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Gallipoli – Gran da fare per le motovedette della Guardia costiera in questi ultimi due giorni per soccorrere in mare quanti sono stati sorpresi da repentini cambi meteorologici con aumento del moto ondoso e raffiche di vento. Oggi il fenomeno chiamato “flash flood” (improvvisa alluvione) si è concentrato tra le 13 e le 15 circa ma, con una temperatura più bassa rispetto a ieri, gli scontri di masse d’aria sono stati più attenuati. Con effetti più sopportabili ma che hanno messo in crisi – in almeno quattro casi – diportisti in mare in quel momento e con difficoltà a rientrare in porto. Nella giornata odierna i centri più colpiti dalle violente precipitazioni sono stati Sannicola (79 millimetri d’acqua), Alezio (70), Gallipoli (53,9), Felline di Alliste (42,8), Morciano di Leuca (33), Porto Cesareo (28,5).

Oggi gli agenti della Guardia costiera sono dovuti intervenire dalle parti di San Gregorio di Patù e nel versante gallipolino. Due in particolari i soccorsi di una certa delicatezza, trattandosi di natanti con persone a bordo non in grado più di manovrare. L’intervento delle motovedette ha risolto per il meglio la situazione. Altri particolari sugli eventi meteo do oggi si sapranno nelle prossime ore. Ieri invece è stata davvero una mattinata campale per gli agenti ed i mezzi della Guardia costiera di Gallipoli.

Sei motovedette sono state impiegate per fare fronte a dieci richieste di soccorso tra Castro, Santa Maria di Leuca, Ugento, Gallipoli e Porto Cesareo. Le difficoltà causate dal repentino cambiamento delle condizioni meteorologiche, sono state accresciute dal fatto che le chiamate in alcuni casi sono state contemporanee. Gli appelli alla Guardia costiera sono arrivati da pattini, sub, natanti con passeggeri a bordo, bagnanti. Le emergenze più delicate si sono verificate a Torre Lapillo (Porto Cesareo); nella prima le due persone a bordo sono state trasbordate sulla motovedetta; nel secondo caso i diportisti erano tre  (tra i quali una bambina): dal natante non si riusciva a salpare l’ancora ed era cominciata ad accumularsi acqua. La tensione delle persone soccorse è calata solo quando sono arrivate in tutta sicurezza nel porto di Gallipoli.

 

 

Gallipoli – “Presento oggi la mia nuova squadra: due donne e tre uomini, grandi  professionisti che sapranno guidare sapientemente questa città. Una  giunta tecnico-politica che sarà subito al lavoro per affrontare le  problematiche di Gallipoli. Un nuovo punto di partenza. Ho piena fiducia  nel nuovo Esecutivo che agirà all’insegna della trasparenza e  dell’umiltà. Si respira un clima  positivo: tanto affiatamento e tanta  energia, sono sicuro che raccoglieremo subito i frutti del loro lavoro. Un grazie di cuore agli Assessori uscenti e buon lavoro a tutti!”: questo il commento del Sindaco Minerva dopo l’ultima modifica all’organigramma pronto già ieri sera. Nella nota del Comune s’informa che la Giunta verrà presentata ufficialmente nel corso della settimana entrante e che le deleghe ai cinque assessori verranno rese note “nei prossimi giorni”.

Chi sono gli assessori Come anticipato ieri sera da Piazzasalento, alla fine il primo cittadino ha optato per un radicale cambiamento. Tutti a casa gli assessori uscenti, squadra completamente nuova a Palazzo Balsamo. Entrano nelle stanze dei bottoni l’ex Sindaco, presidente dell’Ordine dei commercialisti provinciale e uno dei commissari mandati dalla Regione per i debiti della Festa della Focara di Novoli, Giuseppe Venneri; sostituisce in toto – quindi anche nella carica di vicesindaco,, il compagno di lista Cosimo Alemanno. Da “Grande Gallipoli” rilevano che il passaggio di testimone era previsto in accordi preelettorali e quindi è stato solo anticipato di qualche mese. Ex amministratore di lungo corso e componente del comitato dei saggi (voluto da Minerva ma che nel tempo ha fatto perdere le proprie tracce) Biagio Palumbo, già candidato Sindaco in un recente passato. Avrebbe voluto fare l’amministratore Angelo Mita, ma la sua candidatura di qualche tempo fa nella lista Udc non ebbe fortuna; Mita è uno dei primari dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce ed è stato indicato dal numero uno del partito, il senatore Ruggeri. La componente sempre in piedi di Salvatore Guglielmetti (Crescere insieme la sua lista) piazza Paola Scialpi, candidata non eletta alle ultime Comunali nella lista “Italia destati – Sandro Quintana Sindaco” (37 preferenze).

Completa il governo “Minerva 2” Antonella Russo, il terzo avvocato in Giunta: è l’unica novità rispetto alle anticipazioni pubblicate ieri sera. Al suo posto il Sindaco avrebbe voluto Assunta Titti Cataldi (La Puglia in più), presidente della commissione consiliare Sanità, già in altre occasioni sollecitata ad assumersi responsabilità dirette di governo. Aveva sempre rifiutato ed anche questa volta ha tenuto duro, aprendo la strada alla moglie di un suo candidato Paolo Barba. In queste mosse avrebbe pesato il rapporto non più ottimale tra Cataldi e l’assessore uscente Dario Vincenti che, in caso di accettazione dell’assessorato da parte della sua compagna di lista, sarebbe entrato in Consiglio. A chi ieri sera gli anticipava la “rosa” dei papabili data per certa, Vincenti si era dimostrato in effetti assai scettico: “Finché non vedo la firma (di Titti Cataldi, ndr), non ci credo”. Aveva ragione.

Partite le scommesse Sono adesso partite le scommesse – complice anche il tempo che non consente molti diversivi – su quanto durerà la seconda Giunta Minerva. Se prevarrà il fattore venerdì 17 oppure un adattamento del detto popolare “Giunta (sposa) bagnata, Giunta fortunata”. Le opposizioni dentro e fuori il Consiglio comunale dalle prime battute non risparmiano ironie, allusioni e aperte accuse (se ne possono leggere in un altro articolo sul tema). (nella foto da sinistra Angelo Mita, Antonella Russo, Stefano Minerva, Paola Scialpi, Biagio Palumbo, Giuseppe Venneri).   

 

 

Leuca (Castrignano del Capo) – Si è concluso pochi giorni fa a Roma, con il saluto di Papa Francesco al Circo Massimo e in piazza San Pietro, ma ancora se ne avverte il riverbero, il terzo meeting internazionale della Carta di Leuca promosso dal Parco culturale ecclesiale “De Finibus Terrae” e dalla diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca guidata dal vescovo mons. Vito Angiuli.

Abbiamo camminato gli uni accanto agli altri condividendo la fatica della strada. Abbiamo incontrato volti nuovi riconoscendoli amici. E oggi vogliamo dire al mondo ciò che abbiamo toccato in questa esperienza: la gioia della convivialità!”, così comincia la Carta di Leuca di quest’anno sottoscritta da 352 giovani provenienti dai Paesi che s’affacciano sul Mediterraneo. “Mediterraneo, convivialità del creato, ma anche dei volti, oltre che convivialità economica e partecipativa”, prosegue il documento, che conclude con la volontà di “far giungere su ogni sponda del Mediterraneo la bellezza del vivere e – tema molto caro a don Tonino Bello, nel 25° della sua morte – la convivialità delle differenze in un mondo in cui oltre al tempo condividiamo lo spazio: un’unica terra bagnata da un unico mare e abitata da un’unica umanità!”, la conclusione.

Curata fin nei minimi particolari, la “5 giorni Brindisi-Leuca”si è svolta secondo copione, col coinvolgimento delle cinque diocesi della Metropolia di Lecce (come si ricorderà, le arcidiocesi di Brindisi-Ostuni, Lecce e Otranto, e le diocesi di Nardò-Gallipoli e Ugento-Santa Maria di Leuca) ma imprevisto ed emozionante è stato l’entusiasmo della piazza di Leuca all’arrivo dei 352 pellegrini provenienti da ben 35 nazioni, moltiplicatisi nel frattempo lungo la strada. Ad accoglierli, alle prime luci dell’alba, c’erano ragazzi con le bandiere di tutti i Paesi mediterranei, mentre il generale di Corpo d’armata dell’Esercito, Salvatore Farina di Casarano, consegnava a mons. Angiuli la “fiaccola” prelevata dalla tomba di don Tonino Bello ad Alessano, con la quale il presule ha acceso la “lampada della convivialità”. Alla cerimonia finale in terra salentina hanno preso parte anche il presidente della fondazione “Parco culturale ecclesiale Terre del Capo di Leuca-De Finibus Terrae” don Stefano Ancora, il ministro per il Sud Barbara Lezzi, il Sindaco di Castrignano del Capo Santo Papa, il  vicepresidente nazionale dell’Anci e Sindaco di Casarano Gianni Stefano, l’assessore regionale Loredana Capone, il viceprefetto Claudio Sergi, il Nunzio apostolico in Egitto mons. Bruno Musarò e il direttore per la pastorale del tempo libero della Cei   (Conferenza episcopale italiana) don Gionatan De Marco.

Al chiarore di questa luce aurorale firmiamo la Carta di Leuca condividendo i sogni di Giorgio La Pira e don Tonino Bello: la convivialità che soprattutto voi, cari giovani, avete vissuto e sperimentato in questi giorni – è stato il messaggio del vescovo di Ugento – è garanzia del comune impegno per il futuro”. Raggiunto a margine della cerimonia ha poi dichiarato a Piazzasalento:”L’appuntamento della Carta di Leuca ha una funzione educativa e culturale: evidentemente questo cammino ha bisogno dei suoi tempi, tuttavia attorno a questa iniziativa c’è un consenso sempre più crescente e allargato, il che sta a dire che quanto si sta seminando certamente darà i suoi frutti”. A fine giornata la partenza per Roma da Papa Francesco.

I commenti dei protagonisti “Portiamo nei nostri piedi la stanchezza di questo percorso (ben cinque giorni a piedi, da Brindisi a Leuca), ma anche la gioia e la sorpresa nata dalla freschezza delle relazioni, delle amicizie e della condivisione che abbiamo potuto sperimentare in questi giorni – il commento a caldo del vice rettore del seminario di Ugento don Davide Russo, che ha accompagnato i giovani a Roma – ogni giorno abbiamo avuto momenti di intensa riflessione interreligiosa. La caratteristica del cammino è stata quella di mettere accanto giovani cattolici e giovani mussulmani. Al mattino abbiamo camminato e nel pomeriggio siamo stati guidati alla scoperta dei temi cari a don Tonino Bello. Non è stata un’opera biografica su don Tonino – conclude don Davide – ma un vivere concretamente il suo messaggio”. In comunione con Papa Francesco che passando accanto a bordo della “Papamobile” al nutrito gruppo dei “leucani” li ha salutati affettuosamente. “Ho incontrato tanti fratelli”, ha detto emozionato un ragazzo proveniente dal Nord Africa. Occhi lieti e fiduciosi tutto intorno; di ammirazione da parte di quanti hanno assistito all’epilogo davanti a Santa Maria di Leuca.

 Il coraggio di rischiare il salto “Non accontentatevi del passo prudente di chi si accoda in fondo alla fila. Ci vuole il coraggio di rischiare un salto in avanti, un balzo audace e temerario per sognare e realizzare come Gesù il Regno di Dio, e impegnarvi per un’umanità più fraterna. Abbiamo bisogno di fratellanza. Rischiate, andate avanti”: l’esortazione di Bergoglio ha raggiunto uno ad uno i 90mila presenti a Roma, in preparazione del Sinodo di ottobre con i giovani. “I sogni dei giovani fanno un po’ paura agli adulti, forse perché hanno smesso di sognare e di rischiare, forse perché i vostri sogni mettono in crisi le loro scelte di vita. Ma voi non lasciatevi rubare i vostri sogni” e qui il riferimento ad un giovane Santo che ha sognato in grande, San Francesco, del quale ha preso il nome e che è poi diventato il Patrono d’Italia. E infine un’altra considerazione: “Camminando insieme in questi giorni avete sperimentato quanto costa fatica accogliere il fratello o la sorella che mi sta accanto, ma anche questa gioia può darmi la sua presenza se la ricevo nella mia vita senza pregiudizi o chiusure”.

 

Gallipoli – Vacanze “modello Gallipoli”?  Nell’attesa che la città rifletta sul come (e se) orientare la propria “innata” vocazione turistica, Ferragosto aiuta a riportare alla memoria dei meno giovani quei periodi in cui il suo “modello” veniva riconosciuto da tutti. Negli anni ‘60-’70 non si doveva, di certo, affrontare il turismo di massa: erano le famiglie a venire in vacanza, con la massima concentrazione dal 20 luglio al 20 agosto (con le grandi fabbriche dell’epoca era difficile – ancor più di oggi – parlare di partenze “intelligenti”). Nel centro storico solo un paio di alberghi e qualche affittacamere, ma c’era anche chi poteva permettersi la casa in affitto per l’intera stagione (magari tre mesi).

I pendolari della domenica al mare con il treno Tanti, la maggior parte, erano i pendolari della domenica  che dai paesi vicini raggiungevano Gallipoli in treno, mentre solo qualche privilegiato con la propria auto. Scesi dal treno (con il companatico al seguito), si attraversava il tunnel a pochi metri dalla stazione ferroviaria, che dava sulla spiaggetta delle “Fontanelle” (che a quei tempi aveva le cabine in legno). A un tiro di schioppo da lì c’erano pure le “Cenate te lu Rafè” (Raffaele il nome del gestore), delle particolari palafitte sul mare, dove si poteva trascorrere l’intera giornata al riparo dei raggi del sole. Nel centro storico i camerini erano presenti anche alla spiaggia della “Purità” mentre i più spericolati “conquistavano” il mare scendendo giù per le mura attraverso le cosiddette “patate” (una specie di scala a pioli scavata nelle mura stesse). In barca si poteva raggiungere l’isolotto del “Campo”, o l’isola di Sant’Andrea, ma, per i patiti dello sci nautico (in voga a quel tempo) non mancavano i primi motoscafi con motore fuoribordo. Per i vacanzieri del borgo la scelta era più vasta, dalla scogliera di scirocco, con le tre grotte, “te l’alaca”, “te lu tiaulu” e “de li monici” (delle alghe, del diavolo e dei monaci), e più avanti i primi stabilimenti: il Lido Piccolo e il Lido Grande,  ben noto come “Lido San Giovanni”.

“Trasgressione zero” Vita mondana o trasgressiva prossima allo zero rispetto a quella di oggi, ma non mancava il modo di trascorrere le serate: la passeggiata su corso Roma con i bar dove gustare gelati artigianali o le classiche granite. Oltre al teatro Schipa c’erano anche due cinema all’aperto: l’Arena Italia (dove ora c’è la Banca popolare pugliese) e addosso al castello, “Il Rivellino”. All’inizio del ponte c’era anche il chiosco di Benito dove placare l’arsura con l’acqua di cocco fresca. Ai giovani non mancava di certo l’inventiva, anche perché c’era in gioco la conquista delle ragazze: con poco e niente si organizzava quindi il bagno al chiaro di luna e i falò in spiaggia; l’anguria e qualche volta ci scappava pure la pizza (semplice, ovvero la margherita, o completa con alici e capperi.

Le prime discoteche Con gli anni aprono poi le prime discoteche: “Il Matusa beat club” a Baia Verde e lo “Chalet delle Serre” verso Lido Conchiglie. Le serate dei vip si concentravano, invece, tutte al “Lido San Giovanni” , che se di giorno dava il meglio del comfort in spiaggia, all’imbrunire offriva la “Rotonda” per le serate di gala: erano gli anni d’oro, quelli del commendatore Otello Torsello, che aveva realizzato lo stabilimento balneare in muratura, e del cavaliere Francesco Ravenna, direttore del Lido. Ora al suo posto c’è la figlia Teresa, che ricorda: «Sin da quando avevo 14 anni sono qua. Non è facile mantenere questa struttura con i costi esorbitanti di oggi, ma lo debbo a mio padre soprattutto, e vado avanti». Su quella rotonda son passati tutti i più importanti big della canzone e gli attori più famosi. Solo per citarne alcuni: le sorelle Kessler, Ubaldo Lai, Peppino di Capri, Mina e Fred Bongusto (che a più d’uno piace pensare essersi lasciato ispirare proprio da Gallipoli per la sua famosa “rotonda” sul mare) .

Il fascino del “lido”: oggi come ieri Tanti di quei giovani di allora ricordano gli anni trascorsi al Lido, e tanti ancora ci ritornano ancora oggi, come Letizia Coluccia, insegnante di lettere in pensione che occupa sin da piccola assieme ai fratelli la cabina numero 112. «Le cabine del lido sono  come  i posti alla Scala di Milano che si prenotano di anno in anno». Tito Sanò, ingegnere aerospaziale all’Enea (sua è stata la prima navicella spaziale italiana)  ricorda le battaglie tra coetanei con le palle di sabbia e i bagni alle Cenate,“poi però sono tornato al  lido, che nei primi anni ’50 era gestito proprio dal nonno della moglie “Marilena”. Gigino Maggio, ingegnere capo al Genio civile, 90 anni portati con disinvolta eleganza, pur di non lasciarsi tradire dall’emozione, gira a battuta la domanda del cronista: “fammi pensare –dice- e chi se ne ricorda più di quegli anni?”. Rosario Colonna, già procuratore capo a Lecce, ha cominciato a frequentare Gallipoli da vacanziere, d’estate, e poi ci è venuto ad abitare definitivamente, perché proprio al lido ha conosciuto la donna della sua vita. In tanti, e non solo i vecchi nostalgici, sono pronti a scommettere per un nuovo “modello Gallipoli”  ispirato, pur con gli opportuni aggiustamenti, ai mitici anni ‘60- ‘70.

Santa Cesarea Terme – Cinque arresti per droga all’interno e nei pressi di una nota discoteca a Santa Cesarea Terme. Al bilancio pre-ferragostano dei carabinieri della compagnia di Maglie c’è da aggiungere anche un soggetto che è riuscito a sfuggire alle manette oltre ad una serie di persone denunciate per uso di stupefacenti ovvero per guida in stato di ebrezza dovuta ad uso di alcol o droghe. In tre era giunti in Salento dalla Sicilia con un furgone Caravan Ford che ha finito per insospettire i carabinieri lungo la strada provinciale 259, proprio nei pressi del locale da ballo. Il 39enne Rosario La Porta e la 34enne Maria Jessica Buzzone, entrambi di Niscemi (Caltanissetta) sono stati trovati in possesso di quattro bustine in cellophane contenenti in totale 500 pasticche di ecstasy, per complessivi 189,4 grammi, oltre a 41 ovuli per il confezionamento delle dosi ed alla somma di 1.130 euro ritenuta il provento dell’attività illecita. Nel corso del controllo, il 38enne A.M, anch’egli di Niscemi, è riuscito a far perdere le proprie tracce pur inseguito dai carabinieri. Solo alla ragazza sono stati concessi i domiciliari in un’abitazione di Santa Cesarea Terme.

Manette per tre giovani baresi All’interno della discoteca in questione, invece, i militari hanno arrestato tre baresi con addosso un ingente e variegato quantitativo di droga: il 22enne Domenico Di Cosimo trovato in possesso di 27 dosi di ketamina, pari a 7,4 grammi, e 17 dosi di mdma (ecstasy) per 5,2 grammi; il 24enne Gianluca D’Ambrosio, in possesso di 16 involucri ed una bustina per complessivi 21,1 grammi di marijuana oltre a 580 euro quale presunto provento dello spaccio; il 23enne Francesco Schino, in possesso di 25 dosi di ketamina ( 7 grammi), una dose di cocaina (0.2 grammi), un pezzo di hashish (3 grammi) e 615 euro.

Droga & alcol Nel corso dello stesso servizio i carabinieri hanno segnalato alle competenti Prefetture nove soggetti (un pluripregiudicato barese di 25 anni, tre di palo del Colle, un altro barese e altri di Matino, Ruffano, Porcia e Ciampino), per uso non terapeutico di sostanze stupefacenti sequestrando, nel complesso, 3 dosi di mdma, 17,5 grammi di hashish, 3,2 di marijuana e quattro spinelli.per guida sotto l’influenza di droghe, con contestuale ritiro della patente, è stato denunciato il 23enne di Cellammare (Bari) M.S. mentre il34enne di Palmariggi è stato trovato alla guida in satto di ebrezza alcolica.

 

 

Torre Lapillo (Porto Cesareo) – Si potrebbero chiamare i “furbetti della spiaggia”, ovvero coloro che “opzionano” il posto sull’arenile lasciandovi, anche dalla notte precedente, sedie sdraio e ombrelloni. Contro tale scorretta abitudine, spesso causa di litigi sulle affollate spiagge d’agosto, i carabinieri e la guardia costiera hanno condotto, a Torre Lapillo, l’operazione “ombrellone selvaggio” denunciando tre avventori ritenuti responsabili della violazione delle norme del Codice della navigazione in merito all’occupazione abusiva di spazi demaniali. Nel corso della nottata, i tre avevano posizionato nella spiaggia libera, proprio allo scopo di “riservarsi” dei posti, nel totale sette ombrelloni e 13 sdraio. Ad essere stati denunciati sono stati un 50enne di Mugnano (Napoli), un 64enne di Modugno (Bari) ed un 75enne residente a Torino (ma nato a Salice Salentino). Nel corso del loro intervento, i militari hanno sequestrato anche altri 40 ombrelloni posizionati da ignoti fruitori della stessa spiaggia: è molto probabile che, nel corso della mattinata, visto l’andazzo, i rispettivi proprietari abbiano preferito desistere dai loro abusi. I controlli proseguiranno anche nei prossimi giorni nelle varie località di mare salentine, in molte delle quali viene segnalato lo stesso fenomeno.

In precedenti sopralluoghi e ispezioni gli agenti della Capitaneria di porto di Gallipoli hanno scovato “gestori” senza ovviamente alcuna autorizzazione ma in grado di far fruttare per sé pezzi di spiagge libere, quindi non oggetto di alcuna concessione demaniale, impiantandovi ombrelloni ed offrendo lettini e sedie agli ignari bagnanti in cambio di denaro. I casi più recenti e ricorrenti rimandano alle spiagge di Gallipoli, Porto Cesareo e Salve.

Gallipoli – Torna a vivere il Mercato del pesce di Gallipoli. Questa mattina, insieme al dissequestro dell’area, sono pure arrivati i nuovi arredi urbani per permettere di dare ordine ad una zona da lungo tempo finita sotto sequestro per tutta una serie di irregolarità riscontrate dalle forze dell’ordine e dalla Asl. «Siamo giunti alla fine di un iter complesso –afferma il sindaco Stefano Minerva- ma che ha restituito tranquillità in una zona nevralgica della città. Sono convinto che ogni forma di trasgressione debba essere fermata, ma è altresì importante mettere in campo tutte le energie per migliorarsi. Ad oggi, puntiamo a valorizzare e a restituire, anche con i nuovi arredi, decoro ad un tassello importante di Gallipoli».

Il sindaco Minerva Il sequestro aveva interessato l’attività commerciale di cinque box e un ristorante per un’area di 415 metri quadrati delimitata da transenne al posto delle quali trovano ora posto gli arredi urbani “di facile rimozione”, come specifica il Sindaco. «L’indebita occupazione di spazi demaniali all’interno del mercato ittico – dice l’assessore Dario Vincenti- ha creato numerosi problemi, ostacolando l’attività commerciale di alcune famiglie gallipoline e creando disagi alla città. Ad oggi però posso con orgoglio affermare che si conclude il brillante percorso di regolarizzazione e valorizzazione del Mercato ittico al dettaglio. Un percorso teso anche alla sistemazione dell’area esterna antistante ai box, tramite il posizionamento degli arredi, atti a soddisfare l’esigenza collettiva di una migliore e più agevole fruizione della struttura, e che devono essere dunque asserviti gratuitamente alla pubblica utilità».

Le “nuove” regole La sistemazione dell’area è stata affidata alla ditta Sgaramella Cosimo di Ugento. Negli oltre 2.100 metri quadrati del Mercato ci sarà un corridoio centrale per l’eventuale passaggio dei mezzi di soccorso e tutto intorno dei moduli “facilmente rimuovibili”. Ci saranno, inoltre, panche lineari e fioriere, realizzati in cemento bianco ad alta resistenza con “angoli smussati” per un costo totale di  8.900 euro. Il regolamento che definisce le attività, approvato in Consiglio il 19 aprile, è stato frutto di consultazioni e confronti tra Amministrazione comunale e Dipartimento di prevenzione della Asl. Tra i 14 box si potrà continuare a vendere prodotti di pesca e molluschi bivalvi vivi e, come in qualsiasi esercizio di vicinato, su richiesta del cliente, “per la sola quantità acquistata”, si potrà procedere alla sgusciatura dei molluschi, l’eviscerazione, decapitazione e sfilettatura dei prodotti ittici (date le dimensioni dei box, la degustazione dovrà avvenire al di fuori degli stessi).

Nessun servizio ai tavoli Diventa invece “assolutamente vietato”, come si legge nel documento comunale, qualsiasi forma di “servizio assistito” da parte del titolare o di personale dipendente; richieste di corrispettivo economico; fornitura di piatti bicchieri e postate di materiali non a perdere; attività di preparazione, cottura e trattamento dei prodotti ittici acquistati; l’esposizione e la consegna di menù; la raccolta di ordinativi da parte dell’esercente press i piani di appoggio (i tavolini circolari). In definitiva, il mercato del pesce non è una “sommatoria di ristoranti”. La morsa si è stretta il 27 luglio scorso con l’ultimo intervento coordinato su posto tra Polizia di Stato, Arma dei carabinieri, Guardia di finanza, Capitaneria di Porto. Il precedente era stato esattamente un anno fa e si era concluso col sequestro di ampie aree abusivamente occupate dagli operatori del mercato ittico.

 

 

Nardò – Nuove nomine da parte del vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli. Monsignor Fernando Filograna ha, infatti, ufficializzato i nomi dei parroci che saranno immessi nelle loro funzioni dal primo settembre, data di avvio del nuovo anno pastorale. Il neretino don Riccardo Personè (46 anni), cappellano ospedaliero a Nardò oltre che al Monastero di Santa Chiara nella stessa città e docente di religione, sarà il nuovo parroco nella chiesa della Beata Vergine Maria Addolorata alle “Cenate” di Nardò. L’altra nomina, invece, riguarda don Tommaso Semola (45 anni, di Casarano), sinora era stato vice parroco alla Santa Famiglia di Nardò, destinato alla parrocchia della Beata Vergine del Rosario al Villaggio Resta (Nardò).

I nuovi vice Questi, invece, i nuovi vice parroci: il gallipolino don Gabriele Cortese sarà nella chiesa di Santa Maria Addolorata ad Alezio; don Giovanni De Giorgi (Casarano) nella parrocchia di San Nicola ad Aradeo; don Luca Grande (Nardò) a Santa Maria ad Nives di Copertino; don Simone Napoli (Taviano) alla Santa Famiglia di Matino; don Emanuele Calasso (Copertino) a Santa Maria delle Grazie a Sannicola; don Emanuele Calabrese (Galatone) alla Santa Famiglia di Nardò; don Pietro De Lorenzis (Felline) all’Annunziata di Casarano; don Tommaso Tamborrini (Matino) nella parrocchia San Francesco di Paola a Nardò; don Mario Giannelli (Copertino) a Santa Maria ad Nives di Copertino; don Antonio Mergola (Casarano) al Sacro Cuore di Casarano; don Giuseppe Montenegro (Matino) all’Annunziata di Tuglie.

Gli altri incarichi Il neretino don Giuseppe Venneri sarà, inoltre, il nuovo direttore dell’Ufficio Caritas diocesano; suo vice il parabitano don Dario Donateo. Don Fabio Toma (Alezio) sarà il nuovo assistente diocesano dell’Azione cattolica ragazzi. Direttore della Scuola triennale di formazione teologico-pastorale sarà don Gianni Cataldo (Casarano) mentre don Giampiero Fantastico (Nardò), già direttore diocesano Caritas, andrà “fidei donum” (servizio temporaneo in territorio di missione) in una diocesi estera (ancora da stabilire) a proseguire la sua esperienza Caritas. E sempre “fidei donum” i seminaristi  Gabriele Chieppa e Stefano Manta proseguiranno i loro studi fuori diocesi: il primo a Parigi presso l’Institut supérieur de théologie de arts, ed il secondo a Roma, presso l’Accademia Alfonsiana.

Gallipoli – «Il Samsara non chiuderà e se si crede che domani l’Amministrazione manderà qualcuno a mettere i sigilli, ci si sbaglia di grosso». Con queste parole ha preso il via questa mattina la conferenza stampa convocata (nella sala di via Pavia) dal sindaco di Gallipoli Stefano Minerva per difendere la città e il “modello Gallipoli”. Minerva ha subito affrontato in maniera netta una delle questione più “spinose” di questa tormentata stagione turistica garantendo che l’ordinanza emessa ieri dalla responsabile comunale non cambia gli accordi tra l’Amministrazione e i gestori del Samsara. «C’è stato un provvedimento fatto della dirigente, alla quale chiederemo e del quale risponderà, visto che contraddice l’iter che l’amministrazione e gli stessi uffici avevano avviato anche su richiesta del giudice del Consiglio di Stato. Noi – ha affermato Minerva – avevamo detto che il Samsara avrebbe potuto lavorare tranquillamente fino alla data della sentenza, che ancora non c’è stata. Finché non arriva questa nessuno potrà dire che il Samsara dovrà chiudere».

L’ordinanza di sgombero Con l’ordinanza in questione (la numero 160 del 7 agosto) viene, invece, intimato al noto lido gallipolino (o meglio alla società Sabbia d’oro) di sgomberare entro 20 giorni l’area occupata, e ripristinare lo stato dei luoghi, secondo quanto disposto dalla sentenza emessa dai giudici amministrativi di primo grado sulla base di un verbale della Capitaneria di Porto risalente allo scorso anno. «Spesso il Sindaco paga colpe che non ha, ma mi assumo tutta la responsabilità del caso poiché sono a capo dell’Amministrazione. Ci sono, in alcuni casi, atti dovuti che il Comune deve fare su richiamo di altri organi, altre cose che si possono fare per tutelare», ha spiegato Minerva confermando che nessuna decisione definitiva potrà essere presa prima della data dell’attesa sentenza del Consiglio di Stato (in un primo momento fissata per il 7 giugno).

“Nessuno tocchi Gallipoli” Emblematico il tema della conferenza, “Nessuno tocchi Gallipoli”, tenuta insieme al presidente dell’Associazione commercianti e imprenditori, Matteo Spada, alla quale avrebbero dovuto prendervi parte anche Stefan Carlino, rappresentante della categoria Case vacanze, e Giuseppe Coppola di Confindustria- sezione turismo, che all’ultimo minuto non hanno voluto intervenire per lasciare la parola solo a Spada, come affermato dal Sindaco. «Soprattutto in questi giorni, in molti hanno provato a mettere in discussione il “modello Gallipoli”, soprattutto coloro che non conoscono gli sforzi di una classe imprenditoriale che negli ultimi 20 anni ha fatto tanto. Ritengo dunque di dover tutelare l’immagine della città dalle maldicenze e dagli articoli che la denigrano, anche ricorrendo alle vie legali. È vero che sta mancando una fetta di mercato importante, che è quella del turismo giovanile: negli anni – ha continuato Minerva – abbiamo fatto tutti noi degli errori confondendo l’abusivismo e l’illegalità con altro; ma il turismo non è un problema, è una risorsa che deve essere però regolamentata nell’interesse di tutti»

“Gallipoli 365” Per programmare e “fare sistema”, Minerva ha anticipato l’incontro del 3 settembre con l’assessore regionale Loredana Capone “per scrivere insieme il programma di Gallipoli 365, con i punti fermi per tutelare gli imprenditori e le realtà di eccellenza”. «Gallipoli fa notizia ed il calo del turismo in un luogo che per molti anni non aveva mai conosciuto crisi, ancora di più. Quando si parla di Gallipoli – ha affermato Matteo Spada – bisogna ricordare che non si parla solo della cittadina ma si parla di un comparto ben più vasto, di un territorio che va ben oltre i confini cittadini e che porta con se una ricchezza che questo territorio mai aveva conosciuto prima. Bisogna dunque stare attenti ad una serie di risvolti che possono suscitare articoli o video vari che mettono in cattiva luce la città. Ciò di cui abbiamo bisogno oggi è l’attenzione delle istituzioni, sotto tutti i livelli: Prefettura, Questura, Regione Puglia, Stato centrale e Comune. Abbiamo bisogno di investimenti di carattere strutturale e pubblici; è bene, in questo momento, fare quadrato intorno alla città, al territorio, al comparto turistico e alle attività che ci hanno resi competitivi e ci hanno fatto preferire ad altre mete. In attesa dell’incontro di settembre, abbiamo bisogno di una spinta in più per ripartire, ed un sostegno anche da parte dell’Amministrazione comunale: noi imprenditori ci auguriamo che ascolti di più i nostri bisogni e le nostre necessità».

 

Galatone – “L’alba degli Angeli” è l’iniziativa promossa venerdì 10 agosto dall’Amministrazione comunale di Galatone in collaborazione con l’associazione “Alla conquista della vita”, L’appuntamento è alle 4.30 del mattino in località “La Reggia” per ricordare in musica le tante vittime della strada. L’iniziativa ricade nel decennale dello sconvolgente incidente stradale che, giusto il 10 agosto 2008 costò la vita a sette giovani sulla Galatone-Santa Maria al Bagno (nel territorio di Nardò).

Le sette vittime di quella notte triste del 2008 Chiara Filieri, Elisa Giurgolo, Matteo Maggiore ed Enrico Mariano (tutti di Galatone), Stefania e Luigi Moschettini (di Carpignano Salentino) e Mery Coviello (di Galatina) i nomi delle vittime di quella che viene ricordata come una delle più grandi tragedie della strada nel Salento e non solo. Solo due furono i ragazzi che si salvarono dallo scontro frontale tra due auto.

I promotori «Un momento che si svolge in una data tristemente nota alla nostra Città – fanno sapere i promotori – in quanto ricade nel decennale in cui persero la vita, in un tragico incidente stradale, sette ragazzi figli della nostra terra. Insieme a Cesko & BananaSwing” aspetteremo il sorgere del sole, una nuova alba, ed avremo una grande occasione non solo per ricordare, ma anche per cercare di evitare per sempre tragedie simili. Una chance per promuovere, grazie anche agli interventi dei rappresentanti istituzionali, la guida sicura e la cultura del rispetto delle norme del codice stradale, oltre che un’occasione per ripeterci che la vita è breve, bella ed unica e che va vissuta intensamente ma con molto senso di responsabilità».

Gallipoli – “Baia Verde” al setaccio grazie alle telecamere con le quali i carabinieri hanno sgominato una banda di extracomunitari che spacciava droga. Ben 35 le cessioni di droga immortalate dalle telecamere ad alta definizione collocate in punti strategici della località turistica, lì dove i carabinieri, grazie a precedenti controlli, erano certi di “pescare” bene. L’operazione “Var Bay” (dal nome del supporto tecnologico nel calcio e dalla “Baia” passata al setaccio), ha portato al fermo di sette soggetti nati in Gambia e Senegal, tra i 20 e i 26 anni: per loro l’accusa è quella di spaccio di cocaina ovvero di altre droghe “leggere” ma con l’aggravante della cessione a minori, anche di giorno.

I carabinieri del Comando provinciale e della Compagnia di Gallipoli hanno monitorato minuziosamente la località turistica dal 13 luglio al 5 agosto: dalla fase della documentazione si è passati a quella degli arresti quando è stata documentata la presenza di minori tra quanti erano soliti rifornirsi. Nel corso della stessa operazione altri 18 persone sono state denunciate a piede libero.

I possibili sviluppi Al di là dell’operazione lampo con un impegno particolare dagli investigatori infiltrati con persona in borghese e in assetto “da bagno” e della Procura della Repubblica, di Lecce, le indagini puntano chiaramente a comprendere fino in fondo come agiscano questi gruppi di spacciatori, se siano dei manovali guidati da qualche malavitoso, quali collegamenti insomma abbiano, tali comunque da portare nelle loro mani droghe pesanti come la cocaina. Un vero e proprio “fiume di droga” che le forze di polizia (con organici e mezzi da poco notevolmente integrati) provano ad arginare con cadenza ormai quotidiana. Ma senza mai smettere di puntare all’obiettivo principale: chi è che gestisce questi lauti affari.

Le piazze dell spaccio Sei le “piazze” per lo spaccio abitualmente scelte dalla banda: all’inizio del lungomare sud (nei pressi dello stadio), presso i lidi più a sud, nei pressi dei due ingressi della Baia Verde ed al suo interno, e vicino alla pineta poco distante dalla superstrada. Si tratta dell’ennesima operazione antidroga (questa volta particolarmente “corposa”) che ha per epicentro la “Baia Verde”, presa d’assalto da turisti e, come constatato ormai da anni, da spacciatori abituali. Intanto alle forze dell’ordine sono giunti i complimenti (via social) del ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Da affrontare resta l’aspetto serale e notturno del traffico di bustine e dosi preconfezionate che si sviluppa con l’imbrunire e a notte fonda. Poliziotti e carabinieri stanno cingendo d’assedio quell’agglomerato in riva al mare che attira con i suoi locali tanti giovani. Le tecnologie usate di giorno in maniera così efficaci purtroppo non sono utilizzabili senza la luce del giorno. Inoltre, al buio della sera per gli spacciatori è più agevole sfuggire ai controlli. Il problema non è ovviamente di quest’anno, ma si spera che questa stagione lasci un segno anche in questo grave giro di stupefacenti.

Gallipoli – Turisti doc a Gallipoli, dove le visite d’eccellenza non sono mai mancate, soprattutto d’estate. Questa volta la “Città Bella” può annoverare tra i suoi ospiti anche Bono Vox, leader della band irlandese degli U2. Il “front-man” della celeberrima rock band è stato avvistato al ristorante Marechiaro dove ha pranzato con la moglie ed alcuni componenti del suo enturage. Bono e gli altri hanno raggiunto la città a bordo di un gommone mentre il suo yacht è attraccato appena fuori dal porto gallipolino. La presenza “eccellente” non è sfuggita al sindaco Stefàno Minerva il quale, ha salutato l'”evento” con evidente soddisfazione: «Solitamente non segnalo queste notizie ma, considerato che Gallipoli ultimamente è ancora di più sulla bocca di tutti, vorrei far notare come la nostra città sia comunque la destinazione prescelta delle grandi star. Oggi a Gallipoli Bono degli U2».

 

 

Leuca (Castrignano del Capo) – Ha avuto inizio domenica 5 agosto a Brindisi la terza edizione della “Carta di Leuca”, organizzata dal Parco culturale ecclesiale “De Finibus Terrae” e dalla diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, guidata dal vescovo mons. Vito Angiuli. La manifestazione culminerà il 10 agosto a Leuca, per poi proseguire alla volta di Roma, per l’incontro in piazza San Pietro, l’11 e 12 agosto, con Papa Francesco.

Ampia partecipazione – L’adesione dei partecipanti ha superato di gran lunga le previsioni, che indicavano una presenza di 352 giovani – come anticipato qui da piazzasalento – provenienti dai diversi Paesi che s’affacciano sul Mediterraneo. All’iniziativa hanno aderito le 5 diocesi della Metropolia di Lecce, nei cui territori sono fissati i vari appuntamenti: si tratta delle arcidiocesi di Brindisi-Ostuni (mons. Domenico Caliandro), Lecce (mons.Michele Seccia) e Otranto (mons. Donato Negro), e delle diocesi di Nardò-Gallipoli (mons. Fernando Filograna) e Ugento-S. Maria di Leuca (mons. Vito Angiuli).

Prosegue il cammino – Intanto nella mattinata di lunedì, i giovani partecipanti italiani e stranieri, dopo aver percorso a piedi il primo tratto del Cammino metropolitano da Santa Maria di Cerrate a Surbo, hanno raggiunto il campo base di Lecce, presso l’Istituto delle Marcelline. Alle 16, sempre alle Marcelline, si sono tenuti gli incontri nelle Tende della Convivialità e subito dopo, intorno alle 20 in piazza Duomo, alla presenza del  sindaco di Lecce Carlo Salvemini, c’è stato un dibattito interreligioso sulla “convivialità”, tema tanto caro a don Tonino Bello, nel cui nome si sta celebrando la “cinque giorni” di quest’anno, meglio conosciuta come meeting internazionale interculturale e interreligioso “Carta di Leuca”.

Si registra per la prima volta la presenza dell’Esercito italiano – In quest’occasione, oltre a patrocinare e sostenere l’evento con la propria organizzazione logistica, correndo ininterrottamente lungo tutto il percorso da Brindisi a Leuca, all’alba del 10 agosto i nostri soldati porteranno sul piazzale del Santuario che s’affaccia sul Mediterraneo una fiaccola accesa, simbolo di pace.

La dichiarazione del comandante territoriale dell’Esercito in Puglia  Il comandante, generale di brigata Mauro Prezioso, afferma: “L’idea della partecipazione dell’Esercito alla ‘Carta di Leuca’ nasce come normale coinvolgimento della Forza armata a tutte le attività che riguardano il sociale. È  proprio il caso di dire, come indicato da uno dei nostri slogan, che ‘noi ci siamo sempre’ anche nel sociale, ponendo particolare attenzione alle attività socio-culturali. L’organizzazione e l’adesione ad attività indirizzate soprattutto ai giovani consolida l’impegno dell’Esercito nella diffusione dei fondamentali valori etici e di solidarietà insiti nella Forza armata. L’Esercito non poteva mancare – prosegue Prezioso – a un appuntamento così importante, un laboratorio interculturale e interreligioso rivolto ai giovani che vivono nelle diverse sponde del Mediterraneo e che si impegnano vicendevolmente nella costruzione di un futuro migliore attraverso la costruzione di percorsi di convivialità. Parteciperemo mettendo a disposizione dei giovani pellegrini vari assetti logistici, che vanno dai trasporti, alle docce, ai bagni, un modo per rendere più confortevole il cammino. Ma non solo: nella parte finale di questo viaggio, alcuni soldati porteranno – come dei tedofori – una fiaccola da Alessano (accesa dinanzi al sacello di don Tonino Bello), sino a Leuca, consegnandola nelle mani del vescovo, mons. Vito Angiuli”.

L’incontro con Papa Francesco – Qualche ora dopo la firma finale della “Carta di Leuca” alla presenza delle massime autorità civili, militari e religiose, nella serata di venerdì 10 ci sarà la partenza alla volta di Roma, dove l’11 e 12 agosto i giovani incontreranno Papa Francesco. A lui sarà consegnato, fresco fresco di stesura, il documento sulla pace.

Leuca (Castrignano del Capo) – Tutto confermato, come anticipato da Piazzasalento: si terrà dal 5 al 10 agosto la terza edizione della “Carta di Leuca – Step by Step, Face to Face” (passo dopo passo, faccia a faccia), che al nome inconsueto aggiunge anche un programma denso di novità non da poco: del resto, quest’anno è interamente dedicato a don Tonino Bello, il vescovo della “convivialità delle differenze” e della pace, nel 25° della sua morte. Come si ricorderà, il meeting interculturale e interreligioso è promosso dal Parco culturale ecclesiale “De Finibus Terrae” e dalla diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca guidata da mons.Vito Angiuli e coinvolge giovani provenienti dai diversi Paesi che si affacciano sul Mediterraneo.

Molto fitta d’appuntamenti l’agenda de “la cinque giorni”, alla quale parteciperanno ben 352 giovani: poco più della metà sono salentini (sono cinque le diocesi le diocesi coinvolte per la prima volta all’appuntamento di metà agosto: e cioè le tre arcidiocesi di Brindisi-Ostuni, Lecce e Otranto, e le diocesi di Nardò-Gallipoli e Ugento S. Maria di Leuca, appartenenti tutte alla Metropolita di Lecce): gli altri giovani provengono perlopiù dai diversi Paesi europei, dai Balcani, dall’Africa e dal Medio Oriente. La Nigeria ha la delegazione più nutrita con 23 rappresentanti, poi c’è il Gambia con 22 giovani, la Costa d’Avorio, Mali, Senegal, Afghanistan, Albania, Algeria, Camerun, Etiopia, Ghana, Guinea, Guinea Bissau, Iraq, Lagos, Libano, Libia, Marocco, Niger, Nigeria, Pakistan, Rwanda, Sierra Leone, Siria, Somalia, Tunisia, Turchia e Ucraina.

Quest’anno sarà presente anche l’Esercito italiano, quale riconoscimento del suo impegno nelle diverse missioni di pace: in questa edizione saranno i militari dell’Esercito infatti, che, alla stregua dei tedofori olimpici, raggiungeranno “di corsa” (nella mattinata del 10) il piazzale di Leuca, portando una fiaccola accesa, simbolo della “pace” appunto.

Questi, in particolare, gli appuntamenti: domenica 5, arrivo a Brindisi nel pomeriggio per la “festa dell’accoglienza” (prevista la presenza dell’arcivescovo di Brindisi mons. Domenico Caliandro, ancora convalescente a seguito di una rovinosa caduta da cavallo durante la processione del Corpus Domini), e poi la cerimonia ufficiale per il “mandato di fraternità”, le “tende della convivialità”: subito dopo, ci si incammina, a piedi, verso Santa Maria del Casale. Lunedì 6, trasferimento a Santa Maria di Cerrate e “Cammino” verso Lecce, dove, alla presenza dell’arcivescovo mons. Michele Seccia, ci sarà un dibattito sulla Convivialità: la serata si concluderà con una festa organizzata dalla comunità locale.

Martedì 7 sarà la volta della diocesi di Nardò-Gallipoli (vescovo mons. Fernando Filograna) dove, a Copertino, ci sarà un momento di liturgia penitenziale accompagnata da eventi e incontri interculturali: anche qui la giornata si concluderà con una festa organizzata dalle parrocchie di Copertino. Mercoledì 8 agosto, da Copertino ci si sposta a “La Grottella” e da lì a Galatina (arcidiocesi di Otranto, vescovo mons. Donato Negro) dove si visiterà la basilica di Santa Caterina d’Alessandria, e, muovendosi alla volta di Otranto, la visita della cattedrale; dopo cena, serata in festa, a cura delle comunità locali.

Da Otranto, giovedì 9, ci si sposta a Poggiardo (la diocesi ospitante di Ugento-Santa Maria di Leuca, vescovo mons. Vito Angiuli), e poi ad Alessano, paese natale di don Tonino Bello, dove Papa Francesco il 20 aprile ha pregato sulla sua tomba. Nella notte tra il 9 e il 10 agosto, ci sarà una “marcia silenziosa a lume di candela”, che partendo dalla tomba del vescovo della “Chiesa del grembiule”, raggiungerà Leuca alle prime luci dell’alba, nel grande sagrato che s’affaccia sul Mediterraneo. Qui, dopo un momento di preghiera interreligiosa, ci sarà in diretta tv la proclamazione dell’Appello per la Pace, alla presenza del prefetto di Lecce Claudio Palomba e delle più alte rappresentanze istituzionali; poi, dopo un breve riposo dei partecipanti più che giustificato dalla notte “insonne” e dal percorso lungo 15 chilometri attravrsato a piedi, la giornata si concluderà con la “festa dei fuochi”.

Altra novità: non sarà Leuca l’ultima tappa, perché l’indomani si parte per Roma, dove, l’11 e 12 agosto, i giovani incontreranno Papa Francesco: “E chissà se nella “Carta di Leuca” di quest’anno – si lasciano sfuggire gli organizzatori della Fondazione- non ci sarà pure la sua firma. Questa edizione della “Carta di Leuca” è speciale, perché risponde anche alla chiamata del Santo Padre Francesco a mettersi in cammino verso il “Sinodo dei giovani”.

Aradeo – Incidente mortale, questa mattina all’alba, sulla strada provinciale che collega  Aradeo a Noha . A perdere la vita è stata la 27enne Valentina Magliocca, di Aradeo ma residente a Noha. La ragazza era nella Fiat Punto condotta dal compagno 35enne di Aradeo Andrea Paglialonga quando, intorno alle 5.45, l’autovettura è uscita di strada andando a sbattere frontalmente  contro il muro ai margini della carreggiata, non lontano dal cimitero di Aradeo. Giunti sul posto, i sanitari del 118 di Gallipoli altro non hanno potuto fare che constatare il decesso della giovane donna, mentre il conducente è stato ricoverato in “codice rosso” presso il reparto di Rianimazione dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce.

Sulla base degli accertamenti condotti nel corso della giornata dai carabinieri della Stazione di Aradeo, lo stesso conducente (che non è in pericolo di vita) è stato poi arrestato (e posto ai domiciliari in ospedale) per omicidio stradale perché risultato positivo all’alcol (1,4 grammi) ed alla cocaina. L’autovettura in questione è stata sottoposta a sequestro da parte dei carabinieri non soltanto per i necessari accertamenti sulla dinamica del sinistro, ma anche perché la stessa è risultata priva di copertura assicurativa e lo stesso conducente era alla guida malgrado gli fosse stata sospesa la patente di guida. Su disposizione dell’autorità giudiziaria, la salma della 27enne è stata trasportata presso la camera mortuaria dell’ospedale di Lecce.  Grande dolore in queste ore nelle due comunità coinvolte dal drammatico incidente.

L’ultimo controllo interforze con sequestri

Gallipoli – Sarà la ditta Sgaramella Cosimo, strada provinciale UgentoTaurisano, di Ugento a realizzare nel mercato del pesce quanto stabilito da Comune, Asl, Autorità marittima, da un lato per proseguire un’antica tradizione e l’attività lavorativa in un periodo peraltro di difficoltà; dall’altro lato, di mettere finalmente ordine in una zona, all’imbocco del centro storico, da tempo luogo di abusi, attività illegali e senza alcuna autorizzazione, di vera e propria ristorazione.

Nei 2.113 metri quadri circa vi sarà un corridoio centrale per il passaggio eventuale di mezzi di soccorso e tutto intorno dei moduli facilmente rimuovibili, formati da “un tavolo circolare(che ricordi la ruota di pietra degli antichi frantoi gallipolini), con sedute curve. nonché panche lineari e fioriere, realizzati in cemento bianco ad alta resistenza con angoli snmussati”, come si legge nella relazione tecnica in base alla quale si è svolta la gara tramite il porta elettronico unico della Pubblica amministrazione.

Il costo di questo maquillage è di euro 8.900, con una economia rispetto alla base di gara di circa 5mila euro. Il regolamento che definisce le attività assentite è frutto di consultazioni e confronti tra l’Amministrazione comunale, l’Asl, Dipartimento di prevenzione ed è stato approvato il 19 aprile scorso dal Consiglio comunale. Cosa si potrà fare, lecitamente, fra quei 14 box che definiscono “la storia e l’identità economica e culturale della città e che rappresentano un polo con fortissima attrattiva turistica”?. Si potrà vendere prodotti di pesca, molluschi bivalvi vivi,nei box esistenti e come in qualsiasi esercizio di vicinato, su richiesta del cliente, “per la sola quantità acquistata” si potrà procedere alla sgusciatura dei molluschi, l’eviscerazione, decapitazione e sfilettatura dei prodotti ittici. Date le dimensioni dei box, la degustazione dovrà avvenire al di fuori degli stessi.

L’elenco dei divieti è chiaro e guarda con un occhio al recente passato: è “assolutamente vietato” si legge nel documento comunale, qualsiasi forma di servizio assistito da parte del titolare o di personale dipendente; richieste di corrispettivo economico;fornitura di piatti bicchieri e postate di materiali non a perdere; attività di preparazione, cottura e trattamento dei prodotti ittici acquistati; l’esposizione e la consegna di menù; la raccolta di ordinativi da parte dell’esercente press i piani di appoggio (i tavolini circolari).  In definitiva, il mercato del pesce non è una sommatoria di ristoranti.

Una pescheria con oltre 101 sedie La morsa si è stretta da ultimo il 27 luglio scorso con un altro intervento coordinato tra Polizia di Stato, Arma dei carabinieri, Guardia di finanza, Capitaneria di Porto. Il precedente era stato esattamente un anno fa e si era concluso col sequestro di ampie aree abusivamente occupate dagli operatori del mercato ittico. C’era adesso da dare esecuzione a provvedimento dell’Autorità giudiziaria relativi a quei 415 metri quadri occupati illegalmente e sottoposti a sequestro preventivo. Il sequestro in vigore adesso è effettivo. Gli agenti hanno trovato ancora sul posto tavoli, sedie, sgabelli (oltre a 18 barattoli con polpa di riccio senza tracciabilità). In particolare una pescheria aveva otto tavoli di plastica, 18 di legno, 12 sgabelli, 44 sedie in plastica e 57 in legno.

 

 

 

Gallipoli – “Da quando siamo a Riccione, ogni mese/mese e mezzo veniamo convocati al Palazzo dei congressi per programmare con il Comune. Ci chiedono se abbiamo idee, per esempio per Natale, o iniziative in preparazione; le confrontiamo con quelle loro e poi si arriva ad un programma unico per i turisti”: la chiave di volta per evitare che nulla sia definitivamente perduto, potrebbe essere questa. Ne parla Rocco Greco (foto), l’imprenditore gallipolino che ha portato un nuovo modo di stare in riva al mare nella patria – sessanta anni fa – degli stabilimenti balneari e dei divertimenti. “Il tavolo tecnico fino a qualche tempo fa si faceva anche a Gallipoli, poi più niente. Un errore non tenerlo attivo”.

La seconda patria in riva all’Adriatico “Come ci hanno accolti qui a Riccione? L’Amministrazione comunale è stata contentissima, ci hanno subito guardato bene e il Samsara è adesso un punto di forza della loro offerta turistica e lo portano come esempio, come mi dice anche lei (il cronista ha ascoltato su RadioDue Rai l’assessore al Turismo indicare il Samsara come lo stabilimento dove si balla tutto il giorno, ndr)”. Greco, da gallipolino e salentino, ci tiene a essere visto – col suo socio David Cicchella – come l’azienda salentina che va fuori portando il proprio apprezzato bagaglio, ma senza tagliare con le radici. Fuori fino a Budva, in Montenegro, dall’altra parte dell’Adriatico. “A Riccione facciamo ciò che facevamo e facciamo a Gallipoli, musica in spiaggia dalle 16 alle 20, non è cambiato niente”, dice. Nei fine settimana “arriviamo a numeri fortissimi”, aggiunge. Memtre il Samsara dello Jonio accusa un calo: “Eh sì, quelle notizie sui locali, chiusi, sugli eventi annullati certo non hanno giovato e i giovani si sono diretti altrove”. Anche verso il Samsara romagnolo, dove proprio questa sera dalle 17 alle 21 arrivano Merk & Kremont “tra i dj italiani più attivi nel mondo” recita una nota stampa.Il 9 è la volta di altri artisti dello stesso calibro, sempre italiani; il 12 in pedana “una leggenda della House, David Morales.

Insomma, in Romagna  tutte rose e fiori? E i controlli (con qualche guaio a seguire come quello scorso con la Capitaneria di porto di Gallipoli)? “Ci sono anche anche qui, li vogliamo i controlli per stare tranquilli. Forse perché vengono da 60 anni di turismo, le regole ci sono e sono più chiare; se vuoi lavorare come da programmi, non ci sono problemi per nessuno”. Nonostante questa stagione critica, Gallipoli intanto resiste come destinazione appetibile, come ha raccontato a Piazzasalento il direttore del gruppo alberghiero Attilio Caroli Caputo (“Continuano ad arrivare richieste di investitori che vogliono prendere in gestione strutture ricettive”, ha dichiarato). “Questo ci deve far pensare che non abbiamo perso tutto – commenta Greco – l’attenzione c’è ancora, nonostante i collegamenti più costosi rispetto ad altre famose località, più difficoltosi”.

Costi, servizi, programmi: le cose da cambiare “Abbassate i costi dei voli per Brindisi e degli affitti a Gallipoli e vedrete come la gente ritornerà… costi alti, servizi molto scarsi, trasporti e collegamenti quasi inesistenti. Vi consiglio delle vacanze in località turistiche come la Spagna, la Francia (per restare in Europa) e trovate da soli le differenze. Costa di meno una vacanza in Costa brava compreso volo e hotel a 5 stelle che un volo per la Puglia…” l’appassionato consiglio via Facebook di Isabella Cherillo di Alezio, che lavora nel settore della moda a Parigi. “Dobbiamo cambiare adesso:  la gestione deve essere migliorata come la programmazione ed i servizi. E sopratutto dobbiamo vendere il Salento tutto intero, non singole strutture. A questo serve una stretta collaborazione tra Enti locali e imprenditori”. Come fanno in Romagna, appunto. Anche utilizzando l’esperienza di un marchio salentino consolidato oggetto di attenzioni dei media (da ultimo ItaliaUno) per i beach party che, in zona Marano sul lungomare “fanno scatenare ed emozionare giovani e intere famiglie”.

Gallipoli – L’immagine emblematica di questa estate gallipolina è sul lungomare Galilei, in prossimità della rotonda: alle 16,30 di un pomeriggio assolato come non mai l’1 di agosto, le bici che dovrebbero stare al mare, con i loro trasportati, sono invece tutte lì, sul piazzale. Perchè? “Perché non c’è nessuno”, ribatte l’addetto.

E’ questo il prevalente umore che pervade la città, a cominciare dagli operatori che sul turismo ed intorno al turismo da anni hanno finalizzato i loro interessi nei diversi settori del comparto.

Ci sono, è vero, delle autorevoli eccezioni, che predicano e praticano innovazione e qualità, ma il coro montante – basato ovviamente su percezioni piuttosto che su dati – è univoco anche se con accenti diversi. C’è chi parla di un  problema c’è ed è grave, tanto da pesare un -40 o addirittura -60% rispetto alla passata stagione soprattutto per quanto riguarda i giovanissimi; c’è chi dice che le stime sono uguali allo scorso anno o addirittura migliori e chi invece sostiene afferma che forse è meglio non parlarne troppo per evitare pubblicità negativa sulla città.

Da aprile a giugno tutto bene Sindaco Stefano Minerva, citando Puglia Promozione, ed altri operatori concordano su di un dato di partenza: maggio e giugno (esclusa l’ultima settimana) sono stati mesi d’oro; per questo periodo lo confermano anche le cifre sulla raccolta dei rifiuti, lievemente superiori al giugno 2017. Gli stessi concordano anche sul calo di luglio, come se la rotta si fosse bruscamente invertita.

Poi in aumento solo le disdette In calo richieste, prenotazioni ed aumento delle disdette. Sarà un caso ma le “disdette” dei locali d’intrattenimento di grande richiamo – Parco Gondar e Cave – sono rispettivamente di fine maggio (annuncio che il locale non aprirà per l’estate con successivi inutili tentativi di deroghe fino a metà luglio) e fine giugno (notifica alle Cave di una ordinanza di chiusura a seguito di provvedimento giudiziario, con opposizioni varie fino a metà luglio). Molti di questi concerti hanno traslocato altrove, da Mancaversa di Taviano ad altre strutture gallipoline, ma probabilmente le novità dell’ultima ora sono arrivate tardi a chi aveva ormai già scelto altro. Magari Riccione, località Maran, dove il Samsara (sub iudice anch’esso qui) è ancora più famoso per essere il lido in cui i Beach Party durano tutto il giorno.

“La destinazione continua ad attrarre” Non tutti si stracciano le vesti. Attilio Caputo (foto), direttore del gruppo Caroli Hotels, rileva un andamento uguale allo scorso anno, con prenotazioni fino al 2019 grazie agli eventi proposti dal loro calendario già ben definito di settimana per settimana. “Le presenze in aumento degli stranieri non sono casuali. La destinazione risulta ancora appetibile: anche per il 2020 abbiamo concluso contratti con agenzie estere presso le nostre strutture. Inoltre resta forte la richiesta di investitori di fuori pronti a prendere in gestione strutture alberghiere di target elevato”.

“La qualità non conosce crisi” Su tasto qualità batte anche Giuseppe Coppola, presidente

della sezione Turismo di Confindustria e imprenditore agroenogastronomico, “per uscire dalla logica di singole fortunate iniziative con risultati importanti ma non consolidati nel segmento

Giuseppe Coppola

del turismo giovanile”. “Dove la ricettività si è stabilizzata su livelli elevati, i numeri sono in crescita – sottolinea Coppola, per cui la crisi di oggi risulra inversamente proporzionale alla qualità dell’offerta. Allora questo è il momento in cui c’è una svolta per ripensare e riprogrammare un modello che sia da esempio anche nazionale”. Le aziende del gruppo hanno registrato un andamento stabile come arrivi. A “Freedom in tour” non si parla di crisi. L’agenzia viaggi e tour operator registra un aumento del 25% e un boom di prenotazioni per agosto in zona lido San Giovanni . Dice la titolare Maria Rosaria Traisci: “La nostra agenzia è sempre andata controtendenza puntando a lavorare con con le famiglie piuttosto che con gruppi di giovanissimi”.

Addetti alle pulizia boccheggianti Un osservatore degli utenti che frequentano, anno dopo anno, il suo chiosco-edicola di piazza Carducci, su corso Roma, Marcello Selvaggio, nota il cambiamento: “Mancano tanti ragazzi con le loro comitive; ora, non so dire se il calo è avvenuto per la pubblicità negativa della chiusura di Cave e Parco Gondar e per la sorte incerta del Samsara, ma so per certo che tanti giovani hanno preferito altre mete ed un indice di questo calo è per me la bassa vendita di magneti (che hanno sostituito le classiche cartoline)”. Sconforto dalle parole di un’agenzia di pulizie operante esclusivamente a Baia verde: “Non sappiamo che fare, c’è un calo di richieste per i nostri servizi dell’80%. Incredibile, non sappiamo come andare avanti”.

Tra gli albergatori la brusca frenata è attestata da Vito Ria, direttore degli Hotel 33 Baroni e Fly, conta richieste in meno del 20% e calo del fatturato generale di quasi il 30%. Meno peggio le strutture extra-alberghiere. “Cresce anche il fenomeno di quanti telefonano e cercano di spuntare un prezzo inferiore a quello stabilito e qualche volta dobbiamo accettare

Stefan Carlino

per non perdere i clienti”. Tante famiglie, giovani coppie che però si sono iniziate a vedere a metà luglio: Stefan Carlino, agenzia Carlino Tourist, mette un segno meno però all’extra alberghiero e con prenotazioni last minute e con posti ancora liberi per agosto. “E’ però impensabile arrivare a stagione iniziata con i lavori a sud della litoranea incompleti, senza illuminazione, sicurezza e altro. Le famiglie nostre ospiti hanno continuamente segnalato questi disservizi, in cui la colpa è anche della Soprintendenza”. Sulla critica agli amministratori pubblici punta deciso Peschiulli, titolare del Picador: “Il problema è nato 5 anni fa ed è esploso oggi con il cambio di viabilità della zona pedonale dei lidi, la chiusura di strutture ed un piano marketing completamente sbagliato. Da un sondaggio fatto personalmente ai fornitori di alimenti e bevande, si parla di – 70% ad oggi di vendite”.

Aspettative azzerate: ora risposte alle tante domande” “Si tratta di una stagione che, ad

Matteo Spada

oggi, ha a dir poco tradito le aspettative”, conclude Matteo Spada, presidente dell’Associazione commercianti e imprenditori. “Si viaggia purtroppo su percentuali sconfortanti sotto ogni punto di vista su tutti i settori – continua Spada- tranne le poche eccezioni nell’ambito della ristorazioni. Il commercio in generale ha subìto forti cali, ma quello che è preoccupante sono i numeri che ci arrivano dalle strutture ricettive: numeri preoccupanti, se teniamo conto che la maggior parte delle strutture consultate sono del centro storico, b&b compresi. La cosa che accomuna quasi tutte le strutture sono le disdette, che quasi superano il numero delle prenotazioni per agosto. Questo, senza contare le strutture al di fuori del centro storico, che soffrono ancora di più”. Spada invoca un tavolo di confronto con la politica su quesiti e domande a cui al più presto dare risposte.

A settembre primo incontro sul futuro Dal Comune intanto si annuncia un summit generale con gli amministratori locali e l’assessore regionale all’Industria turistica, Loredana Capone, per riparare i problemi riscontrati e mettere le basi per un migliore 2019. Sperando – sottolinea qualcuno – che non sia l’unico: l’anno scorso, stessi stimoli e stessi impegni, si registrò un solo incontro in ottobre in Comune. Poi, più niente.

Ha collaborato Anna De Matteis 

 

 

Maglie – L’attesa è palpabile nei turisti che già si aggirano curiosi di sera nelle strade che dall’1 al 5 agosto ospiteranno gli stand della 19ma edizione del Mercatino del gusto, nelle indicazioni luminose già sistemate per facilitare l’orientamento dei visitatori che come gli anni scorsi si prevedono numerosissimi, nell’aumentato traffico che attanaglia il centro storico. Perché il Mercatino del gusto non è una sagra e non bisogna nemmeno lasciarsi ingannare dal diminuitivo “mercatino”,  perché di piccolo non ha niente, né in qualità né in quantità dei prodotti esposti e di tutto quello che vi gira intorno. Tra l’altro è anche più che maggiorenne: siamo alla XIX edizione, preparata  quest’anno da tre incontri, a San Cataldo, Porto Cesareo e Torre Pali (Salve) che hanno anticipato alcuni temi aumentando l’attesa dell’evento.

Il tema del baratto caratterizza l’edizione odierna: «Ogni anno – dice Salvatore Santese, presidente dell’associazione Mercatino del Gusto – cerchiamo di mettere in cantiere delle idee nuove anche sulla base delle esperienze del passato. Quest’anno le novità riguardano il baratto,

baratto delle idee, delle esperienze. Ci saranno delle ibridazioni anche con altre regioni per la prima volta, che quindi tenderanno a sottolineare le nostre peculiarità pugliesi e  quelle degli altri». Concetto rafforzato da  Giacomo Mojoli, co-ideatore del Mercatino: «Sempre di più abbiamo bisogno di scambiare relazioni, dì contaminarle, di renderle comuni in questo settore dell’accoglienza e del turismo in modo tale da essere fortemente competitivi su scala internazionale, mettere in comune le tante esperienze positive che gli operatori hanno maturato in questi anni». All’interno della manifestazione tanti appuntamenti: “Dalle classiche Cene in villa alle novità, come gli Show Cooking – Siamo la pasta che facciamo, con quattro grandi cuochi pugliesi che interpreteranno la pasta sia fresca che secca. Spazio anche ai laboratori Gusto lab e alla musica tradizionale salentina con Gusto Folk e alla musica jazz”, dice  Michele Bruno, ideatore del Mercatino del Gusto.

Taglio del nastro il 1° agosto Toccherà al presidente dell’associazione Mercatino del Gusto, Salvatore Santese, insieme a Giacomo Mojoli e alle autorità aprire ufficialmente  la diciannovesima edizione con la cerimonia di consegna del Premio Mercatino del Gusto (sesta edizione) in piazza Aldo Moro, omaggio all’impegno, alla creatività, all’originalità, alla capacità  di chi, attraverso il suo lavoro,  contribuisce alla diffusione dell’identità culturale della Puglia. La cerimonia  sarà  presentata dall’attore Antonio Stornaiolo. Ai vincitori andrà “la goccia”,  realizzata da Mariano Light, azienda leader nel settore delle luminarie. Subito dopo i visitatori potranno perdersi per le numerose “strade”.

Vie nuove per cinque giorni  Faranno presto i visitatori a impadronirsi dei nuovi nomi delle strade: Via dell’Olio Extra Vergine di Oliva, Piazza del Vino,  Via della Pizza, Piazza della Birra artigianale, Via della Gastronomia, Via del Benessere, Via dei Dolci, Piazzetta del Gelato, L’Angolo del Caffè, in via Roma i Presìdi e le Comunità del Cibo pugliesi, carne alla brace nello spazio Il Fornello, cibo di strada  nel cortile di Palazzo De Marco e Piazza Frantoio Ipogeo, cene in villa ogni sera nei giardini di Villa Tamborino. Tanti appuntamenti che procureranno ai visitatori  solo l’imbarazzo della scelta: in collaborazione con Apulia Film Commission,  il 4 agosto sarà ospite Rocco Papaleo, regista e attore che terrà un talk show alle 22.30, al Liceo Capece; attenzione per le Masserie didattiche  e per i più piccoli con Mercatino Junior,  a cura di Salento Faber; ogni sera con Gusto Folk spazio dedicato alla danza e alla musica popolare salentina curato dall’associazione Tarantarte; Baratto letterario con Giusy Santomanco  che ospita Fabio Mollica, Luisa Ruggio e Dino Cassone; spazio anche per  il corso Dall’orto alla tavola con Roberto Aloisio; buona musica con l’associazione Jazz club Maglie il 5 agosto con l’anteprima del  Salento Jazz Festival.

Occasione per conoscere la città  I prodotti pugliesi incontrano la città, o meglio tanti ospiti, provenienti da tutta Italia, imparano a conoscere Maglie. Lo mette in evidenza Loredana Capone,  assessore all’Industria turistica e culturale della Regione Puglia, «Questo dei luoghi e del cibo è un pendant che dobbiamo utilizzare al massimo. Credo che il Mercatino del gusto proprio questo faccia, far attraversare le vie di una cittadina bellissima come Maglie attraverso una incantevole presentazione di vari prodotti e vari piatti e farlo anche all’interno di costruzioni che sono bellissime. Ora cosa può ricevere il turista o il cittadino che viene all’interno di un percorso di questo tipo? Riceve la sensazione di trovare un luogo magico – conclude l’assessore – dove la buona cucina si abbina la bellezza e incontra anche la presentazione dei prodotti. Non è una sagra, non è un festival, non è semplicemente la presentazione di piatti. È la comunità che si presenta e diventa più accogliente. Ed è la comunità la vera risorsa della nostra regione, il punto di forza che attrae e fa rimanere e tornare i turisti».

 

 

 

 

 

 

 

 

Gallipoli – Il 7 agosto, nel pomeriggio, a Lecce ci sarà la firma delle convenzione che lega le Università di Lecce e Bari, l’Asl di Lecce e il Comune di Gallipoli per il progetto di realizzazione dei corsi di specializzazione medica al “Sacro Cuore” già dal prossimo anno con, sullo sfondo come meta finale, la Scuola di Medicina e Chirurgia presso lo stesso nosocomio. Questa la conclusione della conferenza tenutasi ieri a mezzogiorno nell’aula magna dell’ospedale gallipolino, presenti i rettori delle due Università, Vincenzo Zara e Antonio Uricchio, il direttore generale dell’Asl Ottavio Narracci, il Sindaco Stefano Minerva: saranno loro i firmatari dell’accordo che apre una prospettiva nuova per il presidio ospedaliero, i laureati che vanno verso la specializzazione, i docenti impegnati nei Master, la città che potrebbe ospitare da qui a poco numerosi ospiti impegnati nei corsi.

“Storico” è stato l’aggettivo più usato da parte di tutti coloro che hanno preso la parola, dai due rettori appunto (storico anche il passaggio dalla concorrenza alla collaborazione da parte dei due atenei), al presidente del comitato tecnico Rosario Polizzi, a Loreto Gesualdo, presidente della Scuola di Medicina dell’Università barese. “Io c’ero” al momento di un passaggio comunque davvero importante, potranno dire anche Paola Povero, dirigente dell’Agenzia per la salute e i servizi della Regione Puglia (Aress); Donato De Giorgi, presidente dell’Ordine dei medici della provincia; Mario De Donatis, presidente di Ipres (Istituto di ricerche economiche e sociali) e naturalmente Vincenzo Piro, il consigliere comunale più emozionati di tutti.

Vincenzo Piro e il suo gruppo “Se penso che tutto questo è cominciato durante un’amabile conversazione durante in centro storico col dottore Polizzi due anni fa, mi sembra un sogno essere arrivato oggi a parlare della Summer School”, ha detto Piro, che al termine dei lavori a Piazzasalento ha rilasciato questo commento: “E’ una bella pagina per Gallipoli, un giorno di riscatto per la mia città. E’ tutto bello. La tenacia e il non volersi arrendere mai nemmeno dinanzi alle difficoltà che sembravano enormi come montagne, tutto superato grazie al Sindaco che ha subito dato il suo appoggio, stanno dando  i primi frutti”. Piro ha poi citato tutti i componenti del gruppo che con lui hanno programmato e portato in porto l’impresa: Walter Pepe, Maria Grazia Rizzo, Alessandro Tricarico, Agnese Milano, Antonio Coco, Vanessa Schirosi. “L’augurio adesso – dicono due di loro, Vanessa Schirosi e Maria Grazia Rizzo – che questo sia davvero un punto di partenza per il territorio, per i giovani, per la città. Possiamo essere contenti che Gallipoli sia associata alla scuola, alla cultura oltre che al mare e al divertimento”.  Piro ha poi reso noto della proposta della Lilt provinciale di Casarano, fatta propria, con cui si indica la figura dell’oncologo ambientale tra quelle da inserire nei corsi di alta specializzazione. Infine la richiesta di intitolare la futura Scuola a Francesco Buccarella, già presidente dell’ospedale, preside dell’Istituto magistrale, Sindaco e infine sacerdote.

Un percorso silenzioso, passando dalla qualifica dell’ospedale di secondo livello all’offerta della struttura, delle competenze e della città: Minerva ha sottolineato, anche lui emozionato, questi passaggi, fatti con la stretta collaborazione del dg Narracci e apprezzati da tutti convenuti. Narracci ha parlato di “piattaforma in questo ospedale per i corsi della Summer School, i primi che molto probabilmente che saranno avviati per poi spalmarsi su tutto l’anno. “Qui si determinerà un processo culturale di grandissimo livello – ha rilevato Polizzi – ma adesso è necessario che il territorio si stia molto accanto”, a questo proposito ha citato l’imprenditore alberghiero Attilio Caroli Caputo “fin dagli inizi accanto a noi e a questo progetto”. De Donatis ha offerto il supporto tecnico per il reperimento di fondi europei e da altre fonti.

Il polo universitario jonico-salentino è stato richiamato dal rettore Uricchio, come modello su cui proseguire: da Taranto a Gallipoli ed anche oltre (citate le scuole professionali di Tricase e Lecce) “immaginando una formazione di terzo livello superiore a quella universitaria, formazione d’eccellenza nella Summer School ma anche Spring School”, per non legare i corsi solo all’estate. Uricchio ha indicato anche i prossimi passaggi: la convenzione tra i protagonisti; il programma delle attività con i primi Master dal prossimo anno; la progettualità europea da tenere presente. Con forme “più libere dalla burocrazia” e con le risorse professionali già presenti “si può procedere nell’investimento in cultura, uno dei migliori da fare: se facciamo bene le cose, arriveranno qui altri professionisti da fuori invertendo il trend attuale”: per Zara di Unisalento vanno coinvolte altre realtà come il Cnr di Lecce, l’Iit (Istituto italiano tecnologia), l’Istituto nazionale di fisica nucleare.

Con noi qui oggi ci sono tutti i medici della provincia” ha affermato il presidente dell’Ordine Donato De Giorgi, il quale – eletto sette mesi fa – ha ricordato che tra le prime commissioni fatte vi è quella che si occupa appunto di integrazione, territorio, ospedale, università. “Su questo laboratorio ci saranno puntati gli occhi di tutti”, ha aggiunto De Giorgi. Un medico specializzando, Lucilla Crudele, si è detta convinta che quanto si andrà a fare può spingere verso il ritorno tanti studenti in Medicina che hanno preferito andare fuori (sono oltre ventimila da tutta Italia, con preferenze verso la Polonia, la Romania e la Spagna). “Oltre a convincere gli altri in arrivo a rimanere qui”, ha concluso. Da dicotomia a rete, dalla concorrnza alla collaborazione “con benefici per tutti”: sul prezioso processo unitario e sulle sinergie tra Istituzioni si è soffermata Paola Povero (Iress).

Ma perché è stata scelta Gallipoli? “Abbiamo scelto Gallipoli per la sua fama”, ha rivelato il presidente Loreto Gesualdo, tra qualche sorpresa. Subito superata: “Qui si può parlare di turismo sanitario e non solo d’estate ma per tutto l’anno. I fondi ci sono per progetto sostenibili e appetibili. Questa scelta di Gallipoli si rivelerà di una forte attrattività, non solo per gli studenti ma anche per i docenti”.

 

 

 

Gallipoli – Acquascooter nel mirino dei militari della Guardia costiera nell’ultimo fine settimana di luglio appena trascorso. Nelle acque antistanti il litorale di Gallipoli sono stati sanzionati due acquascooter per aver sostato e navigato in tratti di mare riservati alla balneazione; ad Otranto c’è stato, invece, il sequestro penale per una moto d’acqua il cui conducente aveva violato numerose norme sulla sicurezza della navigazione; altri tre proprietari sono stati sanzionati dai militari del Ufficio locale marittimo di Leuca per diverse violazioni, tra cui la condotta senza patente e il mancato rispetto delle fascie orarie previste per la navigazione. Sul tutto il versante di competenza, nel solo weekend trascorso, sono stati elevati circa 20 processi verbali amministrativi con importi che sfiorano i 4.000 euro, tutti relativi a violazioni al Codice della Nautica da diporto.

Gallipoli – Erano stati mandati dal Sindaco a controllare le attività degli apecalessini, come da routine in questi periodi; si sono trovati davanti una reazione che ha dell’incredibile: strattonati, strappati i verbali dalle mani, insultati. E’ capitato a quattro vigili urbani ieri pochi minuti prima di mezzanotte all’imbocco di piazza Imbriani, dove ci sono gli stalli per quei mezzi che portano in giro i turisti.

Gli agenti della polizia municipale hanno tentato di interloquire, spiegando ovviamente la legittimità dell’intervento, di cui nessuno in regola dovrebbe avere tanta paura fino ad opporre così netti rifiuti. Ma non c’è stato nulla da fare: i quattro vigili sono stati ad un certo punto addirittura circondati dai conducenti degli apecalessini, sotto gli occhi attoniti dei tanti turisti ai quali sarà sembrata una scena di una  qualche serie televisiva. Bilancio: i vigili sono andati alla fine con la loro auto al Pronto soccorso dell’ospedale “Sacro Cuore”; lì è giunta in grave stato di agitazione anche una conducente di apecalessini. Per tutti comunque cure mediche e dimissioni.

AGGIORNAMENTO La solidarietà del Sindaco “Alcuni conducenti dei mezzi ‘ape calessino’, a seguito della sentenza del Tar che vieta l’ingresso e la sosta ai mezzi con licenze non rilasciate dal Comune di Gallipoli, hanno contestato con irruenza e aggredito verbalmente il Corpo di Polizia municipale in loco”: inizia così l’intervento del capo dell’Amministrazione comunale, Stefano Minerva diffuso via Facebook questo pomeriggio. “Alla luce di quanto accaduto, intendo perciò esprimere solidarietà ai vigili coinvolti – afferma Minerva – che stavano svolgendo il loro lavoro. La lotta all’inciviltà, all’illegalità, alla maleducazione, all’arroganza, alla prepotenza non ha colori politici, è solo la risposta che i cittadini aspettano dalle Istituzioni”.

Dei sette nuovi vigili in arrivo, solo uno ha accettato Ora in Comune si teme che i quattro vigili, scossi dall’accaduto non siano disponibili per qualche giorno. A ciò si aggiunge che dei sette vigili aggiuntivi chiamati per entrare in servizio, solo uno ha accettato. Come dire: piove sul bagnato. Anche perché di carabinieri e poliziotti destinati a Gallipoli per la stagione non si conoscono ancora i numeri esatti.

Nuovo blitz nella piazza del mercato del pesce Nella stessa zona in cui hanno cercato di intervenire i vigili, sempre ieri sera tardi si è svolto un blitz con forze di polizia, carabinieri, finanzieri, carabinieri forestali. Scopo dell’operazione controllare che, nonostante il precedente blitz del luglio 2017 che ha messo sotto sequestro aree usate illegalmente come punti di ristorazione, l’attività non autorizzata fosse comunque ripresa. I risultati ufficiali non sono ancora noti ma se le forze dell’ordine sono tornate sul posto al comando della commissaria Marta De Bellis, qualche segnalazione o sospetto sulla ripresa di somministrazione selvaggia di alimenti deve essere giunto a destinazione.

Al Pronto soccorso non sono giunti solo i vigili urbani. I medici del reparto hanno registrato alla fine del turno – questa mattina alle 7 – ben trenta interventi complessivamente. “E’ la prima notte con questi numeri”, racconta un operatore del “Sacro Cuore”. Niente di grave comunque, tra i referti stilati ma solo tanto lavoro. Si è registrato infine anche il primo coma etilico della stagione.

 

 

Riccardo Monsellato per Presicce e Francesco Ferraro per Acquarica

Presicce Acquarica del Capo – Il nuovo Comune nato dalla fusione si chiamerà Presicce-Acquarica: lo hanno deciso i rispettivi Consigli comunali riuniti il 23 a Presicce e il 24 ad Acquarica. Tra i consiglieri, in undici hanno detto sì ad Acquarica (due gli assenti) mentre i presiccesi – pur approvando la deliberazione da inviare alla Regione con la richiesta formale – hanno registrato due voti contrari e qualche asperità nel corso dei lavori, tanto che il Sindaco Riccardo Monsellato ha invitato tutti quanti ad uscire da visioni sospettose (“svendita del paese”, calcoli elettorali…) ed a guardare alla questione, dando ai cittadini tutti gli strumenti per poi poter decidere liberamente nel referendum consultivo che si terrà su convocazione della Regione.

Il cammino verso la nascita di un unico Ente procede, dunque. Nell’atto approvato in questi ultimi giorni si richiama per sommi capi tutto il percorso compiuto ed iniziato il 4 giugno del 2015 con i Consigli comunale decisi a “avviare la progettazione e la realizzazione della fusione dei due Comuni. Erano state fissate in quella sede anche le tappe: rappresentare questa volontà ai cittadini “tempestivamente e periodicamente”; renderli consapevoli sugli esiti delle attività svolte; istituire un apposita commissione consiliare consultiva per l’esame di tutte le iniziative preparatorie del processo di aggregazione. Quindi nel dicembre 2016 vi era stato l’affidamento di un incarico per lo studio di fattibilità al prof. Luigino Sergio. La Commissione consiliare per la fusione si era poi insediata il 29 marzo dell’anno scorso. Di quello studio hanno avuto contezza i Consigli comunali dei due paesi riuniti nel giugno scorso con l’approvazione delle rispettive Giunte agli inizi di luglio. Oltre a Monsellato, l’altro protagonista principale è stato Francesco Ferraro (nella foto con Monsellato).

Ma ancorché vicini alla fine della procedura, le resistenze non mancano, come già descritto in precedenti articoli di Piazzasalento e consultabili sul sito. Gli echi si sono avuto anche in queste ore. C’è chi accusa le due Amministrazioni di non aver coinvolto fino in fondo i cittadini; chi ha da ridire sul nome proposto in cui Presicce figura prima di Acquarica e chi parla di una “presiccesità perduta”, nel senso della identità di una comunità. Fino ai dubbi di chi pensa che i finanziamenti a valle dell’operazione fusione, previsti dalle norme statali, siano in realtà poco concreti. Si va adesso verso il referendum il cui esito è però consultivo e non vincolante. Consci di ciò, alcuni hanno annunciato su Facebook la volontà do mettere in campo un comitato per il no. Di questo si può stare certi: se ne discuterà ancora.

Blasi, il padre della legge regionale: “Atto coraggioso e straordinario” ” Intanto il consigliere regionale Sergio Blasi, padre della legge regionale sul tema, saluta con favore quest’ultimo passaggio: “Un evento storico e straordinario nella storia della Puglia che non accadeva da più di 90 anni. Un plauso alle comunità e alle loro Istituzioni che si sono dimostrate mature e proiettate verso il futuro. Un traguardo reso possibile da una mia legge regionale, la n°34 del 2014”. Per Blasi “quest’atto importante e coraggioso giunge a coronamento di un percorso politico certosino, portato avanti in Consiglio regionale grazie anche al contributo tecnico del prof. Luigino Sergio”. Quindi il capitolo dei finanziamenti: “Per le comunità di Acquarica e di Presicce, oltre al miglioramento delle performance amministrative e al risparmio legato alle economie di scala, si aggiungeranno trasferimenti statali e regionali pari a 17 milioni 760.867,36 euro in dieci anni. Un’occasione di crescita economica e culturale a cui non si può rinunciare”.

 

 

 

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Gallipoli – Il Luna park resterà chiuso anche oggi – nonostante i festeggiamenti in corso per S. Cristina – per questioni di incolumità pubblica. Le giostre hanno acceso le luci solo il 22 e il 23 scorsi; poi sono intervenuti i divieti dettati da questioni di incolumità pubblica derivanti dalle rigorose norme antiterrorismo scattate già l’anno scorso. Solo che l’anno scorso il Lina park restò chiuso soltanto il primo giorno per poi fermarsi del tutto.

“Si comunica che, vista la mancanza di documentazione che attesti la sicurezza degli impianti ludici in prossimità del piazzale Cimitero, i tecnici e la commissione non hanno dato parere positivo all’accensione degli stessi. La commissione, i Vigili del fuoco e gli impiantisti si sono espressi con parere negativo in mancanza di tutta la documentazione richiesta alle strutture ludiche, visti gli accadimenti di qualche anno fa ad Alezio (con un ragazzo morto, ndr) . Riteniamo quindi che l’incolumità dei nostri bambini venga prima di qualsiasi divertimento”; questo il testo diffuso dal Comune per spiegare l’unico aspetto negativo dei festeggiamenti per Santa Cristina, che ovviamente ha generato qualche contestazione.

Una bella rinascita Per il resto l’appuntamento religioso e civile sembra stia vivendo una vera e propria rinascita, mentre si accinge ad assistere ai fuochi pirotecnici che illumineranno il cielo partendo dal molo del porto commerciale. “Un fiume di gente, un consenso diffuso e popolare (che sui social ci difende pure da qualche critica), con il clou nell’accensione musicale delle luminarie – è il commento a caldo del direttore artistico Alberto Greco – fino al ritorno in grande stile delle bande musicali non solo per le vie della città ma con la vecchia gloriosa cassa armonica: la piazza è rimasta piena di gente fino al Bolero, suonato all’1,30”. Elogi quindi alla banda Città di Racale.

Per la cronaca, la tradizionale e affollatissima Cuccagna di S. Cristina, nelle acque del Seno del Canneto, è stata vinta quest’anno da Tony Carretta (nella foto di Skakkomatto col Sindaco Stefano Minerva).

 

 

Gallipoli – E’ ormai festa di Santa Cristina, la festa cittadina per eccellenza. Notevoli le novità: si comincia dai quattro giorni (e non più tre) ricchi di folclore, tradizione e religione per un evento che quest’anno festeggia il 151esimo anniversario degli onori alla “stella più bella”.  Già montate da un mese le luminarie dal titolo “Galassia”, a cura della ditta Marianolight di Corigliano d’Otranto, su corso Roma, piazza Aldo Moro e nei pressi della chiesa della Purità; pronta la cassarmonica in vecchio stile, agghindata al centro di piazza Tellini e pronte – altra novità – le particolari installazioni artistiche sul ponte seicentesco dei maestri fioristi gallipolini dal titolo “Il canto del mare”: una sorta di onda in moto continuo che farà ascoltare ai passanti il rumore della risacca del mare mista a note musicali. Questo ed altro a cura del comitato omonimo con presidente Benito Carrozza e direttore artistico Alberto Greco, che ringraziano gli altri componenti del comitato: il Comune, don Piero de Santis, don Gigi de Rosa e la Venerabile Confraternita di Santa Maria della Purità che cura gli eventi religiosi, oltre ai commercianti ed ai cittadini che hanno sostenuto l’evento. (foto di Skakkomatto)

Questo il programma: lunedì 23 luglio, a partire dalle ore 8, ci sarà la celebrazione eucaristica e l’accensione della lampada votiva presso la cappelletta di Santa Cristina in piazza Aldo Moro. Alle 9 e 30 invece, apertura dei festeggiamenti con l’esibizione per le vie della città del gruppo sbandieratori Rione S. Basilio da Oria. Alle 19, sfilerà la solenne processione a cura della confraternita di Santa Maria della Purità con i concerti bandistici di “Città di Racale” e “Santa Cecilia- città di Gallipoli”. Al rientro della processione, alle ore 21 e 30 circa, sosta di preghiera presso la cappella di Santa Cristina in piazza Aldo Moro e verrà cantato l’inno “Salve, dolce Cristina” composto dal compianto Maestro Andrea Casole; l’esecuzione sarà curata dall’omonimo coro coordinato da Andrea Mazzini. Alle ore 22:30, ci sarà il gruppo dei laici francescani TalitaKum – Taranta Migrante in concerto in piazza Tellini.

Il giorno dopo, il 24 luglio, giorno vero e proprio della festa, già a partire dalle ore 9 le vie della città saranno allietate dai complessi bandistici “Città di Racale” e “Santa Cecilia- città di Gallipoli”. Alle ore 13 invece, si terrà lo spettacolo pirotecnico diurno a cura della ditta “Maggio Amodio” di Sannicola presso il molo. Divertimento assicurato poi a partire dalle ore 16 e 30, con la tradizionale Cuccagna a mare, appuntamento presentato dalla signora Vata (Alberto Greco) presso l’antico porto del Canneto. Alle 21 e 40 in piazza Tellini, esibizione in cassarmonica del concerto bandistico “Città di Racale” diretto dal Maestro Grazia Donateo e del concerto bandistico “Santa Cecilia- città di Gallipoli” diretto dal Maestro Alessandro Manzolelli con il soprano Antonella Alemanno.

Il 25 luglio a partire dalle ore 22, gli Champagne Protocols in concerto, mentre a partire dalla mezzanotte via libera ai tradizionali fuochi d’artificio con il grandioso spettacolo pirotecnico notturno a cura della ditta “Maggio Amodio” da Sannicola.

Il 26 luglio a partire dalle ore 22, concluderà infine festeggiamenti di questa edizione della festa di Santa Cristina lo spettacolo musicale “Flashback”, in piazza Tellini. Proprio nel quarto giorno ecco il debutto del festival del cibo da strada con partecipanti da tutta Italia: lo Street food festival; con inoltre l’esposizione di artigianato “Hobbisti in fiera”.

L’accensione musicale avrà inizio ogni sera alle 21,30 ed alle 23,30, accompagnata dallo spettacolo “Starlight – La stella più luminosa”, che rappresenterà la stella Sirio della costellazione Canis Major (visibile in cielo proprio in quelle sere) e vedrà simultaneamente coinvolti il corpo di ballo della Betty Boop Dance Academy guidato dalla maestra Eleonora Benvenga e l’associazione Teatrale “I Ragazzi di Via Malinconico” con presidente Alberto Greco. Gli spettacoli si terranno nei pressi del teatro Tito Schipa. (foto di Michele Esposito)

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