con facilità”. E’ l’obiezione che si raccoglie ovunque, quella sulla mobilità locale e che sicuramente incide sui numeri, appunto, quelli ufficiali dell’Osservatorio regionale sul turismo. Per Gagliano del Capo l’andamento appare ondivago rispetto agli ultimi tre anni (5.214 arrivi nel 2015, 4.904 nel ’16 e 5.498 l’anno scorso); per Castrignano, sia pure con numeri decisamente più importanti, si registra un analogo risultato: gli arrivi sono stati 18.781 nel 2015, 19.486 nel ’16 e 17.892 nel ’17. Si tratta ovviamente di dati ufficiali che non tengono conto della fetta, piuttosto consistente anche qui, di “nero” e di sommerso nel settore ricettivo. Ma le preoccupazioni, ben motivate, ci sono. “Abbiamo fatto diverse riunioni e da parte nostra c’è il massimo di disponibilità – afferma Santo Papa, Sindaco di Castrignano del Capo – dobbiamo risolvere il problema dei turisti che arrivano qua e poi non sanno come potersi muovere anche per andare al mare”.

Il percorso tappa per tappa Ecco allora il bus navetta, per cui si stanno valutando le possibili forme di gestione (in concessione, costi coperti dal cambio con la pubblicità assicurata e simili), ma che ha già il suo percorso: stagione Fse di Arigliano-Gagliano, camping S. Maria di Leuca, spiazzo Messapia Hotel, basilica di S. Maria di Leuca, Hotel Approdo, Hotel Terminal e porto turistico, piazzetta in paese, Torre dell’Omomorto, Punta Ristola, spiazzo Tatanka, Marina di Felloniche e San Gregorio (Marine di Patù), Patù e Giuliano, Castrignano, stazione ferroviaria. Il Comune sta lavorando anche per individuare gli stalli per la sosta della navetta, per ubicare delle pensiline alle fermate indicate. “In un mese – dice Papa – potremmo aver finito tutto ed il servizio pronto per entrare in funzione”. “Il supporto del Comune è essenziale – conclude il presidente dei commercianti – presto avremo anche l’atto ufficiale della collaborazione”.

Secondo il piano strutturato con vari capitoli, “Bus Viva Leuca” potrebbe effettuare quattro corse in collegamento con gli orari ferroviari e sei nei mesi di luglio e agosto, alleggerendo non poco i problemi di traffico e di parcheggio per i visitatori.


 

Casarano – Festa nella festa a Casarano dove, proprio nel giorno dedicato al Santo Patrono, giunge la notizia che uno dei più illustri concittadini verrà presto nominato cardinale. E’ stato propio Papa Francesco ad annunciare nel corso dell’Angelus domenicale la convocazione di un concistoro, il prossimo 29 giugno, per la nomina di 14 nuovi cardinali: tra questi ci sarà anche monsignor Angelo De Donatis che lo stesso Bergoglio, giusto un anno fa, nominò quale suo vicario nella diocesi di Roma. La notizia è circolata velocemente in città ed è stata commentata con gioia e commozione da tutti. «Ancora un grande motivo di gioia per la nostra Chiesa e per la nostra comunità», fa sapere il sindaco Gianni Stefàno. Giusto lo scorso 16 ottobre il Consiglio comunale si riunì in seduta straordinaria per conferire la cittadinanza onoraria e per consegnare le chiavi della città al suo illustre concittadino.

Il legame con il Papa Il 9 novembre del 2015 fu sempre Bergoglio a nominare vescovo l’allora don Angelo che ebbe modo di conoscere nel ruolo di predicatore nel corso degli esercizi spirituali per la Quaresima dell’anno prima. Monsignor De Donatis, 64 anni, è nato il 4 gennaio 1954 a Casarano, città alla quale è profondamente legato da vincoli di parentela e di consolidata amicizia e dove non manca di farvi spesso ritorno (spesso per gli esercizi spirituali estivi presso la cripta del Crocifisso). È stato ordinato sacerdote a Casarano il 12 aprile 1980, nella chiesa di San Domenico, ed ha svolto a Roma una lunga serie di incarichi di prestigio, sino alla prossima nomina a cardinale: il primo della storia originario della città.  

 

Gallipoli – Nuove indagini, a Gallipoli, sull’omicidio dell’imprenditore Giovanni Mauro. Lo ha stabilito il gip  del Tribunale di Lecce che già per due volte si è opposto alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura. Questa volta, però, c’è la necessità di seguire nuove strade investigative per cercare di capire chi possa aver assassinato il 69enne ritrovato il 19 settembre del 2012 agonizzante nella sua casa di campagna, in località “Macchiaforte”, con una profonda ferita alla testa. L’uomo morì poi il 2 giugno 2013 dopo una lunga agonia, nel corso della quale la città si mobilitò anche con una fiaccolata promossa da don Santo Tricarico nella parrocchia di San Lazzaro.

Esce di scena l’unica indagata La nuova richiesta parrebbe far uscire di scena la donna 47enne gallipolina finora ritenuta l’unica indiziata nei confronti della quale, tuttavia, nessuna prova dimostrerebbe la sua presenza nella casa di Mauro al momento dell’aggressione: anzi, le cellule telefoniche la collocherebbero proprio altrove.

Coinvolta la criminologa Roberta Bruzzone Intanto i familiari dell’imprenditore deceduto, intanto, si sono rivolti alla nota criminologa Roberta Bruzzone, di recente coinvolta anche nel caso di Roberta Martucci, la giovane di Ugento scomparsa nel 1999 quando aveva 28 anni (ed anche in questo caso l’inchiesta è stata riaperta).

Alessano – Mattinata movimenta quella odierna ad Alessano. Dopo un rocambolesco inseguimento sui tetti, i carabinieri della locale Stazione sono riusciti ad arrestare tre ladri d’appartamento (tutti romani). I militari si sono posti sulle loro tracce dopo la segnalazione di un furto. Giunti nell’abitazione di una 42enne del posto, che era appena riuscita a mettere in fuga i componenti della banda, i carabinieri hanno dato un’occhiata alla zona circostante individuando ben presto i tre in fuga. L’inseguimento è stato molto rischioso (con alcuni salti nel vuoto) ma alla fine la tenacia dei militari ha avuto la meglio. La perquisizione personale ha poi permesso di rintracciare una copiosa refurtiva composta da numerosi monili d’oro e d’argento, ma anche una playstation e  un orologio, per un valore complessivo non inferiore ai 40mila euro. Sono tre i furti al momento attribuiti agli arrestati (compiuti tutti ad Alessano nel corso della stessa mattinata) anche se le indagini in corso potrebbero appurare la responsabilità in altri colpi. Le manette sono scattate per il 20enne Mica Jovanovic (nato a Roma e residente a Guidonia Montecelio), la 20enne Susanna Dzabiroski (nata e residente a Roma) e per la 19enne Angelica Nikolic (nata a Palestrina e residente a Zagarolo).

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...