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Truffa

Muro Leccese – Approfitta della disponibilità del telefono di un cliente per attivare un contratto di abbonamento e pure un finanziamento presso un istituto bancario. Protagonista della truffa un 58enne di Muro Leccese individuato e denunciato a piede libero per il reato di truffa da parte dei carabinieri. L’uomo, lavorando in un centro di telefonia mobile a Campi Salentina, ha approfittato di un telefonino consegnato per la riparazione da un ignaro cliente non solo per attivargli un contratto di abbonamento con una compagnia ma anche per avviare un finanziamento bancario con i documenti e la firma del cliente raggirato.

Galatone – Deve scontare una pena detentiva di tre mesi il 45enne di Galatone Adelino Vivenzio (nella foto) arrestato dai carabinieri della locale Stazione. L’ordine di carcerazione è stato emesso nei giorni scorsi dall’ufficio esecuzioni penali del Tribunale di Rovereto in conseguenza ad una truffa commessa dell’uomo nella città trentina nel 2012. Dopo la notifica del provvedimento, l’uomo è stato posto dai carabinieri della Stazione di Galatone agli arresti domiciliari.

Sannicola – Avrebbe sottratto circa 250mila euro dal conto dell’amante, ammalato d’Alzheimer, e per questo è stata condannata a tre anni di reclusione. Dei giorni scorsi è la sentenza con la quale il tribunale di Lecce chiude (dal punto di vista penale) la vicenda che ha avuto per protagonisti un’infermiera, oggi 66enne originaria di Sannicola e residente a Copertino, ed un dirigente sanitario. Il rapporto extraconiugale nasce nell’ambiente lavorativo e si consuma nell’area del gallipolino. La passione porta l’uomo, già malato, a fidarsi ciecamente della donna che, però, ne approfitta al punto da riuscire a controllare anche il conto corrente dell’amante, via via alleggerito di cifre consistenti sino ad un totale di circa 250mila euro.  È stata la moglie dell’uomo a scoprire il raggiro e l’ammanco, dopo essere venuta a conoscenza della relazione tra i due amanti. Per la donna, accusa di circonvenzione d’incapace, la pubblica accusa aveva chiesto tre anni e mezzo. Oltre ai tre anni comminati nei suoi confronti, il giudice ha pure disposto il sequestro conservativo degli immobili della condannata, considerando che le parti civili andranno liquidate in sede civile.

Gallipoli – Cercavano un tetto per le vacanze, hanno trovato truffatori che gliele hanno rovinate. Ma anche protagonisti che con internet sanno architettare movimenti di denaro a proprio vantaggio. I poliziotti del commissariato di Gallipoli ne hanno beccati altri cinque che nell’agosto scorso avevano turlupinato altrettanti turisti attratti dal richiamo di Gallipoli o che avevano raggirato ignari cittadini ed anche istituti di credito e uffici postali. Avviate dalle denunce e dalle segnalazioni, le indagini si sono svolte fino ad oggi e concluse con l’individuazione degli autori del raggiro e la loro denuncia all’autorità giudiziaria; le cinque persone sono ritenute responsabili di attività fraudolente compiute in danno di altrettanti malcapitati attraverso l’utilizzo di internet. In particolare, le indagini hanno permesso di evidenziare “la persistenza di interessi criminali volti a sfruttare la capacità attrattiva della città jonica”, come si legge in una nota della Questura di Lecce. “Capita spesso, difatti, che comitive di turisti consultino noti siti on line con la convinzione di trovare l’offerta migliore per trascorrere la propria vacanza sul litorale jonico-gallipolino. Offerte che, come purtroppo accaduto altre volte – si legge ancora nella nota della Polizia di Stato – si rivelano inesistenti nonostante le rassicurazioni e le credenziali fornite da soggetti senza scrupoli. Individui che, una volta intascate le somme pattuite, fanno perdere ogni traccia”.

Due casi piuttosto simili tra loro hanno interessato un appartamento inesistente a Baia verde (gabbata una comitiva di Frosinone all’arrivo sul luogo pattuito) e un B&b in zona Lido San Giovanni. Nel primo caso è sfumata una caparra di 500 euro ma non l’autore della “pensata”: un 26enne della provincia di Caserta che aveva agito sotto falso nome, inserendo, tra l’altro, credenziali fittizie nel portale del sito di annunci on line. Nel secondo il bonifico bancario di 350 euro non è servito a nulla ad un turista romano che, ovviamente, al suo arrivo, non ha trovato nessuno ad accoglierlo e ad incassare il resto della somma pattuita. Lo hanno trovato però gli agenti di polizia: si tratta di un 53enne con numerosi precedenti penali, anch’esso della provincia di Caserta. Anche lui dovrà ora rispondere del reato di truffa a mezzo informatico.

L’acquisto di una scheda elettronica giudicata conveniente e selezionata su di in sito piuttosto conosciuto ha visto cadere in trappola un gallipolino. Dopo aver concordato le condizioni della vendita e versato 255 euro, non si era visto recapitare quanto pattuito. Responsabili in questo caso sono risultati una donna e suo figlio, entrambi della provincia di Napoli. Un’altra donna infine è la protagonista negativa di un altro caso di truffa. La 44enne di nazionalità rumena e residente a Roma è stata denunciata per truffa e sostituzione di persona, al termine di una complessa indagine che ha coinvolto istituti bancari e postali, gestori di telefonia, uffici comunali e altri organi di Polizia. Gli accertamenti hanno permesso di risalire all’autrice di una complessa operazione in cui risultava alla fine destinataria di cospicue somme di denaro sottratte a ignari titolari di carte prepagate attraverso il metodo del cosiddetto “phishing” , quel particolare sistema informatico che si realizza con l’invio a pioggia di mail fraudolente, recanti i loghi contraffatti di taluni istituti di credito. In questo caso l’utente aveva incautamente inserito i propri dati personali e bancari nei campi del falso sito, determinando inconsapevolmente la sottrazione di circa 600 euro dal proprio conto prepagato.

Gallipoli – Si è conclusa quest’oggi l’operazione a “largo raggio” condotta dai carabinieri della compagnia di Gallipoli insieme a personale del “sesto elinucleo” di Bari. Questo il motivo del particolare dispiegamento di mezzi (per cielo e per terra) che ha incuriosito quanti, quest’oggi, erano a Gallipoli e dintorni. Nell’arco di due settimane e mezzo, 17 sono state le persone segnalate alla Prefettura per uso non teraupetico di sostanze stupefacenti con il conseguente sequestro di 50 grammi tra marijuana e hashish. Non sono mancate denunce e segnalazioni all’autorità giudiziaria per truffe e reati vari.

Truffa a Sannicola – le indagini dei carabinieri di Sannicola hanno portato a scoprire la truffa in una vendita su un noto sito internet da parte di un 62enne di Novara (G.R. le sue iniziali) ai danni di una persona residente a Sannicola. Quest’ultimo, infatti, dopo aver pagato in anticipo 200 euro (tramite postepay) per l’acquisto di un veicolo non ha mai ricevuto quanto pattuito.

Ubriaco esce di strada a Galatone – Uscendo di strada per colpe proprie, e rimanendo pure ferito, un uomo si è poi rifiutato di sottoporsi agli accertamenti sanitari finalizzati ad accertare lo stato di alterazione psicofisica per assunzione di sostanze stupefacenti. Automatica è scattata la denuncia per il rifiuto manifestato.

Sorvegliato speciale a Galatone – È stato, invece, deferito in stato di libertà per inosservanza alle prescrizioni di sorveglianza speciale il 42enne A.L., di Galatone, attualmente sottoposto alla misura di prevenzione speciale della pubblica sicurezza con obbligo di dimora nel suo comune. tale obbligo, come accertato dai carabinieri, è stato invece violato più volte.

Munizioni illegali ad Aradeo – Per omessa custodia di munizioni e omessa denuncia e detenzione illegale di munizioni è stato denunciato, ad Aradeo, un 60enne incensurato già titolare di porto d’armi da caccia. Nel corso di una perquisizione domiciliare, i carabinieri hanno appurato come l’uomo avesse sistemato ben 2.029 cartucce da caccia calibro 12, caricate con piombo di varia grammatura (delle quali due a palla singola), in uno scaffale del garage di casa, alla portata di chiunque, senza usare la diligenza richiesta dal caso. Le munizioni in questione sono state sequestrate ed il soggetto è stato segnalato alla competente autorità amministrativa con proposta di revoca del porto d’armi, comunque già scaduto.

MURO LECCESE – È un 22enne di Catania l’uomo che, fingendosi pure carabiniere, è riuscito a spacciare un paio di banconote false da 100 euro, riscuotendo il resto. La prima denuncia è stata della titolare di una lavanderia di Muro Leccese, dove giovedì 23 novembre il giovane è riuscito a piazzare la prima “cento” pagando in anticipo il lavaggio della divisa che una fantomatica moglie avrebbe poi dovuto far recapitare. Il giorno dopo, un’altra banconota falsa dello stesso valore è stata “spesa” in un minimarket di Scorrano, ai danni di un’altra commerciante donna. Altri due tentativi, a Palmariggi e a Otranto, sono andati a vuoto sabato 25. Messi insieme gli indizi e le modalità operative, i carabinieri delle Stazioni di Muro Leccese e di Scorrano hanno deferito, in stato di libertà, il 22enne G.L., nato ad Adrano, in provincia di Catania, già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile del reato di spendita di banconote contraffatte e truffa. A lui hanno portato la comparazione delle impronte digitali lasciate sulle stesse banconote nonché le immagini di videosorveglianza ed alcune fotografie.

Scorrano – Oltre ai biglietti di piccolo taglio come quelli da 20 euro, adesso si notizia di un altro rischio-truffa: ad una negoziante è stato presentato un biglietto da 100 euro per pagare il conto degli acquisti nel suo negozio. Tutto normale, Fino a quando la donna non ha fatto attenzione alla banconota scoprendo che si trattava di un falso. E’ accaduto in un minimarket di Scorrano ieri mattina, quando un cliente ha presentato alla cassa i soldi per saldare il conto. E’ stato però nel pomeriggio, intorno alle 17 che l’esercente, di Maglie, ha ripreso in mano la banconota con conseguente brutta sorpresa. la donna di 61 anni ha chiamato i carabinieri sporgendo denuncia contro ignoti. La cartamoneta falsa è stata acquisita dai militi della caserma locale, i quali hanno preso nota anche degli elementi riguardanti l’acquirente, per ora uccel di bosco.

MURO LECCESE – Si finge carabiniere per spacciare una 100 euro e poi si dilegua. L’ingegnoso espediente si è verificato nella mattinata di giovedì 23 novembre ai danni di una lavanderia di Muro leccese quando un ragazzo tra i 25 ed i 30 anni, con chiaro accento napoletano, ha commissionato il lavaggio della propria uniforme che sarebbe poi stato fatta recapitare poco dopo dalla moglie. Lo sconosciuto però, dopo aver pagato in anticipo con una banconota da 100 euro ed aver intascato il resto, ha fatto perdere le proprie tracce. Ad insospettirsi, verso sera, è stata la titolare dell’esercizio pubblico non vedendo arrivare né la divisa né la fantomatica moglie dell’uomo. Solo in quel momento la commerciante si è avveduta che la banconota incassata, alla quale lei aveva regolarmente versato il resto, era falsa e si è dunque recata dai carabinieri per sporgere denuncia. I militari hanno avviato le indagini per risalire all’autore della truffa: elementi importanti possono essere le impronte digitali eventualmente lasciate dall’uomo sulla stessa banconota e le immagini di videosorveglianza presenti in zona.

poliziaGALLIPOLI. Si vanno sempre più specializzando i poliziotti “informatici” del commissariato di polizia di Gallipoli. Già il team si è segnalato nelle scorse stagioni estive nell’essere riuscito a venire a capo di truffe ai danni di aspiranti villeggianti nella “città bella”: caparre finite nel nulla, case svanite al loro arrivo a destinazione, promesse di una bella ed indimenticabile vacanza sciolte come neve al sole. Gli agenti al comando del vicequestore Marta De Bellis continuano a mettere a segno colpi da maestro beccando malintenzionati in tutta Italia. Gli ultimi tre sono di Pistoia, Cremona e Genova. Il primo caso vede protagoniste due donne che, in modo assai convincente e con la complicità di un uomo, hanno saputo raggirare una cartolibreria-edicola della città, riuscendo a sfilare al titolare quasi 5mila euro.

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PARABITAÈ stato arrestato dai “veri” carabinieri il “finto” carabiniere che lo scorso mercoledì pomeriggio era riuscito a truffare due anziani coniugi nella loro abitazione. A finire in manette, a Parabita, è stato il 27enne napoletano Antonio Tranchino, già noto alle forze dell’ordine. Il giovane, già da qualche giorno, si aggirava nei paesi della zona a bordo di una Mercedes classe A di colore grigio, intestata ad una società di noleggio del nord Italia. Il suo intento è andato a segno (almeno in un primo momento) ai danni di due coniugi 80enni di Parabita contattati telefonicamente prima della “visita”. A loro il napoletano ha prospettato l’imminente arresto del figlio laddove non avessero provveduto a pagare 3.000 euro per porre rimedio all’incidente stradale causato dal figlio stesso con il conseguente, grave, ferimento di una donna. Terrorizzati e confusi per la notizia, i due anziani hanno provveduto dapprima a pagare in contanti il falso maresciallo dei carabinieri salvo avvedersi solo dopo, tramite una telefonata, che al loro figlio non era accaduto alcunché. Oltre all’arresto per truffa sono stati sequestrati anche due telefoni cellulari mentre il denaro è stato restituito alle vittime della truffa. Alla luce di quanto accaduto, i carabinieri, nelle ultime settimane particolarmente impegnati in specifici servizi tesi ad individuare i truffatori seriali, invitano tutti i cittadini, ed in particolare gli anziani e chi vive solo, a diffidare di quanti bussano alla propria porta chiedendo denaro e a segnalare la presenza di autovetture e persone sospette. Ovvio ma sempre utile ricordare come le Forze di polizia non chiedono mai denaro e contattano sempre i cittadini con personale in uniforme. L’invito è quello di utilizzare con tempestività i numeri di emergenza 112 e 113 nelle situazioni di pericolo.  

guardia_finanzaUGENTO. Aveva messo in piedi un sistema – quasi – perfetto per raggirare l’Inps, formalizzando false assunzioni, mediante comunicazioni postume inviate all’Inps, per consentire ai finti lavoratori l’indebita percezione delle indennità di disoccupazione erogate dall’Ente. Per questo un commercialista ugentino è stato denunciato all’autorità giudiziaria per truffa aggravata ai danni dello Stato e dell’Inps. Assieme a lui anche i 70 lavoratori coinvolti nella vicenda, i quali percepivano dai 550 fino agli 800 euro mensili, dividendo gli introiti col professionista, il quale curava anche la contabilità di sette aziende ora parte lesa nella vicenda in quanto all’epoca all’oscuro di quello che in realtà il professionista dichiarava per loro conto e del maxi raggiro – di oltre mezzo milione di euro –  messo in atto.

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WCENTER 0WKCBJVCKD  -  ( Luciano Sciurba - carabiniericomputer (1).JPG )CASARANO. Acquista 400 litri di olio extravergine di oliva da un anziano agricoltore ma sparisce nel nulla al momento di pagare. Con l’accusa di “truffa aggravata e continuata” è stata denunciata, quest’oggi, una 36enne di Casarano (B.C. le sue iniziali) che alcune settimane fa ha contattato un produttore 70 enne di Gallipoli per acquistare dell’olio di prima qualità per uso familiare: due le consegne da 200 litri ciascuna effettuate nel giro di pochi giorni non seguite, però, dal previsto pagamento dei circa 4mila euro pattuiti. Varie le scuse accampate dalla donna che, dopo aver affermato di non avere contante al momento della consegna, ha poi riferito di un problema con la banca sino a sparire nel nulla disattivando l’utenza cellulare fornita al malcapitato agricoltore. Grazie ai dettagli forniti dal denunciante e dall’esame dei tabulati, i carabinieri sono poi riusciti a risalire alla truffatrice, ben nota per aver commesso più volte in passato il medesimo reato.      

commisariato polizia taurisanoCASARANO. Truffa smascherata quella messa in atto da una coppia di casaranesi “in trasferta” a Ruffano. I due (36 anni lei, 43 lui, tutti con precedenti), hanno acquistato senza pagare gioielli per un valore complessivo di 1.100 euro rivendendo i preziosi ad un compro oro di Casarano. Particolare la tecnica messa in atto dalla donna che, fingendo di sbagliare nel digitare il codice pin della carta di credito, è riuscita comunque a conquistare la fiducia dei titolari della gioielleria e a portare a casa valori per 1.100 euro il primo giorno con la scusa che il giorno seguente avrebbe dovuto prendere parte ad una cerimonia. Al ritorno nel negozio, la donna ha, però, provato a portar via altri gioielli per un valore di 1.815 euro sempre con la tecnica del “pin errato” ma, questa volta senza successo. I titolari hanno fiutato che qualcosa non andava nel verso giusto ed hanno invitato la donna a prelevare il contante dalla vicina banca. Uscita dall’esercizio, invece, la donna ha fatto perdere le proprie tracce nell’auto condotta dal marito non prima di aver rilasciato false generalità. Grazie alla targa dell’auto, annotata dai negozianti, è stato facile risalire agli autori della truffa denunciati poi al commissariato di Polizia di Taurisano (foto). La commerciante è stata poi indirizzata dagli stessi agenti nel compro oro dove, fingendosi cliente, avrebbe sicuramente ritrovato la sua merce. Così è, infatti, accaduto. Opere per l’efficientamento energetico negli edifici scolastici, disagi “inevitabili”.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAMELISSANO. Come rendere più appetibile l’acquisto di un’auto usata? Uno degli espedienti, ma non certo lecito, è quello di far risultare nel contachilometri un numero inferiore a quello reale. L’acquirente ci crede e compra la macchina, salvo poi a scoprire dopo qualche giorno che c’è qualche difficoltà, che le prestazioni non sono al massimo e che il mezzo non è così nuovo come poteva far credere il numero di chilometri macinati. Non sempre i rivenditori che fanno ricorso a questi mezzi per far lievitare il prezzo dell’auto la fanno franca. Nei giorni scorsi i carabinieri di Campi Salentina hanno scoperto un raggiro a opera di un commerciante di auto usate di Melissano che è stato poi denunciato a piede libero. Aveva “sottratto” dal contachilometri di nove auto un bel po’ di chilometri per renderne più conveniente l’acquisto. Naturalmente alla “sottrazione” corrispondeva anche “l’addizione” del prezzo.

Dalle indagini, che si fanno confrontando il numero dei chilometri registrati sulla banca dati della casa madre in relazione all’ultimo tagliando con i chilometri riportati sul contachilometri, è venuta fuori la frode. Al rivenditore di auto usate sono stati contestati frode in commercio per le sette auto che erano ancora nel deposito in attesa di clienti, ma sotto sequestro, e truffa per le due auto che erano state già vendute.

guardia di finanza x generichePARABITA. Saranno gli uomini della Guardia di finanza di Gallipoli a far luce sul presunto raggiro che ha coinvolto diverse decine di persone con contrassegni-fotocopia e contratti Rc auto falsi rilasciati da un’agenzia parabitana. Quasi un centinaio le vittime, ignare che il cedolino ricevuto dopo il pagamento del premio assicurativo fosse falso.
L’assicuratore avrebbe incassato i soldi, senza mai trasmetterli alla compagnia assicurativa e, dunque, senza far partire la copertura per il loro veicolo. Se le Fiamme gialle non avessero accertato la truffa, in caso di fermo o controllo delle forze dell’ordine avrebbero rischiato il sequestro dell’automobile, il ritiro della patente per un anno ed una multa che va dagli 800 ai 3000 euro.

Diverse decine di migliaia di euro il giro d’affari della truffa che, non solo avrebbe sottratto alla compagnia assicurativa il premio versato dal cliente, ma avrebbe anche esposto i malcapitati stessi ad enormi rischi in caso di sinistri stradali. I controlli della Guardia di finanza sono ancora in corso, con verifiche a tappeto, interrogatori e riscontri che stanno facendo salire il numero delle vittime coinvolte. In caso di dubbio sulla validità del tagliando e sulla propria copertura assicurativa si può consultare il sito internet del Ministero dei trasporti (www.mit.gov.it) ed il portale dell’automobilista (www.ilportaledellautomobilista.it), inserendo i numeri di targa degli autoveicoli, dei motoveicoli e dei ciclomotori.

Carlo AgrosiTAURISANO. Ancora truffe ad anziani ultranovantenni residenti a Forlì, la donna con deficit psichico e l’uomo totalmente privo della vista, in possesso di un cospicuo patrimonio e quello che è più importante con una propensione ad aiutare il prossimo. Ne ha approfittato il furbo di turno, Carlo Agrosì (foto), un 49enne originario di Taranto e domiciliato a Taurisano. L’uomo ha scritto una lettera all’anziana coppia raccontando di essere una mamma disperata di una bambina in procinto di affrontare una difficile operazione di trapianto di un polmone. Alla richiesta di aiuto la coppia ha risposto con l’invio di 12mila euro. I parenti della coppia, allertati dagli ammanchi sospetti hanno inoltrato una denuncia alle forze dell’ordine che hanno avviato le indagini. Macrì è stato arrestato dagli agenti del commissariato di Taurisano in esecuzione di Ordinanza applicativa di misura cautelare del Tribunale di Forlì per truffa e circonvenzione di incapace.
A carico dell’arrestato, inoltre, esiste altro procedimento penale per un precedente raggiro alla medesima coppia di 20mila euro.

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tribunale lecceGALLIPOLI. I dati lo dicono chiaramente: sempre di più gli italiani fanno i loro acquisti senza spostarsi da casa, davanti allo schermo di un computer o di un televisore. Ma le truffe sono in agguato e occupano le cronache giornaliere. Quasi sempre a ingannare l’incauto navigatore su Internet è il miraggio di una proposta a basso costo: partono le trattative, si spediscono i soldi e da bravi “navigatori” si finisce col cadere nella rete.

Ne ha fatto esperienza un cittadino gallipolino attratto dal costo abbordabile di una piscina da posizionare nel suo giardino. Concluse le modalità di pagamento con la carta Postepay, sono passati giorni, settimane a mesi, ma della piscina nemmeno l’ombra. Così l’acquirente, convinto di essere stato frodato, ha sporto denuncia. Partite le indagini del commissariato di Gallipoli, è stato rintracciato il “venditore” di piscine a prezzi convenienti. Si tratta di un napoletano 54enne, adesso denunciato per truffa.

Altro giro, altra truffa, sempre in territorio gallipolino. Questa volta si tratta di falsi incidenti stradali organizzati ad arte per intascare i soldi dell’assicurazione. Due gli episodi: uno successo cinque anni fa (una Mercedes contro una Atos); i protagonisti sono stati tutti assolti per mancanza di prove. Il secondo episodio, invace, risale a quattro anni fa. Gli imputati (quattro) avrebbero attestato un falso incidente tra una Hyundai e un Fiat Iveco. Il giudice Toriello ne ha condannati due a otto mesi di reclusione (pena sospesa) e ha assolto gli altri due.

sede inps-dall'alto casaranoSANNICOLA. Avrebbe truffato l’Inps per quasi 67mila euro la nonnina “falsa-cieca” di Chiesanuova smascherata, lo scorso settembre, da una visita di controllo della Asl. Non si tratta certo del primo episodio del genere ma le singolarità non mancano, ad iniziare dagli anni della pensionata, oggi 95enne, che nel 2005 riuscì a farsi riconoscere”completamente cieca” dalla Commissione invalidi civili della Asl.

A scoprire il “presunto” raggiro (se tale è stato per davvero lo diranno le indagini avviate dalla Procura) è stata una dirigente del Comune di Sannicola insospettitasi dal comportamento dell’anziana, che sapeva essere vedente ma pure titolare di una pensione d’invalidità perchè cieca. La visita “decisiva”, richiesta dalla Commissione medica della Asl, è stata, infatti, attivata proprio dalla denuncia della solerte funzionaria. Quest’ultima è stata poi elogiata pubblicamente per il suo comportamento dal sindaco Mino Piccione.

Tra l’altro, nel 2005, quando le venne riconosciunta l’indennità, la signora viveva pure da sola, prima di trasferirsi, a  causa dell’età avanzata (ma, a quanto pare, non per il presunto deficit visivo) a casa di alcuni familiari per essere meglio accudita. Quanti la conoscono hanno pure ribadito che era solita contare e riconoscere per bene le banconote con cui effettuava spese o commissioni.

Lo sportello bancomat della Popolare

Lo sportello bancomat della Popolare

Alliste. Avevano tentato qualche giorno prima con il postamat di piazza Orologio, poi è toccato al bancomat della Popolare pugliese di piazza S. Quintino. Sempre il solito obiettivo, clonare le tessere bancomat di ignari clienti applicando un sofisticato congegno elettronico. Nell’uno e nell’altro caso l’allarme è scattato per una anomalia notata da clienti vicino la fessura dove viene infilata la scheda, una specie di basetta che ha fatto venire qualche dubbio. I  carabinieri, subito avvisati, sono venuti a capo del marchingegno che avrebbe permesso una vera e propria truffa ai danni degli utenti della banca.

Ora le indagini sono in corso e si spera che le riprese delle videocamere che controllano piazza S. Quintino (assenti invece in piazza dell’Orologio dove c’è l’ufficio postale) diano un esito positivo. Se negli ultimi anni la tecnologia è diventata sempre più sofisticata e i “furbi” sempre più frequenti, è anche vero che è aumenta l’attenzione dei cittadini pronti a dare l’allarme  e avvisare i carabinieri quando si accorgono della più piccola anomalia agli sportelli.

baia verde e litoranea aerea gallipoli

GALLIPOLI. Appartamenti fantasma e truffe reali. Ne hanno fatto le spese turisti affascinati dalle coste del Salento, di Gallipoli in particolare, molto fiduciosi nella rete e nelle opportunità di usarla senza perdere tempo e spostarsi da casa. È accaduto così che in  tanti nel corso dell’estate hanno avuto l’amara sorpresa di essere stati raggirati e di essere caduti, questa volta non solo metaforicamente, nelle maglie della rete di uomini senza scrupoli.

La tecnica è consolidata, protetta dall’anonimato dei siti: gli annunci di appartamenti nelle zone più turistiche di Gallipoli come Baia verde hanno allettato molti che si sono fidati, hanno firmato il contratto, pagato la caparra, per scoprire poi, una volta giunti in città, che l’appartamento loro assegnato o non c’era o era occupato da legittimi proprietari o era già stato  affittato legalmente ad altri inquilini.

Sono partite le prime denunce e le successive indagini a conclusione delle quali sono in sei, tutti residenti in provincia di Milano a essere stati scoperti e denunciati per frode informatica e per truffa aggravata continuata.  Intanto ai furbetti lombardi con conoscenza dettagliata della costa gallipolina l’operazione ha fatto guadagnare più di 5mila euro.

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truffe on line x generiche

TUGLIE. Una denuncia da Tuglie smaschera la truffa messa in atto da due 29enni calabresi nella vendita di uno smartphone. Il 44enne  di Tuglie si è rivolto ai carabinieri di Sannicola perchè, dopo aver versato (con  accredito su Postepay) la somma di 410 euro, per poter avere un Samsung Galaxy visto su un sito di vendite on-line, ha capito che i due truffatori avevano utilizzato false credenziali. La stessa tecnica è stata utilizzata anche da un napoletano ai danni di una donna di Gallipoli che per 250 euro ha atteso invano che il corriere espresso le recapitasse il Nokia Lumia visto in Internet. Per i denunciati l’accusa è di truffa e sostituzione di persona.

BEVILACQUA LUIGI 0 (2)CASARANO. Stamattina i carabinieri di Salve, aiutati dai colleghi di Casarano e Tricase, hanno arrestato il 41enne Luigi Bevilacqua con l’accusa di truffa e ricettazione aggravate in concorso, e di falso in titoli di credito.

La vicenda riguardante l’uomo casaranese, che ora si trova presso il carcere di Lecce, risale al novembre 2012. Le indagini hanno avuto inizio in seguito ad un furto di un libretto di assegni compiuto da ignoti in un’abitazione di Salve. Bevilacqua ed altri complici sono accusati di aver utilizzato il carnet degli assegni per acquisti sotto falsa identità, in tutta Italia, per un totale di 18mila euro (tra le compere, anche un cavallo). I commercianti, al momento d’incassare gli assegni, si lasciavano trarre in inganno dal fatto che le transazioni di denaro venivano regolarmente fatturate ed intestate, su indicazione dei truffatori, a ditte risultate poi non essere mai esistite, in seguito alle indagini dei carabinieri. Tutte le ditte “fantasma” avevano la loro sede legale in provincia di Lecce.

magnete su contatori enelUGENTO. Il “trucco” del magnete per diminuire gli importi sulle bollette arriva anche a Ugento e a Racale. Nei giorni scorsi i tecnici dell’Enel hanno scoperto, rispettivamente in un’azienda e in un grande supermercato, la presenza di una calamita sul contatore dell’energia elettrica. Un metodo molto in voga in tutta Italia, a leggere le cronache nazionali, per veder abbassare drasticamente le cifre in bolletta. Ma per chi mette in pratica questo stratagemma non sarà più vita facile. Per Enel, infatti, è sempre più semplice scoprire i raggiri, grazie ai confronti dei consumi nei diversi periodi di tempo. Così come avvenuto a Ugento e a Racale, ma anche in altri casi scoperti recentemente in provincia. In un ristorante alla periferia di Lecce, per esempio, oltre ai tecnici dell’Enel sono giunti anche i carabinieri del Nucleo operativo, che hanno denunciato il titolare per truffa. Altri tre casi, poi, sono all’attenzione della procura del capoluogo.

Quella della calamita – che crea un campo magnetico in grado di alterare le misurazioni dei consumi – non è l’unica “trovata” per raggirare la società che fornisce l’energia elettrica.

C’è chi riesce a collegare l’impianto direttamente alla linea elettrica pubblica, by-passando il contatore (alcuni casi del genere si sono verificati nei mesi scorsi ad Alezio, per esempio) oppure, come si legge sui giornali on line, non manca chi collega il computer al contatore per modificarne il software. Tutte tecniche che, però, sembrano ormai non sfuggire più ai controlli dei tecnici.

Tecniche raffinate ormai dominio dei truffatori, ma i controlli sono serrati.

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via bartolomeo ravenna gallipoli

Turisti di CASERTA segnalano a PIAZZASALENTO: “Un appartamento con sei posti letto dal 10 al 17 agosto per 600 euro? Che bella occasione! Chi non la coglierebbe al volo, essendo intenzionato a trascorrere la settimana a cavallo di Ferragosto nell’agognata Gallipoli? Poco importa se la somma va versata, per intero, prima dell’arrivo e della consegna dell’appartamento. è evidentemente una offerta a basso costo, di chi magari non ha trovato altro di meglio e l’ha messa in rete al primo turista… Sul web anche foto, rigorosamente di interni, della casa situata in via Bartolomeo Ravenna, che corre dal teatro Tito Schipa parallela a corso Roma, nei pressi della stazione ferroviaria. Arrivati a destinazione nella mattinata del 10 agosto gli affittuari potenzali hanno cominciato però ad avere problemi: intanto il signor Antonio, con la non meglio identificata signora Elena Napoleone, non rispondeva più al telefono (come nei giorni precedenti…); poi, al numero civico indicato non c’era nessuna casa che li aspettasse. è andata peggio ad una famigliola di Milano, con tre bimbi piccoli: stessa destinazione conveniente e stesso esito drammatico. Sono stati per alcune ore in auto cercando soluzioni in giro, fino a trovarne una a prezzi “normali” (1800 euro a Baia verde). E non ci sono stati solo questi casi; se ne segnalano decine, a Gallipoli, Ugento e in altre marine”.

Alfredo Cardigliano, l'avvocato truffaldino

CASARANO. Ha coinvolto anche clienti di Casarano, Parabita, Supersano, Galatone e Galatina la presunta truffa messa in atto dall’avvocato Alfredo Cardigliano (46 anni di Ruffano) finito in carcere, nei giorni scorsi, per aver “raggirato” almeno 14 clienti per somme tra i 700 e gli 800mila euro.

Interrogato in carcere il legale ha addirittura ringraziato gli inquirenti per averlo arrestato annunciando che non farà più l’avvocato. «È stata per me una liberazione, non so, altrimenti, che fine avrei fatto», ha affermato Cardigliano facendo delle ammissioni ma negando di aver “raggirato” i clienti o prospettato loro “potenziali” pericoli di perdere la casa visto che queste situazioni, a suo dire, erano tutte reali. A suo dire si sarebbe, dunque, limitato a “trattenere somme che andavano ben oltre gli onorari”, trovandosi in situazioni di “difficoltà economica”.

L’inchiesta ha del clamoroso per il nome del legale inquisito (ben noto non solo nell’ambito provinciale) e per il gran numero di persone coinvolte, “vittime di un collaudato sistema di escamotage tanto più grave perchè messo in atto nei confronti di soggetti deboli”, come ha scritto il giudice per le indagini preliminari, Vincenzo Brancato, nel motivare l’arresto. Il legale è accusato di aver chiesto soldi (e pure tanti) ad ignari clienti ai quali avrebbe prospettato il rischio del pignoramento della casa ovvero la necessità di provvedere a “depositi cauzionali” (anche da 115mila euro) o all’estinzione di cartelle esattoriali (77mila euro da una donna di Parabita).

Le denunce dalle quali ha preso piede l’inchiesta (con le accuse di truffa e di infedele patrocinio) sono state ben 13, dal luglio del 2010 al marzo scorso, alle quali ha fatto seguito quella di una giovane donna originaria di Galatone, ma residente in Umbria, che ha parlato di 7mila euro chiesti per salvare la casa dal pignoramento. Gli inquirenti ritengono, però, che altre vittime possano ora farsi avanti. Sette, tra l’altro, sono i processi (a vario titolo) ai quali è sottoposto l’avvocato mentre due le condanne già comminategli tanto da far ritenere “tardiva”, al procuratore della Repubblica Cataldo Motta, la decisione dell’Ordine degli avvocati di Lecce di provvedere alla sospensione “in via cautelativa” del legale di Ruffano.

La fama di Cardigliano è legata anche alla difesa di alcuni fiancheggiatori del boss brindisino Vito Di Emidio per la strage della Grottella (tre guardie giurate trucidate sulla Copertino-San Donato nel 1999). Lo stesso Di Emidio, nel 2002, arrivò a minacciarlo di morte (durante il processo che seguì la strage) accusandolo di avergli “scucito” circa 100mila euro. In quegli anni Cardigliano subì anche un attentato ed ancora nell’aprile dello scorso anno, da un’intercettazione telefonica, emerse il rischio che gli potessero bruciare la Maserati.

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